Le foto (grazie a
Vera e Marcello):
Claudio al
Maurizio Costanzo Show
12/11/2003
Claudio al Maurizio Costanzo Show Chi ha visto la
puntata di lunedì 10 novembre?Vi è piaciuta? Com'è stata
condotta?Claudio sempre in ottima forma fisica e di ottimo
umore.
Alcuni
articoli dedicati all'occasione:
11/11/2003 Il Resto
del Carlino
Claudio, tutta la forza della verità
Un grande. Uno che non si nasconde, che non fa sconti. Uno
vero. Baglioni avrebbe potuto glissare o palleggiare a centrocampo
sulla questione della droga, ma non lo manda a dire dietro a quei
colleghi (da Vasco Rossi a Zucchero) che tempo fa hanno firmato un
manifesto per chiedere la liberalizzazione delle droghe leggere.
Lui è chiaro. E' contro ogni tipo di droga, è contro lo sballo.
Una presa di posizione netta che non lascia dubbi. E va contro
colleghi celebri e celebrati. Ma Claudio è così, prendere o
lasciare. Lui è vero quando ha l'umiltà di confessare che non è
sbagliato per il mestiere che fa, perché era timidissimo e lo è
tuttora. Ma la musica ha avuto la meglio. Così come ha il
sopravvento - dice ancora - la voglia di esibizionismo quando sale
sul palcoscenico. Passa la paura, passano i dubbi e vorrebbe che
lo show non finisse mai. «Sul palcoscenico faccio cose che nella
vita di tutti i giorni non mi immagino neppure. L'unico posto in
cui sono veramente me stesso è il concerto dal vivo».
Da Costanzo, Baglioni si mette a nudo davanti a un teatro pieno di
fan adoranti. E parla delle prime esibizioni, dei vecchi amici di
Centocelle, degli amori sospirati e quasi mai dichiarati, di
quando lo chiamavano "Agonia", lui così lungo, con gli
occhiali e i vestiti neri. Parla dell'amore della famiglia, dei
genitori che credevano in lui e lo incitavano a fare il cantante,
del padre scomparso che continua a seguirlo «da più lontano».
Parla del pentimento di aver cercato in qualche occasione di
complicarsi un po'» col risultato di non essere stato genuino.
Dei poster che non aveva nella sua stanzetta perché non aveva la
stanzetta. La mattina tirava su il lettino e la stanza ridiventata
salotto.Conclude parlando della sua grande fortuna: quella, dopo
anni e anni, di trovare ancora tantissima gente che sta ad
ascoltare volentieri la sua storia. Che è poi la storia di uno
vero. E che piace proprio per questo.
Il Mattino
11/11/2003
IL CANTAUTORE DA COSTANZO E IL DIBATTITO
SULLE DROGHE LEGGERE
Baglioni: «Sanremo? Ora per me sarebbe una
retrocessione»
Roma. «Partecipare a Sanremo? Per me ora sarebbe una
retrocessione», così Claudio Baglioni taglia corto su una sua
possibile partecipazione al festival: lo fa durante lo speciale
del «Maurizio Costanzo Show», in onda ieri sera su Canale 5. Per
il cantautore romano Sanremo è al centro di «troppi interessi»
e per risollevarlo dai problemi che lo affliggono «ci vorrebbe
Leonardo Da Vinci o Einstein». «Mi hanno anche chiesto di
presentarlo» aggiunge. «ma per fortuna l'idea è stata sventata.
E poi non potrei mai tradire il mio santo, San Felice da Cantalice»,
aggiunge ironico riferendosi al paese dove si esibì all'inizio
della sua trentennale carriera. Interpellato a margine della
registrazione, Baglioni affronta anche il problema della defezione
della Fimi al prossimo festival: «La discografia ha un'occasione
per imporsi all'attenzione denunciando i tanti guasti e problemi
che rendono l'industria del disco così povera e sottovalutata. La
situazione attuale non è facile anche perché Sanremo ha preso le
dimensioni di un appuntamento extra-musicale, è diventato una
grande commedia nazionale. Non so cosa faranno, serve un atto di
coraggio. Non vorrei essere nei panni degli organizzatori, perché
Sanremo mostra una certa stanchezza, ed è un cavallo in corsa
difficile da fermare».
Il cantautore ha anche criticato chi firma appelli a favore della
liberalizzazione delle droghe: «La musica e chi la rappresenta ha
grandi responsabilità riguardo al problema dell'assunzione delle
droghe. Un tempo si sosteneva che la droga aiutasse la creatività,
a volare, a essere meno borghesi. Ma invece tutto questo ha
portato a grandi drammi. Questo bisognerebbe dirlo, anche rispetto
alle sanzioni, mentre per chi spaccia la colpa è la stessa, e la
criminalità se ne avvantaggia. Sono contrario alla sballo: si può
essere energetici anche senza mettere a repentaglio la propria
vita e quella degli altri». Il tour di Baglioni parte il 21
novembre da Torino. Il 2 febbraio sarà a Caserta
Il Corriere
Adriatico 11/11/2003
Baglioni ieri al Costanzo Show . Il 1° dicembre sarà a Pesaro
Claudio tra ricordi e futuro
ROMA - Maurizio Costanzo suona il sax nella band di Demo Morselli
mentre Claudio Baglioni canta per i suoi fan al Teatro Parioli due
dei maggiori successi della sua trentennale carriera, 'Poster' e
'Mille giorni di te e di me': si chiude così una puntata speciale
dello show di Canale 5, andata in onda ieri sera, dedicata al
cantautore che parte il 21 novembre dal Mazda Palace di Torino per
un tour nei palasport di tutta Italia. Una puntata monografica che
ha riportato il 52enne artista romano al Costanzo Show dopo 13
anni.
"E' stato un disastro - ricorda Baglioni - Avevo avuto un
incidente in macchina e sono sceso direttamente dalla clinica
Quisisana al Parioli. Erano i tempi dell'album 'Oltre' e Costanzo
non lo aveva ascoltato: mi dava ripetute gomitate perchè cantassi
'Questo piccolo grande amore': mi sentivo così fuoriluogo".
Oggi invece Baglioni - di cui il 28 novembre uscirà 'Tutto in un
abbracciò, un Dvd del supershow dell'estate scorsa allo Stadio
Olimpico di Roma - appare assoluto padrone della scena, in gran
forma e pieno di auto-ironia e di voglia di ricordare i suoi
inizi: "Mi chiamavano Agonia, portavo sempre gli occhiali
neri, ero considerato un pericoloso intellettuale. Avevo il
problema di passare inosservato e pensavo che cantare e suonare mi
aiutasse. Ma poi mi sono accorto che le ragazze carine andavano
via, restavano quei due-tre mostri che mi chiedevano 'me ne fai
un'altra?'. Una canzone 'da acchiappo', ricorda, era 'Se
telefonando' di Ennio Morricone, lanciata da Mina. Ma l'autore del
testo è proprio Costanzo, per cui è stato inevitabile
ripresentarla al pubblico del Parioli, che ha applaudito entrambi.
In sala molte coppiette che, grazie alle sue canzoni, si sono
innamorate, fidanzate, sposate. Tornando al tour, tra le altre
date: 21 e 22 novembre Torino, 24 Genova, 29 Bologna; dicembre: 1
a Pesaro, 3 Varese, 5 e 6 Verona, 10 e 11 Trento; gennaio: 23
Brescia, 26 Treviso, 29 Cantù e 31 Perugia; febbraio: 2 Caserta,
5 Reggio Calabria, 26 Roma; Marzo: 1 Parma, 4 Milano e 9 Firenze
Musicaitaliana.com
11/11/2003
Baglioni si schiera contro le droghe e
presenta il 'Crescendo' tour e il DVD
"I musicisti hanno delle responsabilità nella diffusione del
mito della droga. Per anni, ingenuamente, si sosteneva che avere
le allucinazioni fosse un modo per assaporare la libertà e la
felicità. Questo è falso". Così Baglioni, protagonista
ieri 10 novembre al Maurizio Costanzo Show, ha preso le distanze
da tutti i colleghi che nei mesi scorsi hanno chiesto nero su
bianco la liberalizzazione delle droghe (vedi News). "Anche
se credo che una distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti
vada fatta", conclude Baglioni, "sono convinto che non
c'è bisogno di cercare lo sballo. C'è tanta adrenalina naturale
in giro: basta quella". La presenza televisiva del cantautore
romano è stata anche un'occasione per annunciare il
"Crescendo" tour, in partenza il prossimo 21 novembre da
Torino. Il 28 novembre, inoltre, sarà anche in vendita un DVD con
le immagini del concerto che la scorsa estate Baglioni ha tenuto
all'Olimpico nel corso della mini tournée intitolata "Tutto
in un abbraccio". Il DVD sarà arricchito da un'intervista
speciale e da immagini inedite di backstage. (Fonte: Corriere
della Sera, La Repubblica, Il Giorno, Il Messaggero, La Stampa)
11 novembre 2003
Il tempo 11/11/2003
Baglioni: «Cresco raccontandomi in tour»
I concerti saranno del tutto diversi da quelli estivi.
«Sanremo? Sarebbe una retrocessione»
IL CANTAUTORE AL «MAURIZIO COSTANZO SHOW»
di CARMEN GUADALAXARA
BAGLIONI, stazza da atleta, sorriso da compagno di scuola sempre
rigorosamente vestito in nero, meglio conosciuto dagli amici del
prenestino come "Agonia", mette in scena un uomo
determinato che non ha il complesso del successo e che racconta
consapevolmente la sua carriera, togliendosi anche qualche
sassolino dalla scarpa. L'occasione gli è stata data, ieri sera,
al Maurizio Costanzo Show, dove l'artista (nella foto) ha
presentato la sua nuova tourneè «Crescendo Tour 2003-2004», il
cui debutto è fissato per il 21 novembre a Torino. «Crescendo -
spiega Baglioni è il tentativo di rappresentare questo viaggio,
di disegnare con parole e note, la materia che ho scelto per dare
forma a questa strana urgenza del raccontare, questa verticale
invisibile che lega il chi sono stato al chi sono e al chi sarò.
Il concerto non sarà una replica delle esibione estiva ma un
momento dove mi sento di garantire che emozione e passione saranno
sempre di casa». Baglioni, nel corso della trasmissione, ha poi
denunciato le grandi responsabilità della musica e dei suoi
rappresentanti riguardo al problema dell'assunzione delle droghe e
a chi gli faceva notare che il suo nome non appare sull'appello
firmato da una trentina di artisti sulla liberalizzazione delle
droghe leggere, Baglioni ha risposto: «Non sono stato
interpellato. Non credo che i manifesti e le lettere risolvano un
problema così importante. Un tempo si sosteneva che la droga
aiutasse la creatività, a volare, a essere meno borghesi. Ma
invece tutto questo ha portato a grandi drammi». Sanremo? «Per
organizzare bene il Festival di quest’anno - dice l'artista - ci
vorrebbe Leonardo Da Vinci, oppure Einstein». Baglioni non
invidia Tony Renis. «Non vorrei essere nei suoi panni perché il
Festival ha una formula che mostra un po’ di stanchezza. E,
essendo un cavallo in corsa, non è facile cambiare, ci sono
troppi interessi. In gara? Per me rappresenterebbe una
retrocessione. Un anno stavo addiritttura per presentarlo...».
Il Resto del Carlino
11/11/2003
Claudio, tutta la forza della verità
Un grande. Uno che non si nasconde, che non fa sconti. Uno vero.
Baglioni avrebbe potuto glissare o palleggiare a centrocampo sulla
questione della droga, ma non lo manda a dire dietro a quei
colleghi (da Vasco Rossi a Zucchero) che tempo fa hanno firmato un
manifesto per chiedere la liberalizzazione delle droghe leggere.
Lui è chiaro. E' contro ogni tipo di droga, è contro lo sballo.
Una presa di posizione netta che non lascia dubbi. E va contro
colleghi celebri e celebrati. Ma Claudio è così, prendere o
lasciare. Lui è vero quando ha l'umiltà di confessare che non è
sbagliato per il mestiere che fa, perché era timidissimo e lo è
tuttora. Ma la musica ha avuto la meglio. Così come ha il
sopravvento - dice ancora - la voglia di esibizionismo quando sale
sul palcoscenico. Passa la paura, passano i dubbi e vorrebbe che
lo show non finisse mai. «Sul palcoscenico faccio cose che nella
vita di tutti i giorni non mi immagino neppure. L'unico posto in
cui sono veramente me stesso è il concerto dal vivo».
Da Costanzo, Baglioni si mette a nudo davanti a un teatro pieno di
fan adoranti. E parla delle prime esibizioni, dei vecchi amici di
Centocelle, degli amori sospirati e quasi mai dichiarati, di
quando lo chiamavano "Agonia", lui così lungo, con gli
occhiali e i vestiti neri. Parla dell'amore della famiglia, dei
genitori che credevano in lui e lo incitavano a fare il cantante,
del padre scomparso che continua a seguirlo «da più lontano».
Parla del pentimento di aver cercato in qualche occasione di
complicarsi un po'» col risultato di non essere stato genuino.
Dei poster che non aveva nella sua stanzetta perché non aveva la
stanzetta. La mattina tirava su il lettino e la stanza ridiventata
salotto.Conclude parlando della sua grande fortuna: quella, dopo
anni e anni, di trovare ancora tantissima gente che sta ad
ascoltare volentieri la sua storia. Che è poi la storia di uno
vero. E che piace proprio per questo.
di Sandro Bugialli