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Gioventù flop: crollano al botteghino i film per teenager. Gli ultimi casi da «Albakiara» a «Iago»

Pubblicato da ancorassieme.net su 30 Marzo 2009

In crisi Il «filone adolescenziale» inaugurato da «Notte prima degli esami»
Gioventù flop
Crollano al botteghino i film per teenager. Gli ultimi casi da «Albakiara» a «Iago»

Laura Chiatti e Nicolas Vaporidis in «Iago»
ROMA — I lucchetti dell’amore, oggetti preistorici. È finito il Tempo delle mele all’italiana. Si è esaurito il filone giovanilista al cinema? Se lo chiede il Giornale dello Spettacolo citando l’ultima delusione: Iago. Dopo un mese, gli incassi non superano i due milioni di euro. Albakiara, ritratto dei giovani in nero, ha incassato meno di un milione; Ti stramo, parodia del genere, che fa il verso a Moccia, s’è fermato a 438 mila euro; un mezzo flop anche Questo piccolo grande amore che, malgrado Claudio Baglioni sirena della nostalgia, è a 4 milioni quando la sola campagna promozionale è costata uno e mezzo. L’operazione Baglioni orchestrata dal produttore Gianandrea Pecorelli (cui si deve il fenomeno di Notte prima degli esami): «Curioso che il pubblico di Qpga, che è fin troppo originale, coraggioso e costruito per più generazioni, era quasi tutto sotto i 20 anni. Ma il genere non è in crisi».

Sono mancati i vecchi fan di Baglioni? «Beh, è mancata la fascia adulta». Carlo Verdone è un analista fine e lucido: «Sono filoni che si consumano con molta rapidità, si vuole tutto, presto e subito, fuochi d’artificio: il bagliore e lo spegnimento. Si cavalca la cultura del momento puntando sul pubblico più inaffidabile: i giovanissimi. Lo dice la parola stessa, il filone. Che ha vita breve. Girano troppi film fotocopia, troppa la paura di perdere fette di mercato. E poi ormai i film si vedono sul computer, fai clic e ti vedi tutto». Dal pozzo giovanilista sono usciti Scamarcio, Vaporidis, Chiatti, Capotondi, Crescentini. Incarnano le fantasie, ma, avverte Carlo, attenzione. «Agli attori dico, amministratevi in modo saggio, non ci vuole niente a essere mitizzati, uno bravo dev’essere pronto a diventare la persona della porta accanto. Tu hai dieci copertine di Novella 2000, fino a quando non scoprono che c’è un altro meglio di te. In passato, a parte Mastroianni, nessuno era bellissimo. Oggi si parla della bellezza e poco del talento. Si è persa la memoria storica in ogni campo, siamo nell’era dell’aggiornamento, il computer ti aggiorna: il pensiero, i sentimenti. È tutto uno scorrimento». «Ha ragione Verdone, c’è una tale velocità, da Second Life a Myspace, ora Facebook, e tra sei mesi? Nel cinema è lo stesso. Io ho sempre pensato di fare film per tutti», dice Fausto Brizzi, regista principe del filone.

Con Ex però ha tentato di agganciare un pubblico più adulto: incassi a 10 milioni e 600 mila, «sarebbero stati di più con le 150 copie perse per la censura delle sale parrocchiali dovuta al prete che s’innamora. C’è un’autocannibalizzazione dei film italiani, esce Ficarra e Picone con centinaia di copie e dopo una settimana Diverso da chi? con altrettante copie ». Troppo spesso sono costruiti dialoghi da Baci Perugina, stereotipi di coppie che si perdono nel vento strette strette. «Le delusioni — è il parere del regista Daniele Luchetti — sono legate a sceneggiature che non convincono, anche il pubblico più semplice è meno scemo di quello che si pensi, i ragazzi si accorgono subito delle furbizie di prodotti non sinceri, non vogliono essere presi in giro, non è che puoi dargli qualsiasi cosa, vogliono vedere un film: per loro». E Riccardo Tozzi di Cattleya, e presidente dei produttori italiani, fa notare che il punto è proprio questo. C’era una platea di teenager che aveva fame e sete completamente trascurata. «Sono io il colpevole del filone — sorride — , colpevole di una cosa di cui vado molto orgoglioso. Fui io ad aprire il filone quattro anni fa con Tre metri sopra il cielo di Moccia, il cinema italiano non aveva ancora intercettato i più giovani. Volevo trovare una specie di Tempo delle mele italiano. Il pubblico giovanile lo raggiungi se fai un film dal suo punto di vista, invece i film spesso vengono fatti da adulti, come gli adulti vedono i teenagers. Ci puoi mettere tutti gli Scamarcio che vuoi e non entrerà manco una ragazzina. Ma io credo che il filone non è finito per niente, bisogna avere la calma di non mettersi a fare il film sui ragazzi ma il film dei ragazzi».

Valerio Cappelli
30 marzo 2009

http://www.corriere.it/cinema/09_marzo_30/gioventu_flop_cappelli_86ed8e90-1cfc-11de-aa2e-00144f02aabc.shtml


 

 

 

Sul sito Starlit potrete vedere un video di claudio durante la presentazione del film e anche altre curiosità sul film.

 

 

 


Questo Piccolo Grande Amore
Emanuele Bosi e Mary Petruolo, i giovani protagonisti del nuovo film di Medusa diretto da Riccardo Donna, si confessano davanti alle telecamere: guarda la video intervista
15 febbraio, 2009



Nel cuore degli anni settanta a Roma, Andrea e Giulia si innamorano e ci fanno innamorare sulle nostalgiche note di Claudio Baglioni. I due giovani si incontrano durante una manifestazione studentesca ed è subito amore. Non importa che vengano da mondi completamente diversi, ciò che conta è l’amore, la voglia di conoscersi e stare insieme. Una commedia romantica per due cuori e una capanna.

http://mag.sky.it/mag/cinema/2009/02/14/Sky_Cine_News_Piccolo_Grande_Amore.html


Quando l'arte e l'amore si rincorrono

Questo Piccolo Grande AmoreAncora una volta l'amore sembra trionfare e proprio sul grande schermo fa la voce grossa grazie alla grande voce di Claudio Baglioni. Parliamo di "Questo Piccolo Grande Amore", il film di San Valentino, il film che ciascun dovrebbe regalare al proprio innamorato.
È la parabola di un sentimento universale che tutto travolge e sconvolge costringendo il mondo a farsi da parte, a cedere alle romantiche visioni dei due giovani che in maniera pulita e sincera si amano. La versione cinematografica dell'omonimo brano di Baglioni che nel '72 ebbe un enorme successo e fu decretato la "canzone del secolo" è nelle sale da mercoledì 11 febbraio in quasi 500 copie distribuite da Medusa, che lo ha voluto pronto appunto per la festa degli innamorati.
Abbiamo incontrato il regista, produttore e sceneggiatore nonché i due giovani protagonisti alla presentazione del film nella capitale.
Emanuele Bosi e Mary Petruolo sono i due giovani protagonisti, Giulia e Andrea, diretti da Riccardo Donna. Il film è prodotto da Matteo Levi e Giannandrea Pecorelli. Claudio Baglioni, che firma la sceneggiatura insieme ad Ivan Cotroneo, non appare nel film e non era presente alla conferenza per sua volontà: un gesto che gli fa onore per non adombrare con la sua presenza il cast e il regista.

Come è nato il progetto di questo film?
L'idea nasce dal produttore Matteo Levi che da tempo coltivava il sogno di girare un film tratto dall'album a 33 giri "Questo Piccolo Grande Amore" che Claudio Baglioni incise nel 1972. Così dopo averne a lungo parlato abbiamo iniziato a pensare insieme al modo migliore di portare al cinema quel disco storico. Almeno inizialmente avevamo pensato di dar vita ad un musical filmato con brani cantati ma poi siamo approdati all'attuale tipo di scrittura piuttosto anomala, in cui nessun personaggio canta ma le canzoni fanno parte della sceneggiatura e del dialogo. Il testo, sia quello musicale che quello letterario, è stato utilizzato come se fosse un libro da cui partire per arrivare ad una versione diversa che utilizza una parte di quella originale all'interno del testo e una colonna sonora coma voce fuori campo.

In che misura è stato coinvolto Claudio Baglioni?
Abbiamo impiegato qualche mese per accreditarci al meglio: Baglioni ha voluto conoscerci bene per tranquillizzarsi sul fatto di essere in buone mani affinché un'opera per lui fondamentale come "Questo Piccolo Grande Amore" non fosse travisata o usata strumentalmente. Lo abbiamo coinvolto emotivamente e lo abbiamo convinto che avremmo rispettato totalmente lo spirito ed il senso del concept album, mantenendone comunque tutte le caratteristiche. Abbiamo avuto vari incontri insieme e in corso d'opera si è deciso di utilizzare tutti i materiale dell'epoca per effettuare nuove incisioni così da proporre un tipo di suono più moderno. Le canzoni sono parte integrante del testo ma restano fuori campo, i brani del disco utilizzati sono una decina, in tutto o in parte, qualche volta è soltanto la voce che entra in campo e commenta e sottolinea quello che si vede. È stato importante quindi anche una certa ricerca filologica e metalinguistica, nonostante si tratti di un film per molti versi semplice nel quale tutti i ragazzi possono identificarsi.

Che rapporto si è creato con Baglioni?
Baglioni ha avuto un atteggiamento soft verso il film, ha avuto una partenza lenta poi a poco a poco si è appassionato al progetto, ha collaborato alla sceneggiatura e si è fidato al punto che per discrezione non è venuto quasi mai sul set. Durante e dopo le riprese ci siamo confrontati costantemente, gli ho mostrato il materiale girato ed abbiamo discusso sempre in maniera costruttiva. Infine è stato entusiasmante poter vedere un artista del calibro di Baglioni rifare integralmente l'album storico suonandolo, arrangiandolo e cantandolo di nuovo per intero, amalgamando tecnologia di oggi con le melodie dell'epoca e facendo diventare alcuni brani temi della colonna sonora: un'operazione da pelle d'oca.

Ci sono state difficoltà per quel che concerne l'ambientazione?
Per quanto riguarda l'incontro tra i due ragazzi, in un film film del classico genere "boy meets girl", abbiamo curato molto anche la ricostruzione d'epoca attraverso location romane particolarmente suggestive che rispettano le indicazioni del testo iniziale e cioè Porta Portese, i vari Lungotevere, Piazza del Popolo, Centocelle, il quartiere dove vive Andrea e dove lo stesso Baglioni è cresciuto, e Prati, quello borghese in cui vive Martina. Fondamentalmente è stato difficile ricreare l'ambientazione degli anni '70 e girare un film credibile e pulito in una Roma che ormai di quel periodo conserva ben poco se non un sostrato molto labile.

Come sono stati scelti gli attori?
Ho sempre pensato che la protagonista più indicata sarebbe stata Mary, che conoscevo bene perché lavorava con me in una fiction e l'ho voluta fortemente, capivo che era l'interprete giusta e a un certo punto ho fatto un montaggio delle scene da noi girate insieme in passato inserendovi la musica di Baglioni per commentarle ed ho finito col convincere gli altri e me stesso in maniera completa.

Invece Emanule Bosi è arrivato dopo, proprio all'ultimo provino, al termine del quale alla domanda "Cosa stai facendo in questo momento?" lui ha sbaragliato tutti rispondendo con nonchalance: "Questo Piccolo Grande Amore". A questo punto non c'era più alcun dubbio che lui sarebbe stato il protagonista maschile della pellicola. I due protagonisti si sono poi integrati bene tra loro rappresentando così la forza vincente del film.

A che tipo di pubblico pensate di rivolgervi?
Credo che si tratti di un film che coinvolga varie parti di pubblico. Penso che il film piacerà ai giovani ma che possa anche avere un impatto differente: potrebbe accadere che a vederlo al cinema ci vadano insieme padri e figli.
È un film segli anni '70 ma è soprattutto un film sul primo amore, sullo tsunami che si crea quando chiunque di noi pensa di trovarsi di fronte ad un legame eterno e poi si accorge di come inevitabilmente tutto sia destinato a finire, anche per motivi dovuti alla difficoltà di gestire un amore così grande e che poi, magari si ricorderà per tutta la vita.

I due protagonisti sono stati infine concordi nel dire che "non c'è nulla di antico nel film: lo step dell'innamoramento c'è da sempre e le fasi dell'amore che vengono raccontate nel film non sono prerogativa degli anni '70".
Mary Petruolo inoltre dichiara di non aver avuto "grosse difficoltà ad entrare nello spirito dei protagonisti, che avevano solo un linguaggio diverso rispetto ad oggi. Probabilmente la differenza più grossa è stata nei vestiti: sono state fatte moltissime prove e alla fine la scelta è caduta su una semplice maglietta bianca, così come tutti se la sono sempre immaginata. Indossare quella maglietta fina che per decenni ha colpito l'immaginario dei fidanzati è stato un grande onore e un grande onere, una responsabilità a cui ho ceduto con grande emozione."

La pellicola è quindi un inno all'amore che sprona a lasciarsi accarezzare dal romanticismo di quei momenti che solo un sentimento puro e candido sa regalare.
È un film lieve che tocca le corde emozionali del cuore raccontando uno stralcio di vita che ha un comun denominatore: l'amore che tutto muove e confonde, che pervade la realtà e l'offusca, che bluffa la razionalità e sublima la vita.

14 Febbraio 2009
Paola Tarasco

tratto da: http://www.loudvision.it/cinema-interviste-questo-piccolo-grande-amore-regista-e-cast--70.html


TG5 QPGA

Intervista realizzata per il TG5


Anteprima benefica per Questo piccolo grande amore

Il ricavato dei biglietti venduti sarà interamente devoluto alla Società Italiana per l’Amiloidosi

Lunedì 9 febbraio alle 20.30 presso il cinema Embassy di Roma avrà luogo l’Anteprima di beneficenza del film Questo piccolo grande amore che Medusa distribuirà dall’11 febbraio. Il ricavato dei biglietti venduti, sarà interamente devoluto alla S.I.A – SOCIETA’ ITALIANA PER L’AMILOIDOSI – ONLUS, che Medusa sostiene da anni, e verrà utilizzato per finanziare la borsa di studio di un giovane ricercatore medico italiano. All’anteprima di Questo piccolo grande amore insieme a Claudio Baglioni, ai due protagonisti
Emanuele Bosi e Mary Petruolo e al regista Riccardo Donna, parteciperanno: Carlo Rossella, presidente di Medusa Film;  Giampaolo Letta, vicepresidente e amministratore delegato di Medusa Film, i produttori Matteo Levi per 11 Marzo Film e Giannandrea Pecorelli per Aurora film, l’organizzatrice dell’evento, Rossana Ridolfi e il prof. Giampaolo Merlini, direttore del Centro Studio per le Amiloidosi di Pavia.

St.Ra.
http://www.bestmovie.it/template.asp?id=4429

Film
Questo piccolo grande amore
Titolo originale: Questo piccolo grande amore
Nazione: Italia
Anno: 2008
Genere: Romantico
Regia: Riccardo Donna
Interpreti: Mary Petruolo, Emanuele Bosi, Federico Galante, Mariella Valentini, Daniela Giordano
Produzione: 11 Marzo Film, Medusa Film, Aurora Film
Distribuzione: Medusa Film
Data di uscita: 11/02/2009
Durata: n.d.

TRAMA: E' il 1972. L'Italia è preda dei movimenti giovanili. Proprio durante una manifestazione studentesca, Andrea, un universitario, e Giulia, una liceale, si conoscono. Tra i due scatterà subito la scintilla, che, sulle note delle canzoni di Baglioni, li farà perdutamente innamorare. Il primo vero amore importante, fatto di varie fasi, sconvolgerà le loro vite. La loro storia sarà l'ultima avventura dell'adolescenza prima di diventare adulti.

http://www.bestmovie.it/template.asp?id=4263

 

La presentazione di QPGA a Domenica in 9 febbraio 2009

Prima Parte


2 Parte


3 Parte

Il trailer di QPGA
il film nato dall'album di Claudio Baglioni

Grazie a Gialenas

Come nasce questo piccolo grande amore

Come è nato "Questo piccolo grande amore..."