Chat Forum Blog Liste Utenti


Koinè

Claudio Baglioni in qualità di ambasciatore artistico della FAO partecipa il 27 ottobre dello stesso anno al World Food Day Concert tenutosi a Roma; la sigla Koinè è una sua composizione per l'avvenimento sociale.

Il testo di Koinè
 
Koinè, koinè
Tutti insieme, koinè
Koinè, koinè
.All together, koinè

Koinè, koinè
Todos juntos, koinè
Koinè, koinè
Tous ensembles, koinè

Koinè, koinè
Koinè, koinè, koinè
Koinè, koinè
Koinè, koinè, koinè

Koinè, koinè
Koinè, koinè, koinè
Koinè, koinè
Koinè, koinè, koinè

Koinè, koinè
Koinè, koinè, koinè
Koinè, koinè
Koinè, koinè, koinè

Koinè, koinè
Koinè, koinè, koinè
Koinè, koinè
Koinè, koinè, koinè

Koinè, koinè
Koinè, koinè, koinè

Koinè, koinè, koinè, koinè
Koinè, koinè, koinè, koinè
Koinè, koinè, koinè, koinè
Koinè, koinè, koinè

Siamo sempre in cerca di una Koinè, una lingua, una cultura che accomuni i popoli del mondo.
La musica, il suono, il canto hanno questa speranza, questa possibilità.
Così andiamo a fare il nostro viaggio per incontrarci, per scambiare gesti e pensieri affinchè non ci siano più quelli che hanno fame di nascere per morire di fame.
Questa è la causa.

Questo sarà l’impegno.
Claudio Baglioni


Certo. La musica non si mangia. L’arte nemmeno. Anche se un vecchio detto dice che una certa fame fa diventare creativi. Ma nessuno può essere saggio a stomaco vuoto. E un uomo che non ha di che nutrirsi non può chiamarsi uomo. Un uomo che è tenuto in fame subisce quell’infamia. E’ una carcassa utile a essere sopraffatta dal più forte e robusto e da chi può gettare nel piatto cibo di scambio. La fame è il peggiore e il più terribile degli insulti. La fame è una prigione senza scampo. E nelle vignette di una volta non si dava ai carcerati solo pane e acqua? La fame è la più tremenda delle punizioni. E a noi, bambini di qualche anno fa, non minacciavano il castigo di spedirci a letto senza cena? Ma, adesso, noi, la cena ce l’abbiamo. Noi si. E loro? Noi e loro. Insieme al mondo. In un mondo in cui una persona su quattro vive nella povertà. Noi. Invece, tra bulimia e anoressia. E, cliniche e pastiglie per dimagrire. E immagini di camion rovesciati a distruggere cibo. E’ una legge economica, dicono; e ogni anno, viene eliminata un’area forestale grande quanto la Grecia. Più di duecento milioni di persone non hanno acqua sufficiente. Ottocento milioni non hanno da mangiare. Vivono, poi, nell’illusione di fuggire da quell’inferno, nel degrado, nelle delinquenza, nella prostituzione. Ma un lupo non odia la pecora che sbrana, odia la propria orribile fame. Certo. La musica non si mangia. E hanno ancora un senso queste manifestazioni e concerti? I "live aid" non si sono un po’ smorzati per un’ansia proliferante di soccorso? Non ci stiamo trasformando, da un esercito di cittadini- soldati militanti, pronti a combattere per le cause giuste dell’umanità, in reparti improvvisati di crocerossine che corrono a medicare vittime e feriti di tutti i guai del mondo? Una volta ogni tanto e quando si può? E gli artisti, i saltimbanchi che possono fare? Ricordo la storia di un frate, che prima era acrobata in un circo, che non sapeva dir messa perché era ignorante e masticava il latino. Ma, da solo, non visto, ogni sera davanti all’altare faceva piroette e giravolte, convinto di servire, magari a modo suo, la gloria dei santi e la speranza degli uomini. Così, per tutta la vita senza che nessuno lo sapesse. Finchè non ci morì, in uno sforzo finale, supremo. Felice. Così gli artisti, nell’unica maniera che conoscono. Con l’imbarazzo con il dubbio di sempre. Con il pericolo che, sotto i riflettori, la luce possa sembrare un po’ falsa. Perché senza troppo clamore, senza fari e amplificatori, tanti continuano a fare, a dare il loro tempo, la loro fatica. Perché il volontariato è agire nelle cose ordinarie, senza smettere mai. Da ragazzino giravo per le case, con un bussolotto, a chiedere offerte per i missionari. Più tardi mi sembrò inutile troppo modesto. Pensavo alle cose più importanti, quelle straordinarie. Guardavo e lasciavo tutto ai grandi interventi. Lo stato, le organizzazioni. E se ancora non si sa dove siano finiti i soldi della cooperazione? Oggi m’hanno dato il ruolo di ambasciatore artistico. Ma a dir la verità, mi sento più un artista in ambasce. Servirà tutto ciò? Qualcuno a detto : sarà pure una goccia nell’oceano ma se non lo facessimo sarebbe una goccia in meno. In quell’oceano di assetati che sono gli uomini senza speranza.

Claudio Baglioni
Ambasciatore Artistico della FAO

Gallery

IL MEGACONCERTO FAO . Contro la fame nel mondo si esibiscono oggi in diretta Mondovisione i " big " della musica internazionale
Colosseo rock per trecentomila
Una maratona che si concludera' con " Koine' " cantata in coro da tutti

Contro la fame nel mondo si esibiscono oggi in diretta Mondovisione i "big" della musica internazionale TITOLO: Colosseo rock per trecentomila Una maratona che si concludera' con "Koine' " cantata in coro da tutti

di ROBERTO DELLA ROVERE

La lotta contro la fame nel mondo (almeno 800 milioni di persone vivono al di sotto della soglia della fame) si combatte anche con la musica: e' questo il significato del megaconcerto con ingresso gratuito che, dalle quattro di oggi pomeriggio fino a tarda sera, vedra' alternarsi sul palco allestito alle spalle del Colosseo una centinaio di artisti giunti da ogni parte del mondo: tra questi Baglioni, De Gregori, Youssou N' Dour, Cheb Khaled. Una buona causa insomma, tale da far passare in secondo piano i disagi che anche ieri hanno dovuto subire gli automobilisti, "deviati" verso via Cavour e verso Colle Oppio, per la chiusura al traffico dell' intera zona interessata dal concerto. E, sempre la buona causa, ha tacitato quanti non vedono di buon occhio l' utilizzo dei monumenti di alto valore archeologico per manifestazioni di massa. "Del resto . fanno osservare gli organizzatori . c' e' il nulla osta della sovrintendenza. Soprattutto, i monumenti non verranno nemmeno sfiorati, ne' dal concerto ne' dal pubblico. I palchi poggiano infatti sul manto stradale in via dei Fori Imperiali, all' altezza della fermata del metro' , in direzione di piazza Venezia. Quanto alle vibrazioni prodotte dalla musica, gli effetti . assicurano ancora gli organizzatori . saranno inesistenti. L' impianto audio e' costituito infatti da una serie di piccoli sistemi collocati in modo puntiforme lungo la via". Una manifestazione che avra' in platea, si prevede, almeno trecentomila persone, ma che sara' amplificata dalla mondovisione: Raidue trasmettera' infatti il concerto in diretta dalle 16 alle 19 e in differita dalle 22.30 alle 23.20. Il culmine del concerto e' previsto fra le 19.30 e le 20.30 quando si esibiranno i nomi piu' famosi. Contemporanamente sul maxischermo di fronte al Colosseo, oltre alle immagini del concerto, scorreranno anche i messaggi di solidarieta' mandati da Peter Gabriel, Jane Fonda, Bruce Springsteen, e altri ancora. Baglioni, che e' ambasciatore artistico della Fao, avra' il ruolo di conduttore della parte musicale della serata. E questo "food day event" voluto dalla Fao insieme con il comitato "non profit" Artu' (lo stesso che organizza la "partita del cuore"), il momento conclusivo di una serie di manifestazioni per i giovani svolte a partire dal 22. Le iniziative guardano anche ad un' altra importante scadenza: il vertice mondiale dell' alimentazione, che si svolgera' a Roma dal 13 al 17 novembre. Nell' occasione i capi di Stato e di governo di oltre 190 paesi si incontreranno per rinnovare un impegno globale per accordarsi, a questo riguardo, su concreti piani d' azione. ------------------------- PUBBLICATO ------------------------------ TITOLO: Insieme Italia e Africa COSI' IL "CAST" - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - La scaletta del concerto, dicono gli organizzatori, potra' variare fino all' ultimo momento, secondo l' estro degli artisti. Di certo aprira' Claudio Baglioni, alle 16.35, che nel corso della serata eseguira' , tra gli altri brani, "Le vie dei colori" e "Le mani e l' anima" insieme a Youssou N' Dour. Quindi Francesco De Gregori che con Ambrogio Sparagna cantera' "Fine di un killer". Alle 17 circa Luca Carboni con "Inno nazionale", "Ni na na" e "Pregare per il mondo". Quindi dalle 18.40 alle 19.15 musica da ogni parte del mondo, sul palco anche piu' artisti contemporaneamente. Molti gli esponenti del gruppo Womad, la piu' autorevole organizzazione che promuove la musica etnica, fondata a Londra da Peter Gabriel. Nell' incontro fra Italia e Africa, da seguire Youssou N' Dour e Cheb Kahled. Alle 19.15 riprende Baglioni, seguito di nuovo da De Gregori. Alle 20 e fino alle 21.15 tornano in scena i "big" che canteranno un pezzo tutti insieme, "Koine' ", scritto da Baglioni per l' occasione. Si parla anche di un probabile duetto tra lui e De Gregori, ma anche su questo non c' e' certezza. Come pure sull' arrivo di Peter Gabriel che ancora ieri sera veniva dato a momenti per sicuro, a momenti per impossibile.


TITOLO: A Baglioni dieci in condotta LA STRANA LEZIONE DEL CANTAUTORE vengo io a darvi il microfono?". "Si' i' i' i' !!". Strana lezione, quella di Claudio Baglioni a Cinecitta' . Il concertone al Colosseo e' stato preparato da una serie di workshop, se possibile vicini al tema della manifestazione: le risorse alimentari. Per Baglioni non e' stato possibile. Davanti a 200 fan scatenati, maldestramente truccati da studenti (nell' ordine erano: iscritti ai club Baglioni, figli di dirigenti della Fao (promotrice dell' evento o dei guardiani di Cinecitta' ), Baglioni si e' seduto su una seggiola e ha detto che di lezioni con lui, ieri mattina, non era proprio il caso: "Non sono uno che sa insegnare". Invece Baglioni, tenuto d' occhio da tre guardie del corpo, hai visto mai un raptus delle sedicenti studentesse (che dopo la domanda passano ai flash delle macchine fotografiche), e' stato un bravissimo comunicatore, alla mano, la battuta pronta, disponibile su inediti gustosi della sua carriera, lontano dall' idea di una certa "grandiosita' " cattedratica che talvolta affiora dalle sue belle canzoni. Oggi cantera' in avvio alle 16.30 (e poi tornera' nel corso del concerto): "Sto pensando a "Ninna Nanna" perche' siamo a Roma e il testo e' di Trilussa e parla di guerra; poi "Le vie dei colori", che riunisce il concetto della koine' dei linguaggi, e "Le mani e l' anima", che ho gia' cantato con Youssou N' Dour". E un duetto con Francesco De Gregori? "Si' , mi piacerebbe. Una volta a casa sua duettammo qualcosa di napoletano. L' unica occasione pubblica con Francesco risale al 1974. Era un sabato pomeriggio al Pantheon, avevamo mangiato e soprattutto bevuto. Ci mettiamo a cantare insieme sulla piazza, strapiena". Allora? "Allora niente, come se fossimo trasparenti. Nessuno ci riconobbe. Solo una comitiva di giapponesi ci butto' qualche monetina sopra il fodero aperto della chitarra. Sono stato tre giorni male. Francesco di piu' perche' in vanita' mi batte". La lezione, dunque. Domanda: sono un aspirante cantante, puoi darmi qualche consiglio? "Sono poco ottimista. Avevo 23 anni quando andai per la prima volta in tv. Aspettai per tre giorni in camerino. C' era sempre qualche amica dell' onorevole che registrava prima di me. Quando venne il mio turno, il regista . si chiama Martelli tanto per non far nomi . con una voce che veniva dall' alto e sembrava il Giudizio universale, mi apostrofo' cosi' : "Questo principino e' pronto?". Tre giorni che aspettavo! Raggiunsi il microfono e urlai: "Voi e tutta la tv, andate a cagare". Di tutto, successe. Un cameramen voleva menarmi. Si cerca sempre di respingere la creativita' . E se scrivi una bella canzone sentimentale quando tira la canzone di protesta, non hai spazio". Cosa pensa di Anonimo Italiano, il cantante clonato con la sua stessa voce? "Anch' io sto pensando a quale maschera indossare al prossimo Carnevale". Un soldo di cacio di nove anni: cosa volevi fare da grande? "L' ingegnere o l' ambasciatore: primo perche' non porta pena (al femminile), secondo perche' anche nei Paesi in guerra stai nei posti piu' belli, dai feste da mattina a sera e non paghi una lira, dici quattro frescacce tanto non sei tu a decidere e fai una vita stupenda". Il suo sogno nel cassetto dura da ventisette anni e s' e' persa la chiave: "Sogno dal 1969 di fare una commedia musicale. Il mio "Tour Rosso" era un tentativo di mettere l' accento su situazioni teatrali: c' erano i colori, le scene, i corpi in movimento". Rivela che "E tu", uno dei suoi maggiori successi, e' nato come una commedia musicale: una favola con una signorina orfana e un tizio che vuole impadronirsi delle sue ricchezze. "Io dovevo impersonare una specie di Corto Maltese, m' ero messo a fare pratica di lancio del coltello e andavo per boschi. Vangelis, che doveva collaborare, non ci capi' nulla. Capii che doveva essere solo un disco". Le cantonate dei discografici: per loro "E tu" non era una buona canzone, "Sai, mi dissero, andiamo verso l' estate, ci vuole qualcosa di piu' scattante". Per non parlare di "Questo piccolo grande amore": "E una buona facciata B"... Claudio stremato da un' ora e un quarto di domande da ultra' della curva Sud: "Ma non avete fame, voi?" Ancora una: cantaci qualcosa. Coro: "Bra vo, Bra vo". Baglioni: "Scambio la canzone con altre due domande". Non c' e' niente da fare. E si mettono a cantare, lui e i duecento del workshop, il miele di "Avrai", la canzone che ha dedicato al figlio. Claudio Baglioni, anche se non era una lezione, la rimandiamo a casa con 10 in condotta.

Della Rovere Roberto, Cappelli Valerio


Pagina 43
(27 ottobre 1996) - Corriere della Sera
http://archiviostorico.corriere.it/1996/ottobre/27/Colosseo_rock_per_trecentomila_co_10_9610274922.shtml