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O'SCIA' IV EDIZIONE 23-26-28-29-30
settembre 2006

Rassegna stampa
La
Repubblica.it 28/09/2006
Agrigento, 17:30
MUSICA: TORNA "O' SCIA'"
FESTIVAL DI BAGLIONI A LAMPEDUSA
Torna da domani a Lampedusa "O' Scia'": Odori,
Suoni,Colori d'Isole d'Altomare, il festival
laboratorio permanente, ideato e promosso da Claudio
Baglioni. Per la serata inaugurale della quarta
edizione sulla spiaggia della Guitgia sul palco con
Baglioni ci saranno Khaled, Alan Sorrenti, Gatto
Panceri, Neri Marcore', Paolo Vallesi, Fichi d'India,
Grazia Di Michele, Neri per Caso, Mango, Pago, Antoine
Michel, Ilaria D'Amico, Cochi e Renato. Venerdi' e
sabato parteciperanno Francesco Baccini, Loredana
Berte', Riccardo Cocciante, Luisa Corna, Gigi Finizio,
Riccardo Fogli, Francesco, Teo Mammuccari, Amedeo
Minghi, Nada, Nair, Neffa, Pablo e Pedro, Giorgio
Panariello, Raf, Massimo Ranieri, Francesco Renga,
Aida Satta Flores, Anna Tatangelo, Michele Zarrillo.
Le tre serate sono state precedute da due eventi
speciali: Pino Insegno con il musical "Buonasera,
buonasera" e il concerto dell'Orchestra Casadei. "O'Scia'"
ha l'alto patronato della Presidenza della Repubblica,
e il Patrocinio di Senato della Repubblica, Camera dei
Deputati, Presidenza del Consiglio dei Ministri,
ministeri degli Esteri, dei Beni Culturali, della
Giustizia, delle Politiche Giovanili, della Regione
Siciliana, del Comune di Lampedusa e Linosa, dell'Alto
Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr)
e della Commissione Europea.
Aduc.it 28/09/2006
Italia. Bertinotti scrive a
Baglioni per la manifestazione O'Scia
28 Settembre 2006
Il Presidente della Camera dei deputati, Fausto
Bertinotti, ha inviato il seguente messaggio al
cantante Claudio Baglioni:
"Sono lieto di rivolgere il mio piu' cordiale saluto a
te ed a tutti i partecipanti alla manifestazione O'
Scia', giunta quest'anno alla sua IV edizione.
L'isola di Lampedusa ha conosciuto negli ultimi anni i
tratti piu' dolorosi e disumani del fenomeno
dell'immigrazione, divenendo simbolo di un'emergenza
umanitaria cui le Istituzioni e la politica, in Italia
come in Europa, faticano ancora a rispondere in modo
adeguato.
Ma questa terra ha saputo anche farsi promotrice di
straordinarie esperienze di accoglienza e di apertura,
rivelando la vocazione piu' profonda dei popoli del
Mediterraneo, che e' quella del dialogo tra le
diversita' e della ricerca di forme sempre nuove di
convivenza.
E' a questa grande tradizione di incontro tra civilta'
e culture che la politica deve oggi attingere con
maggiore fiducia per affrontare i tanti volti
dell'immigrazione: un universo complesso, che ci
richiama alla responsabilita' di moltiplicare gli
sforzi per combattere il traffico criminale di vite
umane che umilia ed offende la dignita' di tanti
migranti e di costruire, al tempo stesso, una societa'
piu' aperta, in grado di cogliere la grande ricchezza
del confronto tra culture, credi e tradizioni diverse.
Nell'esprimere il mio piu' vivo apprezzamento per
questa manifestazione culturale, capace di unire
popoli lontani e vicini come solo la musica può fare,
desidero rivolgere a te ed tutti coloro che la
animeranno il mio pi- sincero augurio per il suo pieno
successo".
Lo rende noto un comunicato della Camera.
Osservatorio sulla legalità.it 28/09/2006
Immigrazione : Bertinotti
scrive a Claudio Baglioni per O' Scia'
di Mauro W. Giannini
Il Presidente della Camera dei deputati, Fausto
Bertinotti, ha inviato un augurio a Claudio Baglioni
per la manifestazione O'Scia', che si terra' da oggi
al 30 settembre a Lampedusa e che ha suscitato
commenti di segno opposto rimbalzati nelle cronache
nazionali. Per la quarta edizione della
manifestazione, Baglioni e' stato infatti attaccato da
destra (AN) e difeso da sinistra.
Per rispondere alle polemiche il cantautore ha scritto
una lettera sul Corriere della sera del 24 agosto,
spiegando: "Non sono un politico, non sono un
economista, non sono uomo di governo. Sono un
musicista. Non spetta a me individuare certe
soluzioni. Non ne ho gli strumenti, né il ruolo.
Quello che posso fare - e faccio - è sollecitare una
riflessione, sottolineare un’urgenza, richiamare a una
assunzione di responsabilità".
L'obiettivo delle tre serate, gratuite e aperte a
tutti, di musica dal vivo sulla spiaggia della Guitgia
a Lampedusa - spiegava Baglioni - "è semplice e non
accetta censure: invitare Istituzioni, forze
politiche, media e opinione pubblica a non trascurare
l’emergenza immigrazione clandestina e a unire
intelligenze ed energie per individuare ipotesi di
soluzione".
Nella lettera Baglioni sottolineava di non avere
colori o bandiere, "semplicemente in nome del bisogno
che questa nostra umanità ha di darsi più umanità. Mi
permetto di sfruttare la visibilità che la mia
condizione privilegiata mi concede per chiedere alla
politica di fare ciò per cui è nata: affrontare e,
possibilmente, risolvere i problemi e concorrere a
costruire un mondo migliore..."
"In questa vicenda - concludeva l'artista - sto dalla
parte dei dimenticati. I lampedusani: da sempre
italiani di serie B, dei quali ci ricordiamo solo
durante la dolorosa stagione degli sbarchi. E il
popolo, senza passato e senza futuro, delle carrette
delmare. Mi piacerebbe davvero che, di fronte a un
dramma di questa portata, ci scoprissimo capaci di
mettere da parte le divisioni e capaci di unire
sforzi, intelligenze, energie per approdare a
soluzioni per una prospettiva migliore. Per il futuro
di chi c’è e per quello di chi arriva".
Bertinotti ha scritto a Baglioni che "L’isola di
Lampedusa ha conosciuto negli ultimi anni i tratti più
dolorosi e disumani del fenomeno dell’immigrazione,
divenendo simbolo di un’emergenza umanitaria cui le
Istituzioni e la politica, in Italia come in Europa,
faticano ancora a rispondere in modo adeguato" ed ha
mostrato grazie ai suoi abitanti episodi della tipica
accoglienza mediterranea.
Il presidente della Camera ha sottolineato che
l’immigrazione e' "un universo complesso, che ci
richiama alla responsabilità di moltiplicare gli
sforzi per combattere il traffico criminale di vite
umane che umilia ed offende la dignità di tanti
migranti e di costruire, al tempo stesso, una società
più aperta, in grado di cogliere la grande ricchezza
del confronto tra culture, credi e tradizioni
diverse".
Fra i tanti artisti partecipanti alla manifestazione,
Francesco Baccini, Loredana Berte', Cochi e Renato,
Luisa Corna, Khaled, I Fichi D'India, Amedeo Minghi,
Nair, Neri Marcorè, Pablo e Pedro Pago, Raf, Massimo
Ranieri e Alan Sorrenti.
La
stampa:DA STASERA A SABATO IL FESTIVAL «O’
SCIA’»
Baglioni a Lampedusa fa politica e mescola Khaled con Tatangelo
28/9/2006 di Marinella Venegoni
inviata
a LAMPEDUSA
Lo scirocco non lascia tregua, e le onde minacciosamente
increspate sotto le nuvole grigie dicono che questi non sono
giorni di barconi disperati. Ma l'estate più drammatica di
Lampedusa continua a regalare temperature da bikini, e l'altra
isola - quella dei turisti - si riempie per la kermesse che da
stasera a sabato trasformerà per la quarta volta la spiaggia della
Guitgia nell'insolito scenario del Festival «O' Scia'» inventato
da Claudio Baglioni. Per spiegarci, il palco è così vicino alle
onde della baietta comunque quieta, che si potrebbe
tranquillamente fare il bagno proprio sotto la musica.
Però da quando l'arrivo delle carrette del mare è tanto
dannatamente usuale, l'ambizione del Divo Claudio è diventata
quella di mescolare la spensieratezza delle canzoni con la
consapevolezza di una stagione difficile per il mondo intero, che
il destino e la geografia hanno voluto far passare pure da qui. E
il Baglioni affascinato dai sentimenti e dai calembours, si è
trasformato poco a poco nel testimonial di una via umana alle
problematiche dell'immigrazione clandestina: inedito protagonista
di favorevoli commenti in prima pagina del «Manifesto», è andato a
cantare (il 13 scorso) al Parlamento UE a Bruxelles per
sensibilizzarlo: «E’ un problema europeo, e richiede una risposta
europea. Lampedusa è un quartiere di Bruxelles, forse tra i più
disagiati dell'intera Unione. Sono andato non per formulare un
generico appello alla carità o alla fratellanza, ma per parlare di
diritto, economia e sicurezza», spiega. Per uno partito dalla
maglietta fina non è poco, e chapeau.
E’ vero poi che poi la pratica di un Festival obbligatoriamente si
traduce in nomi, e canzoni. La pittoresca confusione che regna qui
ha finito per influenzare le scelte artistiche, e il cast 06 è
contraddittorio come le selvagge eleganze della geografia isolana,
contaminate sulle poche spiagge da spietati ombrelloni a righe. E
dunque il più che simbolico Khaled, cantore del rai algerino esule
a Parigi, conviverà sul palco con la vestale d'alessiana Anna
Tatangelo, e Riccardo Cocciante magari si alternerà al tremendo
Teo Mammuccari, e Massimo Ranieri a un redivivo Paolo Vallesi, e
l'ottima Nada ai Fichi d'India.
L'elenco mescola canzoni e momenti di parola spensierata, con
anche la presenza di Giorgio Panariello, Neri Marcoré, e Cochi e
Renato a far da ponte storico fra le discipline. C'è Loredana
Berté, e ci sono Francesco Renga, e Mango, e Raf. C'è la star del
momento Neffa; ci sono Pago, Francesco Baccini, Luisa Corna,
Grazia di Michele, Gigi Finizio, Riccardo Fogli, l'ex
D.J.Francesco ora solo Francesco, Amedeo Minghi, Nair, Neri per
Caso, Gatto Panceri, Aida Satta Flores, il bentornato Alan
Sorrenti, Michele Zarrillo. Si presumono nottate infinite,
(riprese da Video Italia per una differita) con Baglioni pronto a
far da partner in qualunque avventura sul palco: i prodromi erano
ben visibili l'altra sera, quando l'abbiamo beccato a cantare
gesticolando con la manina l'epica «Ciao Mare» insieme con
l'Orchestra Casadei nella piazza principale del paese.
Il Divo Claudio è scatenato, e Lampedusa è stata completamente
soggiogata dal fascino del Residente Famoso e anzi dalla sua sola,
così disponibile, presenza. Gli riconoscono di aver acceso un faro
più forte su problemi mai risolti: non a caso Totò «Vasa Vasa»
Cuffaro, il presidente della Regione Sicilia, starà qui per tutta
la kermesse; già l'altra sera, incrociando i discorsi, la strana
coppia ha inaugurato Casa Teresa, un piccolo museo nel più antico
dammuso dell'isola. Mentre lo straripante Cuffaro prometteva al
prete che sì, sì, rifarà il campanile, Baglioni da parte sua
faceva la predica ai locali: li pregava di tener pulito il centro,
e di badare anche all'urbanistica (e qui è veramente dura). Poi
Rossella Barattolo, compagna dell'artista, ha tagliato il nastro
com'era ovvio per una first lady. Oggi, con l'arrivo sia di Laura
Boldrini dell'Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni
Unite, sia di Riccardo Noury, presidente italiano di Amnesty
International, che appoggiano «O Scià», si torna a parlare dei
drammi dell'immigrazione.
CLAUDIO
BAGLIONI - Corriere della Sera
Rassegna Stampa del 24/08/2006 13:06
IL CASO
Baglioni replica al «Secolo»:
la tre giorni di musica a Lampedusa è un modo per
sensibilizzare la politica
La polemica, come il sale, dà sapore. Ma un piatto di
solo sale sarebbe immangiabile. In politica, però,
sempre più spesso accade. Tempo prezioso si spreca a
battibeccare. Mentre il cronometro della storia corre
avanti. E i problemi si fanno ingovernabili.
L'immigrazione clandestina è uno di questi. Un dramma
per i Continenti della disperazione, i cui figli,
cercando un senso alla parola «futuro», a rischio
della vita, approdano sulle coste dell'occidente
ricco. Un dramma per noi. Se non saremo capaci di
politiche illuminate, dovremo affrontare gli squilibri
e le tensioni, creati da una insostenibile pressione
migratoria. Un dramma, dunque, non solo africano. E
che richiede una risposta europea.
Non sono un politico, non sono un economista, non sono
uomo di governo. Sono un musicista. Non spetta a me
individuare certe soluzioni. Non ne ho gli strumenti,
né il ruolo. Quello che posso fare - e faccio - è
sollecitare una riflessione, sottolineare un'urgenza,
richiamare a una assunzione di responsabilità.
Per questo, da quattro anni organizzo una
manifestazione che si chiama «O-scià». Tre serate,
gratuite e aperte a tutti, di musica dal vivo sulla
spiaggia della Guitgia a Lampedusa. L'obiettivo è
semplice e non accetta censure: invitare Istituzioni,
forze politiche, media e opinione pubblica a non
trascurare l'emergenza immigrazione clandestina e a
unire intelligenze ed energie per individuare ipotesi
di soluzione. Non rappresento, non sponsorizzo, né
propongo alcuna linea o visione politica. Conosco il
disagio di chi vive e il dolore di chi approda a
Lampedusa e, in nome di quel disagio e di quel dolore,
chiedo: cosa si può fare? Un primo risultato è stato
ottenuto. Il 13 settembre prossimo, a Bruxelles, si
terrà una conferenza stampa internazionale su questo
tema e un concerto, nell'emiciclo dell'Europarlamento,
per sollecitare le Istituzioni europee a non
considerare l'immigrazione clandestina un male
necessario e inevitabile.
Lo faccio senza la protezione di alcuna sigla, senza
sventolare alcuna bandiera, semplicemente in nome del
bisogno che questa nostra umanità ha di darsi più
umanità. Mi permetto di sfruttare la visibilità che la
mia condizione privilegiata mi concede per chiedere
alla politica di fare ciò per cui è nata: affrontare
e, possibilmente, risolvere i problemi e concorrere a
costruire un mondo migliore. Lo so: l'indipendenza,
almeno in politica, non paga. Non c'è scandalo nemmeno
in questo. Non ho mai avuto tessere e non ho mai
sbandierato fedi. Ho scontentato tutti e mi sono
esposto agli attacchi di tutti. La mia «maglietta
fina» è stata nera, rossa, bianca e verde a seconda
della convenienza di chi mi giudicava. Fa parte del
gioco. Va bene così, anche perché il persistere di
certe valutazioni dimostra che non ho mai abdicato
alla mia coerenza e alla mia libertà di pensiero.
In questa vicenda sto dalla parte dei dimenticati. I
lampedusani: da sempre italiani di serie B, dei quali
ci ricordiamo solo durante la dolorosa stagione degli
sbarchi. E il popolo, senza passato e senza futuro,
delle carrette del mare. Mi piacerebbe davvero che, di
fronte a un dramma di questa portata, ci scoprissimo
capaci di mettere da parte le divisioni e capaci di
unire sforzi, intelligenze, energie per approdare a
soluzioni per una prospettiva migliore. Per il futuro
di chi c'è e per quello di chi arriva. Magari
costruendo un mondo nel quale per sopravvivere non si
sia costretti ad abbandonare la propria terra. E,
soprattutto, mi piacerebbe che, almeno una volta,
dimostrassimo che, quando il dito indica la Luna, non
siamo tra quelli che si perdono a guardare il dito.
di CLAUDIO BAGLIONI
Claudio
Baglioni, quarta edizione di "O' Scià"
Dal 28 al 30 settembre il
festival-laboratorio permanente ideato e realizzato
dal cantautore
(AGM-LSP) A fine settembre arriverà la quarta edizione
di O’Scia': Odori, Suoni, Colori delle Isole
d'Altomare, festival-laboratorio permanente,
ideato e realizzato da Claudio Baglioni, su
riflessioni intorno al sempre più drammatico fenomeno
dell'immigrazione clandestina.Tre spettacoli, 28, 29 e
30 settembre, di musica dal vivo sulla spiaggia della
Guitgia a Lampedusa dove Claudio Baglioni, insieme ad
alcuni tra i nomi più rappresentativi del panorama
artistico italiano, darà vita a jam session, duetti
esclusivi e performance inedite.
L'edizione si svolgerà sotto l'Alto Patronato della
Presidenza della Repubblica, con il Patrocinio del
Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati,
della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del
Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del
Ministero della Giustizia, del Ministero per le
Politiche Giovanili e le Attività Sportive e del
Vicepresidente della Commissione Europea, Franco
Frattini. AGM-LoSpettacolo 23/08/2006
http://www.musiclink.it
Baglioni in concerto a Bruxelles per l'emergenza immigrazione
A Lampedusa a fine settembre la IV edizione di O' Scià
22-08-2006 - Claudio Baglioni si esibirà nell'emiciclo
dell'Europarlamento di Bruxelles il 13 settembre, per
sensibilizzare i parlamentari europei, i media e l'opinione
pubblica sull'emergenza dell'immigrazione clandestina. E' stata
confermata per fine settembre la quarta edizione di O' Scia', il
festival-laboratorio permanente ideato e realizzato da Claudio
Baglioni per riflettere sul drammatico fenomeno dell'immigrazione
clandestina. L'idea dell'esibizione di Baglioni a Bruxelles è
stata proposta da Lilli Gruber, relatrice del Parlamento europeo
sull'immigrazione legale, che ha ricordato l'impegno dell'artista
per sensibilizzare le istituzioni pubbliche ed i cittadini sul
problema.
O' Scià ha in programma tre spettacoli per il 28, 29 e 30
settembre, aperti a tutti, di musica dal vivo sulla spiaggia della
Guitgi' a Lampedusa dove Claudio Baglioni, insieme ad altri
artisti italiani, darà vita duetti esclusivi e performance
inedite.
MUSICA:
PORTAVOCE BAGLIONI,
AZIONE UNIVERSITARIA NON CONOSCE 'O'SCIA''
Roma, 22 ago. (Adnkronos) - ''Sono sorpresa di constatare che
nonostante sia ormai giunta alla sua quarta edizione gli obiettivi
della manifestazione 'O'Scia'' risultino ancora sconosciuti ad
Azione Universitaria. Infatti la manifestazione non e' dedicata
alla immigrazione bensi' alla sensibilizzazione su questo dramma
per il quale a fianco di Claudio Baglioni si sono impegnati oltre
60 artisti italiani''. Lo afferma la portavoce di Claudio Baglioni,
Dalia Gaberscik, replicando al presidente di Azione Universitaria,
Giovanni Donzelli, che oggi ha criticato l'iniziativa definendo
Baglioni ''demagogico''.
''Una iniziativa che ha finora incontrato l'appoggio dei diversi
governi nazionali e da quest'anno anche il riconoscimento della
Unione Europea. Sono comunque certa che se la manifestazione 'O'Scia''
riuscira' a risvegliare animi assopiti come quelli dell'Azione
Universitaria, dopo aver saputo catalizzare l'attenzione di tutte
le Istituzioni Italiane ed anche Europee, ci sara' sicuramente
piu' attenzione sul problema'', conclude Gaberscik.
http://www.korazym.org
Lampedusa: pescatori di uomini di Redazione/ 21/08/2006
Settemila sbarchi in sei mesi nell’isola siciliana. Sempre più
normale per i pescherecci siciliani e le navi della Guardia
Costiera e della Marina Militare trovare “clandestini” in mare. I
turisti scelgono altri lidi. Alcune cose che non vanno.
Mettetevi nei panni di quanti ogni giorno, a bordo dei
pescherecci, battono le coste intorno a Lampedusa per gettare le
reti e ritirarle su cariche di pesci. Mettetevi nei panni di
persone che a notte fonda prendono il largo con l’intento di
tornare a riva con un pescato sufficiente per tirare avanti.
Perché fare i pescatori è – ancora - un lavoro, e non solo un
hobby da coltivare nella bella stagione, all’insegna di pinne
fucile ed occhiali.
Bene, mettetevi nei loro panni anche quando nel loro tragitto
incontrano un barcone o un gommone con a bordo “disperati”:
uomini, donne e bambini che dopo aver abbandonato i loro paesi, in
Libia trovano – a peso d’oro e a rischio della vita - l’occasione
per un trasporto verso il lembo meridionale d’Europa. Quando
arrivano fino alle acque di Lampedusa – beninteso: se ci arrivano
– non sono proprio freschi come rose: il soccorso è, dal punto di
vista umano, un obbligo. I pescherecci così avvisano la Guardia
Costiera e la Marina Militare, accostano i barconi, e se la
situazione è critica prestano essi stessi i primi soccorsi: un po’
d’acqua, un po’ di cibo, magari qualcosa con cui coprirsi dal
freddo. I pescatori siciliani aiutano, e poi – accade più spesso
di quanto non si creda – vengono indagati per favoreggiamento
dell’immigrazione clandestina.
Mettetevi ora nei panni di un capitano della Marina Militare, uno
di quelli che ogni giorno pattugliano quel lembo di mare. Che ogni
giorno, anche quando giornali e televisioni hanno altro a cui
pensare, riesce a trarre in salvo decine di immigrati clandestini.
Decine di uomini e donne. Mettetevi nei suoi panni quando vi
accusano di aver affondato voi stessi una di quelle zattere
d’acqua, e di averlo fatto persino intenzionalmente. Voi non
sapete se – date le difficili condizioni del mare – avete
effettivamente urtato quella piccola imbarcazione, causandone
direttamente o indirettamente il ribaltamento, ma conoscete senza
alcun dubbio il lavoro quotidiano che svolgete e svolge con voi il
vostro equipaggio. Un lavoro condotto da militari e che vuole
salvare le persone, non farle naufragare.
Mettetevi ora nei panni di quei cittadini di Lampedusa che vivono
di turismo, e che quest’anno sono costretti a subire una
contrazione del 25% negli arrivi. Pare che ai turisti l’isola non
piaccia più come un tempo e che, visto il disturbo arrecato dai
continui sbarchi (nei primi sei mesi del 2006 nella sola isoletta
siciliana sono giunte 7mila persone), tanti si dirigano verso
altri lidi, meno “a portata di africano”. E visto che scappano
anche i vip, capita pure che la stampa tributi onori e lodi a
Claudio Baglioni, alla famiglia Modugno e a Totò Schillaci, citati
come eroi positivi per il fatto di non aver cambiato la meta delle
loro vacanze. Non ci sono più gli eroi di una volta.
C’è qualcosa che non va, a Lampedusa. E non solo a Lampedusa.
Anche a Tripoli, a Roma, a Bruxelles, e in molti altri luoghi. C’è
qualcosa che non va, senza dubbio. E ancora non ci siamo neppure
messi nei panni di quelle persone che sperano di cambiare vita
arrivando in Europa dopo una traversata ad alto rischio. Nei panni
degli eritrei, dei somali, dei marocchini che tentano lo sbarco
nel vecchio continente. Se ci fossimo messi anche nei loro panni
non ce la saremo sentita di affermare che “c’è qualcosa che non
va”. Avremmo detto semplicemente che non va bene proprio nulla. |