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Claudio Baglioni è
stato ospite al concerto sul ghiaccio che si è tenuto in occasione della conclusione della stagione sciistica 2003/04. Lui
si è esibito alle ore 14.00. Prima di Claudio, alle ore 12.00, si
è esibito su un palco adiacente Davide Van de Sfroos.
Messaggero
Veneto - Gorizia 26/04/2004
Ripercorsi 35 anni di carriera
Emozionante concerto di baglioni al Perla pr un
pubblico record
È stato l'evento musicale sin qui più rilevante proposto
quest'anno, jazz e classica a parte, nelle due Gorizie fra poco
senza confine: Claudio Baglioni ha proposto, giovedì sera, per un
non foltissimo gruppo di "invitati speciali" e venerdì
per una folla strabocchevole in visibilio, un concerto informale e
del tutto particolare, molto caldo e ricco di poesia e
professionalità, nell'Arena dell'Hit Casinò Perla di Nuova
Gorizia. Claudio è uno dei giganti della canzone d'autore
italiana. Nelle due sere ha ribadito il suo grandissimo talento di
compositore e interprete, in magnifica solitudine sul palco, con
l'ausilio di chitarra acustica, pianoforte e tastiera. L'artista,
che ha ben 35 anni di carriera discografica fatta di successi che
sono nella memoria collettiva di molte generazioni, ha offerto
circa 100 minuti di grandi canzoni, scegliendo non soltanto fra
quelle arcinote e cantate in coro dai presenti, ma anche fra le
chicche meno note, «perché - ha detto - spesso si amano di più
i figli che non hanno avuto tanta fortuna». La voce è di quelle
sempre in forma, che cresce con il passare dei minuti: Claudio
deve scaldarla e all'inizio incappa in qualche piccola
imperfezione, irrilevante ai fini della forza del pezzo, in
"Strada facendo". Baglioni ora sa giocare su
un'estensione più ampia che in passato, in quanto riesce a dare
emozioni anche sul registro basso, timbricamente caratterizzato
dal suo tipico vibrato. Fiato il "ragazzo dai capelli
d'argento", fisico in formissima e vestito di nero, ne ha da
vendere: in certi passaggi e finali si è divertito a tenere la
nota per vari secondi.
La scaletta ha visto i brani dei primi 70 e altri degli 80
amalgamarsi perfettamente con quelli dei 90 come "Io sono
qui" e "Cuore d'aliante" e i più recenti, dal cd
"Sono io" dell'anno scorso, come la traccia-titolo
"Mai più come tè" e "Tutto in un abbraccio'',
splendida anche per le liriche ricche d'intelligenti e ripetute
assonanze che danno più vigore alla "comunicazione".
Presentazioni sobrie, divertite e mai sopra le righe: l'impianto
del Perla, ottimo, ci ha offerto la voce di Claudio
"nuda", avvolgente e carismatica, con solo un po' di eco
e riverbero. Gran finale con "La vita è adesso",
"Questo piccolo grande amore" e una "Mille giorni
di me e di te" da mozzare il fiato. Due giorni sul confine più
aperto d'Europa che anche l'artista ricorderà con piacere per
l'abbraccio caldissimo del pubblico e per aver fatto "tutto
da solo" dopo un lungo tour zeppo di musicisti ed effetti
speciali.
Giuliano Almerigogna
La
Provincia di Sondrio 26/04/2004
Al Mottolino di Livigno un grande concerto per la chiusura della
stagione
Baglioni e De Sfroos, note in alta quota
Il colpo d'occhio del pubblico e del palco a Livigno
Livigno Più di 5000 persone sono salite ieri a Livigno per
assistere al megaconcerto che ha visto come protagonisti Claudio
Baglioni e Davide Van De Sfroos e che chiude la stagione sciistica
del piccolo Tibet. Il sole, per la prima volta in quattro edizioni
di "Livigno Ice Party", ha accompagnato l'intera
manifestazione facendo da cornice ai due big della canzone. A
rompere il ghiaccio Davide Van De Sfroos e poi Claudio Baglioni,
che con la sua carica ha trascinato i 5000 presenti. Gurini a
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La
Provincia di Sondrio 26/04/2004
A fine concerto divertente siparietto con i fan: «Ma cosa mi
avete fatto fare?» «Ora mi tocca cantare sott'acqua» Un tour
chiuso a quota 2.500: «Il mio saluto in musica»
Claudio Baglioni, super atteso a Livigno,
ha cantato per quasi due ore
Si è presentato come "L'uomo della porta accanto" e c'è
riuscito appieno.
Entusiasta, elegante, disponibile, pronto a condividere emozioni e
sentimenti. A vederlo dal vivo uno potrebbe non credere di essere
davanti a un big della canzone come Claudio Baglioni che, dopo 56
tappe e la fine di un tour da "tutto esaurito", ha
accettato l'ennesima "sfida" cantando a quota 2500
metri. Nessun segno di stanchezza o di distacco, nessuna parola
fuori luogo, la battuta pronta: nelle sale del rifugio Mottolino
molti fans sono riusciti a strappare un autografo o a fare uno
scambio di battute con il loro idolo. Scherza con i ragazzi
dell'organizzazione, con i giornalisti presenti e poi fuori, sul
palco, farà lo stesso guadagnandosi la palma d'onore della
simpatia e della creatività. «La prossima volta siamo indecisi -
ha commentato sorridendo - se cantare tra la lava di un vulcano o
sott'acqua». Fuori lo aspettano, già con le mani alzate, pronti
a seguire ogni suo gesto, ogni movimento, ogni piccolo
suggerimento. Ed è stata una carrellata di brani davvero
incredibile, per la quantità e per la qualità.
Una voce di assoluto rispetto, molti brani riarrangiati, un
interminabile duettare col pubblico, passi di danza, vocalizzi,
una straordinaria capacità, davvero difficile a quota 2500, di
prolungare la misura della nota finale, sei- sette chitarre
utilizzate nel corso dello spettacolo, creatività e capacità di
coinvolgimento a 360 gradi. Alcune canzoni del suo ultimo album
unite a vecchi cavalli di battaglia per un "Crescendo"
inesauribile. «Anche se arrivare più in alto di qui è
impossibile. Ma cosa mi avete fatto fare - ha commentato
rivolgendosi ai suoi fans-? E chi ve l'ha fatto fare di salire fin
qua?». Impossibile non stringersi all'amato, non registrare sul
telefonino o provare a far sentire dal vivo a chi sta a casa brani
come "Avrai", con uno splendido accompagnamento al
pianoforte, "Mille giorni di te e di me", "E
tu", "Strada facendo". E poi l'immancabile
"Quella sua maglietta fina", "Amore bello",
"Tu come stai", "La vita è adesso". «Grazie.
Non ho parole - ha salutato Baglioni - ma vi saluto solo con la
mia musica». D. Gur.
La
Provincia di Sondrio 26/04/2004
Un autentico successo baciato dal sole il concerto sulle nevi di
Livigno
presentato
da Elenoire Casalegno e Paolo Manila
Ice
Party: maxifesta in quota per 5000 Giovani in delirio per il folk
rock di Van De Sfroos, ovazioni per Baglioni
Daniela Gurini Un evento con la "E" maiuscola, uno
spettacolo assolutamente originale, magico, divertente e unico al
tempo stesso. Oltre 5000 persone sono salite ieri a Livigno per
assistere al megaconcerto che ha visto come protagonisti Claudio
Baglioni e Davide Van De Sfroos. Una manifestazione davvero
imponente, per i numeri, la qualità dello spettacolo,
l'organizzazione impeccabile e per quel "tocco di magia"
offerto come sempre dalla location del concerto ovvero l'area
antistante il M'eating Point Mottolino. Neve splendida e il sole
che, per la prima volta in quattro edizioni di "Livigno Ice
Party", ha accompagnato l'intera manifestazione. E poi, un
vero "miracolo" per il Piccolo Tibet, probabilmente
anche grazie alle partenze intelligenti, ovvero nessuna coda in
entrata e traffico scorrevole pure in uscita. E questa è solo la
bella cornice di un quadro fantastico animato da due big della
canzone come De Sfroos e Baglioni: per il primo un palco a
"cielo aperto", lungo il lato d'arrivo della cabinovia
per il secondo una struttura mastodontica, di sicuro effetto,
proprio davanti al M'eating Point. Ore 12 a quota 2500 metri:
Elenoire Casalegno e Paolo Manila, presentatori ufficiali della
manifestazione, fanno capolino sul primo palco e la festa ha
inizio. Un rapido scambio di battute e poi con un "Siamo noi
a dover rompere il ghiaccio" irrompe sulla scena Davide Van
De Sfroos con la sua band. Un impatto dirompente, col
"botto", che ha subito ripagato i numerosi fans del
menestrello «laghèe» che fin dalle 8.30 erano appostati in
quota per guadagnarsi un posto in prima fila. Molti i ventenni
anche provenienti dal comprensorio dell'Alta Valle: dall'altro
lato, intanto, i fans di Baglioni iniziavano a prendere posto. E
da subito un vortice di folk-rock ha preso il sopravvento con
"Kapitan Kurlash" seguito dall' "inno dei
disperati", come l'ha definito De Sfroos, alias "Sugamara".
Molto apprezzate dal pubblico anche le bizzarre presentazioni del
cantautore lariano: a tutti quelli che hanno contrabbandato nella
vita dedico "De Sfroos"; alla vita di frontiera (origine
del successo di Livigno) e a chi ha avuto a che fare con la storia
parlo di Walter, "Il figlio di Guglielmo Tell". Poi il
cambio d'abito del cantante ovvero il passaggio dal berretto al
classico cappellino che contraddistingue l'artista. "Non
posso cantare Signore delle cime; siamo in montagna e vi dedico
Ave Maria": continuo lo scambio di battute col pubblico.
"Pulènta e galèna frègia", l'apprezzatissima
"Sulla via del Pamir", canzone mai pubblicata, brano che
eleva l'animo e lo spirito: "Siate in empatia con me" ha
suggerito Davide Bernasconi. Neanche mezz'ora di pausa e gli occhi
di tutti puntati su un altro palco, quello centrale: un solo grido
"Noi, noi no" e le mani alzate per non smettere più di
applaudire per due ore. Entra Claudio Baglioni, rigorosamente
vestito di nero, un nero elegante ma al tempo stesso sbarazzino,
una carica inesauribile per trascinare 5000 persone in un vortice
di musica, lo spettacolo sicuramente più lungo visto al Mottolino,
proprio un vero concerto nel quale l'artista non si è di certo
risparmiato.
La
Provincia di Sondrio 26/04/2004
Vip e dintorni Rocca e Omar Pedrini
mischiati nel pubblico
Una festa della neve e della musica. Un mix esplosivo avvalorato
da una splendida giornata. Due palchi, due generazioni, due
momenti da gustare appieno: al Mottolino è successo anche questo.
Da un lato teenagers col classico boccale di birra in mano pronti
a cantare a squarciagola canzoni dialettali; dall'altro coppie di
innamorati, giovani e più "attempati", mano nella mano,
ad attendere l'arrivo del loro idolo. Due modi diversi di
interpretare e di vivere la musica, di raccontare
"storie" di tutti i giorni, di creare entusiasmo tra la
folla. Davide Van Des Sfroos e Claudio Baglioni: davvero un
connubio vincente per il Piccolo Tibet. Si è notato anche questo
nello splendido anfiteatro naturale del Mottolino. Tanta gente
"diversa", tanto colore, numerosi stands, giochi di luce
e di tecnologia davvero all'avanguardia ma soprattutto tanta
ottima musica. Ed anche alcuni vips non hanno voluto mancare
all'evento. Chi, come Don Antonio Mazzi fondatore delle comunità
Exodus, ha voluto essere presente per ringraziare personalmente
Baglioni per la sensibilità dimostrata verso le problematiche
sociali, in particolare per il suo impegno a sostegno dei
portatori di handicap. Anche questo è accaduto in alta quota,
lontano dai clamori del pubblico, nelle sale del rifugio Mottolino.
Si sono gustati uno spettacolo unico anche il campione di sci
Giorgio Rocca e il cantautore Omar Pedrini (reduce dalla
partecipazione all'ultimo festival di Sanremo) che, sottolineando
l'unicità del concerto, si è augurato che questo sia solo
l'inizio di un lungo matrimonio tra musica e spettacolari scenari
montani. E ad aggiungere colore ci ha pensato anche lo staff del
Mottolino: moltissime le persone in divisa fluorescente facenti
parte dell'organizzazione. Oltre 200 le persone impegnate
nell'evento alle quali si devono aggiungere tutte le Forze
dell'Ordine che hanno garantito il regolare svolgimento della
kermesse canora. d. gur.
La
Provincia di Como 26/04/2004
canzone Si stima che 5mila spettatori abbiano assistito alla
performance sulle nevi, a quota 2500 metri Van De Sfroos, più fan
di Baglioni
Trasferta
in massa ieri a Livigno per il concerto delle due star
Alessio Brunialti Sempre più in alto, sempre più in alto, Davide
Van De Sfroos ha consumato la sua esibizione sulle nevi dei 2500
metri di Livigno, di fronte a un pubblico numerosissimo (5 mila
persone, ndr) che ha approfittato di una giornata limpida e
illuminata da un sole a picco. Non sono poche le difficoltà per
chi deve esibirsi ad alta quota. L'aria più rarefatta potrebbe
mandare in iperventilazione chi deve cantare a squarciagola (per
non parlare di strumenti delicati come il violino, la tromba e il
trombone che risentono assai degli sbalzi di temperatura).
Fortunatamente il problema non si è posto né per Davide né per
i Desfans giunti in massa, e non è stata una passeggiata, per
applaudire il cantore del lago sul cocuzzolo della montagna.
All'arrivo una sorpresa che ha scontentato tanti fan: per Van De
Sfroos un palchetto risibile, quasi come quelli, improvvisati, sui
quali si esibiva all'inizio della carriera.
Dall'altra parte un signor palco, con copertura anti vento, per
l'idolo Claudio Baglioni. Ora, che questi due artisti non sembrino
neppure animali della stessa specie è quasi superfluo scriverlo.
Di certo Van De Sfroos e i suoi non si sono lasciati intimidire e
hanno proposto un set tiratissimo che ha spinto tutti a ballare
sulla neve alta così. Si è trattato quasi di un esperimento
antropologico: sì, è possibile saltare sugli scarponi andando a
tempo, reggendo una birra e gridando, gridando, gridando. Come
sempre in prima fila i Cauboi, che la sera stessa si sarebbero
esibiti a Cermenate con il loro coro, hanno fatto le prove ad alta
quota. E non si può nascondere, non è campanilismo in trasferta
ma un dato di fatto, che quando Baglioni ha guadagnato il suo bel
palco in tanti avevano già ripreso l'ovovia per ritornare a
valle. Ma era un confronto improponibile già in partenza: a
ciascuno il suo pubblico, come è giusto. Baglioni, del resto, è
apparso in perfetta forma, certo meno arruffapopoli del «concorrente»
sul palchettino.
Il quale ha ben pensato di estrarre dal cilindro anche qualche
canzone che sembrava perduta per sempre come Lo sconcio e Ave
Maria. Tutti quelli che a Cermenate avevano lamentato la scomparsa
di Cyberfolk dalla scaletta sono stati ampiamente ripagati con una
versione a cento all'ora che ha scatenato l'abominevole pogo delle
nevi. Ma non si è registrato nessuno scivolone né da parte del
pubblico, che non poteva risparmiarsi anche la creazione del
consueto serpentone saltellante che accompagna La curiera (con
abbondante salva di palle di neve nel finale), né da parte dei
musicisti. Da registrare come la sezione di fiati di Alessio
Canino e Pier Giorgio Mucchio (alla tromba e al trombone), la
fisarmonica di Saro Calandi e la chitarra dalle mille battaglie di
Alessio Lorenzi si siano ben amalgamati con gli storici
Angapiemage Persico (violino e bouzuki), Alessandro Parilli
(basso) e Diego Scaffidi (batteria).
società - Adnkronos 22/04/2004
19:57 MUSICA: BAGLIONI E VAN DE SFROOS SULLA NEVE DI LIVIGNO
Milano, 22 apr. - (Adnkronos) - Un palco in alta quota per Claudio BAGLIONI e il cantante folck-rock, Davide Van de Sfroos. I due artisti si esibiranno domenica 25 aprile a Livigno per 'Ice Party 2004'', un concerto roganizzato sulle piste da sci per chiudere la stagione invernale che, viste le nevicate degli ultimi giorni, proseguira' ancora fino ai primi giorni di maggio. Gia' sulle montagne di Livigno si sono esibiti negli anni scorsi Ligabue, i Pooh e gli 883. Per domenica il comasco Davide Van de Sfroos assicura ''un concerto rompighiaccio per gente che ha ancora voglia di vivere le proprie radici''. Presenteranno l'evento Elenoire Casalegno e Paolo Manela e per assistere al concerto e' prevista la vendita di ski pass speciali a 25 euro che permetteranno di assistere gratuitamente alle esibizioni. ''Chiudiamo una stagione sciistica -spiega l'assessore lombardo al Turismo Massimo Zanello - che si e' rivelata positiva grazie alla complicita' del bel tempo. Grazie a questi eventi scopriamo che la montagna non vive di solo sport ma anche di musica e di altri eventi''. (Mrs/Lr-Rs/Adnkronos)
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