Video realizzato il 14 luglio 2008 durante lo
spettacolo "Del mio meglio live". Claudio Baglioni
canta Avrai e dopo Strada Facendo con Giorgio
Panariello presso l'Arena di Verona.
Verona Il comico toscano cattura per oltre due ore i
12 mila spettatori dell'Arena Panariello: faccio ridere
ma senza satira
Luca Benedetti
Fare piangere dal ridere e con la stessa credibilità
riuscire a strappare anche una lacrima di
commozione, affrontando temi come la solitudine
degli anziani. Lo show "Del mio meglio live" di
Giorgio Panariello è una sapiente centrifuga di
emozioni.
Anche l'altra sera, nel personale debutto all'Arena
di Verona, che l'ha accolto con un suggestivo tutto
esaurito, il comico toscano ha ammaliato la folla
con i suoi personaggi più esilaranti, fra cui il
classico Renato Zero e la novità Uomo Vogue, il
maniaco della moda. Poi nel finale ha stuzzicato le
coscienze e suscitato risate più agrodolci.
«Quando un comico lancia messaggi seri, ottiene più
effetto perché il pubblico rimane stupito; ma la
satira politica non m'interessa. È facile attaccare
il Papa, i Presidente della Repubblica o Silvio
Berlusconi: finisci in prima pagina sui giornali, ma
poi devi avere la forza di Grillo per sopportare il
rinculo delle tue battute. Oggi i politici non
subiscono più passivamente la satira: forse hanno
paura di essere messi in ombra dai comici».
Se esistesse un ministero delle pari opportunità per
gli animali, Panariello è proprio il genere di
persona che vorremmo come ministro. In un monologo
Giorgio sfida gli ottusi che abbandonano i cani a
guardarli negli occhi prima di incatenarli a un
guard-rail: in quel momento senti irrefrenabile il
desiderio di correre al canile per adottare una
vittima della disumanità di certi esseri umani.
«Durante i miei spettacoli raccoglieremo fondi per
il progetto "La Squadra per gli Animali": siamo
riusciti a unire per la prima volta le quattro
principali associazioni animaliste italiane per
creare una rete di pronto intervento per gli animali
in difficoltà».
La novità principale del tour di Panariello, che
chiuderà il 27 settembre a Roma e il 29 a Milano, è
la presenza di ospiti del calibro di Claudio
Baglioni, che era all'Arena di Verona.
«È stata una partecipazione da vero amico: Claudio
non ha voluto compenso, nemmeno le spese del
viaggio. A Roma ho invitato Renato Zero e la coppia
Ferro-Carrà con la canzone di Tiziano "E Raffaella è
mia". Per Milano ho chiamato invece Eros Ramazzotti
e Biagio Antonacci".
http://iltempo.ilsole24ore.com/ 17/07/2008
VERONA L'esordio di Panariello,
animalista in Arena, con Baglioni a celebrare i
"vecchi"
Verona
NOSTRO INVIATO
In diecimila all'Arena di Verona per l'esordio del
tour estivo di Panariello: «Mi sono isolato sul
Monte Amiata a preparare lo show - spiega il comico
- perchè questo è un luogo straordinario ma me senti
il peso, il paragone con quanti hanno calcato lo
stesso palco, è un'esperienza che lascia il segno».
Ma la gente che era venuta a divertirsi se n'è
andata soddisfatta senza percepire traccia delle sue
paure. Panariello solo con un pianista su di un
palco immenso e vuoto, tra semplici sipari di luce,
ha raccontato le sue storie e fatto vivere i suoi
personaggi, giocando con gli infiniti luoghi comuni
della vita, del rapporto di coppia, della moda,
provando a vestire, con esiti esilaranti, i panni
consigliati dai grandi stilisti, pastrano extralungo
di pelliccia blu su kilt scozzese ed elmo di lana
alla troiana, frullato di colori, con occhiali
giganti stile insetto. È un'ironia facile, battute a
volte scontate o già sentite mille volte, che però
sono quelle che la gente aspetta per una risata
disimpegnata. Gioca col vino, col personaggio del'ubriaco,
si tuffa nel karaoke rispolverando l'immancabile
finto Renato Zero, ma i momenti sorprendenti sono
quelli seri, in cui al posto dell'ironia facile sui
tanga e i sederi delle donne, si parla di animali
abbandonati (lui che sponsorizza l'Enpa e il
porgetto di creare un "numero d'emergenza
veterinaria") o di vecchi, l'anziano sulla panchina
che fa tenerezza e un po' di pena, e che introduce
l'ingresso a sorpresa al pianoforte di Claudio
Baglioni (ogni sera del tour avrà un ospite diverso)
che rispolvera a tema la sua antica "I vecchi" senza
scivolare nella retorica canora, per poi unirsi in
una giocosa "Strada facendo" conclusiva,
raccogliendo il plauso finale collettivo..
Baglioni racconterà poi i suoi impegni, la decima
edizione di "O' Scià" a Lampedusa, messa a rischio
dalla sospensione dei contributi, che si trasformerà
in un concerto solitario con il contributo di ospiti
a sorpresa e un documento filmato riassuntivo, al
ritorno di "Questo piccolo grande amore" forse il
primo album di pop italiano in cui si raccontava la
generazione del '68: «Doveva essere un album doppio,
con la storia che durava un'ora e mezza fra canzoni,
effetti speciali, raccontando il '68, le
manifestazioni studentesche, ma Ennio Melis, la
mente della Rca di allora, mi disse: "Abbiamo
finalmente un disco con delle grandi canzoni
d'amore, fermiamoci qui". E probabilmente aveva
ragione lui», ricorda Claudio Baglioni. "Questo
piccolo grande amore", l'album del suo effettivo
esordio e la canzone che lo ha reso ricco e famoso,
stanno per diventare un film e un tour. Il film
uscirà a febbraio e «racconterà la storia com'è
nell'album», una storia adolescenziale nella Roma
sessantottina, fra manifestazioni studentesche e
sogni romantici «in un periodo in cui si riusciva
ancora a sognare, a guardare al futuro con
ottimismo, mentre oggi i giovani sembra che un
futuro non ce l'abbiano».
L'album doppio diventò un'unica raccolta lunga la
metà, «ma lo sto restaurando - spiega il cantante
romano - aggiungendo le canzoni che furono tolte,
recuperando i nastri originali, a parte un paio che
mi ricordo di aver inciso ma che non si trovano più
e a novembre lo porterò in concerto». Saranno tre
appuntamenti a Milano, Roma, Napoli in cui "Questo
piccolo grande amore", opera pop, sarà presentato
«come da partitura», prima che il film - atteso per
febbraio, e per il quale Claudio sta scrivendo le
musiche e contribuendo alla sceneggiatura - sia
nelle sale, con la regia di Riccardo Donna e
protagonisti Emanuele Bosy e Mary Petruolo.
Panariello infiamma
l'Arena, in novemila al debutto
Il comico toscano si è presentato in grande forma
nell'antico teatro per 'Del mio meglio live': ha
cantato e fatto cantare, ma soprattutto ha fatto
ridere molto. A sorpresa sul palco anche Claudio
Baglioni
Verona, 15 luglio 2008 – Un debutto altisonante
quello all'Arena, piena di novemila persone, per
'Del mio meglio live', lo spettacolo estivo di
Giorgio Panariello. Il comico toscano si è
presentato in grande forma nell'antico teatro per
una volta destinato a un attore leggero: anche le
persone che gli stanno vicine parlavano di un
Giorgio tranquillo, anche se emozionato.
Emozione che ha un po' giocato sulla sua voce, che
verso la fine delle due ore e un quarto era, in modo
giustificato, un poco calata anche perché nello show
dà veramente tutto: lunghi monologhi, per una volta
migliori quelli di Panariello attore rispetto a
quelli “interpretati” dai suoi personaggi-eteronimi,
e soprattutto tante canzoni, non solo per bocca del
“suo” Renato Zero, con l'acuto prodigioso su “I
migliori anni della nostra vita”, ma in prima
persona, in un karaoke di grande comunicatività che
ha riproposto l'”effetto falò” che tanto ha
contrassegnato gli esordi artistici di Panariello e
dei suoi due amiconi di lungo corso, Leonardo
Pieraccioni e, soprattutto, Carlo Conti.
Ha cantato e fatto cantare, Panariello, ma
soprattutto ha fatto ridere molto, in modo
travolgente più di quanto abbia fatto altre volte in
passato. Grazie alla lucidità dei testi, grazie alla
sua maturità che lo fa essere un vero e proprio
padrone anche di palcoscenici così onusti di gloria
come lo è quello dell'Arena, che ha visto dare in
antipasto alla gente assetata di spettacolo la
sfilata di decine di modelle e modelli della Sasch,
l'azienda di abbigliamento che da sempre è sponsor
con i suoi titolari Roberto ed Elena Cenni delle
vicende panarelliane. Un'amicizia che viene da
lontano e dal profondo, come quella con Fernando
Capecchi che era sulle gradinate, teso e poi
soddisfatto come lo era Bibi Ballandi; tanti gli
ospiti perdino Lele Mora in prima fila, in una
serata davvero notevole.
L'uomo vogue, poi Naomo, quella via di mezzo fra
Briatore e Cavalli che colpisce per la forza della
critica senza mai oltrepassare i limiti della
decenza; Merigo, che ha duettato in modo funambolico
con un ottimo Andrea Buscemi, novello coautore dei
testi, mentre Giampiero Solari è il regista ormai da
tempo; molto commovente il finale sociale, prima con
l'appello contro l'abbandono degli animali domestici
- una campagna che Panariello ha legato a doppia
mandata al suo 'Del mio meglio live' - e poi con la
chiusura di Raperino, come ai vecchi tempi.
L'anziano sfruttato dai nipoti che lo tiranneggiano
e che ricorda nostalgicamente la povera moglie: una
figura che a Giorgio è sempre piaciuta molto e nella
quale si vede immerso per quella voglia di pace e
tranquillità che attraversa la sua vita dopo le
difficoltà iniziali. C'è stato ovviamente anche
l'omaggio a Verona, con le battute sul sindaco Tosi
e le multe nei parchi e con i tortellini di un
sorridente Giovanni Rana.
Sul palco, dicevamo, tanta musica: con gli
interventi live di Dino Mancino, acrobata del piano,
e nel finale con l'arrivo a sorpresa di Claudio
Baglioni, che ha legato a Raperino il suo brano 'I
vecchi' prima di augurare il buon viaggio a Giorgio
scandendo, in un duetto vibrante con il comico e con
l'aiuto di tutto il pubblico, la notoria e bella
'Strada facendo'.
Serata molto divertente, con grande successo e la
riaffermazione di Panariello come comico di punta
nella sua satira leggera, forse un po' colorita, ma
che non si abbandona alla politiia e quindi
accontenta ogni tipo di pubblico. Da vedere.
di Riccardo Jannello
http://quotidianonet.ilsole24ore.com/spettacoli/2008/07/16/104807-panariello_infiamma_arena_novemila_debutto.shtml
L’EVENTO. TUTTA
ESAURITA L’ARENA DI VERONA PER L’AVVIO DEL TOUR
NAZIONALE DEL COMICO TOSCANO CHE HA PROPOSTO I SUOI
PERSONAGGI PIÙ FAMOSI
Panariello: uno, nessuno e dodicimila
Rivivono sul palco Merigo, Zero e l’Uomo Vogue. «I
vecchi» e «Strada facendo» gran finale con Baglioni
La grandezza di Panariello è misurabile con la
risata collettiva, senza freno, di 12mila persone.
Alla "prima" del suo Del mio meglio live, lo show di
ieri sera in Arena, il comico toscano ha fatto
registrare numeri da record con uno spettacolo di
comicità diretta, a tratti teatrale, a tratti
televisiva. Se qualcuno aveva delle perplessità sul
tipo di spettacolo, le due parti iniziali di
pubblicità (una sfilata di moda; lo spot di un
videogame) non hanno lasciato dubbi. Che poi
Giorgio, nel suo show, prenda di mira la moda (ma di
case diverse), è un’altra storia.
Così può cominciare la sua presa in giro delle
consuetudini degli italiani con il personaggio
dell’Uomo Vogue. L’idea iniziale è ottima (Giorgio
con una pelliccia maculata bluette e un kilt addosso
fa ridere di per sé) ma non viene sfruttata fino in
fondo. Sembra che, trovato il percorso (la battuta)
più breve per far ridere, il comico fiorentino la
imbocchi senza cercare altrove, magari con più
cinismo.
Non c’è spazio per l’attualità, e questo c’era da
aspettarselo. La (temuta?) battuta sul sindaco di
Verona, si trasforma in un possibile suggerimento
per un nuovo divieto da applicare in città: quello
che proibisce il fumo post coitum.
La parte più fiacca dello show è quella del
sommelier, e non è "colpa" né dell’attore Andrea
Buscemi né del testo: è solo che risulta difficile
per Giorgio tenere il palco insieme a qualcun altro
che non sia il suo pianista, Dino Mancino (o Claudio
Baglioni nel finale - ma qui siamo nell’ambito della
musica).
Anche Merigo, l’ubriacone in bicicletta, risulta un
po’ appannato, con battute un po’ buttate lì («C’ho
la bici che m’assomiglia: ha i raggi U.v.a.»).
Panariello si scalda davvero con il doppio monologo
con cui prende per i fondelli i malcostumi di uomini
e donne (senza esagerare, però) e diventa esilarante
quando descrive il cliente-tipo di un negozio di
biancheria intima femminile. A suo modo è "profondo"
quando approccia la questione dell’adulterio. A una
battuta sulle amanti e sugli amanti segue un
silenzio irreale, quasi che i 12mila dell’Arena si
fossero fermati a riflettere sui loro tradimenti,
sulla mancanza di fiducia nel partner o sulla
gelosia che li attanaglia.
Quel silenzio fa scattare una risata isterica in
Panariello e forse lo indurrà a qualche altro
ragionamento, oggi o domani (il pubblico, insomma,
era anche pronto a ridere e riflettere allo stesso
tempo). E su questo binario doppio scivola la
seconda parte, con le riflessioni sull’incapacità di
comunicare delle nuove generazioni, con la
recitazione di un sonetto di Shakespeare. Prima del
gran finale, intorno a mezzanotte, con le
riflessioni sugli anziani, I vecchi di Baglioni e il
canto collettivo di Strada facendo. G.BR
http://www.ilgiornaledivicenza.it/ultima/oggi/Spettacoli/A.htm
Martedì 15 Luglio 2008
Panariello: «Vorrei uno show
in Rai»
di Ferruccio Gattuso
Debutto del comico ieri all’Arena di Verona con il
nuovo spettacolo. «Tra la gente mi sento più
guascone che in tv»
da Verona
Più saggio, più sereno e, particolare non
indifferente, richiestissimo. Il Giorgio Panariello
che allarga le braccia sull'Arena di Verona («Voi
non avete idea di quanto ho atteso questo momento»),
al via del suo tour con lo spettacolo Del mio meglio
Live, è uno showman che può permettersi di allestire
dodici date quando, in realtà, gliene avevano
chieste cinquanta.
Ovvio, è anche emozionato il comico toscano, perché
i capelli brizzolati significano esperienza e quindi
la capacità di leggere i momenti salienti della
propria storia: e questa Arena interamente sold out
è più che un successo. È un simbolo. Parte dalla
città di Romeo e Giulietta, lo show di Panariello,
per poi toccare alcuni dei più importanti palazzetti
italiani, nonché alcune suggestive location: «Come
Santa Croce a Firenze - rivela orgoglioso l’attore e
showman - dove è passato un certo Benigni». Insomma,
Panariello un po’ non ci crede, un po’ sente di
meritarselo dopo tanti anni di gavetta (condita di
successi teatrali e televisivi). Del mio meglio Live
garantirà ospiti di lusso a ogni data, tutti
disposti a fare festa con l’amico Giorgio: ad
esempio il Claudio Baglioni di questa sera, «che ha
viaggiato fin qui da Roma e partecipa assolutamente
gratis», spiega Panariello. Ma ci saranno, a Roma,
Raffaella Carrà, Renato Zero e Tiziano Ferro; a
Milano, Antonacci e Ramazzotti, a Lecce Giuliano dei
Negramaro. Con Baglioni, in un’Arena stupita e
divertita, il comico toscano si lancia in un duetto
emozionante, a chiudere la serata: Strada facendo è
una di quelle canzoni che fanno cantare l’intero
teatro e forse questa sarà anche furbizia, smaccata
captatio benevolentiae, però è anche la cifra degli
spettacoli del Panariello.
«Io amo giocare con la risata e con l’emozione -
spiega il protagonista della serata -, amo colpire
al cuore il pubblico quando ha abbassato la guardia
e pensa di poter solo ridere». Nello show il
toscanaccio brizzolato cala tutti i suoi assi, una
sorta di lungo greatest hits dove monologhi,
personaggi storici (Renato Zero su tutti) e novità
(«l’uomo-vogue vittima della moda, che veste kilt e
pellicce e così deve andare a versare un assegno in
banca o portare i bimbi a scuola») si alternano in
assoluta libertà. «Quella libertà - dice chiaramente
Panariello - che negli ultimi tempi la tv non mi
poteva più dare. La dittatura dell’audience legava
il mio spirito guascone, quello che mi ha fatto
arrivare fin qui».
C’è tanto teatro, cinema nel suo futuro («un remake
de I Mostri e, a ottobre, un film con Vincenzo
Salemme, No Problem dove sono uno psicopatico con
personalità multipla»), un disco (Clonato Zero in
cui Panariello riprende le canzoni di Renato Zero),
addirittura un romanzo («una storia d’amore tra un
uomo e un cane: tema animalista, non si pensi
male»). E la tv, semmai, come la dice lui: «Uno show
per dare il meglio di me: 4 o 5 puntate al massimo,
assoluta libertà, e non il sabato sera. Magari il
venerdì. In Rai? Be’, io mi sento uomo Rai». «Satira
politica? - dice Panariello -. Oggi è troppo salire
sul palco e attaccare Berlusconi o il Papa. Il
giorno dopo i titoli dei giornali ce li hai tutti.
Ma poi devi continuare così. Vero è anche che i
tempi sono molto tesi: io ho cominciato a imitare il
Papa, e così faceva Lopez con tutti i papi. Ora se
lo imiti, scateni dibattiti pro e contro». «Berlusconi
è un grande animale politico e un grande uomo di
spettacolo. A Milano, al Teatro Smeraldo, entrò in
sala e mi rubò letteralmente la scena. È un artista
completo».
All’Arena con Panariello
(ANSA) - VERONA, 14 LUG - “Voi non sapete quanto ho
aspettato questo momento” esclama Giorgio Panariello
quando entra sul palcoscenico dell’Arena…e per non
perderne il ricordo si fa fare una foto con il tutto
esaurito alle spalle. E con questo gesto spontaneo,
si conquista l’Arena.
Un’Arena tutta esaurita, con 12 mila spettatori, che
lo seguono passo passo nelle battute, gli fanno eco,
gli rispondono e lo stringono in un caloroso
abbraccio.
Un testo con battute non scontate, che rivelano un
attento esame della vita di tutti i giorni, con un
pizzico di voglia di guasconate fatte dal suo
interprete: questo il segreto del successo “del mio
meglio live”. Giorgio Panariello ha catturato con
due ore di spettacolo tutta l’Arena rivivendo il
palcoscenico con lo spirito guascone degli inizi
televisivi, “che avevo perso negli anfratti dell’Auditel”.
Con una sapiente miscela di battute che provocano
spontanee risate e monologhi che dietro al sorriso
fanno anche riflettere, il comico toscano è riuscito
a toccare varie corde emozionali nel suo spettacolo
live.
Pur non volendosi immischiare nella satira politica,
Panariello non ha tralasciato di punzecchiare la
cronaca della città di Verona dove è multato chi
fuma nei parchi…
Ma il meglio lo ha detto con il suo nuovo
personaggio “l’uomo vogue” che vuol seguire la moda
indossando modelli molto stravaganti dove un kilt si
unisce a una pelliccia e a un berretto di lana
peruviana perchè tutto questo fa “trendy, anche se
si può rischiare il kitsch o il trash, senza
dimenticare di essere sempre cool!…”. E sulle note
di “Nove settimane e mezzo” inizia uno spogliarello
sotto i battimani del pubblico. Per la par condicio
non può dimenticare le donne, o meglio di parlare di
come gli uomini trattano le donne…dimenticandosi i
loro compleanni, gli anniversari e anche le misure
del loro intimo.
In una terra ricca di produzione vinicola, non
poteva mancare l’incontro fra l’ubriaco e il
sommelier (interpretato da AndreaBuscemi) che fa
nascere un confronto fra contenuto e forma.
E la musica? Dopo aver cantato le più belle canzoni
di Battisti e Ferro Panariello si unisce all’amico
Claudio Baglioni, ospite d’eccezione della serata a
Verona, accompagnata
dall’estroso pianista Dino Mancino e da tutta
l’Arena. (ANSA).
VERONA
- Giorgio Panariello inaugura oggi alle 21 all’Arena
di Verona il suo nuovo tour Del mio meglio Live.
Il popolare showman avrà al suo fianco Claudio Baglioni
al debutto del suo show: l’annuncio è dello stesso
comico e attore toscano. «Non voglio dire nulla sulla
partecipazione o su cosa faremo. Ci sarà un momento
molto particolare, “toccante” direi, poi si vedrà. Avere
Claudio è un onore e allo stesso tempo un ulteriore
sprone per fare tutto al meglio. Ci lega anche un
rapporto di amicizia e dunque, al di là di quanto
preparato, ci sarà sicuramente spazio per
l’improvvisazione».
Nello show, Panariello attraverserà molti generi del suo
repertorio passando dalla comicità più pura alla
riflessione sui nostri tempi alle esilaranti parodie
musicali. La serata sostiene un grande progetto
animalista che vede riunite per la prima volta tutte le
più importanti associazioni nazionali ed internazionali
del settore. Biglietti ancora disponibili. Info: 045 -
8039156
di Paolo Braghetto
L’EVENTO.
A POCHE ORE DAL DEBUTTO DELLA TOURNÉE NAZIONALE, AL
VIA DOMANI, IL COMICO SI RACCONTA Panariello: per l’Arena ho un
timore reverenziale
«È uno spazio che possiede una magia particolare: è
una sorta di "Scala" del teatro. Sicuramente questa è
la tappa più importante del mio tour»
Lo show sarà la versione estiva dei miei successi
teatrali. E poi vedrete, con il mio amico Baglioni...
Giuditta Bolognesi
«Siamo qui, in ritiro sul Monte Amiata. Anche noi
siamo ormai diventati esperti nel riconoscere erbe
diverse e penso che arriveremo a Verona con una
speciale ricetta di amaro, potremmo usarlo come
scambio con il vostro Amarone».
Giorgio Panariello stempera con una battuta la
tensione, palpabile anche al telefono, che lo
accompagna nell’attesa del debutto nazionale - domani
sera (alle 21) in Arena - della sua tournée estiva Del
mio meglio Live. E quasi a sottolineare la solennità
del luogo, ricorda la presenza di Claudio Baglioni
come ospite della serata.
È preoccupato per questa sua prima volta in Arena?
Non posso negare che sto vivendo questo debutto con un
pizzico di timore reverenziale che non è solo per la
partenza della tournée estiva ma proprio per la mia
prima esperienza nell’anfiteato. Questo spazio ha una
sua magia particolare e oggi può essere considerato la
"Scala" del teatro. Portare lì uno show ti colloca in
un posizionamento alto all’interno del mondo dello
spettacolo italiano. La tournée è di dodici date, ma
questa di Verona è sicuramente la più importante.
Al suo fianco ci sarà dunque Claudio Baglioni.
Ogni tappa avrà un ospite differente e sono veramente
lieto del fatto che Claudio abbia accettato il mio
invito. Ovvio che con un ospite così, ci si sente
impegnati a fare ancora meglio. Diciamo che ci saranno
momenti di interazione, e poi l’amicizia che ci lega
ci porterà anche ad improvvisare… Vedremo.
Cosa succederà nello show; che Panariello vedremo?
È uno spettacolo comunque diverso rispetto agli altri
della tournée e rispetto a quelli visti sino ad ora. È
una sorta di continuazione, di versione estiva per
così dire dei successi teatrali degli ultimi due anni.
E ci sarà il riferimento a qualche fatto accaduto e
all’attualità del luogo in cui mi trovo. Non sarà,
comunque, uno spettacolo solo mio: la presenza del
super ospite segnerà il punto di svolta così come il
parterre di artisti che assisteranno. Anche questo mi
mette un senso di responsabilità maggiore del solito.
Come superare questa responsabilità?
Sono sicuro che in Arena la differenza la farà la
cosiddetta "piccionaia", ovvero le gradinate. Sarà il
pubblico, insomma, ad aiutarmi a dare il calore
necessario alla serata. Noi comunque ci stiamo
preparando anche psicologicamente. Non scherzo.
La tournée ha anche un risvolto particolare, con il
sostegno ad un gruppo di associazioni animaliste.
Sono abituato, come molti penso, a fare solidarietà e
non mi é mai piaciuto sbandierarlo. In questo caso,
però, c’era bisogno di un testimonial e l’ho fatto
molto volentieri, abbracciando un progetto più ampio
che riunisce quattro associazioni in una ideale
"squadra del cuore" che contribuirà alla realizzazione
di una sorta di “118” per fronteggiare tutte le
emergenze, anche di accoglienza, degli animali.
Cosa dire allora al pubblico che domani sera sarà in
Arena?
Che si prepari a divertirsi e a passare una bella
serata.
Giorgio Panariello avrà al
suo fianco Claudio Baglioni lunedì sera in Arena
al debutto del suo show «Del mio meglio. Live».
L’annuncio è dello stesso comico e attore toscano
ancora "in ritiro" sul Monte Amiata per le prove dello
spettacolo. «Non voglio dire nulla sulla
partecipazione o su cosa faremo. Ci sarà un momento
molto particolare, "toccante" direi, poi si vedrà.
Avere Claudio è un onore e allo stesso tempo un
ulteriore sprone per fare tutto al meglio. Ci lega
anche un rapporto di amicizia e dunque, al di là di
quanto preparato, ci sarà sicuramente spazio per
l’improvvisazione».
Dodici le tappe di questa tournée estiva che dopo
Verona toccherà siti e piazze storiche d’Italia. Ogni
serata avrà un super ospite diverso. Per l’Arena, come
detto, Baglioni ma il parterre dell’anfiteatro si
annuncia ricco di altri artisti. «Lo spettacolo è una
sorta di continuazione dei successi teatrali degli
ultimi due anni, una versione estiva che ha come
svolta la presenza degli ospiti. Non mancheranno poi
riferimenti all’attualità, con spunti presi anche
dalla cronaca locale». Panariello non nasconde un
pizzico di timore reverenziale nei confronti del
debutto motivato proprio dall’essere in Arena. «Un
luogo», dice, «che ha una magia particolare. Lo
confermano tutti gli artisti che hanno avuto la
fortuna di esibirsi lì. Io non sfuggo a questa
emozione. Per questo ci stiamo preparando anche
psicologicamente. Abbiano ricreato sul Monte Amiata la
scenografia che ritroverò a Verona, considerando che
domenica va in scena la lirica e che avremo poche ore
per provare in loco. Noi siamo pronti, il pubblico
farà la differenza». Giuditta Bolognesei
DEL
MIO MEGLIO. LIVE». LUNEDÌ SERA
Panariello, show all’ Arena con Baglioni
Prima tappa della tournée che toccherà i siti
storici
Giuditta Bolognesei
Giorgio Panariello avrà al suo fianco Claudio
Baglioni lunedì sera in Arena al debutto del suo
show «Del mio meglio. Live». L’annuncio è dello
stesso comico e attore toscano ancora "in ritiro"
sul Monte Amiata per le prove dello spettacolo. «Non
voglio dire nulla sulla partecipazione o su cosa
faremo. Ci sarà un momento molto particolare,
"toccante" direi, poi si vedrà. Avere Claudio è un
onore e allo stesso tempo un ulteriore sprone per
fare tutto al meglio. Ci lega anche un rapporto di
amicizia e dunque, al di là di quanto preparato, ci
sarà sicuramente spazio per l’improvvisazione».
Dodici le tappe di questa tournée estiva che dopo
Verona toccherà siti e piazze storiche d’Italia.
Ogni serata avrà un super ospite diverso. Per
l’Arena, come detto, Baglioni ma il parterre
dell’anfiteatro si annuncia ricco di altri artisti.
«Lo spettacolo è una sorta di continuazione dei
successi teatrali degli ultimi due anni, una
versione estiva che ha come svolta la presenza degli
ospiti. Non mancheranno poi riferimenti
all’attualità, con spunti presi anche dalla cronaca
locale». Panariello non nasconde un pizzico di
timore reverenziale nei confronti del debutto
motivato proprio dall’essere in Arena. «Un luogo»,
dice, «che ha una magia particolare. Lo confermano
tutti gli artisti che hanno avuto la fortuna di
esibirsi lì. Io non sfuggo a questa emozione. Per
questo ci stiamo preparando anche psicologicamente.
Abbiano ricreato sul Monte Amiata la scenografia che
ritroverò a Verona, considerando che domenica va in
scena la lirica e che avremo poche ore per provare
in loco. Noi siamo pronti, il pubblico farà la
differenza».