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LIVE 8


"I migliori anni della nostra vita"
Con Renato Zero e Laura Pausini

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www.youtube.com/ancorassieme


www.corriere.com 04/07/2005
A Roma in 700mila al Circo Massimo
Da De Gregori a Venditti e Baglioni, con Jovanotti e i Duran Duran
Il "vero" Live 8 di Roma è cominciato con Fiorella Mannoia, quando il sole cominciava a tramontare e al Circo Massimo la musica suonava da 5 ore. Con "Sally", il brano di Vasco Rossi, il mega concerto ha trovato la sua giusta atmosfera, quell'emozione e sentimento condiviso di partecipazione che prima era come se si fosse smarrito con il caldo. Lo spazio con poche migliaia di persone e la luce del giorno che, si sa, mal si concilia con i concerti rock. Dopo Fiorella Mannoia e il set di Biagio Antonacci, è arrivato
Luciano Ligabue, una delle star autentiche di questo concerto. Da solo con la chitarra ha proposto "Non è tempo per noi" e "Ballando sul mondo" prima di cantare insieme a Piero Pelù e Jovanotti "Il mio nome è mai più".
Quindi è arrivato Claudio Baglioni (nella foto) che ha iniziato con un duetto con Laura Pausini in "Mille giorni di te e di me". Baglioni ha poi ospitato Biagio Antonacci in "Strada facendo". E ancora lo stesso Baglioni ha poi cantato con Renato Zero e ha partecipato a una versione di "Roma Capoccia" insieme ad Antonello Venditti, Carlo Verdone e Alex Britti.
Ad aprire era stato Francesco De Gregori che è stato il primo artista in assoluto di tutte e 10 le città coinvolte ad esibirsi: tre brani, "Agnello di Dio", "La storia siamo noi" e "La donna cannone". Quindi Fiorello con il suo omaggio a Battisti "Il mio canto libero", i Negramaro, Elisa, Ron, I Gemelli diversi, Faith Hill e Le Vibrazioni, i Negrita, Irene Grandi, i Tiro Mancino, Max Pezzali e Cesare Cremonini. Tra gli ospiti internazionali, i Duran Duran che hanno proposto tra gli altri brani il loro classico "Ordinary World".
Al Circo Massimo il pubblico col passare delle ore è cresciuto fino a 700mila persone: la seconda piazza più affollata dopo Filadelfia.


ROMA Circo Massimo Sabato 2 Luglio 2005
CLAUDIO BAGLIONI:
"LIBERTA' E' PARTECIPAZIONE"
ANNULLAMENTO DEBITO PRIORITA' ASSOLUTA
SARO' AL CIRCO MASSIMO
GUARDIAMO LA LUNA, NON IL DITO.

"Smettiamola di guardare il dito e, per una volta, guardiamo la luna. L'annullamento del debito è una priorità assoluta: per questo sarò al Circo Massimo. Senza se e senza ma".
Con queste parole Claudio Baglioni -cancellati tutti gli impegni promozionali esteri- annuncia la propria partecipazione al "Live 8", il concerto di sabato 2 luglio al Circo Massimo per l'annullamento del debito dei paesi in via di sviluppo.
"Non si tratta -sottolinea Baglioni- di una sterile rievocazione nostalgica del "Live Aid" di vent'anni fa. La formula può anche essere la stessa, ma l'obiettivo è un obiettivo contingente ed estremamente urgente: una forte pressione sui governi dei paesi che compongono il G8 (per questo i concerti si tengono in queste 8 città) per annullare il debito dei paesi in via di sviluppo".
"Di fronte ad un tema di questo genere -ribadisce con forza il musicista romano- tutte le altre considerazioni, incluse alcune incomprensibili logiche dello show business, devono saltare. Chi ha qualcosa da dire deve salire sul palco e dirla: adesso! E' un'istanza etica, sociale e politica fondamentale, che non può e non deve essere messa in secondo piano da nessun altro tipo di calcolo."
"Ho parlato a lungo con Geldof -ha ricordato Baglioni- che mi è apparso un po' amareggiato del fatto che non si sia colto lo spirito autentico di questa manifestazione. Con tutta la passione e l'energia di cui dispone- mi ha rappresentato l'esigenza di far capire che non c'è solo il problema del debito, ma anche -se non soprattutto- quello di convincere popolazioni e governi a raddoppiare gli aiuti nei confronti dei paesi poveri e ad aprire una riflessione, il più possibile libera e non strumentale, sul senso di questo mercato senza regole, che dà a chi ha e toglie a chi non ha e si alimenta degli squilibri tra paesi ricchi e paesi poveri. Una situazione assolutamente inaccettabile".
"Libertà è partecipazione", diceva qualcuno -ha concluso Baglioni- e io intendo partecipare".

 


www.dgmag.it 04/07/2005
Live 8: a Londra lo show più sensazionale!

Il Live8 si è concluso ma delle cifre ufficiali nessuno parla: perchè, come al solito, non c'è accordo su quanta gente sia affluita al concerto del Circo Massimo di Roma con le forze dell'ordine che sostengono si sia arrivati ad un massimo di 300.000 spettatori complessivi e il sindavo di Roma Walter Veltroni che invece parla di 700.000 presenze.

Comunque, tra polemiche, defezioni, musica, intrattenimento e tanto caldo anche questo evento è scivolato via, trasmesso da Rai3 a partire dalle 14.30 con Sky che invece consentiva di seguire in diretta gli eventi nelle altre città del mondo, con un occhio di riguardo alla piazza più importante, Londra.

Ha aperto il Live8 romano, accolto da nemmeno cinquemila persone, Francesco De Gregori che, introdotto da Fiorello, ha intonato L'agnello di Dio, La donna cannone e La storia.

Dietro di lui Fiorello, che si è improvvisato batterista e ha eseguito Il mio canto libero di Battisti prima di lasciare il palco a Zucchero, volato subito dopo a Parigi per presenziare anche all'evento francese.

Uno dei momenti più emozionanti del Live8 romano è stato senza dubbio il gruppo composto da Antonello Venditti, Claudio Baglioni, Carlo Verdone (alla batteria) e Alex Britti che hanno intonato Roma capoccia seguiti dal coro di tutti i presenti.

Si segnala poi il trio storico Jovanotti-Ligabue-Pelù con Il mio nome è mai più che ha fatto decollare la serata e la coppia Baglioni-Pausini con Mille giorni di me e di te ma anche lo stesso Baglioni con Biagio Antonacci per Strada facendo e con Paola Cortellesi per Avrai.

Paola Cortellesi ha poi parlato alla folla presente al Circo Massimo: "Questi Paesi poveri, anzi impoveriti, non hanno bisogno di pietà ma di diritti".

Baglioni si è unito anche a Renato Zero e Laura Pausini per cantare I migliori anni della nostra vita.

Vasco Rossi alla fine non c'era ma a portarlo sul palco ci ha pensato Fiorella Mannoia intonando l'emozionante Sally.

Jovanotti ha invece cantato, con cinque percussionisti brasiliani e l'Orchestra di Piazza Vittorio, L'ombelico del mondo lanciando un appello "Ai nostri politici, al presidente del Consiglio, alla destra, al centro e anche a chi sta sopra di loro, chiediamo giustizia".
Grande assente tra gli artisti che avevano assicurato la loro partecipazione Pino Daniele che ha spiegato di non poter accettare "lo strapotere degli inglesi nel sottoporre a noi artisti contratti inadeguati e con enormi lacune dal punto di vista della tutela degli obiettivi di solidarietà del progetto" lamentando che "l'incalzare mediatico ha messo in serie difficoltà la musica" e sottolineando come molti non potessero "esprimersi al meglio per poter contribuire alla causa" .

Se Pino Daniele è stato l'unico a non salire sul palco degli italiani quasi nessuno ha firmato il contratto inglese di cessione dei diritti di immagine, fonografici e morali. Hanno invece siglato un accordo preparato dai legali italiani che gli ha permesso di salire sul palco, ma non ha nessun valore per uno sfruttamento economico futuro da parte degli organizzatori mondiali del Live 8.

Parecchie le polemiche degli artisti con Le Vibrazioni che hanno anche dichiarato "Abbiamo avuto l'impressione di esibirci davanti a giovani insensibili".
Intanto a Londra, la piazza più importante della manifestazione, l'esibizione di Madonna ha mandato in visibilio i tantissimi presenti; accompagnata da un coro gospel e da ballerini di breakdance Madonna dopo la sua esibizione ha abbracciato la ragazza etiope che 20 anni fa fu salvata grazie al Live Aid.
Nel presentarla, Bob Geldof ha detto che la giovane, vicina alla laurea, è la prova che non è vero che tutto questo impegno non serve a nulla.

Sempre a Londra, dopo la sigla sono saliti sul palco Paul McCartney e gli U2 per intonare Stg. Peppers accompagnati da 4 musicisti vestiti da Baronetto anni '70. Gli U2 hanno quindi proseguito con il loro successo A beautiful day, infiammando i tanti presenti accorsi per vedere dal vivo le loro star.

Seguiti da Coldplay, Elton John e REM ,Travis, Annie Lennox, UB40, Snoop Dogg, Razorlight; quindi proprio Madonna e, nella parte finale, Sting, Mariah Carey, Robbie Williams, seguiti dagli Who e dai Pink Floyd, riuniti appositamente per questa occasione.

Sul palco di Londra sono inoltre saliti a sorpresa Bill Gates e Kofi Annan che ha detto "A nome dei poveri, di coloro che non hanno voce e dei deboli vi ringrazio".


Il resto del Carlino 03/07/2005
LIVE 8 / ROMA
In 700 mila al Circo Massimo per l'Africa

ROMA, 3 LUGLIO 2005 - Il Circo Massimo quasi completamente pieno con tantissimi arrivati per ascoltare alcuni tra i più grandi cantanti italiani che si esibiscono per il 'Live 8' in favore dell'Africa.

A dare il via al concerto romano è stata un'anteprima di Francesco de Gregori. Il cantautore romano ha cantato «L'agnello di Dio» e si è poi esibito in due celebri successi del suo repertorio, «La donna cannone» e «La storia». Poi Fiorello aperto ufficialmente il concerto cantando «Il mio canto libero» di Lucio Battisti.

Mentre un ringraziamento «al senso civile e allo spirito umano che i giovani al Circo Massimo hanno dimostrato» è stato espresso dal sindaco di Roma Walter Veltroni, presente alla kermesse romana. «Questo è un grande evento - ha detto Veltroni - non è solo un concerto ma forse una delle più grandi manifestazioni in sostegno ai dimenticati del mondo, ovvero gli africani, che sia mai stata fatta».

Un pubblico entusiasta e scatenato canta insieme a Biagio Antonacci «Se io, se lei», così come segue parola per parola Ligabue e Jovanotti, che con Piero Pelù riuniscono a sorpresa il trio creato nel '99 per «Il mio nome è mai più», canzone-denuncia contro ogni guerra.

I 700mila riuniti al Circo Massimo sembrano instancabili e, nonostante molti siano qui da stamattina, mantengono alta l'attenzione ai messaggi lanciati di volta in volta dai cantanti, che non dimenticano lo scopo della manifestazione. «Oggi l'evoluzione del nostro pianeta passa attraverso la lotta alla povertà», dice Jovanotti dal palco. Gli fa eco Fiorella Mannoia: «Abbiamo fatto il nostro lavoro - sottolinea, - ora pretendiamo che la politica faccia il proprio». Contro la fame nel mondo si pronuncia anche Povia, numero uno nelle classifiche: «I bambini fanno 'oh' se riescono a mangiare».

Tra i cantanti, secondo quanto racconta ai cronisti Max Pezzali, il clima è tranquillo, «si respira una bella atmosfera». Il grande assente resta Vasco Rossi: «Se c'era lui veniva meglio», osserva Irene Grandi, mentre Fiorella Mannoia sceglie di cantare «Sally», canzone scritta dal rocker modenese, e confessa: «L'ho fatto anche apposta, immaginavo si sentisse la sua assenza».

Grande calore, a tarda sera, per Claudio Baglioni, Renato Zero ed Antonello Venditti. Il primo canta «Strada facendo», «Mille giorni di me e di te», ed «Avrai», alternando duetti con Laura Pausini, Biagio Antonacci e Paola Cortellesi. Renato Zero, invece, improvvisa uno stralcio di «Roma nun fà la stupida stasera», mente si esibisce con Baglioni la Pausini ne «i miglior anni della nostra vita».

Venditti ringrazia il sindaco e intona con Baglioni «Roma capoccia», accompagnati alla batteria da Carlo Verdone e alla chitarra da Alex Britti.

E nel concerto romano c'è anche spazio per ricordare la piaga dello sfruttamento dell'immigrazione clandestina: il sindaco di Lampedusa Bruno Siracusa lancia dal palco un appello all'Europa. «Fermate il traffico di esseri umani - dice - fermate uomini senza scrupoli che approfittano dei disperati del mondo».


Il Corriere.it 03/07/2005
Roma decolla con Liga, Jovanotti Pelù
Pino Daniele dà forfait. Finale a sorpresa con Venditti, Baglioni, Verdone e Britti Balletto di cifre: il sindaco dice 700 mila, le forze dell'ordine 300 Quasi nessuno degli artisti ha firmato l'accordo internazionale Simon Le Bon: pensavamo di cambiare il mondo, non è stato così

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ROMA — Antonello Venditti, Claudio Baglioni, Carlo Verdone ( alla batteria) e Alex Britti cantano « Roma capoccia » , accompagnati dal coro dei cinquecentomila ( per Veltroni sono 700 mila, per le forze dell'ordine 300). E' stato il momento più emozionante del maxiconcerto di ieri al Circo Massimo, con i duetti e i terzetti inediti, arrivati molto tardi: dal trio Jovanotti Ligabue Pelù con « Il mio nome è mai più » ( che ha fatto decollare l'intera serata) alla coppia Baglioni Pausini con « Mille giorni di me e di te » . Ed è Baglioni il più prodigo: con Biagio Antonacci canta « Strada facendo » , con Paola Cortellesi intona « Avrai » .

L'attrice parla alla folla: « Questi Paesi poveri, anzi impoveriti, non hanno bisogno di pietà ma di diritti » . Baglioni poi si unisce a Renato Zero e Laura Pausini sulle note di « I migliori anni della nostra vita » . Il Live 8 dedicato all'Africa ha chiamato a raccolta i big della musica italiana e loro non si sono risparmiati. Ligabue arriva soltanto con una chitarra a tracolla ma anche per lui il boato della folla è assordante. « Oggi — dice — il mondo sta guardando se stesso. Questa roba non può finire stasera » . Prima di lui, Biagio Antonacci e la rabbiosa Fiorella Mannoia. Alla fine lo « porta » lei Vasco Rossi ( ieri in concerto ad Ancona) sul palco del Circo Massimo, intonando la struggente « Sally » . Jovanotti, che con cinque percussionisti brasiliani e l'Orchestra di Piazza Vittorio canta una trascinante « Ombelico del mondo » , lancia un appello: « Ai nostri politici, al presidente del Consiglio, alla destra, al centro e anche a chi sta sopra di loro, chiediamo giustizia » .

Unico assente, fra gli artisti che avevano assicurato la partecipazione, Pino Daniele. In una nota ha rinnovato la stima a Bob Geldof ma ha spiegato di non poter accettare « lo strapotere degli inglesi nel sottoporre a noi artisti contratti inadeguati e con enormi lacune dal punto di vista della tutela degli obiettivi di solidarietà del progetto » .

Ha lamentato che « l'incalzare mediatico ha messo in serie difficoltà la musica » e ha sottolineato come molti non potessero « esprimersi al meglio per poter contribuire alla causa » . Daniele è stato l'unico a non salire sul palco. Ma di tutti gli italiani quasi nessuno ha firmato il contratto inglese di cessione dei diritti di immagine, fonografici e morali.

Hanno invece siglato un accordo preparato dai legali italiani che gli ha permesso di salire sul palco, ma non ha nessun valore per uno sfruttamento economico futuro da parte degli organizzatori mondiali del Live 8. Il concertone non è partito benissimo, con pause troppo lunghe nella prima parte, fra i diversi cambi di palco. Il primo a esibirsi Francesco De Gregori che ha aperto alle 14.40 il Live 8 italiano, accolto da nemmeno cinquemila persone. Introdotto da Fiorello, il cantautore romano ha intonato una dietro l'altra « L'agnello di Dio » , « La donna cannone » e «La storia » .

Fiorello, ritornato sul palco, è stato un mattatore, anche se per pochi interventi: si è improvvisato batterista e ha eseguito « Il mio canto libero » di Battisti prima di lasciare il palco a Zucchero. « Vent'anni fa al Live Aid pensavamo di cambiare il mondo, non è stato così » , ha detto Simon Le Bon dei Duran Duran. Intense le esibizioni di Elisa e Ron. I più polemici Le Vibrazioni: « Abbiamo avuto l'impressione di esibirci davanti a giovani insensibili » .
Sandra Cesarale


www.articolo21.it 03/07/2005
Dal Circo Massimo di Roma un evento che si fa storia
di Simone Zazzera

Una delle prime cose che insegnano nei corsi di giornalismo all’università è di evitare le frasi fatte. Ma come fare a non definire “Marea Umana” quella che ieri ha invaso il Circo Massimo a Roma per il Live 8?

Settecentomila persone. Questa è la stima ufficiale. Ma vedere dal centro del catino romano una distesa ininterrotta di volti e di braccia al cielo la freddezza dei numeri scompare, lasciando spazio solo alla musica.

Il concerto si è aperto con la voce di Fiorello alle 14,40 che ha introdotto Francesco De Gregori. Poi il collegamento con Londra a dato il senso all’unicità dell’evento. “Otto concerti, cento artisti, un milione di spettatori, due miliardi di telespettatori” questo quanto si aspettavano gli organizzatori a partire da Bob Geldof, vera anima della manifestazione. Pare che queste previsioni siano state abbondantemente superate, grazie anche alle varie dirette televisive, in Italia garantite da Rai 3.

Il messaggio chiaro trasmesso da tutti quelli che si sono succeduti sul palco era sintetizzato in uno slogan posto sotto i due maxi schermi che troneggiavano ai lati di esso: “We don’y want your money we want your voice”. La voce come strumento di pressione più forte di qualsiasi altro mezzo di comunicazione. A quattro giorni dall’inizio del G8 in Scozia, che potrebbe cambiare le sorti del continente nero, è salito forte il grido che qualche anno fa a San Remo Jovanotti aveva rivolto a Massimo D’Alema: “Cancella il debito”. Ma questa volta a rappresentarci in quella sede sarà il tanto fischiato Presidente del Consiglio, a cui il rapper toscano ha chiesto di far fare bella figura al nostro paese. Una bella figura come quella che ha fatto Roma, perfetta nell’organizzazione e nella gestione di un happening difficilmente immaginabile fino a pochi anno fa, se non altro dal punto di vista sovranazionale.

Roma ha risposto “lentamente” al crescendo degli stimoli musicali. Il caldo, mitigato da una leggera copertura nuvolosa che ha reso più vivibili le prime due ore sotto il sole della capitale, ha scoraggiato non poco. Ma appena il sole è scomparso dietro l’imponente struttura del palco era già impossibile vedere spazi vuoti, sia sul prato che sui due bracci in pendenza dell’antico stadio.

È toccato a Zucchero il compito di scaldare, qualora ce ne fosse stato ulteriore bisogno, i primi 3000 coraggiosi. Il cantante è poi volato alla volta di Versailles dove in serata ha chiuso il concerto francese. Gli altri cantanti che si sono passati il testimone nel pomeriggio hanno ricordato a più riprese il motivo della loro presenza, per cui hanno ricevuto simbolicamente una sterlina a testa come compenso. Duran Duran, Elisa, Gemelli Diversi, Negramaro, Ron, Tim MC Graw e Faith Hill, Placet Funk e Le
Vibrazioni solo nelle prime due ore, con la piazza in continua evoluzione.
Qualcuno si sente male per il gran caldo che neppure il quasi milione di bottigliette d’acqua offerte dal servizio d’ordine e dalla Protezione Civile riescono a placare. A fine giornata si conteranno circa 170 malori. Ma the show must go on e così è. I Negrita iniziano a far salire la febbre per il sano Rock'n'Roll ed il pubblico si scatena, poi Irene Grandi e Tiromancino.
Ma è Max Pezzali, riproponendo i primi successi degli 883 a dare il la al clou dell’evento.

Alex Britti dimostra a tutti ancora una volta nella sua Roma la sua dimestichezza a muoversi tra le corde di una chitarra poi Cesare Cremonini, Nek e una vera ovazione per Piero Pelù. L’ex Litfiba si presenta sul palco con una maglietta con su scritto “Pietà non basta”, ricordano a tutti che: “Quelli del G8 hanno una possibilità: la diano anche al resto del mondo”. Biagio Antonacci ristabilisce l’ordine prima del gran finale con le parole penetranti delle sue canzoni, poi è il turno di Fiorella Mannoia che con “Sally” placa appena il rimpianto di quanti avrebbero voluto vedere sul palco già ridefinito “Degli stati generali della musica italiana” Vasco Rossi. E invece Vasco non c’è, così come non ci sono Eros Ramazzotti e Francesco Renga, i cui nomi erano stati stampati sulle badane distribuite ieri. Non c’è neppure Pino Daniele, in polemica con il contratto di liberatoria per lo sfruttamento dei diritti del concerto.

La Mannoia lascia il palco con una sola frase: “Noi stasera abbiamo fatto il nostro lavoro, ora i politici facciano il loro”. Ormai è sera e il pubblico è pronto. Sono due anni che non canta dal vivo. Tutti sanno che sta preparando per settembre un grande concerto gratuito a Reggio Emilia ma Roma lo vuole e lo chiama. Lui, Luciano Ligabue, entra seduto sul palco girevole, chitarra in mano e manda in delirio gli ormai 700 mila del Circo Massimo, prima di farli urlare contro il cielo in una distesa di mani tese. È il
momento delle accoppiate d’occasione, quelle che si possono fare solo in circostanze come queste. E allora ecco salire sul palco anche Jovanotti e Pelù, pronti a riproporre il successo scritto per Emergency: Il mio nome è mai più, contro tutte le guerre. Liga saluta tutti e Jovanotti inizia il suo show. Barba folta e cappello verde, l’ex DJ ha caricato le batterie del pubblico a 1000 prima di lasciar sfogare tutti sulle note dell’Ombellico del Mondo, accompagnato dalla sua band, dall’Orchestra di Piazza Vittorio e da un gruppo di percussionisti Brasiliani, li a ricordare che non è solo l’Africa a soffrire la fame, ma si muore ancora, nel 2005, anche tra le favelas. È il tripudio. Ballano tutti, dai bimbi sulle spalle dei genitori – tantissimi – a coppie di cinquantenni sposate da anni e sempre abbracciati, in attesa di sentire il loro idolo Baglioni. Lorenzo si lascia trasportare da pubblico. Sale sulle transenne e le mani delle gente lo avvolgono. Prende una bandiera italiana e la sventola prima di correre dall’altra parte del palco: “Ho un brivido gigantesco, ma i brividi passano e il dolore di un miliardo di persone resta”. E il brivido si sente. Corre sulle mani di quanti toccano lo striscione bianco che scorre tra la platea in segno di pace. Corre sulle braccia alzate al cielo che mostrano orgogliose nastri bianchi con la scritta “Stop alla povertà”. Corre sulla schiena quando i maxi schermi ai lati del palco ripropongono lo spot in cui decine di personaggi famosi fanno schioccare le dita a 3 secondi di distanza l’uno dall’altro: in Africa ogni tre secondi muore un bambino. Uno ogni schiocco di dita.

Claudio Baglioni duetta con Laura Pausini, con la Cortellesi e ripropone i grandi successi del suo repertorio. Prima di andare recita una delle frasi più belle sentite ieri: “Fate un buon viaggio della vostra vita”. Baglioni cede il posto a Renato Zero, accolto come una star internazionale, che ricorda la sua infanzia turbata di ragazzo diverso, paragonandola ai disagi subiti da quanti vengono considerati diversi per la loro pelle. Poi si fa aiutare da Laura Pausini e da Claudio Baglioni a cantare “I migliori anni della nostra vita”.

Ma una manifestazione del genere nella Città Eterna poteva essere chiusa solo da Antonello Venditti, che sulle note di Roma Capoccia rende omaggio alla sua città. Quella città che, come ha ricordato il sindaco Veltroni: “Ha fatto fare una bella figura al Paese. Oggi l'Italia sarebbe stata fuori da questo grande evento senza Roma e i suoi cittadini”. Una canzone che merita un parterre d’eccezione: Claudio Baglioni, Alex Britti alla chitarra e Carlo Verdone, batterista per l'occasione che alla fine ha salutato tutti
lanciando al pubblico le bacchette con cui ha suonato, prima di inginocchiarsi e indirizzare un bacio alla folla della capitale.

Un trionfo della musica. Un doppio trionfo se si pensa allo scopo della manifestazione. Una trionfo mutilato se in scozia i nostri governanti faranno ancora una volta orecchie da mercanti.


AdnKronos 01/07/2005
MUSICA: LIVE 8 - BAGLIONI, ADERISCO DA UOMO PIU' CHE DA ARTISTA
CONCERTO DI DOMANI ANCHE PER LA NOSTRA VITA, NON SOLO PER AFRICA

Roma, 1 lug. (Adnkronos) - ''Quello di domani e' un atto di partecipazione, un'adesione di uomini e donne piu' che di artisti''. Claudio Baglioni, oggi in Campidoglio per la conferenza stampa del Live 8 romano, ci tiene a chiarire il significato della presenza di tanti artisti, domani, sul palco del Circo Massimo. ''Non vorrei che la curiosita' sui contenuti prendesse il sopravvento -prosegue- Avremo spazio per 2 o 3 brani a testa, se si sta a vedere chi canta piu' o meno si rischia di cadere nei tranelli dello star system, che dobbiamo evitare. La cosa piu' importante e' esserci e basta, senza calcoli precisi''.


Il Messaggero 30/06/2005

 Non c'è soltanto il mercato: salviamo... 
 di CLAUDIO BAGLIONI

come identità, libertà, cibo, salute, lavoro, famiglia, figli, terra, casa, scuola, futuro. Quelli che consideriamo diritti irrinunciabili e inalienabili, per centinaia di milioni di persone come noi, non sono nemmeno speranze. Sono sogni. Anzi incubi. L'incubo di una vita che non ha alcuna possibilità nemmeno di sfiorare la soglia della dignità. Di queste cose abbiamo brevi lampi di coscienza. Durano lo spazio di un servizio di telegiornale; la coda d'emozione suscitata da immagini "forti" o da statistiche che hanno dell'incredibile.
Del resto «cosa possiamo fare?». E' il mercato. Mercato, globalizzazione, competizione. Non sembrano nemmeno invenzioni umane. Sembrano divinità. Divinità cieche e insaziabili, per ingraziarsi le quali il popolo della terra non può far altro che offrire sacrifici. Sacrifici umani, evidentemente. E dato che questo Mercato vive e si alimenta di differenze e squilibri, per renderlo più florido e più capace di produrre ricchezza, occorre generare squilibri e differenze: produrre povertà. «Mors tua, vita mea».
Non è così. O abdichiamo al senso di essere uomini e alziamo bandiera bianca, o dobbiamo ammettere che governare il mercato è possibile. Non un problema di strumenti; un problema di volontà. Se le cose non cambiano non è perché mancano idee, capacità o risorse. E' perché gli interessi che premono perché tutto resti com'è sono più forti di quelli (che pure esistono) che spingono per il cambiamento. E' questa l'equazione da ribaltare.. Prima nelle coscienze individuali, poi in quelle collettive. Quindi nelle scelte di politica economica e sociale di parlamenti e governi. Soprattutto dei governi di quei Paesi come la "vecchia Europa" e le altre grandi potenze industriali che "possono" e, dunque, hanno l'obbligo di concorrere a risolvere quei problemi rispetto al sorgere dei quali non sono privi di responsabilità. Il mercato è sovranazionale, certo. Ma non soprannaturale. Passare da un mondo nel quale l'uomo vive per il mercato a uno nel quale il mercato è fatto per l'uomo per tutti gli
uomini è possibile.
Questo vogliamo dire, sabato 2 luglio, agli 8 paesi che decidono delle sorti degli altri 200. "Live 8" non è la risposta. E' la domanda. Domanda di valore e di senso. Domanda di un'altra economia che globalizzi e reinvesta gli utili, ridistribuisca le risorse e, finalmente, promuova ed esporti valori come libertà, solidarietà, sviluppo, salute. Un'istanza etica universale non più rinviabile, per la quale facciamo appello a tutta la forza di cui solo certe parole sono capaci: «Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case, voi che trovate tornando la sera cibo caldo e visi amici: considerate se questo è un uomo».


AdnKronos 1/7/2005
"Il nostro ruolo è quello di diventare megafoni al contrario"

Live 8, le parole della musica italiana
Jovanotti, Claudio Baglioni, Antonello Venditti, sono intervenuti prima del concerto per motivare la loro adesione
Roma, 30 giu. (Ign) - "Il nostro ruolo è quello di diventare dei megafoni al contrario. Poniamo i microfoni verso il pubblico, verso la cosiddetta società civile, sperando che si possa fare un salto di qualità per sconfiggere la povertà. La data di sabato è una tappa fondamentale". Lo ha dichiarato Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, a margine della conferenza della 'Coalizione italiana contro la povertà' sul ruolo dell'Italia nel G8 di quest'anno, e intitolata 'Quest'anno i Grandi possono sconfiggere la povertà'. Jovanotti, che ha annunciato "delle sorprese" per la sua performance di sabato, ha sottolineato: "Non responsabilizzerei il Live8 come il risolutore dei problemi del mondo, ma sarà sicuramente un grande evento comunicativo. Non deve essere una giornata di sfiducia verso la politica, ma potrebbe essere utile come la consegna di un mandato alla politica".

"Metto molta speranza nella giornata di sabato - conclude il cantante -. Rendiamo questa giornata una data storica. Dall'inizio ho chiesto che non fosse una raccolta fondi, ma un evento politico vero e proprio in cui noi domandiamo ai politici di inserire la questione della lotta alla povertà nelle loro battaglie politiche e nelle loro campagne elettorali. Sabato tocca a noi, l'importante che non finisca tutto alla fine della giornata. L'importante è che si continui nei giorni successivi", ha affermato il cantante.

Aderire al Live 8, per Antonello Venditti è come "essere infettati da un virus positivo": "Ma l'aspetto spettacolare - aggiunge il cantautore romano - è più popolare di quello politico. L'importante è esserci nella propria diversità, visto che tutti hanno una propria opinione. Abbiamo avuto esperienze fallimentari, ma non del tutto. Nel mio piccolo seguo un paese africano, l'Eritrea, e continuo in silenzio a portare aiuti con il sostegno delle associazioni umanitarie. In Eritrea ho visto arrivare i camion del Live Aid che non portavano gli aiuti umanitari. Questo l'ho riferito anche a Geldof, ma non sono qui per polemizzare. L'Africa è un paese immenso e ogni paese vive una situazione completamente diversa". ''Le parole che sentiamo oggi - ha concluso Venditti - le abbiamo già sentite. Noi eravamo la generazione che avrebbe dovuto cambiare il mondo. Questa volta io rinnovo la scommessa, ci credo''.

E sulla partecipazione al Live 8 era intervenuto qualche giorno fa anche Caudio Baglioni, a margine di alcune polemiche sui nomi degli artisti italiani che avrebbero preso parte alla kermesse. ''Non si tratta - aveva sottolineato Baglioni - di una sterile rievocazione nostalgica del 'Live Aid' di vent'anni fa. La formula può anche essere la stessa, ma l'obiettivo è un obiettivo contingente ed estremamente urgente: una forte pressione sui governi dei paesi che compongono il G8 per annullare il debito dei paesi in via di sviluppo".
"Di fronte ad un tema di questo genere - aveva ribadito con forza il cantante romano - tutte le altre considerazioni, incluse alcune incomprensibili logiche dello show business, devono saltare. Chi ha qualcosa da dire deve salire sul palco e dirla: adesso! E' un'istanza etica, sociale e politica fondamentale, che non può e non deve essere messa in secondo piano da nessun altro tipo di calcolo".

Questo l'elenco completo degli artisti confermati a Roma: Biagio Antonacci, Articolo 31, Claudio Baglioni, Alex Britti, Cesare Cremonini, Pino Daniele, Duran Duran, Francesco De Gregori, Elisa, Gemelli Diversi, Irene Grandi, Faith Hill, Jovanotti, Le Vibrazioni, Luciano Ligabue, Tim Mc Graw, Negramaro, Negrita, Nek, Noa, Orchestra Piazza Vittorio, Mauro Pagani, Laura Pausini, Piero Pelù, Max Pezzali, Planet Funk, Povia, Francesco Renga, Ron, Tiromancino, Velvet, Antonello Venditti, Renato Zero, Zucchero.

Il Giornale.it
La Mannoia dice sì Duo Baglioni-Zero
- di Redazione -
da Roma

È Fiorella Mannoia l'ultima artista a dire si al Live 8 in programma domani al Circo Massimo, in contemporanea con altre capitali del mondo. Ancora in dubbio la presenza di Cat Stevens, che vorrebbe cantare la sua O caritas in latino. Antonello Venditti ribadisce la forza dell'evento: «Aderire a Live 8 è come essere infettati da un virus positivo. Non sarà una raccolta di fondi, chiederemo ai grandi della Terra di cancellare dal nostro pianeta la parola povertà. Noi siamo la generazione che avrebbe dovuto cambiare il mondo.
Questa volta rinnovo la scommessa: ci credo», dice il cantautore.
Non si sa ancora nulla di preciso sul programma (l'unica certezza dovrebbe essere l'apertura affidata a Francesco De Gregori), anche se tutti gli artisti annunciano la volontà di proporre performance a sorpresa. Quasi certo un duetto tra Baglioni e Renato Zero. «I cantanti si stanno organizzando - dice il direttore artistico Stefano Senardi - per preparare qualche duetto. Ci piacerebbe un gran finale con tutti gli artisti riuniti sul palco a cantare,
ma per il momento resta una ipotesi lontana, anche perché ci sono problemi di tempo». Nessuno ha più voglia di polemiche, almeno per ora: «Le critiche di Ramazzotti? Le ho lette ma non mi interessano più di tanto - dice Senardi -; Mina e Celentano hanno dato un'adesione morale. Adesso il cast è completo, non c'è posto per tutti quelli che vorrebbero partecipare. Vasco Rossi? Non ha il dono dell'ubiquità, è solidale ma non è a Roma». Tra le novità dell'ultima ora la presenza di altri artisti come Renzo Arbore,
Fiorello, Alessandro Gassman, Leonardo Pieraccioni, mentre si tratta per portare in piazza anche Valentino Rossi.
«Per organizzare l'evento ci abbiamo messo sei settimane invece dei sei mesi che sarebbero stati necessari», spiega Andrea Olcese, responsabile della Einstein che organizza lo show. Raitre trasmetterà in diretta tutto il concerto romano, mentre Sky proporrà la diretta dei concerti di Londra, Parigi, Berlino, Philadelphia, Tokyo, Johannesburg e Toronto offrendo la possibilità di scegliere quale seguire.
Solo in Italia, inoltre, la compagnia telefonica «3», trasmetterà in diretta il concerto sul videotelefono. A Natale uscirà il dvd del concerto, e i proventi saranno destinati all'organizzazione «Band Aid Trust».


dgmag.it - Italy 1/7/2005
Il Live 8 in diretta su Rai3

Sabato 2 luglio Rai3 trasmetterà il Live 8 in diretta dal Circo Massimo di Roma mentre Sky proporrà la diretta dei concerti di Londra, Parigi, Berlino, Philadelphia, Tokyo, Johannesburg e Toronto offrendo la possibilità di scegliere quale seguire.

Bob Geldof, interverrà invece in collegamento video mondiale alle 19.05 in tutte le piazze di Live 8 e ha voluto far pervenire ''un messaggio speciale per Roma che è diventata la piazza con il programma più forte: in nessun altro dei Paesi coinvolti c'è stata una simile mobilitazione delle proprie star''.

Il cast del Live 8 italiano sarà formato da Fiorella Mannoia, Francesco De Gregori, Luciano Ligabue, Francesco Renga, Cesare Cremonini, Claudio Baglioni, Pino Daniele, Biagio Antonacci, Gemelli Diversi, Elisa, Irene Grandi, Faith Hill, Jovanotti, Le Vibrazioni, Tim Mc Graw, Negramaro, Negrita, Nek, Noa, Duran Duran, Laura Pausini, Piero Pelù, Max Pezzali, Povia, Tiromancino, Velvet, Antonello Venditti e Renato Zero, Ron, Ennio Morricone con la Roma Sinfonietta e l' Orchestra di piazza Vittorio. Alla serata prenderanno parte anche Fiorello, Raul Bova, Poala Cortellesi, Carlo Conti, Michelle Hunziker, Valerio Mastrandrea, Giovanna Mezzogiorno, Jane Alexander.
Non è stato ancora confermato Cat Stevens.

Il concerto non avrà un presentatore e a fare da collante tra le varie esibizioni saranno gli interventi degli ospiti non musicali chiamati a tenere la scena durante i cambi di palco di uno spettacolo che per dimensioni, ricchezza di cast e densità di star non ha uguali nel mondo.

Niente di confermato per i duetti delle star presenti al di fuori della generale volontà di proporre performance diverse dal solito; tra le voci più ricorrenti il duetto tra Claudio Baglioni e Renato Zero, la performance del trio formato da Mauro Pagani, Rais e Luigi Cinque e la doppia esibizione di Zucchero che canterà a Roma e Parigi.

Anche a Roma l'ingresso sarà gratuito e tutti gli artisti hanno rinunciato al cachet, percependo solo un rimborso spese.

Ci saranno interruzioni per proporre filmati, di cui tre particolarmente accattivanti: un videoclip realizzato appositamente da Will Smith, un contributo di Bob Geldof e un inizio con Paul McCartney e gli U2 che suoneranno insieme Sgt. Peppers dei Beatles.
 
Niente finestre aperte sui palchi internazionali preferendo invece dare vita ad uno show tutto italiano senza fermare tutto per assistere dai maxischermi alle esibizioni, attesissime, di artisti del calibro degli U2, i Pink Floyd, Paul McCartney e Bono, Madonna e altri.

Rockol 30/6/2005
Live 8: si preparano alcune sorprese per il concerto romano

Gli organizzatori del concerto romano del Live 8 starebbero preparando alcune sorprese. L’evento dovrebbe essere aperto, dopo il messaggio di Bob Geldof, da Francesco De Gregori (ma si parla anche di un esibizione corale di tutti gli artisti coinvolti) e dal collegamento con Londra con l’incontro tra gli U2 e Paul McCartney. Tra le altre sorprese dovrebbe esserci la reunion del trio Jovanotti-Ligabue-Pelù, un’esibizione tutta al femminile, un duetto con Claudio Baglioni e Renato Zero e un altro con Antonello Venditti e Francesco De Gregori (ma quest’ultimo, in un’altra intervista, smentisce questa ipotesi). (Fonti: La Repubblica, Corriere della Sera, LA Stampa, Il Messaggero)


LIGABUE SÌ AL LIVE 8 DI ROMA

Partecipare al LIVE 8, che si terrà il 2 luglio a Roma

LIGABUE SÌ AL LIVE 8 DI ROMA

LUCIANO LIGABUE ha deciso di partecipare al LIVE 8 che si terrà il 2 luglio a Roma proponendo un paio di brani in versione acustica.

“Le scadenze di lavoro ravvicinate e inderogabili il rocker emiliano è nella delicata fase finale della realizzazione del suo nuovo disco di inediti in uscita il 16 settembre e si accinge a preparare l’impegnativo concerto che terrà il 10 settembre al Campovolo di Reggio Emilia avevano sconsigliato la partecipazione all’evento promosso da Bob Geldof – dichiara Claudio Maioli manager dell’artista ma poi Ligabue nonostante gli impegni pressanti di cui sopra ha deciso di dare il proprio contributo nelle condizioni che gli sono possibili voce e chitarra alla buona causa del Live 8”.

Tra gli artisti che saranno presenti al Circo Massimo anche un altro big della musica leggera italiana Claudio Baglioni. ''Smettiamola ha detto il cantante romano di guardare il dito e per una volta guardiamo la luna. L'annullamento del debito è una priorità assoluta: per questo ci sarò anch'io. Senza se e senza ma''. 'Non si tratta sottolinea Baglioni di una sterile rievocazione nostalgica del ''Live Aid'' di vent'anni fa. La formula può anche essere la stessa ma l'obiettivo è un obiettivo contingente ed estremamente urgente: una forte pressione sui governi dei paesi che compongono il G8 per annullare il debito dei paesi in via di sviluppo''. Disponibile a salire sul palco anche Jovanotti. Ma a determinate condizioni. ''Sono disposto a mettermi in gioco ha detto Lorenzo Cherubini a salire su quel palco per far ballare il Circo Massimo insieme agli altri artisti invitati. Sono pronto l'ho sempre fatto quando ho creduto che fosse giusto e vorrei farlo anche stavolta. Stavolta pero' la buona fede non basta ci vogliono garanzie sugli scopi degli organizzatori e sulla trasparenza degli affari coinvolti''.


Il Giornale 27/06/2005
Live 8, duetto tra Baglioni e Zero Invitati anche Benigni e Grillo
- di Redazione -
da Milano

Vabbé ora proviamoci. Dopo la carestia iniziale, ora il cast (potenziale) del Live 8 romano, in onda sabato 2 luglio dal Circo Massimo, si è allungato tanto da essere quasi smisurato. Oltre ai cantanti, l'invito si è allargato anche a personaggi della televisione o addirittura del cinema. «Non è necessario che salgano sul palco, ci piacerebbe anche solo che passassero a dare un saluto» ha detto ieri Stefano Senardi.
Senardi, che è un discografico di lungo corso, da tre giorni è il direttore artistico dello show e «da quando ho avuto la nomina passo il mio tempo a contattare,
parlare, telefonare agli artisti, per spiegare che il Live 8, insomma, è uno degli eventi più importanti della storia recente». Forse per questo l'invito è stato allargato anche a Roberto Benigni, Beppe Grillo, Gabriele Muccino, Renzo Arbore o Fernanda Pivano «perché appunto non vogliamo solo cantanti».
Intanto di quelli si ha quasi l'elenco completo, almeno per ciò che riguarda gli artisti italiani. Di Vasco corrono solo voci «ma naturalmente sarebbe il benvenuto, anche se è meglio non in collegamento» dice Senardi.
Di Carmen Consoli, Gianna Nannini e Fiorella Mannoia si lamenta l'assenza. Di Ron è arrivata proprio ieri la conferma della partecipazione.
«Ma ora è il momento di pensare a che cosa fare sul palco, ai duetti e alle esecuzioni particolari che renderebbero l'idea di questo evento». Così sembra quasi sicuro che Claudio Baglioni e Renato Zero si siano già parlati per portare in scena un duetto e lo stesso dovrebbe fare Laura Pausini, che si era subito detta disponibile a incrociare la sua voce con qualche altro artista.
«Intanto Jovanotti sta pensando a una performance molto particolare» dice Senardi, che non si sbilancia forse perché i contorni sono ancora tutti da stabilire. D'altronde è solo di ieri la conferma che Bjork interromperà la sua assenza dai palchi per apparire al Live 8 che andrà in scena allo stadio Makuhari Messe di Tokyo e quindi tutto è possibile.
Tornando in Italia, sul fronte straniero c'è la conferma «al settanta per cento» dei Duran Duran, che dovrebbero salire sul palco del Circo Massimo prima di volare con un volo privato al Festival di Roskilde in Danimarca,
facendo anche loro un giorno di doppio lavoro in una giornata così speciale. Forse ha fatto effetto la minaccia di Bob Geldof: «Non esserci significa fare una figuraccia».


Cinespettacolo.it 24/06/2005
“Live 8”, dopo le polemiche arrivano i sì
Fino a ieri sembrava che i big italiani avessero intenzione di disertare il palco di Roma che, è bene ricordarlo, è uno dei set ufficiali dell’evento in programma tra Londra, Philadelphia, Parigi, Tokyo, Johannesburg e Toronto.

Dopo Claudio Baglioni - che per la verità non aveva mai detto no - e Luciano Ligabue, anche Jovanotti ha detto sì: aveva fatto sapere di prentendere dei chiarimenti da Geldof, il quale si era detto “ben contento di darglieli”. Laura Pausini, invece, è stata la prima a dare la sua assoluta disponibilità; ed ora anche i Negrita, che avevano smentito le voci sulla loro partecipazione, hanno dato la loro adesione. E al concertone del Circo Massimo si esibiranno tra gli altri anche Pino Daniele e Elisa.

Geldoff nel frattempo è tornato a Londra lasciando il ricordo di una tenacia fuori dal comune. Il metodo adottato per convincere i musicisti è il più classico pressing: come quello esercitato su Claudio Baglioni. Prima ha detto in conferenza stampa, “I want Baglioni”, poi lo ha inseguito perfino a cena. Rispondendo al cellulare ad una serie di nomi che vanno da Michael Jackson a Bono a Peter Gabriel, organizzatore di quella sorta di evento gemellato che è il raduno della Real World (la casa discografica di Gabriel) in Cornovaglia.

D’altra parte, quanto detto da Bob Geldof nella conferenza stampa non ammette molti commenti: “Live 8 potrebbe stimolare un movimento d’opinione mondiale che potrebbe infulenzare la decisioni del G8 in programma il 6 luglio in Scozia, quando i ‘Grandi della Terra’ potrebbero cancellare il debito del terzo mondo, raddoppiare gli aiuti e abbattere le barriere doganali. Per questo bisogna essere là”.

Grazie al Dvd da poco pubblicato, è stato possibile rivivere tutto Live Aid e rendersi conto di cosa sia stato quello show memorabile, capace di segnare la crescita delle nuove generazioni. La campagna per la riduzione del debito ha trovato nel rock, soprattutto in Bono, un leader capace di arrivare ai primi risultati. Che l’Italia dicesse no mentre tutto il mondo corre a cantare a Live 8 sarebbe stato imperdonabile.
(Fonte: Ansa)


Musikomio.it 24/06/2005
 

BAGLIONI SARA' A LIVE 8

ROMA - Anche Claudio Baglioni ci sarà: il cantante ha ufficializzato la sua partecipazione al concerto romano di Live 8. "Smettiamola di guardare il dito e, per una volta, guardiamo la luna. - ha detto Baglioni - L'annullamento del debito è una priorità assoluta: per questo sarò al Circo Massimo. Senza se e senza ma". Per esserci il cantante ha annullato gli impegni precedentemente presi.

 


Repubblica.it 23/06/2005

Sul palco di Roma ci saranno i due grandi italiani
ma la polemica non si placa dopo nuove defezioni
Live 8: Geldof arruola Ligabue e Baglioni
Jovanotti: "Voglio chiarimenti per il sì"
Arrivano anche le adesioni di Pino Daniele e di Elisa
di CRISTINA NADOTTI


Luciano Ligabue

ROMA - Bob Geldof raccoglie le adesioni di Luciano Ligabue e Claudio Baglioni per il concerto del "Live 8" del 2 luglio a Roma e ringrazia. Oggi, dopo le defezioni di Vasco Rossi, Giorgia, Negrita, Eros Ramazzotti ("è una sagra paesana" ha detto) il cast del palco romano si rimpolpa. C'è anche il sì di Pino Daniele e di Elisa. Resta ancora il dubbio di Jovanotti, che oggi sul suo sito ufficiale ha scritto un lungo messaggio con il quale spiega perché ha chiesto chiarimenti a Geldof prima di sciogliere la sua riserva.

Non ha dubbi che si debba essere sul palco di Roma Claudio Baglioni, che dice: "Smettiamola di guardare il dito e, per una volta, guardiamo la luna. L'annullamento del debito è una priorità assoluta: per questo sarò al Circo Massimo. Senza se e senza ma". "Di fronte a un tema di questo genere - spiega Baglioni - tutte le altre considerazioni, incluse alcune incomprensibili logiche dello show business, devono saltare". E poi svela la delusione di Geldof per i rifiuti di alcuni italiani: "Ho parlato a lungo con lui, mi è apparso un po' amareggiato del fatto che non si sia colto lo spirito autentico di questa manifestazione".

E infatti all'annuncio di Ligabue della sua partecipazione il cantante irlandese ha risposto con entusiasmo: "Grazie Ligabue. Questo è lo spirito del Live 8 - ha detto Geldof - Pink Floyd, Ligabue e Madonna, tra gli altri, ne hanno colto l'essenza". Ligabue in un primo momento aveva tentennato perché sta lavorando a un nuovo disco e al concerto clou della sua stagione a Reggio Emilia (il disco esce il 16 settembre, il concerto è per il 10 settembre), ma come spiega il suo manager, "nonostante questi impegni pressanti, ha deciso di dare il proprio contributo, nelle condizioni che gli sono possibili (voce e chitarra), alla causa del Live 8".

Bob Geldof deve però lavorare ancora per convincere Jovanotti, che oggi scrive sul suo sito un messaggio che non risparmia toni polemici. Jovanotti, che non si è mai tirato indietro se si tratta di cause umanitarie, tra le altre cose obietta a Geldof che "a Roma c'è stata la conferenza stampa, alla quale nessun artista è stato invitato, per presentare il concerto del 2 luglio". Il cantante italiano riporta che alcuni giornali sono polemici verso chi ha rifiutato di partecipare, ma che "nessun media ha pensato che dietro a questo NO possano esistere dubbi legittimi sulla gestione italiana dell'evento".

Jovanotti spiega poi la sua posizione: "Per quanto mi riguarda la mia conferma nel cast è legata ad alcuni chiarimenti, che ho richiesto sulla trasparenza, l'efficacia politica dell'evento, il coinvolgimento degli artisti, l'organizzazione italiana (fino ad ora molto sconclusionata), la gestione economica ed etica della faccenda". Parole esplicite (il testo integrale si legge sul sito del cantante), che seguono a quelle altrettanto dure degli artisti africani, che si sono sentiti esclusi dalla manifestazione o hanno declinato l'invito. Ieri Alì Farka Tourè, grande artista del Mali, ha rilasciato proprio a Repubblica un'intervista polemica sui cantanti africani invitati da Geldof "Quello che sto per dire "n' engage que moi"- ha detto Farka - parlo per me: ci sono africani che non rappresentano l'Africa".


Il Giornale 24/06/2005
Live 8, Ligabue ci sarà e Baglioni chiama Zero
- di ANTONIO LODETTI -
Bob Geldof ringrazia: «Questo è lo spirito giusto. La musica è la voce più forte che abbiamo». Partecipano anche Elisa e Pino Daniele

Antonio Lodetti

da Milano

Otto giorni al Live 8 e la squadra italiana è ancora tutta da costruire tra adesioni entusiastiche da un a parte e dubbi e polemiche dall'altra. Stavolta è deciso: Ligabue e Claudio Baglioni, Laura Pausini e Pino Daniele, Elisa e i Negrita terranno alta la bandiera della nostra vipperia rock unendosi a Biagio Antonacci, Irene Grandi, Antonello Venditti, Tiromancino. Il Liga ha sciolto ieri le riserve; abbandonerà per qualche ora la registrazione del nuovo disco e canterà un paio di brani da solo,
senza band, accompagnandosi alla chitarra acustica. Ancor più convinto Baglioni che lancia un appello. «Bisogna esserci. Noi artisti abbiamo il dovere di far sentire la nostra voce per problemi così gravi. Certo non bisogna buttarsi dietro qualunque appello, ma questa è una cosa seria, non ci sono soldi di mezzo. Ho parlato a lungo con Geldof e mi ha convinto. Vorrei che gli artisti italiani abbandonassero la diffidenza e si unissero per questa causa. Siamo l'ultima provincia dell'Impero, ma a volte lo vogliamo noi.
Lasciamo da parte lo show business con le sue regole spietate, questo non è l'Oscar della musica, non vogliamo che sia una passerella di lusso: se vogliamo l'abbraccio dei popoli cominciamo col far abbracciare tra loro i vari generi musicali. Paul McCartney suona con gli U2, cerchiamo di imparare da loro. Vedrete che alla fine saremo in tanti: ci sarà anche Renato Zero». Bob Geldof incassa e ringrazia. «Questo è lo spirito del Live 8: grazie Baglioni, grazie Ligabue. La musica è la voce più forte che abbiamo».
In attesa della conferma di Zero, danno l'ok il cantautore-bluesman Pino Daniele ed Elisa, che dopo lo show correrà al concerto di Fucecchio, in modo da non perdere neppure una data della sua tournée. In prima fila anche i Negrita; messi i dubbi nel cassetto, anche loro saranno sul palco del Circo Massimo. «Vent'anni fa eravamo ragazzini e il Live Aid segnò le coscienze della nostra generazione. Oggi per noi suonare su quel palco, oltre ad essere sinonimo di continuità, è un dovere come musicisti e come uomini.
Le ricchezze del mondo sono distribuite in modo insensato e l'Africa sta chiamando. Dobbiamo capirlo tutti».
Accanto ai no conclamati (Vasco Rossi, i Subsonica che smentiscono il loro coinvolgimento, Eros Ramazzotti il più duro: «È una rievocazione nostalgica, un'operazione commerciale», il re del blues africano Ali Farka Touré) c'è anche chi avrebbe voluto esserci, ma è rimasto stritolato dai farraginosi ingranaggi dell'organizzazione. Cesare Cremonini ad esempio aveva assicurato la sua partecipazione,
ma da Clear Channel, che organizza l'evento, gli è stato risposto: «Il cast è completo». Ora che il suo nome torna inaspettatamente in cartellone l'ex Lunapop ha altri impegni e dichiara sconsolato: «Era il sogno della mia vita onorare la storica esibizione di Freddie Mercury, ma con grande dispiacere sono costretto, per cause organizzative, a non poterlo concretizzare».
Sempre in dubbio anche Jovanotti, che vuole garanzie e aspetta ancora di incontrare Bob Geldof. «Molti giornali sono polemici verso gli artisti che hanno detto no - ha scritto Jovanotti sul suo sito - interpretando questo rifiuto come un gesto egoista. Nessun media ha pensato che dietro a questo no possano esistere legittimi dubbi sulla gestione italiana dell'evento. Non siamo più negli anni Ottanta, oggi non sono permesse ingenuità, la lotta alla povertà non è una scampagnata estiva, la musica mette in campo emozioni forti. Bob Geldof è una garanzia, Bono è una garanzia, ma loro sono in Inghilterra. Sono giorni decisivi, per questo non vorrei mai che Live 8 finisse in una inutile rievocazione dello spirito del 1985». Più o meno sulla stessa linea Francesco De Gregori e Gianni Morandi.
Ma da qui a otto giorni - c'è da scommetterci - ci aspettano altre sorprese.


Libero Magazine 23/06/2005
 

Live 8: chi ci sarà (davvero)
Dopo un tira e molla di conferme e smentite, sembra certa la partecipazione di Ligabue e di Baglioni. Mentre Vasco declina e Jovanotti dice: "Voglio capire meglio"...  

Alla fine Ligabue, Negrita e Baglioni ci saranno, mentre ancora in forse sono Jovanotti e Vasco. Questa per ora, l'evoluzione del tira e molla degli artisti nei confronti della loro partecipazione al Live 8, il mega evento live promosso da Bob Geldof che, a 20 anni di distanza dal Live Aid, ha organizzato 8 concerti in contemporanea in altrettante città su 4 continenti cui parteciperanno oltre 1000 artisti di fama mondiale.Con l'obiettivo dichiarato di richiamare l'attenzione degli 8 potenti del Mondo sulla situazione - e la povertà- del continente africano.

La polemica sulla data italiana è nata alcuni giorni fa, quando in conferenza stampa l'organizzazione del live 8 italiano aveva diffuso la lista e data per certa l'adesione di moltissimi artisti, anche senza averne appurato la disponibilità e la reale l'intenzione. Tra gli altri: Antonacci, Articolo 31, Baglioni, Consoli, De Gregori, Grignani, Daniele, Gemelli Diversi, Elisa, Giorgia, Irene Grandi, Jovanotti, Ligabue, Mannoia, Gianni Morandi, Nek, Negramaro, Negrita, Noa, Laura Pausini, Max Pezzali, Planet Funk, Eros Ramazzotti, Francesco Renga, Vasco Rossi, Subsonica, Sugarfree, Tiromancino, Velvet, Antonello Venditti, Vibrazioni, Renato Zero e Zucchero.

Immediata la replica di molti artisti. Ligabue inizialmente fa sapere che, pur aderendo moralmente all'inziativa, non ne avrebbe fatto parte perchè impegnato nella realizzazione del nuovo disco in uscita a settembre. Anche Vasco smentisce la sua presenza perché impegnato nella tappa del suo tour ad Ancona. «I miei concerti -dice il rocker - non sono uno scherzo e non posso farne due in un giorno. D'altra parte la manifestazione di Bob Geldof, che ringrazio per l'invito, è una tale parata di stelle planetarie che mi sento di aggiungere che se manco io...c'e' sempre Bono». Jovanotti non conferma la sua partecipazione ma resta ''in attesa di maggiori informazioni'' sulla manifestazione, per decidere su una eventuale partecipazione''.

La polemica di Lorenzo infatti non riguarda la manifestazione in sé e le sue finalità, quanto la gestione che è stata fatta della data italiana: «Molti giornali sono polemici verso gli artisti che hanno detto no interpretando questo rifiuto come un gesto egoista, nessun media ha pensato che dietro a questo no possano esistere dubbi legittimi sulla gestione italiana dell'evento. L'altroieri a Roma - ha detto il cantante- c'è stata la conferenza stampa, alla quale nessun artista è stato invitato, per presentare il concerto di Roma del 2 luglio.

Francesco De Gregori fa sapere che la sua presenza al Circo Massimo non è assicurata ''pur condividendo lo spirito e le finalità della manifestazione''. Stesso discorso per i Negrita e i Subsonica che, fanno sapere, "non hanno mai comunicato la loro partecipazione all'evento. Smentita secca, infine,da parte di Francesco Renga, che non parteciperà all'evento perchè impeganto nel suo tour.

Ma oggi, improvvise, nuove evoluzioni: Ligabue cambia idea e in un comunicato annuncia che ci sarà. Lo seguono a ruota Baglioni e i Negrita. Il rocker emiliano sul palco eseguirà due suoi brani per voce e chitarra acustica. «Nonostante le scadenze di lavoro ravvicinate e inderogabili (è nella fase finale della realizzazione del suo nuovo disco di inediti, in uscita il 16 settembre) avevano sconsigliato la partecipazione all'evento promosso da Bob Geldof - dichiara Claudio Maioli, manager del cantante - ma poi Ligabue, nonostante questi impegni pressanti, ha deciso di dare il proprio contributo, nelle condizioni che gli sono possibili, alla causa del Live 8».

Claudio Baglioni, cancellati tutti gli impegni promozionali esteri annuncia la propria partecipazione all'evento prendendo una posizione netta: «Smettiamola di guardare il dito e,per una volta, guardiamo la luna. L'annullamento del debito è una priorità assoluta: per questo sarò al Circo Massimo. Senza se e senza ma''.

Anche i Negrita cambiano idea e annunciano al loro partecipazione mettendo fine alle incertezze dei giorni scorsi: «Suonare su quel palco - fanno sapere in un comunicato - è un dovere come musicisti e come uomini. Le ricchezze del mondo sono distribuite in modo insensato ed egoistico, è evidente. L'Africa sta chiamando ogni giorno più forte. Questo dobbiamo capirlo tutti». Conferme arrivano anche da Pino Daniele ed Elisa.

E mentre Bob Geldof ringrazia pubblicamente Ligabue e gli altri artisti che hanno aderito, replica a Vasco: «Anche gli U2, i Coldplay, i Green Day ed Elton John suoneranno anche in altre performance lo stesso giorno del Live 8. Inoltre loro gli chiedono solo due canzoni, senza il rischio che possa perdere la voce. Vasco è una grande stella e credo che dovrebbe esserci al nostro evento».

Il cantante irlandese commenta poi la presa di posizione di Jovanotti dicendo di comprendere le ragioni della sua reticenza. «Credo che Jovanotti abbia fatto una cosa corretta a chiedere questi chiarimenti . Ha capito di cosa si tratta, sono domande che può fare solo un artista serio. Ha capito che è un evento non solo musicale ma anche politico. Sarò più che lieto di dargli i chiarimenti che ha chiesto e di fargli capire la logica che sta dietro a questo evento».

Sara Gambèro


Notizie supereva.com 23/06/2005
Jovanotti: ''Pronto al sì ma voglio garanzie''
Musica, Ligabue: ''Sarò al Live 8 di Roma''
Il rocker emiliano si esibirà il 2 luglio con un paio di brani per voce e chitarra. Anche Baglioni al Circo Massimo: ''Per una volta non guardiamo il dito ma la luna''

Musica, Ligabue: ''Sarò al Live 8 di Roma''

Roma, 21 giu. - (Adnkronos/Ign) - Luciano Ligabue ha rotto gli indugi ed ha deciso di partecipare al Live 8, che si terra' il 2 luglio a Roma, proponendo un paio di brani in versione acustica. Il sì del rocker emiliano è arrivato nonostante sia in questo momento impegnato nella delicata fase finale della realizzazione del suo nuovo disco di inediti, in uscita il 16 settembre, e si accinga a preparare il concerto che terra' il 10 settembre al Campovolo di Reggio Emilia.

''Le scadenze di lavoro ravvicinate e inderogabili avevano sconsigliato la partecipazione all'evento promosso da Bob Geldof - dichiara Claudio Maioli, manager dell'artista - ma poi Ligabue, nonostante gli impegni pressanti di cui sopra, ha deciso di dare il proprio contributo, nelle condizioni che gli sono possibili (voce e chitarra), alla buona causa del Live 8''. Da Londra, arriva il 'grazie' del patron della manifestazione, Bob Geldof: ''Questo e' lo spirito del Live 8: Pink Floyd, Ligabue e Madonna, tra gli altri, ne hanno colto l'essenza. Grazie Ligabue!''.

Tra gli artisti che saranno presenti al Circo Massimo anche un altro big della musica leggera italiana, Claudio Baglioni. ''Smettiamola - ha detto il cantante romano - di guardare il dito e, per una volta, guardiamo la luna. L'annullamento del debito è una priorità assoluta: per questo ci sarò anch'io. Senza se e senza ma''. 'Non si tratta -sottolinea Baglioni- di una sterile rievocazione nostalgica del ''Live Aid'' di vent'anni fa. La formula può anche essere la stessa, ma l'obiettivo è un obiettivo contingente ed estremamente urgente: una forte pressione sui governi dei paesi che compongono il G8 per annullare il debito dei paesi in via di sviluppo''. Disponibile a salire sul palco anche Jovanotti. Ma a determinate condizioni. ''Sono disposto a mettermi in gioco - ha detto Lorenzo Cherubini -, a salire su quel palco per far ballare il Circo Massimo insieme agli altri artisti invitati. Sono pronto, l'ho sempre fatto quando ho creduto che fosse giusto, e vorrei farlo anche stavolta. Stavolta pero' la buona fede non basta, ci vogliono garanzie sugli scopi degli organizzatori e sulla trasparenza degli affari coinvolti''.


AdnKronos 23/06/2005

MUSICA: BAGLIONI, SARO' AL CIRCO MASSIMO PER LIVE 8
ANNULLAMENTO DEBITO PRIORITA' ASSOLUTA, GUARDIAMO LA LUNA E NON IL DITO
Roma, 23 giu. (Adnkronos) - ''Smettiamola di guardare il dito e, per una volta, guardiamo la luna. L'annullamento del debito e' una priorita' assoluta: per questo saro' al Circo Massimo. Senza se e senza ma''. Con queste parole Claudio Baglioni -cancellati tutti gli impegni promozionali esteri- annuncia la propria partecipazione al ''Live 8'', il concerto di sabato 2 luglio al Circo Massimo per l'annullamento del debito dei paesi in via di sviluppo.

Cinespettacolo.it 23/06/2005
 

Quel pasticciaccio del “Live 8 Roma”
 
Ligabue e Baglioni confermano ufficialmente la loro partecipazione, molti altri però tentennano
 
“Non è mai capitato che la musica avesse l’occasione concreta di cambiare il mondo: l’impatto che avrà Live 8, il mega concerto in programma il 2 luglio a Londra, Philadelphia, Roma, Parigi, Berlino, Tokyo, Johannesburg e Toronto può influenzare in modo determinante le decisioni che saranno prese in Scozia nel vertice del G8: ecco, vent’anni dopo il Live Aid chiediamo la cancellazione del debito dei Paesi Poveri, il raddoppiamento della cifra degli aiuti umanitari e l’abbattimento di ogni tipo di barriera commerciale”. Bob Geldof
 
Non è mai capitato che la musica avesse l’occasione concreta di cambiare il mondo: l’impatto che avrà Live 8, il mega concerto in programma il 2 luglio a Londra, Philadelphia, Roma, Parigi, Berlino, Tokyo, Johannesburg e Toronto può influenzare in modo determinante le decisioni che saranno prese in Scozia nel vertice del G8: ecco, vent’anni dopo il Live Aid chiediamo la cancellazione del debito dei Paesi Poveri, il raddoppiamento della cifra degli aiuti umanitari e l’abbattimento di ogni tipo di barriera commerciale”. Bob Geldof (Foto 1 e 2), ex leader dei Boomtown Rats nonché organizzatore di Live Aid, spiega così il senso di Live 8, il nuovo concerto benefico planetario in programma il 2 luglio che è stato presentato in Campidoglio a Roma, insieme al sindaco Walter Veltroni.

Per il momento il cast prevede una performance di Paul McCartney con gli U2, la réunion dei Pink Floyd (“avevo letto una frase del batterista Nick Mason secondo la quale i Pink Floyd sarebbero potuto tornare insieme solo se ci fosse stato un nuovo Live Aid” ha raccontato Geldof), Stevie Wonder, David Matthews, Elton John, Coldplay, R.E.M. (Foto 3), Madonna (Foto 4), Sting, Mariah Carey, Puff Daddy, Dido, Link Park (“a Johannesburg ci sarà la più grande delle star africane, Nelson Mandela”, dice ancora Geldof).

Più difficile parlare degli artisti italiani. Nel materiale dato oggi alla stampa c’è anche un elenco degli artisti che hanno “aderito al Live 8”: in questo elenco sono stati inseriti praticamente tutti i più importanti nomi della musica italiana, Adriano Celentano, Luciano Ligabue, Claudio Baglioni, Jovanotti compresi. Ma Celentano fa sapere, attraverso il suo ufficio stampa, “che gli è impossibile partecipare all’evento pur condividendone pienamente i contenuti e le ragioni”.
Anche Vasco Rossi ha fatto sapere che non sarà a Roma per la concomitanza con un suo concerto ad Ancona.

Luciano Ligabue (Foto 5) invece ci sarà. Ha appena confermato ufficialmente la sua partecipazione: salirà sul palco del Circo Massimo e si esibirà in un paio di pezzi acustici. “Le scadenze di lavoro ravvicinate e inderogabili (il rocker emiliano è nella delicata fase finale della realizzazione del suo nuovo disco di inediti, in uscita il 16 settembre, e si accinge a preparare l’impegnativo concerto del 10 settembre al Campovolo di Reggio Emilia) avevano sconsigliato la partecipazione all’evento promosso da Bob Geldof – dichiara Claudio Maioli, manager dell’artista - ma poi Ligabue, nonostante gli impegni pressanti di cui sopra, ha deciso di dare il proprio contributo, nelle condizioni che gli sono possibili (voce e chitarra), alla buona causa del Live 8”.
E ci sarà anche Baglioni (in forse fino a pochi minuti fa) che ha cancellato tutti i suoi impegni esteri per partecipare al Live 8. “Smettiamola di guardare il dito e, per una volta, guardiamo la luna. L’annullamento del debito è una priorità assoluta: per questo sarò al Circo Massimo. Senza se e senza ma” ha detto il cantante romano.

Quanto a Jovanotti, attende di parlare con Geldof per approfondire le ragioni della sua partecipazione; mentre Boccelli e Zucchero hanno scelto di esibirsi sul palco di Parigi. E sul Corriere, botta e risposta da lontano tra Laura Pausini (una conferma della prima ora) ed Eros Ramazzotti che al concerto ha sempre detto no considerandolo “un’immensa operazione di pubbliche relazioni dello star system mondiale”.
Confermati invece tra gli altri, Antonacci, Articolo 31Gemelli Diversi, Nek, Renga, Tiromancino; mentre sono ancora in forse Venditti e De Gregori (per motivi diversi) nonché Renato Zero.

’’Se fossi un artista e non mi trovassi su uno di quei palchi sentirei di aver perso l’occasione della mia vita. Artisti come U2, R.E.M., Coldplay, Elton John, Green Day hanno tutti un concerto la sera stessa: dunque se per loro vale la pena esserci credo che potrebbe essere lo stesso anche per Vasco. Comunque lui è una ’big star’ e cercherò di convincerlo. Quanto a Jovanotti ritengo che le questioni che lui ha sollevato sulle motivazioni per essere allo show dimostrano che è una persona seria: sono ben felice di dargli tutte le spiegazioni di cui ha bisogno” conclude Geldof.

Il 2 luglio sarà possibile seguire l’evento per intero alla Tv: Raitre a partire dalle 15, con l’intervento di Giovanni Floris darà la diretta integrale da Roma con collegamenti vari. Sky, invece, seguirà tutto l’evento sul canale 109 dalle 14 alle 24 con il sistema active che permette allo spettatore di optare per quale concerto seguire scegliendo tra i cinque set principali proposti contemporaneamente.

Al di là dei distinguo e degli impegni di questo o quell’altro artista, resta il significato di questo concerto: vent’anni fa Live Aid aprì le porte a quel processo che ha portato alla cancellazione di parte del debito dei Paesi del Terzo Mondo: oggi, nonostante tutto, 50 mila persone muoiono ogni giorno a causa di una povertà sempre più difficile da tollerare per un mondo che vuole essere davvero civile.
Se oggi morissero 50 mila persone a Milano, domani a Sheffield, dopodomani a Toronto, potete stare certi che al G8 del 6 luglio il debito sarebbe cancellato nel tempo necessario ai capi di Governo per arrivare dalla sala della colazione a quella delle riunioni. Oggi si muore più di quando organizzammo Live Aid e si muore per una sola ragione: la povertà”. Queste le parole usate da Bob Geldof per spiegare le ragioni per cui “è importante esserci il 2 luglio”.

Peoplez.it 22/06/2005

Live8: Geldof se la prende con Vasco e Jovanotti

Polemiche alla conferenza stampa di presentazione della tappa romana del Live Aid 8, il mega evento a sostegno della cancellazione del debito dei paesi del Terzo Mondo, in programma in contemporanea in otto capitali della terra. Bob Geldof ha bacchettato le star italiane, invitate invano ad esibirsi il 2 luglio al Circo Massimo di Roma. Mentre sugli altri palchi saliranno artisti del calibro di U2, ColdPlay e Pink Floyd, riuniti apposta per l'occasione dopo ben 24 anni di assenza, noi con tutto il rispetto, dovremo invece accontentarci degli Articolo 31 e di Biagio Antonacci.
Dopo i forfait di Ligabue e Claudio Baglioni, alla lunga lista degli assenti si aggiungono anche Vasco Rossi e Jovanotti.
Blasco come giustificazione chiama in causa il suo impegno con i fans che lo attendono lo stesso giorno allo stadio Del Conero di Ancona. "Anche U2 ed Elton John suoneranno in diverse città lo stesso giorno" ha replicato stizzito Geldof. "Chiediamo a Vasco solo 2 canzoni, non perderà la voce per la sera". Sui dubbi di Jovanotti circa la bontà dell'iniziativa, Geldof è invece fiducioso: "lo sentirò a breve, so che lui ci tiene". (Francesco Congiu)

Il Giornale.it 22/06/2005
Live 8, Vasco dice no Geldof: «Chi non c’è fa una brutta figura»
- di PAOLO SCOTTI -
Paolo Scotti

da Roma

«Vasco, dove sei?». Con tutto il daffare che avrà, trova anche il tempo di chiederselo. Ma la risposta rischia di suonare retorica. È mai possibile che alla vigilia dell'evento musicale dell'anno (lui dice «degli ultimi vent'anni») con tutti le più celebrate star dell'universo pop schierate (gente come Paul McCartney, Elton John, Pink Floyd, U2, Madonna, Sting, Stevie Wonder, Mariah Carey, Robbie Williams...) proprio i divi di casa nostra si mettano a fare i difficili?
Eppure è quanto sta accadendo. «Quegli artisti che non dovessero partecipare a Live 8 perderebbero l'occasione più importante della loro carriera - sentenzia allora Bob Geldof, a metà fra il trionfalistico e l'intimidatorio - e farebbero una pessima figura come esseri umani».
Cosa sta succedendo? Semplice: vent'anni dopo il mitico Live Aid - il primo concerto planetario che, nel 1985, coniugò rock e coscienza civile - il 2 luglio il suo storico organizzatore ci riprova con Live 8: otto mega-concerti in altrettante città del mondo (Roma,
Parigi, Londra, Berlino, Philadelphia, Tokyo, Toronto, Joannesburg) contemporaneamente indetti per far pressione sull'imminente G8. Ebbene: oltre una generica «adesione morale» non tutte le quaranta star italiane interpellate si presenteranno sul palco romano del Circo Massimo, per la diretta mondovisione teletrasmessa da Raitre e da Sky: accanto ai certi (Antonacci, Articolo 31, Grandi, Pausini, Nek, Venditti) tuttora dubbiosi restano Jovanotti, Baglioni, Ramazzotti, Zero, Subsonica, De Gregori.
In particolare Jovanotti ha espresso dubbi sull'opportunità di tutta l'operazione; Adriano Celentano ha smentito ogni ipotesi di partecipazione anche se aderisce alle motivazioni che hanno portato Geldof a organizzare il megaconcerto. Idem Ligabue, che «aderisce ma non partecipa». E Vasco Rossi ha declinato l'offerta spiegando che il 2 luglio suonerà ad Ancona. Ma Geldof (che non la manda mai a dire) ribatte deciso: «Il 2 anche gli U2 suonano a Vienna. Elton John a Dublino e i Rem in Svizzera. E allora mi chiedo:
Vasco, dove sei? Sei una grande star ma in fondo non ti chiediamo più di due canzoni. Questo non è un concerto: è una manifestazione civile. Ti assicuriamo che non perderai per questo la voce. E anche i tuoi fan te ne saranno grati». Quanto a Jovanotti, «Capisco che prima di dire sì, voglia saperne di più - considera Geldof -. Il che è indice di serietà. E io sono qui per dargli tutti i chiarimenti che vorrà». Certo: per uno che, nell'occasione, è riuscito a riunire i Pink Floyd della prima, storica formazione («Su internet avevo letto che il batterista Nick Mason sarebbe tornato coi compagni solo per un nuovo Live Aid.
Detto fatto») subire uno smacco dai nostri sarebbe imbarazzante.
Anche se le mire di Geldof suonano, talvolta, piuttosto azzardate: alla marcia su Edimburgo che seguirà i concerti, verso la località scozzese dove si riuniranno i governanti del G8, l'estroso organizzatore vorrebbe nientemeno che il papa. «Ho scritto a Benedetto XVI in proposito. Lui mi ha risposto mandandomi una sua fotografia. Ma io non voglio foto. Voglio che il papa venga a cantare con noi». Non sarà un po'troppo?. Intanto la colossale macchina organizzativa di Live 8 avanza. Le tv di tutto il mondo trasmetteranno uno spot dove personaggi come Giorgio Armani, Sophia Loren, Brad Pitt, George Clooney, Bono, Claudia Shiffer, Hugh Grant e Raoul Bova spiegheranno le finalità dell'impresa: convincere i governi ad azzerare il debiti dei Paesi del Terzo Mondo, e raddoppiare gli aiuti già stanziati. Per la diretta in mondovisione contemporanea (dalle 15 del 2 su Raitre e sui videofonini 3 - unico esempio al mondo - l'integrale del concerto romano, più «finestre» dagli altri;
su Sky la possibilità di spaziare interattivamente su tutti) saranno collegati 180 Paesi e due miliardi di telespettatori. Un milione gli spettatori dal vivo (tutti i concerti sono gratuiti), 100 le rockstar impegnate. Quanto ai risultati umanitari, «Faremo tanto di quel chiasso che gli otto capi di governo dovranno sentirci per forza - minaccia Geldof -. E se non dovessero ascoltarci, ne vedranno le conseguenze dentro le urne elettorali. Non essere al Live 8 significa fare brutta figura».

Corriere.com 22/06/2005
Il Live 8 a Barrie contro la povertà
Confermati Celine Dion, Brian Adams e Deep Purple
Articolo pubblicato il: 2005-06-22

Tutto secondo copione. Il Live 8 canadese si terrà a Barrie, al Park Place (il vecchio Molson Park) e non a Toronto, come era stato annunciato in un primo momento dallo stesso organizzatore della manifestazione mondiale, Bob Geldof. L'evento - in programma sabato 2 luglio, dalle 11 di mattina alle 8 di sera - sarà presentato da Dan Aykroyd e Tom Green e vedrà la partecipazione, tra gli altri, di Brian Adams, Celine Dion (che si collegherà via satellite da Las Vegas), Motley Crue e Deep Purple. I biglietti rigorosamente gratuiti - ha dichiarato ieri Michael Cohl, promoter del concerto di Barrie - verranno distribuiti domani da Ticketmaster a partire dalle 10 di mattina. Si attende un'affluenza di 70 mila persone.
Il mega concerto si svolgerà in altre sette città oltre Barrie, a Londra, Philadelphia, Roma, Parigi, Berlino, Tokyo e Johannesburg e vedrà l'esibizione di numerose stelle del panorama musicale mondiale.
Per il momento il cast prevede una performance di Paul McCartney con gli U2, la reunion dei Pink Floyd, Stevie Wonder, David Matthews, Elton John, Coldplay, R.E.M., Madonna, Sting, Mariah Carey, Piff Diddy, Dido e Linkin Park.
Per quanto riguarda i cantanti che si esibiranno a Roma, ancora non è stata fornita una lista definitiva. Sicura la partecipazione di Jovanotti, più difficile quella - annunciata e poi smentita la scorsa settimana - di Claudio Baglioni, impegnato nella sua tournée in Spagna, e quella di Luciano Ligabue.
Anche Vasco Rossi ha fatto sapere che non sarà a Roma per la concomitanza con un suo concerto.
Il 2 luglio al Circo Massimo dovrebbero esibirsi anche i Subsonica, Francesco De Gregori, Adriano Celentano e Antonello Venditti. La tappa romana è stata presentata ieri al Campidoglio dallo stesso organizzatore Bob Geldof, dal sindaco della Capitale Walter Veltroni, dal direttore della Rai Cattaneo e da Giovanni Floris, che condurrà la diretta televisiva da studio.
«È la parte buona della globalizzazione - ha commentato Veltroni - tutto il mondo avrà gli occhi puntati su di noi. Roma è orgogliosa di ospitare la parte italiana del Live 8 - ha continuato il sindaco - che non è un concerto come gli altri, è un evento sociale e civile. È tutto gratuito - ha tenuto a sottolineare Veltroni - nessuno resterà escluso, è un augurio perché presto Africa e America Latina non debbano più restare fuori dalla porta dei grandi meeting internazionali». Parole che avrebbe voluto pronunciare il sindaco di Toronto David Miller, contrariato per l'impossibilità della città di poter ospitare un evento di queste dimensioni.
Toronto ha dovuto rinunciare al Live 8 per la mancanza di uno spazio adeguato: il Downsview Park il giorno prima avrebbe ospitato le celebrazioni del Canada Day e non ci sarebbe stato il tempo materiale per allestire il palco e montare gli impianti di amplificazione, mentre al Rogers Centre in quei giorni avrà luogo il primo raduno mondiale degli Alcolisti Anonimi.
L'ultima ipotesi - quella di allestire il concerto sul Waterfront di Toronto - è stata bocciata per motivi logistici e di ordine pubblico.
Geldof ha spiegato ieri le differenze con la manifestazione di vent'anni fa. «Questa volta non si tratta di raccogliere fondi per l'Africa. «È una cosa diversa dal Live Aid del 1985 - ha aggiunto il cantante irlandese - ma ugualmente necessaria. A venti anni di distanza ogni giorno 50 mila persone muoiono di fame. Allora non potevamo fare molto sul piano politico, intrappolati come eravamo tra due blocchi di potere contrapposti, e abbiamo cercato un aiuto di tipo economico diretto».

Kataweb.it 21/06/2005
Geldof: Vasco, dove sei?
Videointervista

Live8: Bob "chiama" la rockstar italiana e spegne la polemica con Jovanotti: "Giuste le sue domande"


Videointervista:
Live8 - Bob Geldof a Roma
(WindowsMedia) 56k | Adsl

di Paolo Gallori

Bob Geldof arriva in Campidoglio nel primo pomeriggio per presentare, assieme al sindaco Veltroni, i contenuti e le finalità del Live8. Ma tra tanti numeri, partner e messaggi ai potenti, si capisce ben presto quale sia il vero obiettivo della sua missione romana. "Il 2 luglio gli U2 suoneranno a Vienna e saranno comunque a Londra per il Live8 - spiega Bob -. I R.E.M. suoneranno in Svizzera e al Live8. I Coldplay a Glasgow e al Live8. I Green Day saranno addirittura a Philadelphia dopo aver suonato a Berlino. A questo punto dico: Vasco, dove sei?".

Così Geldof lancia il suo personale appello alla più popolare rockstar italiana perché rompa gli indugi e accetti di suonare al Circo Massimo per il Live8 "italiano". Nel calendario di Vasco il 2 luglio dovrebbe essere dedicato ad Ancona, tappa del suo nuovo tour estivo. Ma Bob fa capire che, almeno nel rock, l'ubiquità esiste. "Vasco è una grande star - aggiunge Geldof -, dovrebbe esserci sul nostro palco. Come Baglioni, Ligabue e tutti quegli artisti italiani che ancora sono in dubbio. Vorrei far capire come il Live8 sia un evento che non ritornerà più. Ci saranno i protagonisti del Live Aid di 20 anni fa assieme ai figli e ai nipoti. Per un artista, non esserci potrebbe significare perdersi la più bella giornata della sua vita".

Bob rincara la dose ricordando altri esempi. "Ci sono grandi band che si sono riformate (Pink Floyd) e star che hanno interrotto la registrazione di un disco per partecipare (Madonna), offrendo il loro talento ai piedi dei poveri, persone piene di dignità". Oltre ai nomi già annunciati da settimane, nel cast italiano sono confermati, tra gli altri, anche Biagio Antonacci, Articolo 31, De Gregori, Gemelli DiVersi, Negramaro, Noa, Max Pezzali, Tiromancino, Venditti. Si aspettano segnali da Celentano, Renato Zero, Subsonica. La lista è comunque lunghissima e in continua via di definizione.

Tra gli artisti italiani, ce n'è uno che si è lamentato per i pochi dettagli ricevuti sull'evento, quasi a rimarcare una certa sufficienza nel trattamento riservato ai protagonisti italiani del Live8. "Conosco Jovanotti - taglia corto Bob Geldof per spegnere immediatamente la polemica -. Chiede spiegazioni sulle modalità del concerto, su come sarà organizzato, sulla portata che avrà. Sono domande giuste, le domande che si pone un artista serio. Domani lo chiamerò e sarò felice di soddisfare ogni sua curiosità".

Bob a Roma porta il suo carisma ma anche tante novità. Ai cinque concerti già annunciati per il 2 luglio (Londra, Berlino, Parigi, Roma e Philadelphia) si sono aggiunti altri tre "snodi": Johannesburg, il contatto vivente con l'Africa, Tokyo e Toronto. Il 2 luglio la musica dei più grandi artisti rock risuonerà in contemporanea in quattro continenti per mandare un messaggio forte e chiaro ai potenti della Terra, riuniti qualche giorno dopo, l'8 luglio, al G8 di Edinburgo, in Scozia: aiutiamo l'Africa, cancelliamo il debito pubblico dei Paesi poveri e fermiamo la morte per fame di tanti bambini. "Ci rivolgeremo ai potenti del G8 e faremo così tanto rumore che non potranno fare a meno di sentirci. E se non ci ascolteranno, ne pagheranno le conseguenze".

Il Live8 non chiederà soldi, dunque, ma non per dare ragione a chi afferma che l'aiuto indebolisce la volontà di chi è in difficoltà. "Nel 1985 - racconta Geldof - eravamo consapevoli che, pur raccogliendo 200 milioni di dollari, non avremmo risolto il problema politico della povertà in Africa. Perché il problema politico dell'Africa non è l'Aids, la guerra o la corruzione. Quelle sono tutte conseguenze del vero problema, la povertà. Nel 1985 il mondo era ancora diviso dalle barriere ideologiche. Oggi invece il pianeta e in completa comunicazione ed esiste una nuova generazione di leader. Possiamo affrontare la situazione frontalmente e abbiamo un'occasione unica".

"Tony Blair presiederà il G8 di Edinburgo - prosegue Geldof -, qualunque sia l'opinione sulla sua politica, di sicuro lui ha a cuore il problema Africa. Ha disposto una Commissione per l'Africa che ha lanciato un appello per la cancellazione del debito, perché si raddoppi l'entità dell'aiuto da parte dei Paesi ricchi e affinché siano rimosse tutte le barriere, dazi e gabelle che oggi danneggiano il commercio estero dei Paesi africani. I primi frutti si vedono: da sabato mattina 200 milioni di persone si sveglieranno senza debiti sulla testa, l'Unione Europea ha raddoppiato gli sforzi, bisogna convincere Usa e Canada".

Come acuire la pressione sui Grandi in così poche settimane? "Milioni di persone hanno aderito alla campagna Make Poverty History - spiega Bob -, il 2 luglio uniremo tutti gli sforzi per concentrarci su un elemento politico preciso. E parleremo la lingua franca della musica. Sul palco degli otto concerti passeranno oltre 100 artisti, come pubblico avremo il mondo. Se ci ascolteranno, quelli dietro la scrivania potrebbero rimuovere il problema in un pomeriggio...".

Mondo globalizzato, comunicazioni planetarie. Tutto questo non