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O'scià e l'isola di Lampedusa

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O'scià è una manifestazione nata nel 2003 da un'idea di Claudio Baglioni. Alla fine dell'estate venne organizzata una serata musicale dove Claudio, ha cantato sulla spiaggia della Guitgia per sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema dell'immigrazione. Conosciamo Lampedusa,  infatti, come una delle mete predilette per gli sbarchi di clandestini, che ogni anno distrugge troppe vite e troppi sogni.
Un modo per puntare le luci sul problema e dare risalto a tutto ciò che ne deriva.


Neri Marcoré e Baglioni a Lampedusa - O'scià

"Una vita da prodiano" e "Ho messo via"
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Marcorè imita Ligabue e canta

«una vita da prodiano»

 

LAMPEDUSA - Ministri ed esponenti politici che dovevano condividere con gli artisti convocati da Baglioni per O'Scià, la sua annuale manifestazione canora per sensibilizzare l'opinione pubblica e i governi sul dramma dell'immigrazione clandestina che vede nell'isola il suo centro nevralgico, sono spariti. Erano attesi Mastella, Rutelli, Ferrero (venuto e ripartito nei giorni scorsi prima che si alzasse il sipario), Frattini, ma sono rimasti bloccati sia dalla nuova austerity sull'uso degli aerei di stato, sia dalla carenza di voli di linea dovuta al maltempo e al forte vento. Che ieri ha fatto saltare la tavola rotonda "Gli uomini della storia accanto – Integrazione, dialogo, solidarietà e diritti", spostata a oggi. Attesi fra gli altri, oltre a Frattini vicepresidente della commissione europea, che ha inviato un messaggio, Peter Schatzer dello Iom e Mansur Tantush, della World Islamic Call Society, che da tempo cerca di esportare in Libia, dove ci sono un milione e mezzo di profughi e potenziali sbarcatori di Lampedusa, la manifestazione di Baglioni.

Niente politici dunque, ma in ogni caso politica è stata, dal palco, attraverso la satira. Neri Marcorè, imitando la timbrica di Ligabue, ha cantato due successi del rocker di Correggio con un testo completamente riscritto. “Una vita da mediano” è diventata “Una vita da prodiano” “sempre a prendere schiaffoni/a tenere tutti buoni/circondato da coglioni".

Fra l'entusiasmo dei ventimila spettatori accalcati sul bagnasciuga della spiaggia della Guitgia, proprio di fronte al porto, Marcorè ha così sintetizzato le difficoltà dell'attuale maggioranza: «Una vita da prodiano/A dar retta anche a Parisi/Tutti vogliono poltrone/O minacciano una crisi».

Impietoso il finale “Una vita da prodiano/di chi sa che dura poco/E l'unione che ormai dorme e non fanno le riforme./Una vita da prodiano/Uno strilla l'altro inciucia/Con i senatori a vita/Dacci dentro di fiducia”.

E nell'ultimo verso una stoccata precisa: “Li li li finché ce n'è sto li/Fra compagni ed ex dc.”

Dallo stesso Palco Marcorè ha anche parafrasato la canzone di Ligabue “Ho messo via” con un attacco dedicato a Prodi: «Hai messo via le mie illusioni pensavo tutto cambierà/E quasi rimpiango Berlusconi e la sua mediocrità». E più avanti «Se non ti dai una bella mossa quando rivoto sai che c'è/Col cazzo che voto per te».

E Baglioni cosa dice? "E' un tempo non favorevole alle apparizioni in pubblico dei politici. Ma per noi e per la nostra causa possono fare molto anche restando nelle loro sedi. Quanto a Marcorè è un ulteriore segno che O'Scià è una manifestazione politica, anche se non ha un ruolo di supplenza della stessa. Cerchiamo di aiutare a fabbricare un sistema migliore di vita, contro le diverse infelicità che toccano paesi poveri e paesi ricchi, attraverso un concerto a più voci, da Pino Daniele a Bennato, da Paolo Bonolis a Laura Pausini, dagli Avion Travel ai Matia Bazar. Gli artisti si prestano volentieri a queste buone cause anche a titolo di espiazione per il successo avuto. Gli artisti non sanno far le guerre, sono degli individualisti e dei solisti. Ma anche negli eserciti servono i trombettieri".

«Si fugge sempre più dalle guerre e meno dalla miseria – commenta Laura Boldrini dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. – Su diecimila profughi sbarcati a Lampedusa, a ben seimila è stata riconosciuta una forma di accoglienza o protezione o perchè perseguitati personalmente o perché vittime di una situazione di guerra».

Si dice che l'idillio fra Lampedusa e O'Scià sia andato calando e che gli abitanti dell'isola e i suoi amministratori abbiano sviluppato una grossa intolleranza verso gli sbarchi vissuti come una iattura più che una risorsa. “Non è così - replica Baglioni -. E' vero che una vicesindaca leghista, Angela Maravetano, vorrebbe portare Lampedusa in provincia di Bergamo. Ma il suo atteggiamento è solo la giusta preoccupazione che l'accoglienza non distragga dai gravi problemi di Lampedusa. Il paese non ha una struttura sanitaria efficiente, mentre in effetti nel nuovo centro di smistamento vi sono eccellenti medici, il che è in effetti un paradosso».

Intanto sono giunti a Baglioni messaggi dei Presidenti di Camera e Senato, di Franco Frattini (che riprende la lettera di Baglioni al Corriere in cui spiegava, di non voler mettere una buona causa al servizio del suo talento, ma la sua notorietà al servizio di una buona causa), mentre per oggi è atteso, come lo scorso anno, quello di Papa Ratzinger che Baglioni ha ammesso di aver invitato, per ora senza esito, a Lampedusa.

 

Mario Luzzatto Fegiz

29 settembre 2007

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