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Interviste

La Repubblica 13/03/2004
Claudio Baglioni domani sera al Mazda Palace di Fiumara, per una replica del tour
"TORNO PER QUESTO PUBBLICO"
Nuovo concerto dopo la serata con il palco "occupato"

Laureando con una tesi sulla "riqualificazione degli spazi per gli intrattenimenti"
di Lucia Marchiò

"Torno per rispetto del mio pubblico, mi piace mantenere le promesse". Detto fatto. Claudio Baglioni, nuovamente sul palco del Mazda Palace domani sera nell´ambito del "Crescendo Tour", dopo il caos andato in scena lo scorso novembre a causa di una partita di biglietti il cui posto a sedere era stato venduto due volte, lasciando molta gente in piedi, ammette che sì, era molto arrabbiato (il concerto iniziò dopo quasi un´ora di ritardo, con la gente che non intendeva muoversi dal palco, ndr), ma che almeno ha avuto il pretesto per tornare a cantare nella nostra città. 

"Mi sarebbe piaciuto anche invitare personalmente coloro che giustamente reclamarono la loro postazione, spero di vederli. Ma soprattutto, spero che fili tutto liscio e che stavolta, quando attaccherò con Yesterday, non ci siano fischi, ma solo il piacere di stare insieme sino a fine spettacolo".

Non fu colpa sua.

"Certamente, però mi dispiace ancora di quanto accaduto. Ho lavorato molto per eliminare le transenne a favore di una piena visibilità e a favore dell´acustica, ritrovarsi con cento persone sul palco senza posto a sedere. Ci sono rimasto male. Avevano tutte le ragioni. Avrei voluto sanare all´istante la cosa, avrei fatto pure il concerto con la gente seduta ai lati, sopra, ma la struttura particolare del palco, semovibile, non lo concedeva. D´altronde lo spazio era nuovo e la mappatura forse non era stata fatta al meglio, ma ricordo che al mattino ero ancora seccato e minacciavo azioni legali. Per fortuna è stato l´unico episodio increscioso di questa tournée, caduta a parte. Un inizio tormentato, però spesso da eventi del genere nascono tour fortunati, e infatti le date si sono raddoppiate. Da 27 sono diventate 57, è la tournée più lunga in spazi grandi mai fatta in Italia".

Una faticaccia, insomma.

"Lo sentissi come un lavoro magari sarei anche assenteista, la verità è che è difficile resistere al richiamo del palcoscenico. Quando iniziai non lo feci per vocazione, bensì perché avevo 15 anni e ciò significava avere addosso gli occhi delle ragazze e il rispetto dei ragazzi. Era un modo per non sentirsi trasparenti nel mondo. Via via la musica è diventata la mia passione più grande e irrinunciabile, la casa della mia vita. Che poi a casa non ci sono mai. Ho passato buona parte della mia esistenza nei camerini, e con questa scenografia ho trovato il modo di sentirmi comunque avvolto dalle quattro mura".

E il calore del pubblico?

"Indescrivibile, è una forma di doping naturale che per fortuna non lascia tracce a parte un po´ di adrenalina. Ci sono delle energie sulle quali pensi di non poter contare, e invece? Poi io penso di essere indistruttibile, anche quando sono caduto dal palco e sanguinavo, mi hanno portato via dal palco con la forza. Ed avevano ragione, sembrava di essere sulla scena di un film dell´orrore. Ma non mi do mai per vinto, ecco".

Lei è stato tra i primi a inaugurare il Mazda Palace.

"Ha una buona acustica, Genova ne aveva bisogno. Ricordo i concerti al palasport, uno strazio, c´erano dei riverberi incredibili. Per quanto mi riguarda il fatto di avere il palco al centro è capillare. Sto per laurearmi in architettura, e la tesi tratta un po´ la storia del Mazda, Restauro architettonico e riqualificazione degli spazi per intrattenimenti. Ho individuato un area in quel di Roma ove mi piacerebbe mettere in pratica questa cosa, magari non ci riuscirò mai, ma l´idea è stimolante. Almeno per me che non sto mai fermo, neanche con la testa".