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  .: ICE PARTY a LIVIGNO 25/04/2004 :.

 Pagina aggiornata il 19/04/2007 19.34.32

Claudio Baglioni è stato ospite al concerto sul ghiaccio che si è tenuto in occasione della conclusione della stagione sciistica 2003/04. Lui si è esibito alle ore 14.00. Prima di Claudio, alle ore 12.00, si è esibito su un palco adiacente Davide Van de Sfroos.

Messaggero Veneto - Gorizia 26/04/2004
Ripercorsi 35 anni di carriera
Emozionante concerto di baglioni al Perla pr un pubblico record

È stato l'evento musicale sin qui più rilevante proposto quest'anno, jazz e classica a parte, nelle due Gorizie fra poco senza confine: Claudio Baglioni ha proposto, giovedì sera, per un non foltissimo gruppo di "invitati speciali" e venerdì per una folla strabocchevole in visibilio, un concerto informale e del tutto particolare, molto caldo e ricco di poesia e professionalità, nell'Arena dell'Hit Casinò Perla di Nuova Gorizia. Claudio è uno dei giganti della canzone d'autore italiana. Nelle due sere ha ribadito il suo grandissimo talento di compositore e interprete, in magnifica solitudine sul palco, con l'ausilio di chitarra acustica, pianoforte e tastiera. L'artista, che ha ben 35 anni di carriera discografica fatta di successi che sono nella memoria collettiva di molte generazioni, ha offerto circa 100 minuti di grandi canzoni, scegliendo non soltanto fra quelle arcinote e cantate in coro dai presenti, ma anche fra le chicche meno note, «perché - ha detto - spesso si amano di più i figli che non hanno avuto tanta fortuna». La voce è di quelle sempre in forma, che cresce con il passare dei minuti: Claudio deve scaldarla e all'inizio incappa in qualche piccola imperfezione, irrilevante ai fini della forza del pezzo, in "Strada facendo". Baglioni ora sa giocare su un'estensione più ampia che in passato, in quanto riesce a dare emozioni anche sul registro basso, timbricamente caratterizzato dal suo tipico vibrato. Fiato il "ragazzo dai capelli d'argento", fisico in formissima e vestito di nero, ne ha da vendere: in certi passaggi e finali si è divertito a tenere la nota per vari secondi.
La scaletta ha visto i brani dei primi 70 e altri degli 80 amalgamarsi perfettamente con quelli dei 90 come "Io sono qui" e "Cuore d'aliante" e i più recenti, dal cd "Sono io" dell'anno scorso, come la traccia-titolo "Mai più come tè" e "Tutto in un abbraccio'', splendida anche per le liriche ricche d'intelligenti e ripetute assonanze che danno più vigore alla "comunicazione". Presentazioni sobrie, divertite e mai sopra le righe: l'impianto del Perla, ottimo, ci ha offerto la voce di Claudio "nuda", avvolgente e carismatica, con solo un po' di eco e riverbero. Gran finale con "La vita è adesso", "Questo piccolo grande amore" e una "Mille giorni di me e di te" da mozzare il fiato. Due giorni sul confine più aperto d'Europa che anche l'artista ricorderà con piacere per l'abbraccio caldissimo del pubblico e per aver fatto "tutto da solo" dopo un lungo tour zeppo di musicisti ed effetti speciali.
Giuliano Almerigogna


La Provincia di Sondrio 26/04/2004
Al Mottolino di Livigno un grande concerto per la chiusura della stagione 
Baglioni e De Sfroos, note in alta quota Il colpo d'occhio del pubblico e del palco a Livigno

Livigno Più di 5000 persone sono salite ieri a Livigno per assistere al megaconcerto che ha visto come protagonisti Claudio Baglioni e Davide Van De Sfroos e che chiude la stagione sciistica del piccolo Tibet. Il sole, per la prima volta in quattro edizioni di "Livigno Ice Party", ha accompagnato l'intera manifestazione facendo da cornice ai due big della canzone. A rompere il ghiaccio Davide Van De Sfroos e poi Claudio Baglioni, che con la sua carica ha trascinato i 5000 presenti. Gurini a pagina 44


La Provincia di Sondrio 26/04/2004
A fine concerto divertente siparietto con i fan: «Ma cosa mi avete fatto fare?» «Ora mi tocca cantare sott'acqua» Un tour chiuso a quota 2.500: «Il mio saluto in musica»

Claudio Baglioni, super atteso a Livigno, ha cantato per quasi due ore

Si è presentato come "L'uomo della porta accanto" e c'è riuscito appieno.
Entusiasta, elegante, disponibile, pronto a condividere emozioni e sentimenti. A vederlo dal vivo uno potrebbe non credere di essere davanti a un big della canzone come Claudio Baglioni che, dopo 56 tappe e la fine di un tour da "tutto esaurito", ha accettato l'ennesima "sfida" cantando a quota 2500 metri. Nessun segno di stanchezza o di distacco, nessuna parola fuori luogo, la battuta pronta: nelle sale del rifugio Mottolino molti fans sono riusciti a strappare un autografo o a fare uno scambio di battute con il loro idolo. Scherza con i ragazzi dell'organizzazione, con i giornalisti presenti e poi fuori, sul palco, farà lo stesso guadagnandosi la palma d'onore della simpatia e della creatività. «La prossima volta siamo indecisi - ha commentato sorridendo - se cantare tra la lava di un vulcano o sott'acqua». Fuori lo aspettano, già con le mani alzate, pronti a seguire ogni suo gesto, ogni movimento, ogni piccolo suggerimento. Ed è stata una carrellata di brani davvero incredibile, per la quantità e per la qualità.
Una voce di assoluto rispetto, molti brani riarrangiati, un interminabile duettare col pubblico, passi di danza, vocalizzi, una straordinaria capacità, davvero difficile a quota 2500, di prolungare la misura della nota finale, sei- sette chitarre utilizzate nel corso dello spettacolo, creatività e capacità di coinvolgimento a 360 gradi. Alcune canzoni del suo ultimo album unite a vecchi cavalli di battaglia per un "Crescendo" inesauribile. «Anche se arrivare più in alto di qui è impossibile. Ma cosa mi avete fatto fare - ha commentato rivolgendosi ai suoi fans-? E chi ve l'ha fatto fare di salire fin qua?». Impossibile non stringersi all'amato, non registrare sul telefonino o provare a far sentire dal vivo a chi sta a casa brani come "Avrai", con uno splendido accompagnamento al pianoforte, "Mille giorni di te e di me", "E tu", "Strada facendo". E poi l'immancabile "Quella sua maglietta fina", "Amore bello", "Tu come stai", "La vita è adesso". «Grazie. Non ho parole - ha salutato Baglioni - ma vi saluto solo con la mia musica». D. Gur.


La Provincia di Sondrio 26/04/2004
Un autentico successo baciato dal sole il concerto sulle nevi di Livigno 

presentato da Elenoire Casalegno e Paolo Manila 

Ice Party: maxifesta in quota per 5000 Giovani in delirio per il folk rock di Van De Sfroos, ovazioni per Baglioni

Daniela Gurini Un evento con la "E" maiuscola, uno spettacolo assolutamente originale, magico, divertente e unico al tempo stesso. Oltre 5000 persone sono salite ieri a Livigno per assistere al megaconcerto che ha visto come protagonisti Claudio Baglioni e Davide Van De Sfroos. Una manifestazione davvero imponente, per i numeri, la qualità dello spettacolo, l'organizzazione impeccabile e per quel "tocco di magia" offerto come sempre dalla location del concerto ovvero l'area antistante il M'eating Point Mottolino. Neve splendida e il sole che, per la prima volta in quattro edizioni di "Livigno Ice Party", ha accompagnato l'intera manifestazione. E poi, un vero "miracolo" per il Piccolo Tibet, probabilmente anche grazie alle partenze intelligenti, ovvero nessuna coda in entrata e traffico scorrevole pure in uscita. E questa è solo la bella cornice di un quadro fantastico animato da due big della canzone come De Sfroos e Baglioni: per il primo un palco a "cielo aperto", lungo il lato d'arrivo della cabinovia 
per il secondo una struttura mastodontica, di sicuro effetto, proprio davanti al M'eating Point. Ore 12 a quota 2500 metri: Elenoire Casalegno e Paolo Manila, presentatori ufficiali della manifestazione, fanno capolino sul primo palco e la festa ha inizio. Un rapido scambio di battute e poi con un "Siamo noi a dover rompere il ghiaccio" irrompe sulla scena Davide Van De Sfroos con la sua band. Un impatto dirompente, col "botto", che ha subito ripagato i numerosi fans del menestrello «laghèe» che fin dalle 8.30 erano appostati in quota per guadagnarsi un posto in prima fila. Molti i ventenni anche provenienti dal comprensorio dell'Alta Valle: dall'altro lato, intanto, i fans di Baglioni iniziavano a prendere posto. E da subito un vortice di folk-rock ha preso il sopravvento con "Kapitan Kurlash" seguito dall' "inno dei disperati", come l'ha definito De Sfroos, alias "Sugamara".
Molto apprezzate dal pubblico anche le bizzarre presentazioni del cantautore lariano: a tutti quelli che hanno contrabbandato nella vita dedico "De Sfroos"; alla vita di frontiera (origine del successo di Livigno) e a chi ha avuto a che fare con la storia parlo di Walter, "Il figlio di Guglielmo Tell". Poi il cambio d'abito del cantante ovvero il passaggio dal berretto al classico cappellino che contraddistingue l'artista. "Non posso cantare Signore delle cime; siamo in montagna e vi dedico Ave Maria": continuo lo scambio di battute col pubblico. "Pulènta e galèna frègia", l'apprezzatissima "Sulla via del Pamir", canzone mai pubblicata, brano che eleva l'animo e lo spirito: "Siate in empatia con me" ha suggerito Davide Bernasconi. Neanche mezz'ora di pausa e gli occhi di tutti puntati su un altro palco, quello centrale: un solo grido "Noi, noi no" e le mani alzate per non smettere più di applaudire per due ore. Entra Claudio Baglioni, rigorosamente vestito di nero, un nero elegante ma al tempo stesso sbarazzino, una carica inesauribile per trascinare 5000 persone in un vortice di musica, lo spettacolo sicuramente più lungo visto al Mottolino, proprio un vero concerto nel quale l'artista non si è di certo risparmiato.


La Provincia di Sondrio 26/04/2004
Vip e dintorni Rocca e Omar Pedrini mischiati nel pubblico

Una festa della neve e della musica. Un mix esplosivo avvalorato da una splendida giornata. Due palchi, due generazioni, due momenti da gustare appieno: al Mottolino è successo anche questo. Da un lato teenagers col classico boccale di birra in mano pronti a cantare a squarciagola canzoni dialettali; dall'altro coppie di innamorati, giovani e più "attempati", mano nella mano, ad attendere l'arrivo del loro idolo. Due modi diversi di interpretare e di vivere la musica, di raccontare "storie" di tutti i giorni, di creare entusiasmo tra la folla. Davide Van Des Sfroos e Claudio Baglioni: davvero un connubio vincente per il Piccolo Tibet. Si è notato anche questo nello splendido anfiteatro naturale del Mottolino. Tanta gente "diversa", tanto colore, numerosi stands, giochi di luce e di tecnologia davvero all'avanguardia ma soprattutto tanta ottima musica. Ed anche alcuni vips non hanno voluto mancare all'evento. Chi, come Don Antonio Mazzi fondatore delle comunità Exodus, ha voluto essere presente per ringraziare personalmente Baglioni per la sensibilità dimostrata verso le problematiche sociali, in particolare per il suo impegno a sostegno dei portatori di handicap. Anche questo è accaduto in alta quota, lontano dai clamori del pubblico, nelle sale del rifugio Mottolino. Si sono gustati uno spettacolo unico anche il campione di sci Giorgio Rocca e il cantautore Omar Pedrini (reduce dalla partecipazione all'ultimo festival di Sanremo) che, sottolineando l'unicità del concerto, si è augurato che questo sia solo l'inizio di un lungo matrimonio tra musica e spettacolari scenari montani. E ad aggiungere colore ci ha pensato anche lo staff del Mottolino: moltissime le persone in divisa fluorescente facenti parte dell'organizzazione. Oltre 200 le persone impegnate nell'evento alle quali si devono aggiungere tutte le Forze dell'Ordine che hanno garantito il regolare svolgimento della kermesse canora. d. gur.


La Provincia di Como 26/04/2004
canzone Si stima che 5mila spettatori abbiano assistito alla performance sulle nevi, a quota 2500 metri Van De Sfroos, più fan di Baglioni 

Trasferta in massa ieri a Livigno per il concerto delle due star

Alessio Brunialti Sempre più in alto, sempre più in alto, Davide Van De Sfroos ha consumato la sua esibizione sulle nevi dei 2500 metri di Livigno, di fronte a un pubblico numerosissimo (5 mila persone, ndr) che ha approfittato di una giornata limpida e illuminata da un sole a picco. Non sono poche le difficoltà per chi deve esibirsi ad alta quota. L'aria più rarefatta potrebbe mandare in iperventilazione chi deve cantare a squarciagola (per non parlare di strumenti delicati come il violino, la tromba e il trombone che risentono assai degli sbalzi di temperatura). 
Fortunatamente il problema non si è posto né per Davide né per i Desfans giunti in massa, e non è stata una passeggiata, per applaudire il cantore del lago sul cocuzzolo della montagna. All'arrivo una sorpresa che ha scontentato tanti fan: per Van De Sfroos un palchetto risibile, quasi come quelli, improvvisati, sui quali si esibiva all'inizio della carriera. 
Dall'altra parte un signor palco, con copertura anti vento, per l'idolo Claudio Baglioni. Ora, che questi due artisti non sembrino neppure animali della stessa specie è quasi superfluo scriverlo. Di certo Van De Sfroos e i suoi non si sono lasciati intimidire e hanno proposto un set tiratissimo che ha spinto tutti a ballare sulla neve alta così. Si è trattato quasi di un esperimento antropologico: sì, è possibile saltare sugli scarponi andando a tempo, reggendo una birra e gridando, gridando, gridando. Come sempre in prima fila i Cauboi, che la sera stessa si sarebbero esibiti a Cermenate con il loro coro, hanno fatto le prove ad alta quota. E non si può nascondere, non è campanilismo in trasferta ma un dato di fatto, che quando Baglioni ha guadagnato il suo bel palco in tanti avevano già ripreso l'ovovia per ritornare a valle. Ma era un confronto improponibile già in partenza: a ciascuno il suo pubblico, come è giusto. Baglioni, del resto, è apparso in perfetta forma, certo meno arruffapopoli del «concorrente» sul palchettino.
Il quale ha ben pensato di estrarre dal cilindro anche qualche canzone che sembrava perduta per sempre come Lo sconcio e Ave Maria. Tutti quelli che a Cermenate avevano lamentato la scomparsa di Cyberfolk dalla scaletta sono stati ampiamente ripagati con una versione a cento all'ora che ha scatenato l'abominevole pogo delle nevi. Ma non si è registrato nessuno scivolone né da parte del pubblico, che non poteva risparmiarsi anche la creazione del consueto serpentone saltellante che accompagna La curiera (con abbondante salva di palle di neve nel finale), né da parte dei musicisti. Da registrare come la sezione di fiati di Alessio Canino e Pier Giorgio Mucchio (alla tromba e al trombone), la fisarmonica di Saro Calandi e la chitarra dalle mille battaglie di Alessio Lorenzi si siano ben amalgamati con gli storici Angapiemage Persico (violino e bouzuki), Alessandro Parilli (basso) e Diego Scaffidi (batteria).


società - Adnkronos 22/04/2004
19:57 MUSICA: BAGLIONI E VAN DE SFROOS SULLA NEVE DI LIVIGNO 

Milano, 22 apr. - (Adnkronos) - Un palco in alta quota per Claudio BAGLIONI e il cantante folck-rock, Davide Van de Sfroos. I due artisti si esibiranno domenica 25 aprile a Livigno per 'Ice Party 2004'', un concerto roganizzato sulle piste da sci per chiudere la stagione invernale che, viste le nevicate degli ultimi giorni, proseguira' ancora fino ai primi giorni di maggio. Gia' sulle montagne di Livigno si sono esibiti negli anni scorsi Ligabue, i Pooh e gli 883. Per domenica il comasco Davide Van de Sfroos assicura ''un concerto rompighiaccio per gente che ha ancora voglia di vivere le proprie radici''. Presenteranno l'evento Elenoire Casalegno e Paolo Manela e per assistere al concerto e' prevista la vendita di ski pass speciali a 25 euro che permetteranno di assistere gratuitamente alle esibizioni. ''Chiudiamo una stagione sciistica -spiega l'assessore lombardo al Turismo Massimo Zanello - che si e' rivelata positiva grazie alla complicita' del bel tempo. Grazie a questi eventi scopriamo che la montagna non vive di solo sport ma anche di musica e di altri eventi''. (Mrs/Lr-Rs/Adnkronos)

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