Interviste

Il Resto del Carlino 18/03/2004
MUSICA Domani al Palafiera l'atteso concerto del cantautore
PER IL CONCERTO DI BAGLIONI UN 'CRESCENDO' DI EMOZIONI
di Enrico Zavalloni


Dovevano essere 27 i concerti di Claudio Baglioni in lungo e in largo per l'Italia, ma strada facendo sono diventati 56. Un vero Crescendo, come titola di nome e di fatto il nuovo tour. Quello di domani sera al Palafiera per il cantautore romano sarà un ritorno. 
Una nuova puntata del suo inossidabile feeling con il pubblico di tre diverse generazioni. Per lui in via punta di Ferro domani si annuncia il gran pienone (per i biglietti, info 0543 - 60738). Un'altra grande manifestazione di affetto. "E' stato un titolo davvero profetico questo del tour - dice Claudio Baglioni - come a sottolineare il fatto musicale, quando le note diventano sempre più cariche, potenti. E Crescendo perchè dentro ci sono 36 anni di vita. Dalla cantina dove ho iniziato a suonare i Beatles, al palcoscenico di oggi".

Sarà una maratona da tre ore anche a Forlì?
"Sì, il concerto dura oltre tre ore e un quarto, poi dipende dai bis. Ci sono dentro 35 canzoni, una attaccata all'altra senza un attimo di respiro"

Cosa ti dà la carica per rendere sempre al massimo?
"Di solito dico scherzando che faccio sempre l'antidoping dopo un concerto. In certi momenti, inizio che sono già un po' stanco, poi lì in mezzo al pubblico trovo la carica che mi trascina. L'adrenalina fa miracoli". 

Cos'è cambiato rispetto all'ultima volta che il tour è
arrivato da queste parti?
"A differenza dell'altro tour che ho portatato a Forlì con coreografie e ballerini, qui c'è la musica al centro dello spettacolo. Ci sono io, ma non sono solo,perchè con me viaggiano nove musicisti affiatati e ci diamo da fare per attivare la scena. Ogni tanto sul palco salgono alcuni di questi compagni di viaggio che lavorano dietro le quinte al buon funzionamento di questa grande famiglia: il cuoco, i contabili, i trasportatori... per inventarsi qualche situazione mentre si cambia registro"

Il palco offre sempre delle soluzioni ardite...
"E' in verticale, in pratica con quattro palchi sovrapposti che offrono una visibilità e una vicinanza uniche"

Un Crescendo che è stato definito antologico. E' una
definizione giusta?
"Antologico, è una definizione che rende bene l'idea di questo tour e di questo spettacolo. Recupero alcuni arrangiamenti originali e dentro c'è molto dell'ultimo album L'uomo della storia accanto. Perchè la mia è la storia di una persona comune che diventa nota e fa un mestiere sopra le righe. Ho il privilegio di poterla raccontare. Non a caso inizio con Yesterday è l'unica canzone che non è mia fra quelle che canto, ma per me ha un significato speciale. Mi ricorda quando iniziai a suonare in una cantina"

Un viaggio nel tempo? 
"Con la musica è come spostare l'orologio indietro. Sono a bordo di una macchina spazio-tempo che si muove seguendo tre generazioni, più una che sta nascendo di piccolissimi fans. Posso davvero dire che ogni volta vedo persone che ricominciano... strada facendo" 

Torni volentieri a Forlì?
"E' un posto dove ho dato il via a tour, dove ho potuto fare le prove generali. Poi in Romagna mi sento a casa e non lo dico perchè oggi sono qui. Ho lavorato per vent'anni con una agenzia di Cesena. La Romagna è fatta anche di persone che hanno voglia di creare e realizzare progetti. Ammiro molto la capacità dell'impresa, del muoversi".