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  .: O'Scià 2005 :.

Lampedusa 2005

Si terrà nei giorni 23-24-25 settembre 2005 la terza edizione di "O'Scià", organizzata dallo stesso Claudio Baglioni nella bellissima spiaggia della guitgia. A partire dalle ore 21.00 ci saranno come Ospiti grandissimi cantautori Italiani. Da non perdere... per intenditori.


AdNKronos 22/09/2005
Musica, Baglioni inaugura 'O Scià
L'evento per sensibilizzare i media sull'immigrazione si terrà a Lampedusa fino al 25 settembre.Tra gli ospiti Barbarossa, Masini, Grignani e Morandi
Claudio_BaglioniRoma, 22 set. (Adnkronos/Ign) - 'Odori, Suoni, Colori, delle Isole d'Altomare'. Domani sera aprirà i battenti la terza edizione di 'O Scià il festival-laboratorio permanente ideato e promosso da Claudio Baglioni, che si terrà a Lampedusa fino al 25 settembre. Nella serata inaugurale a duettare con il cantante romano ci saranno vari rappresentanti della musica italiana: Luca Barbarossa, Marco Masini, Gianluca Grignani e Gianni Morandi. Gli spettacoli gratuiti sulla spiaggia della Guitgia hanno lo scopo di far riflettere sul drammatico fenomeno dell'immigrazione clandestina.

''L'immigrazione - ha sottolineato Baglioni - non è la malattia, è la febbre. La malattia è un mercato che produce povertà e disperazione e costringe decine di migliaia di persone a rischiare la vita per cercare, nell'Europa ricca, la speranza di un futuro''. Bisogna ragionare sulla necessità di riequilibrare le distorsioni del mercato, redistribuire le risorse, moltiplicare gli aiuti e tradurre in categorie economiche il valore della solidarietà''.

Tra gli altri ospiti della prima serata: i Beati Paoli, Pino Insegno, Roberta Lanfranchi, L'Aura, Luca Madonia, Antoine Michel e Stefano Picchi. Sabato 24 e domenica 25 settembre sarà invece la volta di Bob Geldof, Amadeus, Biagio Antonacci, Antonio Casanova, Gigi D'Alessio, Dennis, Dolcenera, Alberto Fortis, Fabrizio Frizzi, Claudia Gerini, Heres, Morgan, Paola e Chiara, Tiromancino, Povia, Marina Rei, Selim T, Anna Tatangelo, Gianni Togni, Paola Turci, Antonello Venditti.

Le serate prodotte e organizzate da Bag, Friends Partners e il Sestante con la collaborazione dei Comuni di Lampedusa e Linosa, Regione Sicilia, con l'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Lo spettacolo.it 19/09/2005
[Notiziario ]
- 19/09/2005 (h.11.05) Baglioni presenta "O’Scia'"
La terza edizione dal 23 al 25 settembre a Lampedusa


Tre serate di musica dal vivo a Lampedusa il 23, 24, 25 settembre, per riflettere sul drammatico fenomeno dell'immigrazione clandestina, insieme ad alcuni tra gli artisti più rappresentativi del panorama italiano.
È O’Scià!: Odori, Suoni, Colori d’Isole d'Altomare, festival-laboratorio permanente, ideato e promosso da Claudio Baglioni, giunto, quest'anno, alla sua terza edizione.
"L'immigrazione clandestina - ha detto Baglioni -"non è la malattia, è la febbre. La malattia è un mercato che produce povertà e disperazione e costringe decine di migliaia di persone a rischiare la vita per cercare, nell'Europa ricca, la speranza di un futuro".

Le serate sono prodotte e organizzate da Bag, Friends & Partners e il Sestante in collaborazione con il Comune di Lampedusa e Linosa, Regione Sicilia, con l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri
Tre spettacoli gratuiti sulla spiaggia della Guitgia, nei quali, musicisti e attori si alterneranno sul palco, dando vita a duetti, performance inedite, appassionati e appassionanti assoli. Anche quest’anno grandi nomi del panorama artistico italiano hanno confermato la loro partecipazione solidale insieme a Baglioni, Amadeus, Biagio Antonacci, Luca Barbarossa, i Beati Paoli, Antonio Casanova, Gigi D'Alessio, Dennis, Dolcenera, Alberto Fortis, Fabrizio Frizzi, Claudia Gerini, Gianluca Grignani, Heres, Pino Insegno, Roberta Lanfranchi, L'Aura, Luca Madonia, Marco Masini, Gianni Morandi, Morgan, Paola e Chiara, Stefano Picchi, Tiromancino, Povia, Marina Rei, Selim T, Anna Tatangelo, Gianni Togni, Paola Turci, Antonello Venditti.

 http://magazine.libero.it 22/09/2005
 
Notizia del 22 settembre 2005 - 17:40
«La musica non guarisce il mondo»
Parola di Claudio Baglioni che alla presentazione di "O'scia" precisa: «L'uomo e l'artista non sono la stessa cosa: vi spiego perché»
Metti una mattina come tante altre in un albergo a Roma. Metti che sali, svogliato, le scale. Metti che arrivi all'ultimo piano e non solo non credi ai tuoi occhi ma non credi neppure alle tue orecchie: Claudio Baglioni è lì, a dieci metri da te, che suona e canta al pianoforte "Volare" davanti a una ventina di persone. E tu, che da sempre hai deriso i suoi fan, rimani senza parole, con un brivido lungo la schiena.

È iniziato così, per me, l'incontro con Claudio Baglioni, che alcuni giorni fa ha presentato alla stampa il suo "O'scia" (Odori, suoni, colori delle isole dell'alto mare), piccola Woodstock all'italiana dedicata al tema dell'immigrazione in programma sulla spiaggia di Lampedusa dal 23 al 25 settembre prossimi. Uno spettacolo (gratuito) d'altri tempi che si svolgerà su un piccolo palco vicino al mare, davanti ai bagnanti in festa, con lo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica al difficile tema dell'immigrazione clandestina.

Ma come e perché è nata questa manifestazione? Può la musica affrontare e risolvere un tema tanto delicato? Come e quando un artista deve impegnarsi nel sociale? Ecco cosa ha risposto il noto cantautore romano.

Partiamo dall'inizio, e cioè dal nome della manifestazione. "O'scia", che cosa significa di preciso?
"O'scia" in dialetto siracusano sta per "fiato mio, mio respiro". È un'espressione molto dolce che si usa in situazioni di estrema confidenza. L'abbiamo scelta partendo dall'idea che il respiro è il primo alimento dell'uomo.

"O'scia" è nata ed è dedicata al tema dell'immigrazione clandestina. Ce n'era davvero bisogno?
Oggi molti di noi tentano di liquidare questo problema con una semplice frase: «I centri di accoglienza sono pieni». Il resto non conta. Non è così: il tema dell'immigrazione clandestina è un tema molto delicato, ci deve far riflettere su un mondo che provoca infelicità. Non solo in chi è povero ma anche in chi, come noi, è considerato ricco. Con questa manifestazione vogliamo andare oltre la dolorosa cronaca quotidiana degli sbarchi per sensibilizzare la politica, le istituzioni, le amministrazioni locali i media e l'opinione pubblica sulla necessità di non abituarsi a convivere con l'emergenza. Io credo che anche chi non è interessato al problema e liquida il tutto con "se ne stiano a casa loro" deve cominciare a riflettere. Bisogna tentare in ogni modo di rovesciare una prospettiva diffusa: da diffidenti dobbiamo diventare confidenti

Hai avuto problemi a convincere i tuoi colleghi a partecipare?
Sinceramente no, le adesioni sono state moltissime. Di solito questo tipo di manifestazioni funzionano bene il primo anno, quando inviti gli amici. Ma quando gli amici finiscono iniziano i problemi. Non in questo caso: abbiamo adesioni anche per il prossimo anno.

Perché secondo te, i tuoi colleghi hanno aderito in massa?
Forse per l'aspetto genuino che è riuscito a mantenere questo evento nononstante il successo ottenuto. Si sale sul palco, e si canta liberi dal pomeriggio alla sera, senza lo stress dovuto al circolo mediatico dei grandi concerti. I miei colleghi non vengono solo come artisti, vengono come uomini. Qui non giochiamo a pallone, facciamo solo quello che sappiamo fare: cantare. E tutti noi abbiamo una dimensione molto meno divistica, più semplice. Lo scorso anno siamo stati sorpresi da un violento temporale; non ci siamo persi d'animo: abbiamo preso un paio di ombrelli, una chitarra, siamo saliti sul palco e davanti alla gente entusiasta abbiamo cantato tutto quello che ci è passato per la testa. È stata la giornata più bella di tutto la manifestazione.

Qualcosa di profondamente diverso dal Live8, per intenderci...
Sì, in effetti, quello è stato un grandissimo evento mondiale. Ma con tutti i problemi e lo stress che questo comporta: artisti agitati prima di salire sul palco, liti furibonde tra manager per il tempo trascorso dai loro pupilli sulla scena o in Tv...

Se te lo proponessero, parteciperesti di nuovo?
Perché no?

La musica è un trait d'union tra le persone? Può risolvere problemi seri come l'immigrazione?
La musica unisce le persone, non è una novità, lo fa da sempre. Di sicuro però la musica non guarisce il mondo: bisogna esserne consapevoli. Il mondo guarisce dentro ognuno di noi, nella nostro vivere quotidiano. Dobbiamo essere consapevoli che siamo tutti colpevoli e responsabili di ciò che succede. Attualmente siamo un esercito di crocerossine che soccorre i morti. Dobbiamo diventare un esercito di militari-militanti. Dobbiamo partecipare, essere cittadini del mondo. Se i problemi fossero solo dei politici basterebbe prenderli uno a uno e sbarazzarci di loro. Non è così

L'uomo e l'artista, uniti nel sociale, diventano dunque la stessa cosa?
Respingo totalemte questa idea, soprattutto dopo un incontro che ho avuto con Peter Gabriel. Negli anni '70 ho sofferto molto perché era obbligatorio identificare l'impegno delle canzoni con l'impegno dell'uomo. Non è così: il cantante, l'artista, può essere anche un visinario e non per questo essere meno incisivo nella vita degli altri. Chi l'ha detto che se uno canta una straordinaria canzone d'amore non aiuta a riflettere sull'immigrazione clandestina?

A Lampedusa lo spettacolo di quest'anno si preannuncia davvero irripetibile. Parteciperanno tra gli altri Bob Geldof, Antonello Venditti, Gianni Morandi, Biagio Antonacci, Gigi d'Alessio, Luca Barbarossa, Amadeus, Fabrizio Frizzi, Pino Insegno e Claudia Gerini.

Alessandro Gennari


NEWS: IN ESCLUSIVA su VIDEO ITALIA “O’Scià” - Claudio Baglioni live in Lampedusa
IN ESCLUSIVA su VIDEO ITALIA
“O’Scià” - Claudio Baglioni live in Lampedusa -

Interviste, anticipazioni e speciali sull’evento condotti da Paola Gallo
Paola Gallo incontra Claudio Baglioni nella sua casa romana e, in esclusiva per Video Italia, ci racconta cosa ruota intorno alla terza edizione di “O’Scià”, il laboratorio permanente delle arti del “Mare nostrum” organizzato e gestito da CLAUDIO BAGLIONI
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