Baglioni e Toto Torquati
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03/04/2009 13:11:03 TG La7 Recensione Toto Torquati in “Vita, amore e musica” all’Auditorium di RomaPubblicato da ancorassieme.net su 4 Aprile 2009
Scritto il 4 Aprile, 2009 in Reportage Concerti
Nazionali
Č stato presentato mercoledě 1° aprile, presso il Teatro-Studio dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, il nuovo disco di Toto Torquati, storico arrangiatore di alcune fra le piů importanti firme e voci della musica leggera italiana. Il cd, intitolato “Vita, amore e musica” (Nuovi Orizzonti/Egea 2009), sintetizza perfettamente una vita piena di amore per la musica e una lunga carriera rorida di emozioni, le stesse condivise insieme a vari compagni d’avventura presenti anche in sala. Fra questi, Carlo Loffredo, Minnie Minoprio e quel Claudio Baglioni che, proprio grazie a Torquati, si decise a finir d’incidere “Questo piccolo grande amore”, un disco che allora era sul punto di mollare, insieme alla sua idea di fare della musica la strada da percorrere. Č proprio Claudio Baglioni, dopo la presentazione dell’evento a cura della conduttrice della serata, Roberta Balzotti, a introdurre al pubblico la vita, la carriera e la sensibilitŕ di questo musicista integro, dedito totalmente alla musica e, per questo, a tratti severo. Racconta alcune delle vicissitudini che li hanno accomunati sopra il palco e dietro le quinte, e poi viene coinvolto da Torquati stesso nell’interpretazione, solo piano e voce, di tre perle del suo, anzi del loro, repertorio. Come tiene a ribadire Toto, “questa non č la mia, ma la nostra serata” e perciň le interpretazioni in duo di “Questo piccolo grande amore”, “Amore bello” e “Solo” (di cui il Nostro arrangiň l’intero, omonimo, disco) sono a dir poco commoventi, con un gran controllo delle dinamiche da parte del pianista, un musicista puro, di razza, di quelli, come direbbe Francesco De Gregori, altro cantautore che lo ha conosciuto bene, “che vengono dal jazz”. L’accompagnamento č vigoroso e vibrante e la voce, altissima, si sforza per mettersi allo stesso livello del piano, creando cosě ancora piů tensione scenica e pathos emotivo. Il passaggio di Torquati dal piano alle tastiere, l’entrata in scena dell’attrice Silvia Tognoloni, che leggerŕ e intercalerŕ scenicamente la musica suonata con note poetiche scritte da Luigi Calabrň e l’ingresso sul palco dei musicisti che accompagneranno il leader durante il concerto (Fabio De Vincenti alla chitarra elettrica, Simone Gianlorenzi alla chitarra elettrica e acustica, Stefano Napoli al basso elettrico e contrabbasso e Antonello Ruggiero alla batteria, con l’apparizione in un brano anche di Valeria Scognamiglio al violino), segna l’inizio della presentazione vera e propria del cd “Vita, amore e musica”. Il primo brano č Inno, un pezzo dal sapore epico, vicino all’arrangiamento di “Aida” di Rino Gaetano (guarda caso c’era proprio Torquati al piano in quella session) ma anche a molte soluzioni applicate nelle prime composizioni di Baglioni. L’idea poi di introdurre le composizioni con brevi stralci poetici ricorda un po’ il progetto “Alice” dei Perigeo Special di Giovanni Tommaso e Maurizio Monti. Sempre al jazz-rock dei Perigeo, e in particolare ai tastieristi Franco D’Andrea e Mark Harris (Napoli Centrale), rimanda il funky-psichedelico del brano successivo, Dance, dove Torquati mostra la sua parte piů ŕ la Joe Zawinul, creando e guidando una musica grintosa, colorata, frastagliata, magmatica ed esplosiva. Un’avanguardia spaziale, con sfaccettature ŕ la Sun Ra ma all’italiana. Una sperimentazione con aperture melodiche mediterranee ed improvvisazioni fluenti, intriganti, narrative e in perenne evoluzione, con tanto di inizio, svolgimento e fine del discorso solistico. L’interplay del gruppo č scoppiettante e brioso. Tema per Giulia vede Torquati tornare al piano ed entrare in scena la violinista Valeria Scognamiglio per una ballad mediterranea, estremamente melodica, con meravigliosi innesti di violino e chitarra elettrica (Fabio De Vincenzi). Un adagio che sembra quasi una nenia, una ninna nanna, una litania che si avvolge fascinosamente su se stessa, circolare e intrigante come poche. Viaggio, con Torquati alle tastiere, č un altro jazz-rock-pop d’atmosfera psichedelica, straniante, spaziale e vivida, che gode di un arrangiamento squisito e grondante di senso e significato. L’eloquio della chitarra elettrica di De Vincenzi č scintillante e arricchisce ancora di piů una melodia giŕ di per sé sofisticata e raffinata. Sogno, invece, aperta da un’intro di piano struggente e malinconica, ricorda un po’ quei sogni cinematografici da Ville Lumiere. Un 3/4 swingato, una ballad intensa, con accenni dixie-tradizionali e un assolo di piano che integra ragtime, boogie-woogie, swing delle origini, Thelonious Monk e Fats Waller. Il contrabbassista Stefano Napoli č poi impegnato in un solo con arco suadente e vibrante, seguito da un’improvvisazione della chitarra elettrica (De Vincenzi) virtuosa e djangonesca. Orizzonti colpisce per una musica avvolgente e compenetrante, onirica e lirica, straniante e spaziosa, di languida e sognante atmosfera, che mostra ancora una volta quale squisito arrangiatore sia Toto Torquati. Master Pater Correndo gode di un’introduzione di organo (uno dei tanti effetti delle tre tastiere sovrapposte suonate dal leader) seguita poi dall’innesto della chitarra elettrica di De Vincenzi. Una rock-fusion-jazz elettrica ed elettronica, ben tornita e ridondante, fragorosa e stuzzicante. Jazz Paradise č un brano di jazz puro, con le tastiere che si sdoppiano per fungere sia da piano sia da tromba con sordina, boppeggiante e mainstream. Una musica prelibata e gustosissima. Vulcano č un funk scoppiettante e molto soul-jazz che vive di tastiere hard-bop estrose e spumeggianti. Ricorda a tratti “Miramare” di Baglioni, ma il resto č tutto Zawinul e Weather Report: un entusiasmante jazz-rock all’italiana. Torquati vola sulle tastiere sfiorando il sublime in maniera sfrigolante almeno quanto il chitarrista De Vincenzi all’elettrica. Il bis che ci concede č Suonando a casa, in piano solo. Una prova, robusta e intensa, di uno squisito pianista, un musicista eccelso, con grandi idee al servizio di una tecnica speciale. Una prova virtuosistica, da piano jazz nelle barrelhouse, ŕ la Fats Waller. Una prova lirica e sofferta, malinconica, struggente e fiera, che parte dal tema, lo espone, lo evolve, ci improvvisa sopra, poi lo ri-propone, lo ri-espone e infine lo chiude in maniera fantastica. Un artista tutto da scoprire, anzi da ri-scoprire. E ben venga quindi un disco come “Vita, amore e musica”. Marco Maimeri Toto Torquati ospita Claudio Baglioni (Teatro Studio, Auditorium di Roma, 1/4/2009)Pubblicato da madmaggy su 3 Aprile 2009 2 aprile 2009 |