|
Il Ministero per i Beni e le Attività
Culturali (MiBAC) è il Coordinatore Nazionale per l’Italia dell’Anno
Europeo del Dialogo Interculturale 2008, programma
dell’Unione Europea che si propone di valorizzare le molteplici
componenti culturali europee, di stimolare l’interculturalità e di
riaffermare il legame fra cultura e sviluppo.
Il tema del Dialogo Interculturale è una priorità per l’Unione
Europea e interessa in modo trasversale i settori della Cultura e
della Comunicazione, dell’Educazione e della Scienza, delle
migrazioni e della minoranze, cui si lega il tema del
multilinguismo, fino a interessare i settori della Gioventù e del
Lavoro.
La Creatività degli artisti e degli operatori culturali trae da
sempre forza dal dialogo fra culture diverse: se, però, il
confronto interculturale sarà condiviso non più soltanto dagli
attori del processo creativo, ma da tutti gli esponenti della
società civile, che è espressa dai cittadini, dai mezzi di
comunicazione, dal mondo del lavoro e dell’impresa, dai giovani,
dalle minoranze religiose e linguistiche, si avrà un rafforzamento
della coesione sociale e dell’identità culturale collettiva,
nell’Europa intera e in ogni Paese membro.
Scarica il programma della
conferenza
"ANNO EUROPEO DEL
DIALOGO INTERCULTURALE" - A ROMA AL VIA IL CONVEGNO D'APERTURA:"L'EUROPA
RADICI COMUNI MA NON ANCORA UNA COMUNITA'"
(2008-02-14)
La giornata di apertura dell’Anno Europeo del Dialogo
Interculturale 2008 (11 febbraio) può essere considerata una
cerimonia ma vuole essere soprattutto una giornata di confronto,
di comprensione, per vedere quello che è stato fatto e quello che
è necessario fare in futuro.
L’Europa, pur avendo radici comuni profonde, non è ancora una
singola comunità. E’ necessario sviluppare maggiormente un comune
sentire per farla diventare un unicum. E l’Anno Europeo del
Dialogo Interculturale, insieme al progetto Mosaico che il
Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha elaborato, è
un’occasione per accrescere la conoscenza e la comprensione
reciproca. L'arte e la cultura possono, infatti, essere momento di
insegnamento.
” Con queste parole l’On. Andrea Marcucci, Sottosegretario di
Stato del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ha
ufficialmente aperto a Roma, il 12 febbraio, con un convegno
l’Anno Europeo del Dialogo Interculturale, iniziativa di grande
respiro targata EU per la quale sono stati stanziati dieci milioni
di euro. Un progetto lanciato dal Commissario Europeo Jan Figel
per promuovere una vera interazione culturale tra tutti i paesi
europei.
L’Italia, attraverso il Ministero per i Beni e le Attività
Culturali, partecipa all’Anno con un programma “Mosaico: Melting
colours of Europe”, un progetto multidisciplinare annuale che
prevede otto appuntamenti tra cui dibattiti, mostre,
performance, conferenze. E il primo appuntamento in agenda è stato
proprio il convegno svoltosi all’Auditorium- Parco della Musica in
questi giorni.
Articolato in tre sessioni, l’incontro ha visto la partecipazione
di filosofi, artisti, scrittori, rappresentanti istituzionali.
Ognuno ha cercato, raccontando il proprio lavoro o le proprie
esperienze, di dare un senso all’interculturalità, di indicare una
strada, di svelare le insidie che si nascondono sulla strada di
una piena integrazione culturale dei 27 paesi che attualmente
costituiscono l’Unione Europea.
Nella prima sessione dedicata a “Dialogo e creatività artistica”,
si segnalano gli interventi di Claudio Baglioni, Patricia Adkins
Chiti e Virgilio Dastoli.
Il primo ha parlato in veste di socio promotore e fondatore della
Fondazione O’Scià, una manifestazione nata sei anni fa a
Lampedusa che fa della musica il suo cavallo di battaglia per
promuovere il dialogo interculturale quale fondamento di un nuovo
modello di convivenza civile, pacifica e solidale.
“Con il nostro progetto, un grande concerto di tre giorni in una
spiaggia di Lampedusa, vogliamo sconfiggere la diffidenza verso
la differenza, la difficoltà di concepire il prossimo, l’altro da
sé. 160 artisti a titolo gratuito hanno preso parte, in questi
anni, a questa iniziativa che intendiamo portare anche in Senegal
e in Libia,” ha affermato il famoso cantante che nel 2007 ha
realizzato O’Scià a Malta.
Il Presidente della Fondazione Adkins Chiti - Donne in Musica,
Patricia Adkins Chiti, dopo aver sottolineato il suo impegno
trentennale nel promuovere il contributo di tutte le donne di ieri
e di oggi al mondo della musica, ha presentato tre nuove
pubblicazioni della Fondazione tra cui “Jamila e le altre”, un
testo in tre lingue in cui si racconta della fertile
partecipazione femminile, fin da epoche lontanissime, alla
creazione della musica nel mondo Mediterraneo. “Il dialogo
interculturale per me non è una frase, fa parte della mia vita di
tutti i giorni, è la nostra missione. Siamo attenti anche alla
musica degli emigrati che arrivano nel nostro paese portando la
loro musica, quasi come una dote.” ha spiegato Patricia Adkins
Chiti.
Nel corso del suo intervento, Virgilio Dastoli, Direttore della
rappresentanza della CE in Italia, ha invece rivelato gli
allarmanti risultati di un recente sondaggio svolto in Europa.
“Negli ultimi tempi, è cresciuta in maniera considerevole, ed in
alcuni paesi ad un livello impressionante, la paura dell’invasione
dell’altro, ovvero la paura dell’altro quello che in greco si dice
la xenofobia. Questo ci rivela in fondo come noi reagiamo al
fenomeno dell’immigrazione. A questo punto, diventano preziose
iniziative come l’ Anno Europeo del Dialogo Interculturale che
possano favorire la conoscenza dell’altro e il rispetto della
diversità. Anche perché le nostre istituzioni non hanno spiegato a
sufficienza i grandi vantaggi che noi abbiamo tratto
dall’allargamento dell’Unione Europea. Si sottolineano spesso i
problemi ma non abbastanza i vantaggi non solo economici ma anche
culturali.”
“Intercultura tra Balcani e Mediterraneo” è stato il tema della
seconda sessione dei lavori. Un argomento attuale sul quale si
sono espresse diverse personalità tra cui Predrag Matvejevic,
Younis Tawfik e Sandro Gozi.
Il guru del mondo balcanico, Predrag Matvejevic, Presidente del
Comitato Internazionale della Fondazione Laboratorio Mediterraneo,
ha sottolineato l’importanza di avvicinare il mondo europeo al
mondo dei Balcani. “Si confrontano due concetti: uno dell’Europa
e uno dell’altra Europa. Ma cos’è l’alterità dell’altra Europa? Mi
arrabbio quando sento dire ‘Praga entra in Europa, Pietroburgo
non è entrata ancora in Europa’. Sono concetti assolutamente
sbagliati perché abbiamo radici fortissime in comune. Con i
Balcani, culla della cultura europea e della teologia bizantina,
l’Europa ha tentato quindici anni fa un avvicinamento ma non è
riuscito. E adesso che la situazione potrebbe ridiventare critica
con la prossima proclamazione d’indipendenza del Kossovo e la
reazione della Serbia, i Balcani hanno bisogno veramente
dell’Europa. Certo, una parte dei Balcani non è molto sviluppata,
in alcune aree la Mediterraneità riesce a penetrare ma in altre
zone si impone la ‘continentalità’, un atteggiamento di chiusura.
L’Europa deve però costruire un approccio comprensivo verso questi
paesi tenendo conto che sono molto esauriti, in preda a tante
contraddizioni, con una guerra da poco alle spalle. E allo stesso
tempo, avvalersi di alcune componenti etniche per lavorare sulla
stabilità. In Bosnia, per esempio, vivono i mussulmani più laici
del mondo che potrebbero essere un trait d’union con gli altri
mussulmani. Un islam europeo che, a dire il vero, l’Europa ha
lasciato calpestare, non ha saputo difendere durante la guerra.”
Molti sono stati i dubbi sollevati dallo scrittore iracheno
Younis Tawfik. “C’è bisogno di un dialogo interculturale. Ma
siamo veramente pronti?” si chiede Tawfik. “Noto che emergono
aspetti che mi lasciano perplesso per quanto riguarda il dialogo e
la multiculturalità. In Italia, la multiculturalità è vista con un
fatto esotico, romantico. Finchè questa cultura appartiene
all’altro è accettabile, da scoprire ma quando si intreccia con la
nostra diventa un problema. Purtroppo la cultura dell’altro è
ancora racchiusa in un quadro di ambiguità e c’è ancora molto
lavoro da fare in questo senso”.
Sandro Gozi, Presidente del Comitato Internazionale della
Fondazione Laboratorio Mediterraneo, ha invece posto l’accento sul
concetto di frontiera e sull’importanza di dare un senso politico
al vicinato. “Cos’è un vicino? Non è una persona che fa parte
della nostra famiglia, ma altresì una persona che occupa uno
spazio vicino al nostro. Dobbiamo abbandonare l’idea, parlando dei
Balcani, di un’altra Europa, diversa dalla nostra. Eliminare il
concetto in-out, noi-voi. E’ necessario avvicinarsi sempre di più
per vivere meglio e adottare il principio delle frontiere
semiaperte”.
Argomento dell’ultima sessione è stato “Minoranze e
multilinguismo in Europa”, un tema delicato dibattuto da diversi
relatori tra cui Giacomo Marramao, Clara Albani e Alexian Santino
Spinelli.
Dopo aver annunciato che la lingua che tutti saremo presto
costretti ad usare sarà il “broken English”, il filosofo Giacomo
Marramao ha affermato che in realtà la lingua culturale
dell’Unione Europea è la traduzione. “Il multiculturalismo implica
una società plurale e il confronto genera non solo armonie ma
anche dissonanze. L’ordine dell’Europa sarà forzatamente
cacofonico ma ci deve essere una comunanza di progetti, di valori,
di quadri normativi”.
Clara Albani, Direttrice dell’Ufficio del Parlamento Europeo per
l’Italia, ha fornito alcuni dati che ci danno ben conto del
multilinguismo del Parlamento Europeo. “Nel Parlamento dell’Unione
Europea si parlano 23 lingue. Tutti i documenti prodotti vengono
tradotti in 23 lingue e tutti i deputati possono esprimersi nella
loro lingua. Questa mi sembra la risposta più bella al problema
del multilinguismo. L’Unione Europea è in fondo una palestra dove
si impara a rispettare la cultura degli altri. Spesso ci vengono
rimproverati i costi che questo comporta ma questo è il costo
della democrazia”. Clara Albani ha anche ricordato come il
Parlamento Europeo abbia fatto molto per introdurre le lingue
minoritarie nei rapporti amministrativi ed in molte altre
situazioni, un’azione protettiva che prima era lasciata alla buona
volontà dei singoli governi.
Alexian Santino Spinelli, artista rom e docente di lingua e
cultura romanì, ha invece parlato della sua cultura minoritaria e
di quanto questa abbia arricchito le varie culture con cui è
venuta in contatto. “La cultura rom viene dall’India ed è arrivata
con i rom in Europa senza portare nessuna guerra. La nostra
musica contaminandosi con altre ha dato origine a nuovi suoni. In
alcuni paesi, come in Russia e Romania, la musica rom è
addirittura diventata la musica nazionale. In tutti i paesi
europei ci sono rom, in Italia ne vivono oltre 13.000 e molti di
loro sono italiani. Abbiamo però ancora la nostra lingua e
vogliamo che continui a vivere”.
Il convegno è stato chiuso dall’intervento del Ministro per i Beni
e le Attività Culturali, Francesco Rutelli, e da quello del
Commissario Europeo Jan Figel.
Il primo ha ricordato come contro la moltiplicazione delle
criticità e dell'incomprensione tra culture e popolazioni la
cultura sia l'unica strada per l'integrazione e come dalla
pluralità possa scaturire un’unità. ''Penso che il governo
italiano abbia scelto, d'intesa con l'Unione Europea, una strada
intelligente e vedo qui la traccia di quella tolleranza, di quel
dialogo, di quella costruzione che ci fa smettere di teorizzare
astrattamente il multiculturalismo e concretamente realizzare la
conoscenza di valori delle altre culture attraverso cui è sempre
cresciuta l'Italia'', ha concluso il ministro Rutelli.
Il Commissario Europeo Jan Figel ha infine sottolineato come la
diversità e l’unità siano due facce della stessa medaglia. “Se la
prima cresce ogni giorno, la seconda va promossa di pari passo,
d’altra parte l'Europa non vuole essere un melting pot ma
piuttosto un mosaico”. (14/02/2008-Letizia Guadagno-ITL/ITNET)
http://www.italiannetwork.it:80/news.aspx?id=1845
“Mosaico:
Melting colours of Europe”, il 'progetto dell'Unione Europea a
fine settembre sbarca a Viareggio!

L’Italia, attraverso il
Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ha presentato
proprio in questi giorni il suo programma “Mosaico: Melting
colours of Europe”, un’agenda multidisciplinare e multietnica
che, così come indicato dalla Commissione Europea, si articolerà
in dibattiti, mostre, performance, conferenze. Tanti eventi che
non vogliono essere momenti celebrativi quanto occasioni per
favorire processi di integrazione, per incoraggiare la diversità
e gli scambi culturali, e per diffondere al meglio la voce
dell’Europa nel mondo.
Otto i momenti clou di “Mosaico” che si svolgeranno in varie
città italiane nel corso dell’anno.
Un’ iniziativa di grande respiro (dieci milioni di euro la cifra
stanziata) per far sì che alla globalizzazione, ai flussi
migratori e ai crescenti scambi economici corrisponda una vera
interazione culturale tra tutti i paesi europei.
Testimonial Ottavia Piccolo e Claudio Baglioni che definisce la
musica come "arte della concertazione", come antidoto a una
"incredibile diffidenza verso la differenza e la difficolta' nel
concepire il prossimo".
Sara' la citta' di Viareggio a chiudere il programma dell'anno
europeo per il dialogo interculturale.
Il 26 settembre infatti, la nostra città ospiterà un festival di
artisti provenineti da tutta Europa che si svolgera' al nuovo
teatro di Torre del Lago .
Nel corso dell'appuntamento viareggino verra' allestito uno
spazio espositivo che permettera' di conoscere le esperienze di
integrazione piu' significative avviate nei comuni italiani.
14/03/2008
Fonte:
http://www.viareggino.com/news/2008-03-14/mosaico-melting-colours-of-europe-il-progetto-dell-unione-europea-a-fine-settembre-sbarca-a-viareggio.asp

«MOSAICO» BAGLIONI TESTIMONIAL
Progetto interculturale farà tappa a Viareggio
I L "MOSAICO" sbarca a Viareggio. Il progetto dell’Unione Europea
per il dialogo interculturale, che si propone di coinvolgere
intellettuali ed operatori culturali provenienti da tutta Europa
per uno scambio reciproco di conoscenze ed esperienze, vedrà la
città di Viareggio coinvolta in primo luogo in uno degli otto
eventi sul tema dell’intercultura che si svolgeranno sul suolo
nazionale. Il 26 settembre, si terrà sul suolo viareggino, per la
precisione al nuovo teatro pucciniano, l’evento conclusivo, ovvero
la premiazione finale del "Premio città interculturali" per il
quale Viareggio è in lizza assieme a città del calibro di Roma,
Ferrara, Ravello, Messina, Siena e Venezia. «In una città come la
nostra — asserisce il vicesindaco, Gianfrancesco Parenti — dove
accoglienza e multiculturalismo ne sono il patrimonio, fa immenso
piacere che si svolga un evento del genere. Ringrazio chi ha
scelto la nostra città per questa iniziativa». Uno dei motivi
della sua scelta, è dato dall’assessore provinciale Luigi Rovai.
«Vedendo gli avvenimenti in Kosovo e in Spagna da parte dell’Eta,
siamo in un momento nel quale la progettualità stessa dell’Europa
come si pensava anni fa, è messa in discussione. L’atteggiamento
avuto dalla città di Viareggio sulla questione dei Rom, la pone
tra le migliori per l’integrazione e per il pensiero di una Europa
unita». Per questa manifestazione, la città riceverà un
finanziamento di 100 mila euro da parte dell’Unione Europea. «Il
26 settembre — commenta il sottosegretario di Stato al Ministero
dei Beni e delle Attività Culturali, Andrea Marcucci — Viareggio
sarà al centro di un grande momento culturale europeo. Nell’anno
europeo per il dialogo interculturale, la città di Viareggio,
scelta per le sue caratteristiche e per le sue manifestazioni
culturali, sarà per un giorno il fulcro della cultura. Saranno
previsti grandi ospiti nazionali ed internazionali, oltre ai
testimonial Ottavia Piccolo e Claudio Baglioni (nella foto)». La
grande attesa per l’evento da parte dell’Ue, è confermata anche da
Alberto D’Alessandro. «L’evento di Viareggio — afferma il
coordinatore nazionale del progetto Mosaico — è segnalato come uno
degli eventi più importanti a livello continentale da Jan Figel,
Commissario Ue per Istruzione e Formazione».
Francesco Bertolucci Fonte: lanazione.it 14/08/2008
notizia segnalatami da Tony Assante di doremifasol.org
Dall'Italia e dalle Regioni
DIALOGO
INTERCULTURALE: BAGLIONI, MUSICA ANTIDOTO A DIFFIDENZA
(AGI) - Roma, 12 feb. - La
musica come "arte della concertazione", la musica come
antidoto a una "incredibile diffidenza verso la differenza e
la difficolta' nel concepire il prossimo". In poche battute,
Claudio Baglioni ha affrontato il tema del dialogo
interculturale proponendo la propria ricetta, il proprio punto
di vista nel favorirlo. Lo ha fatto in occasione dei lavori
che a Roma, all'Auditorium Parco della Musica, aprono l'Anno
europeo per il dialogo interculturale che vede il ministero
per i Beni e le Attivita' Culturali proporre "Mosaico", ovvero
un insieme di iniziative finalizzate appunto a costituire il
contributo dell'Italia in questo dialogo all'interno della UE.
Baglioni, durante un panel che ha visto impegnato anche Paolo
Baratta, presidente della Biennale di Venezia, ha sostenuto
che l'immigrazione "e' un sintomo di una febbre piu' grande",
rappresentata appunto dalla "incredibile diffidenza verso chi
e' diverso, verso chi appartiene ad altre realta'". La musica
- ha aggiunto - e' un'arte "tascabile, facile", quindi idonea
piu' di altre forse a vincere confini e barriere. L'artista
romano ha portato quindi l'esempio dell'esperienza personale
che da sei anni sta conducendo in quel di Lampedusa con la
Fondazione O' scia', che in dialetto locale sta per "fiato
mio", respiro. In sei anni oltre 160 artisti, italiani e
stranieri, hanno portato la propria esperienza in favore della
integrazione e del dialogo, scegliendo come scenario la
spiaggia di Lampedusa che si affaccia sul Mediterraneo, che
Baglioni ha definito "la piu' grande autostrada verso altri
popoli e altri pensieri".
L'obiettivo e' quello di "contribuire a un domani di
civilta'".
A sua volta, Paolo Baratta ha sostenuto che "il vero nemico
di un Continente e' la passivita' di fronte alle differenze.
E' sbagliato assumere atteggiamenti passivi, mentre invece
proprio le differenze dovrebbero stimolare curiosita' e
interesse a concoscere". Per il presidente della Biennale di
Venezia la creativita' e' occasione di crescita.
E' intervenuto inoltre il sottosegretario ai Beni Cuturali
Andrea Marcucci, secondo cui "persone di provenienza diversa
possono arricchire lo scambio culturale fra Paesi differenti",
rappresentando momenti di crescita reciproca e una grande
opportunita'. Marcucci ha aggiunto che il dialogo
interculturale diventa occasione di confronto e per capire che
il percorso della storia e' patrimonio di tutti. Altro
intervento quello di Gianfranco Varvesi, coordinatore
nazionale per l'Anno europeo del dialogo interculturale, il
quale ha sostenuto che l'iniziativa nasce con un obiettivo
sicuramente ambizioso: avvicinare i 27 Paesi della UE,
rispettando comunque le radici culturali di ciascuno di essi.
"La globalizzazione impone il dialogo, l'allargamento della UE
lo richiede", ha aggiunto.
I lavori saranno conclusi dal Commissario europeo per
l'Istruzione, la Formazione, la Cultura e il Multilinguismo,
Jan Figel, e dal ministro dei Beni Culturali italiano,
Francesco Rutelli. A seguire un concerto - la Sinfonia n.3 e
n.
4 di Brahmas - eseguita dall'orchestra dell'Accadenmia
Nazionale di Santa Cecilia, che ospita i lavori, diretta da
Antonio Pappano. (AGI)
Roma, 7 feb. (Adnkronos/Adnkronos
Cultura) - Sara' l'Auditorium Parco della Musica di Roma ad
ospitare il convegno di presentazione dell'Anno Europeo del
Dialogo Interculturale, con la partecipazione di esponenti del
mondo della cultura e dello spettacolo. L'appuntamento e' per
martedi' 12 febbario, dalle ore 14.30 alle 19, nella sala Coro
dell'Auditorium. Concluderanno i lavori, a partire dalle ore
18, il ministro per i Beni e le Attivita' Culturali Francesco
Rutelli e Ja'n Figel', commissario europeo per l'Istruzione,
la Formazione, la Cultura e la Gioventu'.
Tre le sessioni in programma: "Dialogo e creativita'
artistica", cui prenderanno parte, tra gli altri, Claudio
Baglioni, il presidente della Biennale di Venezia Paolo
Baratta, la regista e ambasciatore dell'Anno Europeo del
Dialogo Interculturale Agneska Holland, il vice presidente
European Forum for Arts & Heritage Chris Torch e Roberto
Grossi, direttore Generale dell'Accademia Nazionale di Santa
Cecilia moderati da Corrado Augias; "Intercultura tra Balcani
e Mediterraneo" con gli scrittori Alfredo Conde, Younis Tawfik
e Ornela Vorpsi, il presidente del Comitato Internazionale
della Fondazione Laboratorio Mediterraneo Predrag Matvejevic'
e il politico Sandro Gozi, introdotti dal sottosegretario di
Stato al ministero per i Beni e le Attivita' Culturali Andrea
Marcucci e moderati dal presidente del premio Grinzane Cavour
Giuliano Soria; ''Minoranze e multilinguismo in Europa''
introdotta dal sottosegretario Danielle Mazzonis e moderata da
Giacomo Marramao.
|