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O'scià e l'isola di Lampedusa

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O'scià è una manifestazione nata nel 2003 da un'idea di Claudio Baglioni. Alla fine dell'estate venne organizzata una serata musicale dove Claudio, ha cantato sulla spiaggia della Guitgia per sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema dell'immigrazione. Conosciamo Lampedusa,  infatti, come una delle mete predilette per gli sbarchi di clandestini, che ogni anno distrugge troppe vite e troppi sogni.
Un modo per puntare le luci sul problema e dare risalto a tutto ciò che ne deriva.


IV Edizione 2006

Cast 2006:Francesco Baccini, Claudio Baglioni, Loredana Bertè, Orchestra Casadei, Riccardo Cocciante, Cochi e Renato, Luisa Corna, Ilaria D’Amico, Grazia Di Michele, Fichi D’India, Gigi Finizio, Riccardo Fogli, Francesco, Pino Insegno, Khaled, Mango, Antoine Michel, Amedeo Minghi, Nada, Nair, Neffa, Neri per Caso, Neri Marcorè, Pablo e Pedro, Pago, Giorgio Panariello, Gatto Panceri, Raf, Massimo Ranieri, Francesco Renga, Aida Satta Flores, Alan Sorrenti, Anna Tatangelo, Paolo Vallesi, Michele Zarrillo


Video tratto da O'scia Claudio e Francesco Renga Cantano "Angelo".

O'SCIA' IV EDIZIONE 23-26-28-29-30 settembre 2006

 

 

Rassegna stampa

La Repubblica.it 28/09/2006
Agrigento, 17:30
MUSICA: TORNA "O' SCIA'" FESTIVAL DI BAGLIONI A LAMPEDUSA

Torna da domani a Lampedusa "O' Scia'": Odori, Suoni,Colori d'Isole d'Altomare, il festival laboratorio permanente, ideato e promosso da Claudio Baglioni. Per la serata inaugurale della quarta edizione sulla spiaggia della Guitgia sul palco con Baglioni ci saranno Khaled, Alan Sorrenti, Gatto Panceri, Neri Marcore', Paolo Vallesi, Fichi d'India, Grazia Di Michele, Neri per Caso, Mango, Pago, Antoine Michel, Ilaria D'Amico, Cochi e Renato. Venerdi' e sabato parteciperanno Francesco Baccini, Loredana Berte', Riccardo Cocciante, Luisa Corna, Gigi Finizio, Riccardo Fogli, Francesco, Teo Mammuccari, Amedeo Minghi, Nada, Nair, Neffa, Pablo e Pedro, Giorgio Panariello, Raf, Massimo Ranieri, Francesco Renga, Aida Satta Flores, Anna Tatangelo, Michele Zarrillo. Le tre serate sono state precedute da due eventi speciali: Pino Insegno con il musical "Buonasera, buonasera" e il concerto dell'Orchestra Casadei. "O'Scia'" ha l'alto patronato della Presidenza della Repubblica, e il Patrocinio di Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, Presidenza del Consiglio dei Ministri, ministeri degli Esteri, dei Beni Culturali, della Giustizia, delle Politiche Giovanili, della Regione Siciliana, del Comune di Lampedusa e Linosa, dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) e della Commissione Europea.

Aduc.it 28/09/2006
Italia. Bertinotti scrive a Baglioni per la manifestazione O'Scia
28 Settembre 2006

Il Presidente della Camera dei deputati, Fausto Bertinotti, ha inviato il seguente messaggio al cantante Claudio Baglioni:
"Sono lieto di rivolgere il mio piu' cordiale saluto a te ed a tutti i partecipanti alla manifestazione O' Scia', giunta quest'anno alla sua IV edizione.
L'isola di Lampedusa ha conosciuto negli ultimi anni i tratti piu' dolorosi e disumani del fenomeno dell'immigrazione, divenendo simbolo di un'emergenza umanitaria cui le Istituzioni e la politica, in Italia come in Europa, faticano ancora a rispondere in modo adeguato.
Ma questa terra ha saputo anche farsi promotrice di straordinarie esperienze di accoglienza e di apertura, rivelando la vocazione piu' profonda dei popoli del Mediterraneo, che e' quella del dialogo tra le diversita' e della ricerca di forme sempre nuove di convivenza.
E' a questa grande tradizione di incontro tra civilta' e culture che la politica deve oggi attingere con maggiore fiducia per affrontare i tanti volti dell'immigrazione: un universo complesso, che ci richiama alla responsabilita' di moltiplicare gli sforzi per combattere il traffico criminale di vite umane che umilia ed offende la dignita' di tanti migranti e di costruire, al tempo stesso, una societa' piu' aperta, in grado di cogliere la grande ricchezza del confronto tra culture, credi e tradizioni diverse.
Nell'esprimere il mio piu' vivo apprezzamento per questa manifestazione culturale, capace di unire popoli lontani e vicini come solo la musica può fare, desidero rivolgere a te ed tutti coloro che la animeranno il mio pi- sincero augurio per il suo pieno successo".
Lo rende noto un comunicato della Camera.

Osservatorio sulla legalità.it 28/09/2006
Immigrazione : Bertinotti scrive a Claudio Baglioni per O' Scia'
di Mauro W. Giannini

Il Presidente della Camera dei deputati, Fausto Bertinotti, ha inviato un augurio a Claudio Baglioni per la manifestazione O'Scia', che si terra' da oggi al 30 settembre a Lampedusa e che ha suscitato commenti di segno opposto rimbalzati nelle cronache nazionali. Per la quarta edizione della manifestazione, Baglioni e' stato infatti attaccato da destra (AN) e difeso da sinistra.

Per rispondere alle polemiche il cantautore ha scritto una lettera sul Corriere della sera del 24 agosto, spiegando: "Non sono un politico, non sono un economista, non sono uomo di governo. Sono un musicista. Non spetta a me individuare certe soluzioni. Non ne ho gli strumenti, né il ruolo. Quello che posso fare - e faccio - è sollecitare una riflessione, sottolineare un’urgenza, richiamare a una assunzione di responsabilità".

L'obiettivo delle tre serate, gratuite e aperte a tutti, di musica dal vivo sulla spiaggia della Guitgia a Lampedusa - spiegava Baglioni - "è semplice e non accetta censure: invitare Istituzioni, forze politiche, media e opinione pubblica a non trascurare l’emergenza immigrazione clandestina e a unire intelligenze ed energie per individuare ipotesi di soluzione".

Nella lettera Baglioni sottolineava di non avere colori o bandiere, "semplicemente in nome del bisogno che questa nostra umanità ha di darsi più umanità. Mi permetto di sfruttare la visibilità che la mia condizione privilegiata mi concede per chiedere alla politica di fare ciò per cui è nata: affrontare e, possibilmente, risolvere i problemi e concorrere a costruire un mondo migliore..."

"In questa vicenda - concludeva l'artista - sto dalla parte dei dimenticati. I lampedusani: da sempre italiani di serie B, dei quali ci ricordiamo solo durante la dolorosa stagione degli sbarchi. E il popolo, senza passato e senza futuro, delle carrette delmare. Mi piacerebbe davvero che, di fronte a un dramma di questa portata, ci scoprissimo capaci di mettere da parte le divisioni e capaci di unire sforzi, intelligenze, energie per approdare a soluzioni per una prospettiva migliore. Per il futuro di chi c’è e per quello di chi arriva".

Bertinotti ha scritto a Baglioni che "L’isola di Lampedusa ha conosciuto negli ultimi anni i tratti più dolorosi e disumani del fenomeno dell’immigrazione, divenendo simbolo di un’emergenza umanitaria cui le Istituzioni e la politica, in Italia come in Europa, faticano ancora a rispondere in modo adeguato" ed ha mostrato grazie ai suoi abitanti episodi della tipica accoglienza mediterranea.

Il presidente della Camera ha sottolineato che l’immigrazione e' "un universo complesso, che ci richiama alla responsabilità di moltiplicare gli sforzi per combattere il traffico criminale di vite umane che umilia ed offende la dignità di tanti migranti e di costruire, al tempo stesso, una società più aperta, in grado di cogliere la grande ricchezza del confronto tra culture, credi e tradizioni diverse".

Fra i tanti artisti partecipanti alla manifestazione, Francesco Baccini, Loredana Berte', Cochi e Renato, Luisa Corna, Khaled, I Fichi D'India, Amedeo Minghi, Nair, Neri Marcorè, Pablo e Pedro Pago, Raf, Massimo Ranieri e Alan Sorrenti.
 

La stampa:DA STASERA A SABATO IL FESTIVAL «O’ SCIA’»
Baglioni a Lampedusa fa politica e mescola Khaled con Tatangelo
28/9/2006 di Marinella Venegoni

inviata a LAMPEDUSA
Lo scirocco non lascia tregua, e le onde minacciosamente increspate sotto le nuvole grigie dicono che questi non sono giorni di barconi disperati. Ma l'estate più drammatica di Lampedusa continua a regalare temperature da bikini, e l'altra isola - quella dei turisti - si riempie per la kermesse che da stasera a sabato trasformerà per la quarta volta la spiaggia della Guitgia nell'insolito scenario del Festival «O' Scia'» inventato da Claudio Baglioni. Per spiegarci, il palco è così vicino alle onde della baietta comunque quieta, che si potrebbe tranquillamente fare il bagno proprio sotto la musica.

Però da quando l'arrivo delle carrette del mare è tanto dannatamente usuale, l'ambizione del Divo Claudio è diventata quella di mescolare la spensieratezza delle canzoni con la consapevolezza di una stagione difficile per il mondo intero, che il destino e la geografia hanno voluto far passare pure da qui. E il Baglioni affascinato dai sentimenti e dai calembours, si è trasformato poco a poco nel testimonial di una via umana alle problematiche dell'immigrazione clandestina: inedito protagonista di favorevoli commenti in prima pagina del «Manifesto», è andato a cantare (il 13 scorso) al Parlamento UE a Bruxelles per sensibilizzarlo: «E’ un problema europeo, e richiede una risposta europea. Lampedusa è un quartiere di Bruxelles, forse tra i più disagiati dell'intera Unione. Sono andato non per formulare un generico appello alla carità o alla fratellanza, ma per parlare di diritto, economia e sicurezza», spiega. Per uno partito dalla maglietta fina non è poco, e chapeau.

E’ vero poi che poi la pratica di un Festival obbligatoriamente si traduce in nomi, e canzoni. La pittoresca confusione che regna qui ha finito per influenzare le scelte artistiche, e il cast 06 è contraddittorio come le selvagge eleganze della geografia isolana, contaminate sulle poche spiagge da spietati ombrelloni a righe. E dunque il più che simbolico Khaled, cantore del rai algerino esule a Parigi, conviverà sul palco con la vestale d'alessiana Anna Tatangelo, e Riccardo Cocciante magari si alternerà al tremendo Teo Mammuccari, e Massimo Ranieri a un redivivo Paolo Vallesi, e l'ottima Nada ai Fichi d'India.

L'elenco mescola canzoni e momenti di parola spensierata, con anche la presenza di Giorgio Panariello, Neri Marcoré, e Cochi e Renato a far da ponte storico fra le discipline. C'è Loredana Berté, e ci sono Francesco Renga, e Mango, e Raf. C'è la star del momento Neffa; ci sono Pago, Francesco Baccini, Luisa Corna, Grazia di Michele, Gigi Finizio, Riccardo Fogli, l'ex D.J.Francesco ora solo Francesco, Amedeo Minghi, Nair, Neri per Caso, Gatto Panceri, Aida Satta Flores, il bentornato Alan Sorrenti, Michele Zarrillo. Si presumono nottate infinite, (riprese da Video Italia per una differita) con Baglioni pronto a far da partner in qualunque avventura sul palco: i prodromi erano ben visibili l'altra sera, quando l'abbiamo beccato a cantare gesticolando con la manina l'epica «Ciao Mare» insieme con l'Orchestra Casadei nella piazza principale del paese.

Il Divo Claudio è scatenato, e Lampedusa è stata completamente soggiogata dal fascino del Residente Famoso e anzi dalla sua sola, così disponibile, presenza. Gli riconoscono di aver acceso un faro più forte su problemi mai risolti: non a caso Totò «Vasa Vasa» Cuffaro, il presidente della Regione Sicilia, starà qui per tutta la kermesse; già l'altra sera, incrociando i discorsi, la strana coppia ha inaugurato Casa Teresa, un piccolo museo nel più antico dammuso dell'isola. Mentre lo straripante Cuffaro prometteva al prete che sì, sì, rifarà il campanile, Baglioni da parte sua faceva la predica ai locali: li pregava di tener pulito il centro, e di badare anche all'urbanistica (e qui è veramente dura). Poi Rossella Barattolo, compagna dell'artista, ha tagliato il nastro com'era ovvio per una first lady. Oggi, con l'arrivo sia di Laura Boldrini dell'Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite, sia di Riccardo Noury, presidente italiano di Amnesty International, che appoggiano «O Scià», si torna a parlare dei drammi dell'immigrazione.

CLAUDIO BAGLIONI - Corriere della Sera
Rassegna Stampa del 24/08/2006 13:06

IL CASO
Baglioni replica al «Secolo»: la tre giorni di musica a Lampedusa è un modo per sensibilizzare la politica

La polemica, come il sale, dà sapore. Ma un piatto di solo sale sarebbe immangiabile. In politica, però, sempre più spesso accade. Tempo prezioso si spreca a battibeccare. Mentre il cronometro della storia corre avanti. E i problemi si fanno ingovernabili. L'immigrazione clandestina è uno di questi. Un dramma per i Continenti della disperazione, i cui figli, cercando un senso alla parola «futuro», a rischio della vita, approdano sulle coste dell'occidente ricco. Un dramma per noi. Se non saremo capaci di politiche illuminate, dovremo affrontare gli squilibri e le tensioni, creati da una insostenibile pressione migratoria. Un dramma, dunque, non solo africano. E che richiede una risposta europea.
Non sono un politico, non sono un economista, non sono uomo di governo. Sono un musicista. Non spetta a me individuare certe soluzioni. Non ne ho gli strumenti, né il ruolo. Quello che posso fare - e faccio - è sollecitare una riflessione, sottolineare un'urgenza, richiamare a una assunzione di responsabilità.
Per questo, da quattro anni organizzo una manifestazione che si chiama «O-scià». Tre serate, gratuite e aperte a tutti, di musica dal vivo sulla spiaggia della Guitgia a Lampedusa. L'obiettivo è semplice e non accetta censure: invitare Istituzioni, forze politiche, media e opinione pubblica a non trascurare l'emergenza immigrazione clandestina e a unire intelligenze ed energie per individuare ipotesi di soluzione. Non rappresento, non sponsorizzo, né propongo alcuna linea o visione politica. Conosco il disagio di chi vive e il dolore di chi approda a Lampedusa e, in nome di quel disagio e di quel dolore, chiedo: cosa si può fare? Un primo risultato è stato ottenuto. Il 13 settembre prossimo, a Bruxelles, si terrà una conferenza stampa internazionale su questo tema e un concerto, nell'emiciclo dell'Europarlamento, per sollecitare le Istituzioni europee a non considerare l'immigrazione clandestina un male necessario e inevitabile.
Lo faccio senza la protezione di alcuna sigla, senza sventolare alcuna bandiera, semplicemente in nome del bisogno che questa nostra umanità ha di darsi più umanità. Mi permetto di sfruttare la visibilità che la mia condizione privilegiata mi concede per chiedere alla politica di fare ciò per cui è nata: affrontare e, possibilmente, risolvere i problemi e concorrere a costruire un mondo migliore. Lo so: l'indipendenza, almeno in politica, non paga. Non c'è scandalo nemmeno in questo. Non ho mai avuto tessere e non ho mai sbandierato fedi. Ho scontentato tutti e mi sono esposto agli attacchi di tutti. La mia «maglietta fina» è stata nera, rossa, bianca e verde a seconda della convenienza di chi mi giudicava. Fa parte del gioco. Va bene così, anche perché il persistere di certe valutazioni dimostra che non ho mai abdicato alla mia coerenza e alla mia libertà di pensiero.
In questa vicenda sto dalla parte dei dimenticati. I lampedusani: da sempre italiani di serie B, dei quali ci ricordiamo solo durante la dolorosa stagione degli sbarchi. E il popolo, senza passato e senza futuro, delle carrette del mare. Mi piacerebbe davvero che, di fronte a un dramma di questa portata, ci scoprissimo capaci di mettere da parte le divisioni e capaci di unire sforzi, intelligenze, energie per approdare a soluzioni per una prospettiva migliore. Per il futuro di chi c'è e per quello di chi arriva. Magari costruendo un mondo nel quale per sopravvivere non si sia costretti ad abbandonare la propria terra. E, soprattutto, mi piacerebbe che, almeno una volta, dimostrassimo che, quando il dito indica la Luna, non siamo tra quelli che si perdono a guardare il dito.
di CLAUDIO BAGLIONI

 

Claudio Baglioni, quarta edizione di "O' Scià" Dal 28 al 30 settembre il festival-laboratorio permanente ideato e realizzato dal cantautore

(AGM-LSP) A fine settembre arriverà la quarta edizione di O’Scia': Odori, Suoni, Colori delle Isole d'Altomare, festival-laboratorio permanente, ideato e realizzato da Claudio Baglioni, su riflessioni intorno al sempre più drammatico fenomeno dell'immigrazione clandestina.Tre spettacoli, 28, 29 e 30 settembre, di musica dal vivo sulla spiaggia della Guitgia a Lampedusa dove Claudio Baglioni, insieme ad alcuni tra i nomi più rappresentativi del panorama artistico italiano, darà vita a jam session, duetti esclusivi e performance inedite.
L'edizione si svolgerà sotto l'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, con il Patrocinio del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Ministero della Giustizia, del Ministero per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive e del Vicepresidente della Commissione Europea, Franco Frattini. AGM-LoSpettacolo 23/08/2006


http://www.musiclink.it
Baglioni in concerto a Bruxelles per l'emergenza immigrazione
A Lampedusa a fine settembre la IV edizione di O' Scià

22-08-2006 - Claudio Baglioni si esibirà nell'emiciclo dell'Europarlamento di Bruxelles il 13 settembre, per sensibilizzare i parlamentari europei, i media e l'opinione pubblica sull'emergenza dell'immigrazione clandestina. E' stata confermata per fine settembre la quarta edizione di O' Scia', il festival-laboratorio permanente ideato e realizzato da Claudio Baglioni per riflettere sul drammatico fenomeno dell'immigrazione clandestina. L'idea dell'esibizione di Baglioni a Bruxelles è stata proposta da Lilli Gruber, relatrice del Parlamento europeo sull'immigrazione legale, che ha ricordato l'impegno dell'artista per sensibilizzare le istituzioni pubbliche ed i cittadini sul problema.
O' Scià ha in programma tre spettacoli per il 28, 29 e 30 settembre, aperti a tutti, di musica dal vivo sulla spiaggia della Guitgi' a Lampedusa dove Claudio Baglioni, insieme ad altri artisti italiani, darà vita duetti esclusivi e performance inedite.


MUSICA: PORTAVOCE BAGLIONI, AZIONE UNIVERSITARIA NON CONOSCE 'O'SCIA''
Roma, 22 ago. (Adnkronos) - ''Sono sorpresa di constatare che nonostante sia ormai giunta alla sua quarta edizione gli obiettivi della manifestazione 'O'Scia'' risultino ancora sconosciuti ad Azione Universitaria. Infatti la manifestazione non e' dedicata alla immigrazione bensi' alla sensibilizzazione su questo dramma per il quale a fianco di Claudio Baglioni si sono impegnati oltre 60 artisti italiani''. Lo afferma la portavoce di Claudio Baglioni, Dalia Gaberscik, replicando al presidente di Azione Universitaria, Giovanni Donzelli, che oggi ha criticato l'iniziativa definendo Baglioni ''demagogico''.

''Una iniziativa che ha finora incontrato l'appoggio dei diversi governi nazionali e da quest'anno anche il riconoscimento della Unione Europea. Sono comunque certa che se la manifestazione 'O'Scia'' riuscira' a risvegliare animi assopiti come quelli dell'Azione Universitaria, dopo aver saputo catalizzare l'attenzione di tutte le Istituzioni Italiane ed anche Europee, ci sara' sicuramente piu' attenzione sul problema'', conclude Gaberscik.


http://www.korazym.org
Lampedusa: pescatori di uomini di Redazione/ 21/08/2006

Settemila sbarchi in sei mesi nell’isola siciliana. Sempre più normale per i pescherecci siciliani e le navi della Guardia Costiera e della Marina Militare trovare “clandestini” in mare. I turisti scelgono altri lidi. Alcune cose che non vanno.
Mettetevi nei panni di quanti ogni giorno, a bordo dei pescherecci, battono le coste intorno a Lampedusa per gettare le reti e ritirarle su cariche di pesci. Mettetevi nei panni di persone che a notte fonda prendono il largo con l’intento di tornare a riva con un pescato sufficiente per tirare avanti. Perché fare i pescatori è – ancora - un lavoro, e non solo un hobby da coltivare nella bella stagione, all’insegna di pinne fucile ed occhiali.
Bene, mettetevi nei loro panni anche quando nel loro tragitto incontrano un barcone o un gommone con a bordo “disperati”: uomini, donne e bambini che dopo aver abbandonato i loro paesi, in Libia trovano – a peso d’oro e a rischio della vita - l’occasione per un trasporto verso il lembo meridionale d’Europa. Quando arrivano fino alle acque di Lampedusa – beninteso: se ci arrivano – non sono proprio freschi come rose: il soccorso è, dal punto di vista umano, un obbligo. I pescherecci così avvisano la Guardia Costiera e la Marina Militare, accostano i barconi, e se la situazione è critica prestano essi stessi i primi soccorsi: un po’ d’acqua, un po’ di cibo, magari qualcosa con cui coprirsi dal freddo. I pescatori siciliani aiutano, e poi – accade più spesso di quanto non si creda – vengono indagati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Mettetevi ora nei panni di un capitano della Marina Militare, uno di quelli che ogni giorno pattugliano quel lembo di mare. Che ogni giorno, anche quando giornali e televisioni hanno altro a cui pensare, riesce a trarre in salvo decine di immigrati clandestini. Decine di uomini e donne. Mettetevi nei suoi panni quando vi accusano di aver affondato voi stessi una di quelle zattere d’acqua, e di averlo fatto persino intenzionalmente. Voi non sapete se – date le difficili condizioni del mare – avete effettivamente urtato quella piccola imbarcazione, causandone direttamente o indirettamente il ribaltamento, ma conoscete senza alcun dubbio il lavoro quotidiano che svolgete e svolge con voi il vostro equipaggio. Un lavoro condotto da militari e che vuole salvare le persone, non farle naufragare.
Mettetevi ora nei panni di quei cittadini di Lampedusa che vivono di turismo, e che quest’anno sono costretti a subire una contrazione del 25% negli arrivi. Pare che ai turisti l’isola non piaccia più come un tempo e che, visto il disturbo arrecato dai continui sbarchi (nei primi sei mesi del 2006 nella sola isoletta siciliana sono giunte 7mila persone), tanti si dirigano verso altri lidi, meno “a portata di africano”. E visto che scappano anche i vip, capita pure che la stampa tributi onori e lodi a Claudio Baglioni, alla famiglia Modugno e a Totò Schillaci, citati come eroi positivi per il fatto di non aver cambiato la meta delle loro vacanze. Non ci sono più gli eroi di una volta.
C’è qualcosa che non va, a Lampedusa. E non solo a Lampedusa. Anche a Tripoli, a Roma, a Bruxelles, e in molti altri luoghi. C’è qualcosa che non va, senza dubbio. E ancora non ci siamo neppure messi nei panni di quelle persone che sperano di cambiare vita arrivando in Europa dopo una traversata ad alto rischio. Nei panni degli eritrei, dei somali, dei marocchini che tentano lo sbarco nel vecchio continente. Se ci fossimo messi anche nei loro panni non ce la saremo sentita di affermare che “c’è qualcosa che non va”. Avremmo detto semplicemente che non va bene proprio nulla.

 

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