|
Sito ufficiale
www.danilorea.it

Foto presa dal
sito ufficiale di Danilo Rea
La storia
poco scritta, ma suonata intensamente,
di un pianista dal nome Danilo Rea.
Pare sia nato nella città di Vicenza. In che anno?
Mmm....no, non c'è dato
saperlo, certo in un momento in cui la strada era
ancora la dimora del jazz.
E lo sguardo, senza tempo, "immerso in un sogno",
non ci è d'aiuto a
definire nè contenere. E che bisogno ne avremmo?
In tenera età si trasferì a Roma... Mmm, ciò
renderebbe attendibili alcuni
documenti del Conservatorio S. Cecilia, dai quali
spunta un diploma in
pianoforte.
Perchè virtuoso e raro, nonchè gradevolmente
riservato, è ricercatissimo in
ambito pop. Alcune testimonianze lo vedono cedere il
suo Strumento ad
artisti italiani come Claudio Baglioni, Mina,
Fiorella Mannoia, Pino
Daniele, Domenico Modugno, Renato Zero...
Così come, certe, sono le collaborazioni
concertistiche e discografiche con
Lee Konits, Dave Liebman, Bob Berg, Toots Thielemans,
Michael Breker, Art
Farmer, Aldo Romano, John Scofield, Steve Grossman,
Phil Woods...
E con Chet Baker: come non illudersi, "oltre
l'arcobaleno", nell'anima
creata e vissuta tra il piano di Danilo e la tromba
dell'Angelo biondo? Come
non gustare le lacrime di un simile dialogo?
Lo hanno visto prender parte a gruppi quali il
Quintetto di Giovanni
Tommaso, i Lingomania, (miglior gruppo italiano del
top jazz '87),...
I Doctor3, assieme ad altri due maestri, Enzo
Pietropaoli e Fabrizio Sferra,
premiati nel 1998 e 1999 per il miglior disco jazz.
Biografare interamente la carriera firmata durante
le sue comparse, è
sconfinare. E queste righe vorrebbero percorrere
appena il tempo di una
canzone. Magari "Stelle di stelle"...
Ma quando Danilo scompare?
Pare sia ancora in viaggio, con i Doctor3 ed altri a
tracciare il suo
percorso di jazz.
Un pianista che si credeva poter esistere solo nella
fantasia di chi respira
di musica.
E l'improvvisazione, forse il suo pretesto, la sua
passione, un'arma
incorruttibile, capace di dare senso
all'immaginazione, non cedendo mai ad
un briciolo di banalità.
Non soltanto uno tra i più grandi pianisti jazz.
Suona oltre. Con assoluta
libertà, superando le regole di una tastiera ad
ottantotto tasti. Perchè
sedendoti al piano o suoni una musica o suoni!
Un pianista che preme emozioni, quando, in quest'arte,
neppure il dolore
nuoce.
E tu, ascoltatore, ad ammirare la delicatezza e
l'umiltà, non ti accorgi mai
fino in fondo quanto siano naturali quelle note. |
|