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Infortunio a Treviglio
26/11/2003 Infortunio
Cosa volete che vi dica? Evidentemente hanno ragione le statistiche! Secondo loro, infatti, il maggior numero di incidenti avviene proprio dove ci sentiamo più sicuri: tra le quattro pareti di casa. Sul palco di "Crescendo" le pareti non ci sono, ma la casa si, e nemmeno io sono risultato immune dalla dura legge delle statistiche. Lunedì scorso, infatti, a Treviglio, quando ormai mancavano pochi minuti alla fine del concerto, sono stato vittima di un piccolo infortunio, che mi costringe a qualche giorno di riposo forzato. Stavo suonando "Io sono qui", non mi sono reso conto che mi muovevo pericolosamente vicino al bordo della pedana rialzata che occupa il centro del palco a quel punto dello show. Ho messo un piede nel vuoto e sono piombato sul palco sottostante. Devo riconoscere di essere stato, ancora una volta, fortunato. In quella situazione, quel tipo di caduta avrebbe potuto avere conseguenze ben più serie. Invece, me la sono cavata (si fa per dire) con un certo spavento (soprattutto tra quanti hanno assistito alla scena), una gran botta e una quindicina di punti di sutura alla gamba sinistra. Un piccolo neo sulla pelle splendida di questo nuovo tour -"Crescendo"- davvero fortunatissimo, sia per quanto riguarda l'accoglienza e il gradimento del pubblico, che per il giudizio della critica. Entrambi, infatti, parlano di "Crescendo" come del tour più bello in assoluto tra i molti proposti in questi trentacinque anni di musica e devo dire che…cominciano a convincere anche me! Un infortunio del genere si era verificato anche durante il "tour rosso" e, da un momento che sembrava sfortunato, era venuto fuori un tour epico. Era l'ultimo segno che mancava per rendere epico anche "Crescendo", che ora ha davvero tutte le carte in regola (anche sotto il profilo della tradizione scarmantica) per imporsi nel mio cuore -e, mi auguro, anche nel vostro- come uno dei momenti più intensi, appassionati e appassionanti tra i molti, bellissimi, che abbiamo trascorso insieme. Approfitto di questo piccolo spazio, per ringraziarvi per le straordinarie manifestazioni di affetto e di simpatia che mi avete rivolto. In pochissime ore sono stato davvero sommerso da un oceano di e-mail, lettere e telefonate, e direi davvero una cosa non vera se sostenessi che non mi hanno fatto piacere. Mi hanno reso davvero felice e-ancora una volta- mi hanno fatto sentire tutto il calore e l'energia che dà camminare insieme a voi da così tanto tempo su questa strada, e mi hanno trasmesso una carica ed una voglia ancora più grande e più forte di tornare a percorrerla insieme al più presto. Ora che mi sono rimesso in sesto e questa "rammendatina" ha già fatto effetto, la porta della casa di "Crescendo" si apre di nuovo per accogliervi tutti, nell'abbraccio più grande e più caldo tra quelli che musica e parole sanno costruire. Ci vediamo a Verona il 5 e il 6 dicembre. |