Marcorè imita Ligabue e canta
«una vita da prodiano»
LAMPEDUSA - Ministri ed esponenti
politici che dovevano condividere con gli artisti convocati da
Baglioni per O'Scià, la sua annuale manifestazione canora per
sensibilizzare l'opinione pubblica e i governi sul dramma
dell'immigrazione clandestina che vede nell'isola il suo centro
nevralgico, sono spariti. Erano attesi Mastella, Rutelli,
Ferrero (venuto e ripartito nei giorni scorsi prima che si
alzasse il sipario), Frattini, ma sono rimasti bloccati sia
dalla nuova austerity sull'uso degli aerei di stato, sia dalla
carenza di voli di linea dovuta al maltempo e al forte vento.
Che ieri ha fatto saltare la tavola rotonda "Gli uomini della
storia accanto – Integrazione, dialogo, solidarietà e diritti",
spostata a oggi. Attesi fra gli altri, oltre a Frattini
vicepresidente della commissione europea, che ha inviato un
messaggio, Peter Schatzer dello Iom e Mansur Tantush, della
World Islamic Call Society, che da tempo cerca di esportare in
Libia, dove ci sono un milione e mezzo di profughi e potenziali
sbarcatori di Lampedusa, la manifestazione di Baglioni.
Niente politici dunque, ma in ogni caso politica è stata, dal
palco, attraverso la satira. Neri Marcorè, imitando la timbrica
di Ligabue, ha cantato due successi del rocker di Correggio con
un testo completamente riscritto. “Una vita da mediano” è
diventata “Una vita da prodiano” “sempre a prendere schiaffoni/a
tenere tutti buoni/circondato da coglioni".
Fra l'entusiasmo dei ventimila spettatori accalcati sul
bagnasciuga della spiaggia della Guitgia, proprio di fronte al
porto, Marcorè ha così sintetizzato le difficoltà dell'attuale
maggioranza: «Una vita da prodiano/A dar retta anche a Parisi/Tutti
vogliono poltrone/O minacciano una crisi».
Impietoso il finale “Una vita da prodiano/di chi sa che dura
poco/E l'unione che ormai dorme e non fanno le riforme./Una vita
da prodiano/Uno strilla l'altro inciucia/Con i senatori a
vita/Dacci dentro di fiducia”.
E nell'ultimo verso una stoccata precisa: “Li li li finché ce
n'è sto li/Fra compagni ed ex dc.”
Dallo stesso Palco Marcorè ha anche parafrasato la canzone di
Ligabue “Ho messo via” con un attacco dedicato a Prodi: «Hai
messo via le mie illusioni pensavo tutto cambierà/E quasi
rimpiango Berlusconi e la sua mediocrità». E più avanti «Se non
ti dai una bella mossa quando rivoto sai che c'è/Col cazzo che
voto per te».
E Baglioni cosa dice? "E' un tempo non favorevole alle
apparizioni in pubblico dei politici. Ma per noi e per la nostra
causa possono fare molto anche restando nelle loro sedi. Quanto
a Marcorè è un ulteriore segno che O'Scià è una manifestazione
politica, anche se non ha un ruolo di supplenza della stessa.
Cerchiamo di aiutare a fabbricare un sistema migliore di vita,
contro le diverse infelicità che toccano paesi poveri e
paesi ricchi, attraverso un concerto a più voci, da Pino Daniele
a Bennato, da Paolo Bonolis a Laura Pausini, dagli Avion Travel
ai Matia Bazar. Gli artisti si prestano volentieri a queste
buone cause anche a titolo di espiazione per il successo avuto.
Gli artisti non sanno far le guerre, sono degli individualisti e
dei solisti. Ma anche negli eserciti servono i trombettieri".
«Si fugge sempre più dalle guerre e meno dalla miseria –
commenta Laura Boldrini dell'Alto Commissariato delle Nazioni
Unite per i Rifugiati. – Su diecimila profughi sbarcati a
Lampedusa, a ben seimila è stata riconosciuta una forma di
accoglienza o protezione o perchè perseguitati personalmente o
perché vittime di una situazione di guerra».
Si dice che l'idillio fra Lampedusa e O'Scià sia andato calando
e che gli abitanti dell'isola e i suoi amministratori abbiano
sviluppato una grossa intolleranza verso gli sbarchi vissuti
come una iattura più che una risorsa. “Non è così - replica
Baglioni -. E' vero che una vicesindaca leghista, Angela
Maravetano, vorrebbe portare Lampedusa in provincia di Bergamo.
Ma il suo atteggiamento è solo la giusta preoccupazione che
l'accoglienza non distragga dai gravi problemi di Lampedusa. Il
paese non ha una struttura sanitaria efficiente, mentre in
effetti nel nuovo centro di smistamento vi sono eccellenti
medici, il che è in effetti un paradosso».
Intanto sono giunti a Baglioni messaggi dei Presidenti di Camera
e Senato, di Franco Frattini (che riprende la lettera di
Baglioni al Corriere in cui spiegava, di non voler mettere una
buona causa al servizio del suo talento, ma la sua notorietà al
servizio di una buona causa), mentre per oggi è atteso, come lo
scorso anno, quello di Papa Ratzinger che Baglioni ha ammesso di
aver invitato, per ora senza esito, a Lampedusa.
Mario
Luzzatto Fegiz
29 settembre
2007