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Baglioni e le Olimpiadi Invernali 2006 -  Torino

- GO - OVVERO - VA' - IL NUOVO BRANO SCRITTO DA CLAUDIO BAGLIONI COME INNO UFFICIALE DEI GIOCHI OLIMPICI INVERNALI DI TORINO 2006.

- Go - ovvero - Va' - il nuovo brano scritto da Claudio Baglioni come inno ufficiale dei giochi Olimpici invernali di Torino 2006.
L'inno diretto da Claudio Baglioni con una grande orchestra e coro, sarà presentato nella cerimonia ufficiale delle Olimpiadi invernali il giorno 10 Febbraio 2006 a Torino, allo Stadio Olimpico (fonte:www.patapan.it)

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L’Inno dei Giochi

La sfida e la passione, i cardini dei Giochi Olimpici. Sono questi i valori espressi nel testo di “Va’”, l’inno ufficiale di Torino 2006, scritto e interpretato da uno dei cantautori-simbolo della musica italiana, Claudio Baglioni. Nella stesura del testo, Baglioni, già autore di inni ufficiali in altre due occasioni, per i Campionati di Nuoto del 1994 (“Acqua nell’Acqua”) e per i Mondiali di calcio del 1998 (“Da me a te”), si è ispirato principalmente al motto dei Giochi “citius, altius, fortius”, per simboleggiare un atteggiamento che possa accompagnare le persone non soltanto durante l’avventura olimpica ma nel corso di tutta la vita.
L’inno, che ha anche una versione in lingua inglese (“Go”), è stato presentato per la prima volta il 20 di dicembre 2005 al Palasport Olimpico, dove è stato eseguito dal cantautore romano con il supporto del coro del Teatro Regio, dell’Orchestra Filarmonica e di 50 bambini invitati sul palco.
Fonte: torino2006.org 

Torino 2006.
Ciampi dichiara aperti i giochi, la Belmondo accende il braciere
Un momento della cerimonia
Torino, 11 febbraio 2006

Uno spettacolo più che una cerimonia fatto di passione, di poesia, di luci, di colori e di tante emozioni. Si sono aperti sotto il segno di queste sensazioni e di tante altre, tutte positive, i XX Giochi Olimpici di Torino 2006, a cominciare dalle 'scintille di passione':i pattinatori circondati da lingue di fuoco che forse sono davvero l'emblema di Torino 2006. E quindi la coinvolgente sfilata degli atleti delle 80 nazioni partecipanti: prima la Grecia come tradizione, ultima l'Italia con un boato dei 35.000 dell'Olimpico. Le due Coree hanno sfilato insieme.

E' stato anche un grande omaggio all'Italia con Giorgio Albertazzi che ha declamato i versi dell'Inferno di Dante in cui Ulisse invita i suoi compagni ad andare oltre..."perché fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza". Omaggio continuato con un innovativo 'bignami' di storia dell'Italia con i quadri magnifici degli sbandieratori, delle dame, cavalieri, principi, che poi si è concluso con il rosso della Ferrari di F1, un pit stop e una serie di evoluzioni del collaudatore Luca Badoer.

Per la parte protocollare,  i discorsi di Valentino Castellani, presidente del Toroc, che ha parlato di una "Torino che ha scelto di investire in entusiasmo perchè la passione vive qua" e ha ricordato, applauditissimo, anche l'Avvocato Agnelli. Poi Jacques Rogge, presidente Cio, che ha voluto rimarcare l'importanza di uno sport senza doping. Un invito, questo, che è stato ribadito poco dopo anche da Giorgio Rocca nel 'giuramento dell'atleta'. E quindi le otto grandi donne del mondo:da Sofia Loren a Susan Sarandon, da Maria Mutola a Manuela Di Centa che hanno portato la bandiera a cinque cerchi agli alpini. E il presidente Ciampi che ha dichiarato aperti i XX Giochi Invernali.

Claudio Baglioni, serissimo direttore d'orchestra, ha diretto coro e maestri nel suo inno olimpico 'Va'. Colpi di scena, emozioni fortissime ci sono stati quando Yoko Ono ha fatto il suo appello per la pace, ha chiesto a tutti di applicare il pensiero e i versi di "Imagine" del marito John Lennon che Peter Gabriel ha eseguito con intensa partecipazione.

Un omaggio alle glorie dello sport invernale italiano, invece, è stato l'arrivo della fiamma olimpica. Tomba è entrato nello stadio, ha passato la fiaccola alla staffetta d'oro del fondo di Lillehammer (Maurilio De Zolt, Marco Albarello, Giorgio Vanzetta e Silvio Fauner) che a sua volta l'ha ceduta a Piero Gros che ha passato il fuoco di Olimpia a Deborah Compagnoni. E quindi l'apoteosi di Stefania Belmondo, l'ultimo tedoforo che ha acceso il tripode dei Giochi di Torino 2006. Infine Pavarotti e il 'Nessun dorma' della Turandot di Puccini. "All'alba vincerò" dice l'aria dell'opera. Ieri sera, intanto, ha vinto Torino.  Rainews 11/02/2005


Il giornale 10/02/2005
Torino, un passo dentro il futuro nella notte di ghiaccio e di fuoco
- di Tony Damascelli -
(...) è roba da bianchi, d'accordo, non so quale nazione africana possa esserne totalmente attirata, e pure l'Oceania e l'Asia fanno una certa fatica, se poi pensate al Sudamerica. Sarà una notte di ghiaccio e di fuoco, Torino s'aspetta di vivere la contraddizione delle contraddizioni: il ghiaccio che resiste alle fiamme. La cerimonia d'apertura sarà etnica e tecnologica, vuol rappresentare un'Italia che guarda al futuro per cogliere ogni opportunità. E Yuri Chechi impegnato a far sprigionare fiamme da un'incudine sarà il punto di partenza di una notte colorata che illuminerà Torino.

L'Olimpiade è una cosa diversa e Torino lo sta appena intuendo in queste ore ultime dove l'alveare sta impazzendo perché la città non è abituata a un tipo di impatto così clamoroso. E tutto in una volta le arrivano addosso nobili e regnanti, capi di Stato e atleti da ogni dove, artisti della musica, della moda, dello spettacolo, Armani e Moschino, il ballerino Bolle e il cantautore Baglioni, la Herzigova nel ruolo di Venere dalla conchiglia uscita e Albertazzi che fa lettura dantesca, Sophia Loren,
Chechi che ritorna signore degli anelli, giochi di luce e abiti di cristallo, la bandiera italiana rivestita dal succitato Armani, i volontari comparse e figuranti, Carlo Azeglio Ciampi capo d'Italia che tiene il discorso insieme con Rogge, capo del Cio; Rocca e il giuramento, il Va Pensiero di Verdi e il Va/Go di Baglioni, il Vincerò di Puccini e poi l'arrivo dell'ultimo tedoforo che sta spaccando, come cani e gatti, Toroc e Coni, opposti sulla questione che dovrebbe unire e produrre il silenzio dignitoso.
Lo spirito olimpico, nella fattispecie, è andato a farsi benedire, le facce sono come le medaglie del terzo posto, mentre Torino ieri era davvero una città piena di popolo che applaudiva il passaggio della fiaccola, che faceva festa, come se si trattasse di una vittoria. In fondo dovrebbe essere la vittoria di una città e di un Paese che invece si fa ogni giorno del male con le cose più piccole e volgari, spacciandole per priorità epocali. Il braciere dello stadio Olimpico verrà acceso per spegnere altri fuochi fatui.
Stasera però qualche fumo e qualche fischio saliranno verso il cielo nero; la bandiera danese, quella americana sono oggetti facili e comodi per l'uso e il vilipendio; la delegazione della Cina passerà indenne, posso prevederlo, non fa parte della recita a soggetto dei cosiddetti contestatori. Tra le musiche che verranno suonate e danzate, alcune saranno eseguite «sui ritmi ipnotici della sonorità tecno». La frase è di quelle che provocano un certo sgomento, soltanto se penso alla signora Franca e al suo consorte Carlo,
ma anche a una grande fetta degli astanti. Ma è un semplice coriandolo nella grande notte di Torino. Si va allora ad incominciare questo Gioco bianco e dei bianchi, sperando di vedere sul podio qualche faccia delle nostre, da Giorgio Rocca in giù, sci, slittino, danza sul ghiaccio, fondo, medaglie tante e Mameli suonato a più non posso. Così almeno ci sentiremo più italiani e anche più felici, in un Paese che forse non merita tutto questo.


Un'emozione irripetibile
Scintille di passione
Scintille di passione

Uno spettacolo senza uguali che terrà incollati allo schermo due miliardi di telespettatori: il 10 febbraio 2006 a partire dalle ore 20 la prima fortissima emozione con la Cerimonia di Apertura dei XX Giochi Olimpici Invernali Torino 2006, allo Stadio Olimpico. 

I valori di fratellanza e di dialogo saranno rappresentati dagli atleti che sfileranno con le loro bandiere e i loro colori, mentre lo stile e la creatività italiana verranno raccontati attraverso scenografie uniche, coreografie di massa, straordinari giochi di luce e una memorabile colonna sonora. 

Andrea Varnier (direttore Immagine ed Eventi del TOROC) e Marco Balich (executive producer delle Cerimonie per conto di K2006, la società del Gruppo FilmMaster che ha la responsabilità di produrre le Cerimonie) indicano in ritmo, passione e velocità i temi su cui si fondano le Cerimonie, che trovano una sintesi perfetta in queste icone, nate per unire i segmenti artistici con un unico elemento creativo. Grazie a una tecnologia sperimentale capace di generare una fiamma rossa lunga fino a 2 metri, le Scintille evocheranno con la propria carica energetica il mondo del mito e al tempo stesso il look dei cartoon, contagiando il pubblico e i telespettatori di tutto il mondo.

Tra i nomi degli ospiti finora resi pubblici quello di Giorgio Armani, che curerà stilisticamente il momento protocollare dedicato all’entrata del Tricolore, e Roberto Bolle, ballerino étoile del Teatro alla Scala di Milano. 

Scintille di passione
Scintille di passione

Il progetto delle Cerimonie coinvolge coreografi, registi, costumisti e professionisti di fama internazionale, e comprenderà un'esibizione coreografata su pattini denominata Scintille di Passione, nella quale otto atleti dell'hockey su ghiaccio sfrecceranno a oltre 50km all'ora all'interno dello Stadio Olimpico. La spettacolarità dell'esibizione è garantita grazie anche a una tecnologia sperimentale capace di generare una fiamma rossa lunga fino a 2 metri.

La Cerimonia di Chiusura, in programma il 26 febbraio 2006 alle ore 20, riunirà atleti e spettatori in un abbraccio universale, riproponendo il rito dello spegnimento della Fiamma Olimpica e rinnovando l'appuntamento all'edizione successiva dei Giochi.

Le Cerimonie Olimpiche saranno seguite da 35 mila spettatori presenti allo Stadio Olimpico e da circa 2 miliardi di telespettatori collegati in mondovisione.

I numeri delle cerimonie:
• 6.100 volontari + 240 professionisti in staff
• 15.000 giornate di lavoro personale su piazza
• 100.000 pasti
• 6.100 costumi in scena durante i due spettacoli
• 500 paia di pattini
• 32 telecamere presenti allo Stadio
• 4.000 m² di palcoscenico appositamente disegnato
• 10.000 m² di back stage
• Oltre 150 bilici per trasportare palco, strutture, luci, audio, effetti speciali
• Più di 100km di cavi

http://www.torino2006.org/ITA/OlympicGames/gare_e_programma/cerimonie.html


Claudio Baglioni presenta l’Inno di Torino 2006
Claudio Baglioni

20 Dic 2005 
Meno Cinquanta: “Emozione Pura” grande Concerto al Palasport Olimpico 


L’Inno Ufficiale di Torino 2006 composto da Claudio Baglioni è stato presentato ieri sera, in un concerto gratuito che il cantautore romano terrà al Palasport Olimpico. A poco più di 50 giorni dalla Cerimonia di Apertura dei Giochi Olimpici l’Inno dei XX Giochi Olimpici Invernali è stato eseguito in uno spettacolo organizzato dal TOROC con la collaborazione della Città di Torino, nel corso del quale Baglioni ha interpretato anche i suoi successi, di ieri e di oggi. 

Un concerto dedicato a Torino e ai torinesi, un modo per ringraziare la città e tutti coloro che hanno contribuito all’organizzazione dei Giochi Olimpici. «Claudio Baglioni – sottolinea il presidente del TOROC Valentino Castellani – ha messo a disposizione dei Giochi Olimpici la sua passione e la sua creatività. Dopo i grandi eventi sportivi di questi giorni il suo concerto sarà un’altra occasione per vivere in anteprima le emozioni delle Olimpiadi. Sarà una grande serata, per Torino e per tutti gli appassionati che attendono il 10 febbraio con partecipazione». I biglietti omaggio per il concerto distribuiti gratuitamente sono andati esauriti in tempo record. Erano presenti oltre diecimila appassionati spettatori.


il testo dell'Inno

VA'
COME MUSICA
CHE CI ILLUMINA
FUOCO DELLA VITA
BAGNA L'ANIMA
LUNGO LA SALITA

VA'
COME IMMAGINE
DENTRO UN TURBINE
TERRA DI CONFINE
PASSA IL LIMITE
DEGLI SPAZI SENZA FINE

E VA'
PIU' VELOCE DI UN'IDEA
PIU' ALTO DELLA LIBERTA'
PIU' FORTE DI UN URLO DI MAREA
VA' SEMPRE DOVE LA TUA LUCE VA

VA'
COME BRIVIDO
DI UN OCEANO
LACRIMA DI TEMPO
SPINGI IL BATTITO
OGNI ISTANTE E ANCORA UN PO'

E ANCORA VA'
COME FULMINE
TRA LE NUVOLE
VENTO DELLE STELLE
SOGNA FAVOLE
CON UN CUORE DA RIBELLE

E VA'
PIU' VELOCE DI UN'IDEA
PIU' ALTO DELLA LIBERTA'
PIU' FORTE DI UN URLO DI MAREA
VA' SEMPRE DOVE LA TUA STRADA VA

VERSO IL CIELO DELLA VERITA'
LA' DOVE VOLA LA POESIA
E TU AMORE DELL'UMANITA'
VA' SEMPRE DOVE LA SUA STORIA VA

http://www.torino2006.org/ITA/OlympicGames/news/news_ita150389.html


Claudio Baglioni presenta Va’ l’inno ufficiale di Torino 2006


Baglioni, Pescante e Acciari © La Presse

20 Dic 2005  Claudio Baglioni ha composto VA’, l'Inno Ufficiale dei XX Giochi Olimpici Invernali. Il pezzo, che avrà anche una versione in lingua inglese, ”GO”, viene presentato questa sera al Palasport Olimpico in un concerto evento – organizzato da TOROC e dalla Città di Torino – nel quale Claudio Baglioni eseguirà alcuni dei più grandi successi del suo repertorio, tratti dalla raccolta “Tutti qui” che, a meno di due mesi dalla sua pubblicazione, è già triplo disco di platino.

“VA’"/ “GO”, sarà anche eseguito nel corso della Cerimonia d’Apertura dei Giochi Olimpici Invernali, che si terrà venerdì 10 febbraio 2006 nel rinnovato Stadio Olimpico. Per l'occasione il Maestro Baglioni salirà sul podio per dirigere un’orchestra che eseguirà l'Inno.

Non è la prima volta che Claudio Baglioni si cimenta nella composizione di un inno: le due precedenti occasioni sono state i Campionati Mondiali di Nuoto del 1994 per i quali aveva scritto “Acqua nell’Acqua” e i Mondiali di Calcio del 1998 per i quali aveva composto “Da me a te”.

«Poche altre volte – ha dichiarato Baglioni – si è sentito, forte come oggi, il bisogno di riscoprire e rivivere lo spirito autentico delle Olimpiadi. Uno spirito di incontro e di comunione, ma, soprattutto, di scambio di quei valori che sono contenuti in tutte le identità, per imparare a ridurre le diffidenze e ad apprezzare le differenze».

«C'è – ha concluso Baglioni - l'urgenza che questa umanità si dia più umanità e mi piacerebbe che questo inno, come una sorta di fiaccola olimpica fatta di note e parole, portasse la sua piccola luce in giro per il mondo a illuminare tutte quelle oscurità che ci impediscono di fare del mondo la casa, sicura e accogliente, di tutti».

http://www.torino2006.org/ITA/OlympicGames/news/news_ita150401.html


Torino 2006: “Va’”, l’Inno di Claudio Baglioni per le Olimpiadi

Claudio Baglioni
Claudio Baglioni

21 Dic 2005 

In un PalaIsozaki esaurito, Claudio Baglioni ha presentato l’Inno ufficiale dei prossimi Giochi Olimpici, all’interno di un concerto che ha spaziato fra i successi di oltre trent’anni di carriera. “Va’”, questo il titolo del brano, è stato eseguito a metà e a fine serata con il supporto del coro del Teatro Regio, dell’Orchestra Filarmonica e di 50 bambini invitati sul palco dal cantautore romano. 

“L’ho scritto pensando a qualcosa che simboleggiasse la sfida e la passione, i cardini delle Olimpiadi – ha spiegato Baglioni – e mi sono ispirato al motto dei Giochi, “citius, altius, fortius”, per simboleggiare un atteggiamento che possa accompagnare non solo questa avventura olimpica ma un po’ la vita di tutti noi”. “Sono orgoglioso e fiero di aver ricevuto questo incarico, così come sono stato contento di poter portare per 500 passi la Torcia Olimpica. Pensavo di avere fatto il callo a certe sensazioni, invece con la Fiamma Olimpica in mano ho sentito il cuore andare un po’ più forte”. 

Mario Pescante, supervisore dei Giochi, ha tenuto a sottolineare che, in pieno spirito Olimpico, Claudio Baglioni ha collaborato con il TOROC come “volontario, il numero 20.001”. Il concerto, oltre due ore di musica, ha riscaldato i cuori di diverse generazioni con un estratto dei brani presenti nella raccolta “Tutti qui”, uscita da pochi giorni e già doppio disco di platino. Un lungo viaggio da “Questo piccolo grande amore” a “Sabato pomeriggio” da “Dagli il via” a “Mille giorni di te e di me”, per chiudere con il bis di “Va’” e augurare al pubblico, a Torino, al Piemonte e all’Italia di andare sempre “più veloce, più in alto, più forte”. 


Meno Cinquanta: “Emozione Pura”

13 Dic 2005  Claudio Baglioni presenta l’Inno di Torino 2006.
Martedì 20 dicembre concerto gratuito al Palasport Olimpico


L’Inno Ufficiale di Torino 2006 composto da Claudio Baglioni sarà presentato martedì 20 dicembre, alle 21, in un concerto gratuito che il cantautore romano terrà al Palasport Olimpico.

A poco più di 50 giorni dalla Cerimonia di Apertura dei Giochi Olimpici (il 20 dicembre ne mancheranno esattamente 52) l’Inno dei XX Giochi Olimpici Invernali verrà eseguito in uno spettacolo organizzato dal TOROC con la collaborazione della Città di Torino, nel corso del quale Baglioni interpreterà anche i suoi successi, di ieri e di oggi. Un concerto dedicato a Torino e ai torinesi, un modo per ringraziare la città e tutti coloro che hanno contribuito all’organizzazione dei Giochi Olimpici.

«Claudio Baglioni – sottolinea il presidente del TOROC Valentino Castellani – ha messo a disposizione dei Giochi Olimpici la sua passione e la sua creatività. Dopo i grandi eventi sportivi di questi giorni il suo concerto sarà un’altra occasione per vivere in anteprima le emozioni delle Olimpiadi. Sarà una grande serata, per Torino e per tutti gli appassionati che attendono il 10 febbraio con partecipazione».

I biglietti per il concerto saranno distribuiti – fino a esaurimento – ad Atrium in piazza Solferino, nell’Infobus di Medals Plaza in piazza Castello e nell’Olympic Superstore di piazza Vittorio Veneto.

Orari di distribuzione:
- venerdì 16 dicembre, dalle 17 alle 20
- sabato 17 e domenica 18, dalle 10 alle 19.

Non sarà possibile ritirare più di due biglietti a testa.


 

Isozaki visita la sua creatura
Arata Isozaki © Ansa
Arata Isozaki © Ansa

21 Dic 2005 

Prima visita alla sua “creatura”, il nuovo Palasport Olimpico, del famoso architetto giapponese Arata Isozaki. Un impianto destinato a lasciare una grande eredità dopo l’utilizzo durante i Giochi invernali come campo di gara per il torneo di hockey.

"Troppo spesso gli impianti olimpici - ha sottolineato l'architetto - sono rimasti inutilizzati". Un problema che il suo Palasport - un parallelepipedo da 7 mila tonnellate di acciaio inox – non avrà. Le tribune da 12.500 posti 'impacchettabili', in modo da adattare gli spalti e il campo da gioco all' evento ospitato, e il grande foyer di ispirazione teatrale lo rendono infatti perfetto per diversi utilizzi.

Una volta terminate le Olimpiadi, l'arena del palazzetto potrà essere il palcoscenico di tanti altri avvenimenti sportivi, ma anche di spettacoli, convegni e concerti. A cominciare dall’evento con cui Claudio Baglioni ha presentato l' inno ufficiale di Torino 2006.