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Claudio
ha partecipato alla notte Bianca di
Napoli. Ha cantato per ben 2 ore alle 3.00 del mattino. Dice: mai
visto tanta gente!
Sito ufficiale:
http://www.nottebiancanapoli.com |
Voglio scoprire la città del sogno
di Claudio Baglioni
"Ho visto che in italiano esistono due parole, sonno e sogno, dove
il napoletano ne porta una sola, suonno. Per noi è la stessa
cosa". Incanta questa identità, raccolta tra i bassi di Montedidio
da Erri De Luca. Incanta e dà da pensare. Pensare a Napoli,
coltivando, per una volta, il silenzio e facendosi isola, per
trovare un punto d'osservazione lontano dagli scorci fin troppo
ritoccati di certe cartoline, dalla simbologia rituale e stantìa
che manda in onda, in tutto il mondo, il "luogo comune" Napoli;
lontana dalla pruderie e dal formulario semplificato e talvolta
irritante delle cronache, quasi mai esaltanti, di televisioni e
giornali.
Pensare a Napoli, non al "fenomeno Napoli". Al volto, non alla
maschera. Alla voce, non all'imitazione. All'anima, non al
"corpo". Tuffarsi come ci si tuffa in mare, per lasciarsi alle
spalle la superficie e immergersi verso le profondità. Qualcosa
che, come per il mare, richiede preparazione e attenzione, ma,
soprattutto, rispetto.
Allora, forse, noi che la guardiamo da fuori senza capirla mai
veramente, noi che ne siamo attratti e respinti allo stesso tempo,
affascinati e storditi, innamorati e spaventati, ci renderemo
conto che non è un caso che la lingua di qui viva e proponga
questa identità. Perchè Napoli sogno lo è davvero. Tanto che
sembra che i suoi "mali" le siano stati buttati addosso apposta
dalla divinità che distribuisce i talenti, per cercare di
compensare quanto di più era stato donato allo spirito,
all'intelligenza, all'ironia, alla creatività, all'invenzione e al
senso della vita di questa città. Come in un tentativo, tardivo e
maldestro, di non umiliare realtà meno fortunate, nelle quali il
bello è pur sempre bello, ma raramente riesce, come qui, ad
elevarsi sino a divenire sublime.
Un grande scrittore americano diceva che "un uomo che non sogna è
come un uomo che non suda: accumula in sè riserve di veleno" e mi
piacerebbe che il sogno di questa prima notte bianca, nella quale
mille artisti cercheranno di fare del loro meglio per "rubare la
scena" alla città, alle sue luci, al suo mare e alla sua gente,
servisse soprattutto a questo: a purgarci da ogni veleno, a farci
bucare la superficie e scendere in profondità per incontrare la
Napoli di dentro. Quella che, malgrado la zavorra accumulata nel
corso della sua lunga e, certo non facile, storia, riesce sempre a
sconfiggere la forza di gravità dell'esistere e a levarsi in volo,
lasciando tutti lì, con gli occhi alzati e la bocca aperta, ad
ammirarla, increduli.
C'è una parola che, ogni volta che vengo, mi accoglie ancora prima
che lo facciano l'odore del mare, la filigrana di questa luce
(così diversa da quella che brilla a soli duecento chilomentri da
qui) o la voce inconfondibile della sua gente: la parola passione.
Passione intesa nel doppio significato di amore e sofferenza,
perchè credo che in pochi angoli del pianeta amore e sofferenza si
fondano con altrettanta intensità, riuscendo a dar vita ad una
così grande varietà e qualità di frutti. La stessa varietà e
qualità che daranno, fondendosi, i colori-simbolo dei cinque
itinerari di questa prima Notte bianca di Napoli: un arcobaleno di
occhi e di cuori che ricorderà a tutti l'urgenza di dare più
umanità a questa nostra umanità umiliata e offesa e di insegnare a
eliminare le diffidenze per apprezzare le differenze. Le stesse di
cui tutte le città, e non solo Napoli, sono figlie.
E vorrei che questo fosse anche il senso del nostro appuntamento
delle prime ore del mattino in Piazza del Plebiscito e che questo
"passare la notte in bianco" ritrovasse lo spirito del suo
significato originale: una notte di veglia, tra pensieri e parole
non banali, in attesa di un giorno importante. E quando anche
l'eco delle ultime note si sarà dissolta e la luce tornerà ad
illuminare questa città, il nostro "suonno" non svanirà, così come
non svanirà il brivido di aver appoggiato insieme, per una notte
almeno, l'orecchio sul petto del Mediterraneo e aver ascoltato la
voce rassicurante del suo sciabordio. |
Notte bianca Napoli, un successo
(ANSA) - NAPOLI, 30 OTT - E' stata un successo la lunga maratona
di spettacoli e musica nel centro storico di Napoli in occasione
della Notte Bianca. Al centro degli eventi c'erano gli artisti
dello Strit Festival che hanno attratto centinaia di migliaia di
giovani. Secondo Bassolino, nelle strade si sono riversati due
milioni di persone. Il centro era praticamente invaso e il
traffico paralizzato. Centoventimila persone hanno assistito allo
spettacolo di Grillo, 400mila a concerto di Baglioni. |
Audionews 31/10/2005:
Napoli, due mln di persone alla
'Notte Bianca'
08.09: Oltre due milioni di persone in strada, tra musei e teatri
aperti, fino all'alba. Ottimo il bilancio della prima notte bianca
di Napoli. 150 gli spettacoli di più di mille artisti, tra cui
Pino Daniele, Claudio Baglioni, Stadio, Franco Battiato, Mario
Merola, Beppe Grillo. Traffico in tilt nonostante il potenziamento
dei mezzi pubblici. Soddisfatti il sindaco, Rosa Russo Jervolino,
e il presidente della Regione Camapania, Antonio Bassolino.
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http://www.napoli.com
La notte bianca “uno spettacolo mai visto”
La notte bianca è stata una notte piena di contrastanti risultati.
Bello lo spettacolo di insieme, belle le strade senza auto, belli
i commenti dei politici e dei giornali allineati agli ordini del
“presidente dello stato libero di Bananas” e della Pasionaria del
comune sua altezza Rosetta, bello il concerto per pochi eletti di
Pino Daniele che conferma che la sinistra è elìte, oceanico il
concerto di Baglioni, con centomila in piazza ed un milione fuori
a fare ressa, graffiante come sempre Beppe Grillo, ma nonostante
gli sforzi, centinaia di migliaia di persone hanno visto solo caos
e confusione. |
AGI 30/10/2005
NOTTE BIANCA RECORD: Baglioni canta "Reginella"
Non ci sono cifre ufficiali sull'affluenza di turisti, napoletani
e campani, per le vie di Napoli nel corso della notte bianca, ma
quelle ufficiose sono vertiginose e parlano di quasi due milioni
di persone in movimento fra i 350 eventi programmati. In questura,
dove per i bilanci ufficiali rispetto a problemi di ordine
pubblico si deve attendere ancora, al momento risultano solo tre
scippi denunciati e un ragazzo di 23 anni fermato a Pozzuoli dalla
Polfer. A creare problemi e qualche malore e' stata l'enorme
affluenza di persone sui mezzi pubblici. Il traffico nelle poche
arterie cittadine praticabili da auto e moto, e' andato in tilt
dopo la mezzanotte creando problemi anche ai bus del servizio
pubblico. In tilt anche le comunicazioni, con l'impossibilita' per
buona parte della notte di chiamare con i cellulari. Al 118 sono
arrivate circa trecento richieste di intervento, ma le decine di
ambulanze operative sul territorio erano impossibilitate a
contattare
la centrale operativa e hanno avuto difficoltà, in alcuni casi, a
prestare soccorsi per l'enorme folla di persone a piedi. Gli
interventi sono stati molti, ma solo per persone in preda ad
attacchi di panico per la calca o con qualche problema
respiratorio. A chiudere la notte bianca di Napoli, aperta da Pino
Daniele alle 18 all'Auditorium della Rai, Claudio Baglioni, nel
luogo simbolo del rinascimento partenopeo, piazza del Plebiscito.
Il cantautore ha intonato al via del concerto "Reginella". Il suo
appello ai napoletani a lasciare la piazza con calma a fine
concerto e' stato inascoltato. Ressa e spintoni non sono mancati.
Vetrine aperte solo al centro e non oltre la mezzanotte. Pienone
nei bar e nei ristoranti, dove pero' gia' a meta' notte si era
dato fondo alle provviste. Intorno all'una del mattino, anche lo
storico caffe' Gambrinus ha dovuto abbassare le saracinesche. Boom
di "vu cumpra'" e bancarelle improvvisate per la vendita di bibite
e panini. |
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Il Mattino
Titoli: Che notte – Che festa – Quelli della notte – Riprendersi la
città.
Sommari: Due milioni nelle piazze, caos trasporti. Festa per Daniele e
Baglioni, Grillo sospende lo show – Il lungo assedio ai varchi,
circolazione paralizzata – Ressa in metrò e funicolari, stazioni prese
d’assalto – Nel Vomero blindato luci accese contro la paura.
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