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Aggiornato il 18/02/2008 23.23.35

DOPO CINQUE ANNI
Nuovo album per Elio e le Storie Tese
Ecco l'irriverente 'Studentessi'

Arriva nei negozi di dischi la nuova fatica del gruppo milanese. Tante le collaborazioni: da Claudio Baglioni a Paola Cortellesi, da Giorgia a Claudio Bisio, da Antonella Ruggiero a Irene Grandi. Elio sarà anche al Dopofestival
Roma, 18 febbraio 2008 - Testi irriverenti e guest star di assoluto valore del panorama italiano. C'è tutto questo nel nuovo disco del cantautore milanese. ''Il lavoro di Elio e le storie tese non è facile, ma ci vuole qualcuno che lo faccia perché‚ in Italia è necessario. Costa fatica perché bisogna mettere d'accordo tante teste ed è per questo che ci abbiamo messo cinque anni prima di fare il nuovo cd''. Elio, insieme alle Storie Tese, è a Sanremo a preparare il Dopofestival. Nel frattempo c'è da parlare di 'Studentessi', il nuovo cd che esce mercoledì allegato a La Repubblica.

La band è sempre stata incline a ospitare nei loro dischi 'colleghi', come tengono a chiamarli, ma in questo caso fanno le cose in grande chiamando Claudio Baglioni, Giorgia (''sono un suo fan, sono convinto che se fosse stata americana sarebbe stata famosa in tutto il mondo''), Antonella Ruggiero, Paola Cortellesi, Claudio Bisio, Irene Grandi e perfino Carla Fracci in veste di voce narrante. Parte dei brani è affidata alle cure musicali di Demo Morselli.

'''Studentessi' continua la nostra tradizione sia di copertine con immagini forti che di ospiti. Abbiamo cominciato dalla mucca con I piedi di donna e dalla faccia di un nero mescolata a una di una bianca bionda e siamo arrivati a oggi con la lumaca al posto delle labbra - spiega Elio - Il nostro primo disco è del 1989 e andando avanti nel tempo sono cresciute qualità e quantità. E anche la tecnologia, al punto che gli ospiti noi non li abbiamo mai incontrati, abbiamo fatto tutto attraverso il telefono e il computer''.
 
Il principio che ispira la musica di Elio e le storie tese è spiegato bene nelle esilaranti note su 'Heavy samba', dove ci sono la Fracci e Irene Grandi e dove si legge che ''la bossa nova è bellissima ma alla lunga soprattutto quando diventa lounge rompe le balle''.''Il nostro limite, se è un limite, è che ci annoiamo presto, da qui la varietà di generi e situazioni che proponiamo''.

'Parco Sempione', dedicato alla chiusura del parco milanese da parte del governatore Formigoni, è il singolo già adottato dalle radio. Con 'Il pippero' la band finì prima in classifica ma, dice Elio, ''bisogna esserci nati per fare i singoli''. A proposito di singoli, Faso aggiunge: ''il downloading e l'Mp3 mi sembra che ci abbiano riportato all'epoca del 45 giri: I ragazzi ascoltano canzoni, non succede piu' come accadeva a noi all'epoca del vinile che si impazziva per una band e ci si comprava tutti i dischi, tipo Police, Genesis, Gentle Giant. Proprio per questo faremo uscire 'Studentessi' in vinile a tiratura limitata''.

Quanto al Dopofestival, Elio anticipa che sarà ''una nostra interpretazione che partirà dall'idea di non puntare sulle chiacchiere ma sulla musica. Vogliamo approfittare della presenza contemporanea di tanti cantanti per fare ascoltare della musica, magari in chiave di parodia: come ha detto Max Gazzè, di solito ci incontriamo negli autogrill, quando ci ricapita più di stare tutti qui?''.

Proprio con la parodia delle canzoni del Festival del 1990 suonate live in un club di Sanremo, Elio e le Storie Tese si sono fatti conoscere dalla stampa italiana. ''E' sotto gli occhi di tutti che nella musica c'èuna crisi di creatività: si tende a fare delle fotocopie e a produrre dischi un tanto al tocco. Vogliamo far vedere che le nostre fotocopie sono più varie''.
http://qn.quotidiano.net/musica/2008/02/18/65599-nuovo_album_elio_storie_tese.shtml
18/02/2008


ESCE IL NUOVO CD: ascolta due brani in anteprima
Elio, Storie Tese e ospiti: ecco Studentessi
Carla Fracci e Baglioni, Bisio e Giorgia, Paola Cortellesi e Irene Grandi nell'album della band milanese

Il primo assaggio, in radio, è stato con il singolo Parco Sempione, che s'ispira agli eterni suonatori di bongo del parco milanese per raccontare la Milano di oggi, che progetta i grattacieli e cancella il Bosco di Gioia. Ora, da mercoledì, il ritorno di Elio e Le Storie Tese, diventa completo, con l'uscita del nuovo album (l'ultimo era del 2003). Il titolo, Studentessi, già fa capire che la carica ironica e comica del gruppo milanese non si è certo persa, così come la capacità di giocare con le parole e i loro significati.

LE CANZONI - L'album (ben 22 tracce, cinque delle quali fanno però parte di un unico brano) si presenta ricco di ospiti come mai prima per Elio e Le Storie Tese, cosa che alimenta la curiosità. Perchè se è facile immaginare che con Claudio Bisio scatti immediata la sintonia in La Lega dell'amore, dedicata «un soggetto politico estraneo alle logiche della partitocrazia», altri nomi portano su strade diverse della musica e dello spettacolo. Con grande spazio interpreti femminili. Ci sono infatti la voce di Giorgia in Ignudi fra i nudisti (mare o montagna? lago o campagna? quanto è difficile la vacanza di coppia...), quella di Antonella Roggiero in Plafone (come sono i vostri rapporti di vicinato condominiale?) e quella di Irene Grandi in Heavy Samba. Ma c'è anche la presenza di Claudio Baglioni che interpreta due parti dell' Effetto Memoria, quella di Demo Morselli, il maestro per l'arrangiamento di Tristezza, «canzone in do minore che va per la maggiore», che celebra «le mille attrattive della tristezza, simbolo di mentalità vincente». Ma ci sono ancora la voce recitante di Carla Fracci e quella di Paola Cortellesi, che dà voce a un adolescente inquieto «soggetto all'heavy metal» in Suicidio a Sorpresa. Ma va anche segnalato il recupero di una sigla radiofonica ( era del '97) di un programma con la Littizzetto, Single, in omaggio a «Feiez» Paolo Panigada. Insomma ce n'è abbastanza per essere incuriositi. D'altra parte quale altro gruppo potrebbe invogliarvi ad ascoltare un cd con titoli come Gargaroz (ricordate l'operazione alle tonsille?), o La risposta dell'architetto Mangoni oppure Il congresso delle parti molli? In questa pagina Corriere.it vi offre in anteprima l'ascolto completo di due brani:La Lega dell'amoree Suicidio a sorpresa.

LA TRACKLIST DI STUDENTESSI - 1. Stdentessi 2 Plafone 3. Ignudi fra i nudisti 4. Tristezza 5. Effetto Memoria Inverno 6. Heavy Samba 7. Gargaroz 8. Suicidio a sorpresa 9. Allegro 10 Andante con moto 11. Allegro 12. Allegretto 13 Effetto memoria Primavera 14. La Lega dell'amore 15 Indiani (a caval donando) 16. Effetto memoria Estate 17. Supermassiccio 18. La risposta dell'archiitetto Mangoni 19. Parco Sempione 20. Il congresso delle parti molli. 21. Single 22. Effetto memoria Autunno.
http://www.corriere.it/spettacoli/08_febbraio_18/elio_storietese_album_ed9e4a02-de51-11dc-ab0c-0003ba99c667_print.html
18/02/2008
 


Li ha annunciati il presidente della Fondazione Valente, Pietro Centrone
Al via i "Grandi concerti di primavera"

MOLFETTA - "Nei suoi sette anni di vita mai come in quest'ultimo anno la Fondazione Vincenzo Maria Valente aveva organizzato così tanti concerti musicali e tutti di così elevato spessore". Chi parla è Pietro Centrone, il presidente della fondazione che fra il 2007 e il 2008, con la collaborazione dell'amministrazione comunale, ha messo in cantiere e realizzato spettacoli con i vari Claudio Baglioni, Paolo Conte per la musica italiana e Stefano Bollani e Giovanni Allevi per la musica classica. Centrone annuncia la prossima intitolata "I Grandi Concerti di Primavera": il 31 marzo Danilo Rea, grande protagonista della musica jazz (nel cine-teatro Odeon); il 6 aprile il Coro del Teatro alla Scala (probabilmente presso la chiesa della Madonna dei Martiri); il 28 aprile Ludovico Einaudi (sempre all'Odeon), altro gigante del pianoforte che chiuderà il ciclo "Piano Italiano"; e infine, l'8 maggio, Fabio Concato con i 60 elementi dell'orchestra sinfonica di Bari che canterà presso l'anfiteatro di Ponente.
Appuntamenti culturali di grande spessore - ha sottolineato Centrone - "fortemente voluti dal sindaco uscente Antonio Azzollini, al quale la Fondazione Valente intende esprimere il giusto riconoscimento per l'apporto fornito nell'organizzazione di queste straordinarie di valenza nazionale".
Saranno messi in vendita 400 abbonamenti validi per tutti e quattro gli spettacoli al costo di 40 euro l'uno. Cento di questi saranno riservati a giovani, anziani e alle fasce più deboli al prezzo di 30 euro (la prevendita sarà effettuato presso il cine-teatro Odeon). "È una rassegna che si commenta da sola" ha detto Azzollini ringraziando la preziosa collaborazione della Fondazione Valente "che sta rendendo possibile il risplendere della cultura di qualità nella nostra città. Questi quattro concerti si inseriscono un ventaglio di altre 'perle' culturali come la stagione teatrale in corso all'Odeon, la giornate dedicate a Salvemini, le manifestazioni dedicate a Cozzoli".
http://www.barisera.it//cgi-bin/gesarticolo.cgi?codice=43981&azione=RICERCA&date=18-02-2008&bari=ok
18/02/2008


ANNO EUROPEO DEL DIALOGO INTERCULTURALE" - A ROMA AL VIA IL CONVEGNO D'APERTURA:"L'EUROPA RADICI COMUNI MA NON ANCORA UNA COMUNITA'"(2008-02-14)

    La giornata di apertura dell’Anno Europeo del Dialogo Interculturale 2008 (11 febbraio) può essere considerata una cerimonia ma vuole essere soprattutto una giornata di confronto, di comprensione, per vedere quello che è stato fatto e quello che è necessario fare in futuro.

  L’Europa, pur avendo radici comuni profonde, non è ancora una singola comunità. E’ necessario  sviluppare maggiormente un comune sentire per farla diventare  un unicum. E l’Anno Europeo del Dialogo Interculturale, insieme al progetto Mosaico che il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha elaborato, è un’occasione per accrescere la conoscenza e la comprensione reciproca. L'arte e la cultura possono, infatti, essere momento di insegnamento.
” Con queste parole l’On. Andrea Marcucci, Sottosegretario di Stato del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ha ufficialmente aperto a Roma, il 12 febbraio, con un convegno l’Anno Europeo del Dialogo Interculturale, iniziativa di grande respiro targata EU per la quale sono stati stanziati dieci milioni di euro.  Un progetto lanciato dal Commissario Europeo Jan Figel per promuovere una vera interazione culturale  tra tutti i paesi europei.

  L’Italia, attraverso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, partecipa all’Anno con un programma “Mosaico: Melting colours of Europe”, un progetto multidisciplinare  annuale che prevede otto appuntamenti tra cui  dibattiti,  mostre, performance, conferenze. E il primo appuntamento in agenda è stato proprio il convegno svoltosi all’Auditorium- Parco della Musica in questi giorni.
Articolato in tre sessioni, l’incontro ha visto la partecipazione di filosofi, artisti, scrittori, rappresentanti istituzionali. Ognuno ha  cercato, raccontando il proprio lavoro o le proprie esperienze, di dare un senso all’interculturalità, di indicare una strada, di svelare le insidie che si nascondono sulla strada di una piena integrazione culturale dei 27 paesi che attualmente costituiscono l’Unione Europea.

  Nella prima sessione dedicata a “Dialogo e creatività artistica”, si segnalano  gli interventi di Claudio Baglioni, Patricia Adkins Chiti e Virgilio Dastoli.
Il primo ha parlato in veste di socio promotore e fondatore della  Fondazione O’Scià, una manifestazione  nata sei anni fa  a Lampedusa che fa della musica il suo cavallo di battaglia per
promuovere il dialogo interculturale quale fondamento di un nuovo modello di convivenza civile, pacifica e solidale. “Con il nostro progetto, un grande concerto di tre giorni in una spiaggia di Lampedusa, vogliamo  sconfiggere la diffidenza verso la differenza, la difficoltà di concepire il prossimo, l’altro da sé. 160 artisti a titolo gratuito hanno preso parte, in questi anni,  a questa iniziativa che intendiamo portare anche in Senegal e in Libia,” ha affermato il famoso cantante che nel 2007 ha realizzato O’Scià a Malta.
Il Presidente della Fondazione Adkins Chiti - Donne in Musica, Patricia Adkins Chiti, dopo aver sottolineato il suo impegno trentennale nel promuovere il contributo di tutte le donne di ieri e di oggi al mondo della musica, ha presentato tre nuove pubblicazioni  della Fondazione tra cui “Jamila e le altre”, un testo in tre lingue in cui si racconta della fertile partecipazione femminile, fin da epoche lontanissime, alla creazione della musica nel mondo Mediterraneo. “Il dialogo interculturale per me non è una frase, fa parte della mia vita di tutti i giorni, è la nostra missione. Siamo attenti anche alla musica degli emigrati che arrivano nel nostro paese portando la loro musica, quasi come una dote.” ha  spiegato Patricia Adkins Chiti.
Nel corso del suo intervento, Virgilio Dastoli, Direttore della rappresentanza della CE in Italia, ha invece rivelato gli allarmanti risultati di un recente sondaggio svolto in Europa. “Negli ultimi tempi, è cresciuta in maniera considerevole, ed in alcuni paesi ad un livello impressionante, la paura dell’invasione dell’altro, ovvero la paura dell’altro quello che in greco si dice la xenofobia. Questo ci rivela in fondo  come noi reagiamo al fenomeno dell’immigrazione. A questo punto, diventano preziose iniziative come l’ Anno Europeo del Dialogo Interculturale che possano favorire la conoscenza dell’altro e il rispetto della diversità. Anche perché le nostre istituzioni non hanno spiegato a sufficienza i grandi vantaggi che noi abbiamo tratto dall’allargamento dell’Unione Europea. Si sottolineano spesso i problemi ma non abbastanza i vantaggi non solo economici ma anche culturali.”

  “Intercultura tra Balcani e Mediterraneo” è stato il tema della seconda sessione dei lavori. Un argomento attuale sul quale si sono espresse diverse personalità tra cui  Predrag Matvejevic, Younis Tawfik e Sandro Gozi.
Il guru  del mondo balcanico, Predrag Matvejevic, Presidente del Comitato Internazionale della Fondazione Laboratorio Mediterraneo, ha sottolineato l’importanza di avvicinare il mondo europeo al mondo dei Balcani. “Si confrontano due concetti: uno dell’Europa  e uno dell’altra Europa. Ma cos’è l’alterità dell’altra Europa? Mi arrabbio quando sento dire  ‘Praga entra in Europa, Pietroburgo non è entrata ancora in Europa’.  Sono concetti assolutamente sbagliati perché abbiamo radici fortissime in comune. Con i  Balcani, culla della cultura europea e della teologia bizantina, l’Europa ha tentato quindici anni fa  un avvicinamento ma non è riuscito.  E adesso che la situazione potrebbe ridiventare critica con la prossima proclamazione d’indipendenza del Kossovo e la reazione della Serbia, i Balcani hanno bisogno veramente dell’Europa. Certo, una parte dei Balcani  non è molto sviluppata, in alcune aree  la Mediterraneità riesce a penetrare ma in altre zone si impone la ‘continentalità’, un atteggiamento di chiusura. L’Europa deve però costruire un approccio comprensivo verso questi paesi tenendo conto che sono molto esauriti, in preda a tante contraddizioni, con una guerra da poco alle spalle. E allo stesso tempo, avvalersi di alcune componenti etniche per lavorare sulla stabilità. In Bosnia, per esempio, vivono i mussulmani più laici del mondo che potrebbero essere un  trait d’union con gli altri mussulmani. Un islam europeo che, a dire il vero, l’Europa ha lasciato calpestare, non ha saputo difendere durante la guerra.”

  Molti sono stati i  dubbi sollevati dallo scrittore iracheno Younis Tawfik. “C’è  bisogno di un dialogo interculturale. Ma siamo veramente pronti?” si chiede Tawfik. “Noto che emergono aspetti che mi lasciano perplesso per quanto riguarda il dialogo e la multiculturalità. In Italia, la multiculturalità è vista con un fatto esotico, romantico. Finchè questa cultura appartiene all’altro è accettabile, da scoprire ma quando si intreccia con la nostra diventa un problema. Purtroppo la cultura dell’altro è ancora racchiusa in un quadro di ambiguità e c’è ancora molto lavoro da fare in questo senso”.
Sandro Gozi, Presidente del Comitato Internazionale della Fondazione Laboratorio Mediterraneo, ha invece posto l’accento sul concetto di frontiera e sull’importanza di dare un senso politico al vicinato. “Cos’è un vicino? Non è una persona che fa parte della nostra famiglia, ma altresì una persona che occupa uno spazio vicino al nostro. Dobbiamo abbandonare l’idea, parlando dei Balcani,  di un’altra Europa, diversa dalla nostra. Eliminare il concetto in-out, noi-voi. E’ necessario avvicinarsi sempre di più per vivere meglio e adottare il principio delle frontiere semiaperte”.

  Argomento dell’ultima sessione è stato “Minoranze e multilinguismo in Europa”, un tema delicato dibattuto da diversi relatori tra cui  Giacomo Marramao, Clara Albani e Alexian Santino Spinelli.
Dopo aver annunciato che la lingua che tutti saremo presto costretti ad usare sarà il “broken English”, il filosofo  Giacomo Marramao ha affermato che in realtà la lingua culturale dell’Unione Europea è la traduzione. “Il multiculturalismo implica una società plurale e il confronto genera non solo armonie ma anche dissonanze. L’ordine dell’Europa sarà forzatamente cacofonico ma ci deve essere una comunanza di progetti, di valori, di quadri normativi”.

  Clara Albani, Direttrice dell’Ufficio del Parlamento Europeo per l’Italia, ha fornito alcuni dati che ci danno ben conto del multilinguismo del Parlamento Europeo. “Nel Parlamento dell’Unione Europea si parlano 23 lingue. Tutti i documenti prodotti vengono tradotti in 23 lingue e tutti i deputati possono esprimersi nella loro lingua. Questa mi sembra la risposta più bella al problema del multilinguismo. L’Unione Europea è in fondo una palestra dove si impara a rispettare la cultura degli altri. Spesso ci vengono rimproverati i costi che questo comporta ma questo è il costo della democrazia”. Clara Albani ha anche ricordato come il Parlamento Europeo abbia fatto molto per introdurre le lingue minoritarie nei rapporti amministrativi ed in molte altre situazioni, un’azione protettiva che prima era lasciata alla buona volontà dei singoli governi.
Alexian Santino Spinelli, artista rom e docente di lingua e cultura romanì, ha invece parlato della sua cultura minoritaria e di quanto questa abbia arricchito le varie culture con cui è venuta in contatto. “La cultura rom viene dall’India ed è arrivata con i rom in Europa senza portare nessuna guerra. La nostra musica  contaminandosi con altre ha dato origine a nuovi suoni. In alcuni paesi,  come in Russia e Romania, la musica rom è addirittura diventata la musica nazionale. In tutti i paesi europei ci sono rom, in Italia ne vivono oltre 13.000 e molti di loro sono italiani. Abbiamo però ancora la nostra lingua e vogliamo che continui a vivere”.

  Il convegno è stato chiuso dall’intervento del Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Francesco Rutelli, e da quello del Commissario Europeo Jan Figel.
Il primo ha ricordato come  contro la moltiplicazione delle criticità e dell'incomprensione tra culture e popolazioni la cultura sia l'unica strada per l'integrazione e  come dalla pluralità possa scaturire un’unità. ''Penso che il governo italiano abbia scelto, d'intesa con l'Unione Europea, una strada intelligente e vedo qui la traccia di quella tolleranza, di quel dialogo, di quella costruzione che ci fa smettere di teorizzare astrattamente il multiculturalismo e concretamente realizzare la conoscenza di valori delle altre culture attraverso cui è sempre cresciuta l'Italia'', ha concluso il ministro Rutelli.
Il Commissario Europeo Jan Figel ha infine sottolineato come la diversità e l’unità siano  due facce della stessa medaglia. “Se la prima cresce ogni giorno, la seconda va promossa di pari passo, d’altra parte l'Europa non vuole essere un melting pot ma piuttosto un mosaico”. (14/02/2008-Letizia Guadagno-ITL/ITNET


Claudio Baglioni ad Ischia a caccia di location per il suo concerto “O’ Scià”
Domani mattina a fargli da Cicerone sarà l’assessore Luciano Bazzoli
Di solito lo spettacolo musicale, con la partecipazione di decine di grandi nomi della canzone internazionale, si svolgeva a Lampedusa. Ma lo scorso anno il cantautore romano aveva preannunciato che l’evento sarebbe divenuto itinerante: una delle tappe di questo itinerario potrebbe essere la nostra isola

Ischia - Sarà ad Ischia domani, per una missione top secret che se andrà a buon fine, potrebbe trasformare Ischia, nella futura location del suo spettacolo “O’ Scià” (mega concerto che per cinque edizioni è stato ospitato dall’isola di Lampedusa (meta prediletta per le vacanza di molti Vip), richiamando decine e decine di artisti che si sono esibiti in palcoscenico e centinaia di fans che si sono scatenati al ritmo della musica). Stiamo parlando del grandissimo Claudio Baglioni, il cantautore romano, che con la nostra isola è legato da un triplice filo: qui è stato concepito (e Claudio non ha mai fatto mistero di questo particolare), all’isola ha dedicato una canzone (“Io dal mare”á che più di Ischia, parla proprio del suo essere stato concepito qui) e infine da Ischia gli è giunta la “Cittadinanza onoraria”, consegnatagli dall’allora sindaco avv. Luigi Telese in occasione della sua esibizione al San Paolo di Napoli (in una cerimonia molto intima, nei sotterranei della struttura sportiva). A fare da Cicerone d’eccezione per Baglioni sulla nostra isola, sarà l’Assessore al turismo del Comune di Ischia, dott. Luciano Bazzoli, che sta lavorando affinché quello che è ora ancora solo un progetto, possa divenire realtà. Lo scorso anno, Baglioni lo avevano preannunciato: O’ Scià sarebbe diventato itinerante e una delle future tappe di questo itinerario, potrebbe appunto essere Ischia. L’avventura di O’ Scià era stata avviata da Claudio Baglioni, quasi per scherzo nel 2003, una serata di musica dal vivo sulla spiaggia della Guitgia a Lampedusa per sensibilizzare Istituzioni, forze politiche, media e opinione pubblica sul delicato tema dell'emergenza immigrazione e solidarizzare con gli abitanti delle isole Pelagie, così interessati dalle drammatiche cronache degli sbarchi dei clandestini. Ma con il tempo e il crescente successo riscontrato, è divenuta una vera e propria iniziativa sociale, culturale, musicale, di portata internazionale, con riscontri positivi a tutti i livelli, dai semplici fans fino ai politici del Parlamento Europeo. O’ Scià si fa promotore di un messaggio di solidarietà, di tolleranza e di pace, sostenuto dalla musica, che da sempre lo contraddistingue. O' Scià da Lampedusa riesce a smuovere le coscienze di tanti italiani, sensibilizzando tutti verso il fenomeno della immigrazione clandestina. Grazie al sorprendente successo di pubblico, alla massiccia attenzione dei media, al riconoscimento delle più importanti Istituzioni nazionali (Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, Patrocinio di Senato e Camera dei Deputati, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero Affari Esteri, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Ministero della Giustizia, Ministero delle Politiche Giovanili, Ministero Politiche Europee, Ministero dell'Ambiente, Comune di Lampedusa e Linosa, Regione Siciliana) ed europee (Patrocinio del Vicepresidente della Commissione Europea Franco Frattini), al saluto e alla Benedizione di Sua Santità Papa Benedetto XVI e al sostegno ideale di prestigiose organizzazioni internazionali quali l'UNCHR (l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) e Amnesty International, O'Scia' è diventata la più importante rassegna artistico-musicale a sfondo sociale del nostro paese e, in prospettiva, in ambito europeo. In soli 5 anni oltre un centinaio tra i più importanti nomi della scena musicale e artistica italiana e internazionale, hanno offerto a "O'Scià" il contributo delle loro idee e il valore della loro capacità di regalare emozioni, appassionare, e, soprattutto, far riflettere. Tra gli altri: Amadeus, Biagio Antonacci, Francesco Baccini, Claudio Baglioni, Luca Barbarossa, Baraonna, Beati Paoli, Simona Bencini, Edoardo Bennato, Loredana Bertè, Enrico Brignano, Massimo Bubola, Luca Carboni, Orchestra Casadei, Antonio Casanova, Riccardo Cocciante, Cochi e Renato, Luisa Corna, Gigi D'Alessio, Ilaria D'Amico, Dennis, Grazia Di Michele, Dolcenera, Niccolò Fabi, Fichi D'India, Eugenio Finardi, Gigi Finizio, Riccardo Fogli, Alberto Fortis, Francesco, Fabrizio Frizzi, Bob Geldof, Claudia Gerini, Irene Grandi, Gianluca Grignani, Heres, Enzo Iacchetti, Pino Insegno, Khaled, Roberta Lanfranchi, L'Aura, Luca Madonia, Mango, Rosa Martirano, Marco Masini, Antoine Michel, Amedeo Minghi, Andrea Mirò, Gianni Morandi, Morgan, Nair, Nada, Neffa, Nek, Neri per Caso, Neri Marcorè, Pablo e Pedro, Pago, Giorgio Panariello, Gatto Panceri, Paola e Chiara, Max Pezzali, Stefano Picchi, Povia, Raf, Massimo Ranieri, Marina Rei, Francesco Renga, Ron, Enrico Ruggeri, Aida Satta Flores, Selim T., Alan Sorrenti, Anna Tatangelo, Tiromancino, Gianni Togni, Paola Turci, Paolo Vallesi, Antonello Venditti, Mario Venuti, Michele Zarrillo. Due gli obiettivi fondamentali: superare paure e diffidenze e favorire - attraverso il linguaggio universale e unificante della musica e dell'arte - l'incontro e l'integrazione tra i popoli e le etnie; concorrere a costruire - grazie al riconoscimento e alla promozione dei valori di cui ogni cultura è portatrice - un nuovo modello di convivenza: civile, pacifica e solidale. Ogni luogo ha i suoi valori. Lampedusa ha il suo valore intrinseco nella natura: bella, selvaggia. Ma Lampedusa è anche il luogo dove giungono in Europa molti immigrati dal sud del mondo. La fondazione O'Scià è un segno che i valori non sono solo intrinseci, c'è bisogno di scambio, di energia, di persone che, per loro "maggior risonanza" nel mondo possono aiutare a far sentire la voce di chi non può essere udito. Ecco perché l’organizzazione di un evento musicale gratuito, che permette a Lampedusa e ai suoi abitanti di “vivere alla grande” e essere visti, letti, in Italia e nel mondo non solo per “gli sbarchi”. Chi da Ischia segue Claudio Baglioni da sempre, ha vissuto questa sua predilezione per Lampedusa con un pizzico di gelosia e invidia tanto più alla luce del forte legame che Ischia sente con il cantautore. Ora Baglioni e gli ischitani potranno avere la loro occasione per rincontrarsi e dare vita ad un concerto unico nel suo genere. La speranza è che le location che l’isola saprà offrire a Claudio Baglioni e al suo staff, possano fare al loro caso. Noi siamo certi di sì.

Fonte Grazie a Gianluca x la segnalazione e doremifasol per la pubblicazione


'SCUSA, MA TI CHIAMO AMORE'
Raul Bova nel film di Federico Moccia
"Grande imbarazzo per le scene sexy"
L'attore confessa l'imbarazzo provato nel girare le scene di sesso con una ragazza molto più piccola di lui. Raul ha infatti specificato che, avendo una situazione familiare molto stabile, non si riconosce affatto in quel ruolo
Roma, 21 gennaio 2008 - "Devo confessare che nelle scene d'amore con la mia giovane partner, Michela Quattrociocche, ero imbarazzato: avevo tra le braccia una ragazza con la metà dei miei anni. E lo era anche lei, più di me. Sul set abbiamo condiviso ansie e paure". Raoul Bova, protagonista del film 'Scusa, ma ti chiamo amore' di Federico Moccia (tratto dal suo stesso libro), si confessa a 'Tu'.
Bova nella pellicola è un quarantenne che perde la testa per una ragazzina di 17 anni. Una storia in cui il sex simbol del cinema italiano non si riconosce affatto: "No, non mi è mai capitato, io ho una situazione familiare stabile, molto diversa. Ma sono tanti gli uomini di mezza età che si innamorano delle ragazzine. Quello di cui parla il film è un fenomeno sociale che riguarda tanti uomini che non hanno certezze emotive, e io non li giudico".
A 'Tu', Raoul parla anche del rapporto con Federico Moccia: "Lui è un personaggio che mi fa lo stesso effetto di Claudio Baglioni: può piacere o non piacere, ma ci ha fatto sognare tutti. E su questo non si discute. Il suo libro è semplice e parla il linguaggio dei giovani. Come regista poi sa il fatto suo. Conosceva a memoria le battute di tutti i personaggi ed è stato molto pignolo".

Un ritorno alla commedia dunque per l'attore, ma si tratta solo di una parentesi: "Ora torno a essere serio. Girerò un cortometraggio di denuncia contro la pena di morte, per la regia di Gianluca Petrazzi. Spero venga usato per la campagna sulla sospensione universale della pena capitale".
http://qn.quotidiano.net


Povia: "Difendiamo la musica italiana"
Il cantautore Povia durante l'incontro alla Fnac di Napoli

«Sono venuto qui per convincervi che non sono solo quello dei "bambini" e dei "piccioni"». Ha esordito così, con un pizzico d'ironia, il cantautore Giuseppe Povia nell'incontro con i suoi fan al multistore Fnac di via Luca Giordano. Un'occasione per presentare il suo ultimo album "La storia continua... la tavola rotonda". «Ho scelto questo titolo - ha spiegato - perché mi piaceva l'idea che intorno a un tavolo possano essere tutti uguali. Compreso il re, che non sono io». Il disco raccoglie dieci brani inediti commentati da alcuni personaggi del mondo della musica e dello spettacolo, da Claudio Baglioni a Paolo Bonolis, da Mogol a Paola Cortellesi: «Sono tutti amici - ha proseguito - che in qualche modo hanno segnato la mia crescita umana e professionale».
Accompagnato alla tastiera da Alessio Buccella, Povia ha eseguito per il pubblico alcune canzoni tratte dal nuovo album e i suoi due cavalli di battaglia sanremesi, "I bambini fanno ooh..." e "Vorrei avere il becco", con cui ha vinto il Festival due anni fa. È recente, invece, la notizia della sua esclusione da "Sanremo 2008": «Il brano che ho proposto in coppia con Francesco Baccini - ha spiegato l'artista - s'intitola "Uniti" e parla del fenomeno della "tornacontocrazia", ovvero del potere delle multinazionali della musica, dei giochi di lobby e di tutti coloro che agiscono per il proprio interesse».
Da questa idea è nata l'Indipendence Music Day, una manifestazione che si terrà a Sanremo il 27 febbraio: «Non è un "controfestival" - ha precisato il cantautore - ma un concerto per sensibilizzare la gente e chi di dovere a sveltire le pratiche per ufficializzare la legge che tutela la musica leggera in Italia. Per combattere la crisi del mercato discografico vogliamo che l'Iva sui cd sia abbassata del 4 per cento».


CONSULTING-TBWA CAMPAGNA IMMIGRATI
Per campagna comunicazione 2008 su integrazione stranieri

Roma, 14 gen. (Apcom) - Acciari Consulting e TBWA\Italia, si sono aggiudicati la realizzazione e la gestione di una campagna di comunicazione integrata mirata alla promozione dell'integrazione fra cittadini stranieri e italiani, a seguito della gara - alla quale hanno partecipato 6 tra le maggiorni agenzie italiane -lanciata dal Ministero della Solidarietà Sociale - Direzione Generale per l'immigrazione.

Nei 9 mesi di campagna (dal primo gennaio al 30 settembre 2008), si alterneranno - si legge in una nota - operazioni di comunicazione istituzionale e promozionale; la prima sarà dedicata alla divulgazione degli strumenti messi a disposizione della cittadinanza dal Ministero per promuovere l'integrazione razziale in Italia; la seconda, invece, prevede l'organizzazione di eventi e manifestazioni su tutto il territorio, attraverso tour di "contatto", tornei sportivi tra squadre miste, e una Festa nazionale dell'immigrazione, programmata per la prossima estate, alla quale ha già aderito il cantautore Claudio Baglioni.
"Da parte nostra - ha dichiarato Alberto Acciari, Presidente dell'Acciari Consulting - come responsabili BTL cercheremo di creare un contatto diretto tra gli italiani e gli immigrati, facendo notare, vuoi attraverso lo sport, vuoi attraverso le altre azioni di integrazione, come insieme si possano raggiungere traguardi positivi, se non ambiziosi, per tutto il Paese".
"Per quanto ci riguarda - il commento di Marco Fanfani, Amministratore Delegato TBWA\Italia - siamo molto soddisfatti per la vittoria per la particolare rilevanza sociale del tema e anche per l'ottimo livello di collaborazione con i professionisti di Acciari Consulting".

http://notizie.alice.it


Questo piccolo grande amore in sala
Successo di Baglioni diventa un film

Nel filone dei film d'amore per adolescenti, sbarca un'altra chicca che conquisterà anche coloro che giovanissimi non sono più. Il successo di Claudio Baglioni "Questo piccolo grande amore" diventerà un film, la cui sceneggiatura porta la firma del napoletano Ivan Cotroneo. La colonna sonora sarà di Baglioni stesso che, per l'occasione, comporrà un album sulla storia d'amore tra due giovani adolescenti. Aperti i casting.
La canzone, che nel 1985 fu premiata come "canzone italiana del secolo", risale al 1972 e segna il primo grande successo di Claudio Baglioni. Dopo alcuni singoli di scarso appeal, il cantautore pubblicò infatti uno dei primi esempi di concept album italiani, "Questo piccolo grande amore", in cui le canzoni erano legate insieme da un filo narrativo comune.
All'epoca il brano, che parla di una storia d'amore finita e fitta di malinconia tra due giovani ragazzi, fece scandalo: le parole "nudi" e "cose proibite" vennero consurate e sostituite con "soli" e "le scarpe bagnate" nella versione pubblicata sul 45 giri.

Claudio Baglioni (infophoto)

A oltre trent'anni di distanza, "Questo piccolo grande amore" resta una delle canzoni d'amore più popolari e conosciute in Italia, tanto che la Medusa (secondo indiscrezioni fornite dal sito di cinecittà news) ha pensato di inventarsi una storia che accompagni le note, forse alla luce del successo che i film del filone giovanilistico stanno riscuotendo in Italia, da "Tre metri sopra il cielo" a Come tu mi vuoi" o "Notte prima degli esami" e relativo sequel.

Non si sa ancora quali saranno gli attori scelti per interpretarlo perchè i casting sono ancora aperti. Certo è solo che Baglioni si occuperà della colonna sonora, e comporrà un album ad hoc, che parli della storia d'amore tra due giovani adolescenti. Mistero anche sul nome del regista. http://www.tgcom.mediaset.it


Claudio Baglioni era presente all'inaugurazione della mostra dedicata a Giovanni Agnelli: Il pubblico commosso saluta l'Avvocato.

Un pubblico affettuoso e a tratti commosso, quello che ha visitato nel pomeriggio l'inaugurazione della mostra fotografica «Il secolo dell'Avvocato». Tra i politici il sindaco Walter Veltroni, il ministro per le Attività e i beni culturali Francesco Rutelli, il ministro degli Esteri Massimo D'Alema, il presidente del Senato Franco Marini, il ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa, il ministro per le Politiche giovanili e le attività sportive Giovanna Melandri e l'onorevole Piero Fassino.
Molto apprezzati i filmati tratti dalle teche Rai da Tonino Farina e da Marco Franzelli, che tracciano in sequenza la storia della Fiat e i momenti significativi delle passioni artistiche, giornalistiche e sportive dell'avvocato, dai gol del «codino» Roby Baggio a quelli del «Pinturicchio» Alex Del Piero, alle vittorie in Formula 1 di Michael Schumacher e le medaglie d'oro di Gustavo Thoeni e Alberto Tomba. Molte le foto che ritraggono Gianni Agnelli in momenti intimi di famiglia, da bambino con i genitori e i fratelli, il giorno del matrimonio con Marella, con il figlio Edoardo, con il cane husky Died Eyes a cui, secondo i racconti di Jas Gavronski, dava da mangiare con la forchetta. E poi con l'amatissimo e prematuramente scomparso nipote Giovannino, in tenuta da sci a Saint Moritz, e ancora in barca agli Hamptons con la moglie Marella, John e Jackie Kennedy. E poi quelle istituzionali con i personaggi chiave del novecento, da Paolo VI a Giovanni Paolo II, e poi Kofi Annan, Henry Kissinger, Fidel Castro, Arafat, Michail Gorbaciov, Boris Eltsin, Bill Clinton, George W. Bush, Al Gore. E ancora con Federico Fellini, Claudio Villa, Carlo d'Inghilterra e Renzo Piano, Gae Aulenti, Mario Soldati e Carlo Bo, a testimoniare il costante interesse dell'avvocato per il mondo della cultura e dello spettacolo. Presenti molti vip nel parterre dell'inaugurazione, tra cui Eugenio Scalfari, Vittorio Sgarbi, Lilli Gruber, Roberto D'Agostino, Giovanni Minoli, Amedeo Goria, Claudio Baglioni con la moglie, Eleonora Giorgi e un'elegantissima Marisela Federici. Diversi i componenti della famiglia Agnelli che hanno presenziato anche il vernissage pomeridiano: il nipote dell'avvocato Lapo Elkann, Luca Cordero di Montezemolo con la moglie Ludovica Andreoni e la sorella Maria Sole con il marito Pio Teodorani Fabbri. All'appuntamento non ha voluto mancare Cesare Romiti, a lungo presidente del Consiglio di amministrazione della Fiat e storico braccio destro dell'avvocato Agnelli. In serata si sono presentati anche gli imprenditori Marco Tronchetti Provera, Ugo Brachetti Peretti e l'immobiliarista Stefano Ricucci. La foto più emozionante della mostra è quella del funerale dell'avvocato, un funerale di massa, a cui presero parte centinaia di migliaia di operai emozionati in fila sulla rampa interna del Lingotto per rendere l'ultimo omaggio al «loro» avvocato, sempre disponibile nei loro confronti e alla portata di tutti «come una persona normale».
Così lo ricorda un distinto signore torinese, ex dipendente Fiat, venuto a Roma per rendere omaggio all'avvocato che conosceva solo di vista, ma che ricorda «come fosse stato uno di famiglia, che non mancava mai di salutare anche il più giovane degli operai, una cosa che non si può proprio dimenticare». Cri.Spi.
11/01/2008 http://www.iltempo.it


Veglione a Montecarlo
Francesca Villaggio

Feste di fine anno nel Principato di Monaco. Il porto di Monaco imbiancato da fiocchi di neve vera, per ricreare un’autentica atmosfera natalizia in una regione dove il paesaggio fa pensare piuttosto ad una perenne primavera. Il Principato quest’anno ha fatto le cose in grande e la zona del porto si è trasformata in un villaggio nordico con tanto di percorsi innevati da neve sparata dai cannoni, proprio come sulle piste di montagna, per il divertimento dei bambini che possono scegliere se fare un giro con gli sci o con le motoslitte sotto una leggera nevicata, mentre per i più piccoli c’è anche un trenino che corre tra abeti imbiancati.

Per gli sportivi, la piscina è diventata una pista di pattinaggio sul ghiaccio aperta tutti i giorni dalle 10 alle 18; qui l’ingresso costa 5,70 euro, compreso l’affitto dei pattini. Come nel cuore di un vero paesino di montagna, ai lati della strada centrale ci sono tanti chalet di legno dove acquistare piccoli regali, ma anche dove degustare cioccolata calda e vin brulè, mentre per i “gourmet” c’è un banco per la degustazione di ostriche accompagnate da champagne o vino bianco. Chi vuole ammirare questo insolito paesaggio dall’alto, può anche fare un giro sulla grande ruota che si trova in fondo al villaggio natalizio e che sovrasta il porto e tutto il Principato.

Altro luogo dal fascino indiscutibile, soprattutto in questo periodo di festa, è la piazza del Casinò, dove al centro svetta un abete alto oltre 18 metri illuminato da una miriade di lucine bianche. In realtà questo grande albero è composto dall’insieme di 486 conifere unite come per magia a formare un’unica pianta. A fare da cornice alla piazza più chic di Montecarlo ci sono gli sfarzosi hotel, le cui hall sono decorate con sfavillanti addobbi e cortine di luci davanti agli ingressi principali. Ogni ristorante propone in questi giorni cene, pranzi e spettacoli per tutti i gusti, dai più tradizionali ai più innovativi e sorprendenti. http://www.ilsecoloxix.it/ 29/12/2007


MOTORI: La casa transalpina lega la propria immagine a
tanti eventi musicali che si svolgono in tutta Italia
Peugeot e musica: un legame consolidato

Prosegue il legame tra Peugeot e il mondo della musica. Dopo aver legato il proprio nome alle tournée di Elisa e Ruggeri, dopo essere stata presente alla quinta edizione di O'Scià di Baglioni, la casa francese accompagna oggi anche il tour di Biagio Antonacci che ha scelto per sé e per il suo staff le monovolume Peugeot 807 che viaggeranno per tutta Italia con il logo del tour. Ma la presenza delle vetture non si limita solo a un ruolo passivo poiché nei piazzali delle location dei concerti le Peugeot 207, 308 e 407 SW esposte saranno protagoniste di un concorso i cui vincitori potranno incontrare e conoscere personalmente l'artista prima del concerto.

Inoltre in questi giorni prende il via la seconda edizione di "Talenti per natura", l'evento dedicato all'incontro tra musica e natura, che si svolge a Roma fino al 18 dicembre: la manifestazione vuole portare musica di alta qualità in luoghi come le stazioni della metropolitana, molto frequentate, ma spesso poco vissute e valorizzate.

Ma ancora non basta poiché Peugeot ha scelto di essere presente con una 308 "Nature Efficace" ad ogni tappa del tour dello spettacolo musicale "Peter Pan" che attraverserà tutta l'Italia fino al prossimo 27 aprile. (m.r.)
(4 dicembre 2007)
http://www.repubblica.it


Claudio Baglioni per la seconda settimana il dvd "Tutto qui" primo in classifica!!!!

Per la seconda settimana consecutiva il quadruplo DVD “Tutto qui” di Claudio Baglioni domina la vetta della classifica dei più venduti.
Uscito lo scorso 9 novembre “Tutto qui” raccoglie in un “flight case” 4 dvd inediti, con le riprese estratte dalle oltre settanta date del tour "Tutti qui", più di due ore di contenuti speciali inediti e tutti i video-clip registrati dal musicista dal 1985 ad oggi.
I primi due dvd del cofanetto - "Concerto" - con la magistrale regia di Duccio Forzano, sono tratti dalle date di Roma, Milano, Genova e Caserta del tour "Tutti qui": quasi tre ore di grande musica dal vivo, con 48 tra i più grandi successi del repertorio di Baglioni. Inoltre, per la prima volta in Italia, musica e immagini dei due dvd "Concerto" saranno disponibili a gennaio 2008 anche in versione "Blu-ray" (tecnologia basata su laser a luce blu), un nuovo standard di altissima qualità, che rappresenta un'evoluzione in alta definizione del tradizionale dvd, capace di una risoluzione di 1900 X 1080 pixel.
Il terzo dvd - "Speciale" – raccoglie, invece, due ore di immagini inedite, tra le quali il concerto a sorpresa dalla terrazza della prima casa romana di Baglioni, nel quartiere Centocelle; il gran finale di "Tutti qui"; interviste, realizzate dallo stesso Baglioni, dietro le quinte alle maestranze del tour; canzoni improvvisate insieme ai fan, aneddoti e racconti, i segreti del backstage, prove e brani mai inseriti in scaletta.
Nell'ultimo dvd - "Video" - due ore e mezza con tutte le 27 clip a partire dalla prima “La vita è adesso” con la regia di Gabriele Salvatores.
GOIGEST 29/11/2007
02.202334


MUSICA: 'TUTTO QUI', 4 DVD INEDITI DI BAGLIONI

Roma, 8 nov. (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Tutto Claudio Baglioni in sette ore e mezzo di musica e immagini contenute in ben quattro Dvd inediti dal titolo "Tutto qui" che contengono il film integrale del tour "Tutti qui" (per la prima volta in Italia anche nell'alta definizione del sistema Blu-ray), due ore di contenuti speciali e tutti i video-clip dal 1985 a oggi. Nei negozi da domani.

I primi due dvd del cofanetto, "Concerto", per la regia di Duccio Forzano, sono tratti dalle date di Roma, Milano, Genova e Caserta del tour "Tutti qui": quasi tre ore di musica dal vivo, con 48 tra i piu' grandi successi del repertorio di Baglioni: diciotto brani in versione integrale e trenta missati in cinque nuovi medley: "Je-Je", "Atmo", "Folk", "Rock" e "Song". Il terzo dvd, "Speciale", raccoglie due ore di immagini inedite, tra le quali il concerto a sorpresa dalla terrazza della prima casa romana di Baglioni, nel quartiere Centocelle, il gran finale di "Tutti qui", interviste, dietro le quinte, canzoni improvvisate, aneddoti e racconti, i segreti del backstage, prove e brani mai inseriti in scaletta.

Nell'ultimo dvd, "Video", due ore e mezza con tutte le 27 clip registrate da Baglioni dal 1985 ad oggi.


La repubblica.it: Roma, 11:31
MUSICA: RAMAZZOTTI E LIGABUE N.1; DVD, ARRIVANO SIGUR ROS
Eros Ramazzotti e Luciano Ligabue continuano a dominare le classifiche degli album e dei download. Appena usciti, si piazzano tra i primi 10 cd piu' venduti Fabri Fibra (al sesto posto con "Bugiardo") e al settimo Roberto Vecchioni con "Di Rabbia e di stelle". A dominare la classifica Fimi-Nielsen degli album piu' venduti e' ancora Eros Ramazzotti con "E2", seguito da Giorgia ("Stonata"). Per i brani piu' scaricati da Internet, primo posto per Ligabue ("Niente paura"). Poi, "No One" di Alicia Key e "Non siamo soli" di Ramazzotti. Al quinto Zucchero con "Wonderful life" e al decimo Adriano Celentano con la sua "Hai bucato la mia vita". Singoli. Ancora Ramazzotti al primo posto con "Non siamo soli". Seguono le Spice Girls ("Headlines") e il "Living Darfur" dei Mattafix. Compilation. Primo "Hot party Winter 2008" che scalza "High School Musical 2", questa settimana secondo. Dvd. Al vertice Claudio Baglioni "Tutto qui", secondi i Queen "Queen Rock Montreal", poi "Help dei Beatles. Al quarto arriva "Heima", il film dei Sigur Ros. Al 19esimo Giorgio Gaber e i suoi "Anni Settanta".


Tutto il meglio di Claudio Baglioni. Claudio Baglioni concerto (2 DVD): L'artista dal vivo, immagini tratte dal tour "Tutti Qui 2006-2007". Claudio Baglioni video (1 DVD): tutti i 27 videoclip realizzati da "La vita è adesso" del 1985 al nuovo ed inedito "Buon viaggio della vita" del 2007. Claudio Baglioni speciale (1 DVD): Baglioni live a Centocelle, il concerto a sorpresa dal balcone della casa dov'è cresciuto; interviste; backstage; "Tutti qui gran finale", le sorprese delle ultime date del tour e molto altro.

Nel sito del mitico Duccio Forzano l'annuncio: "E' terminata la lavorazione del nuovo dvd di Claudio Baglioni che racconta il tour TUTTI QUI concerto memorabile quello di Roma che ripreso da 14 telecamere in HD sarà il piatto forte del dvd, ma gli inserti speciali riserveranno una sorpresa per i fan di Claudio Baglioni. Duccio Forzano"                 
http://duccioforzano.wordpress.com/


E' pronto il nuovo quadruplo DVD: Claudio Baglioni è davvero "Tutto qui", in questo straordinario "flight case" in tre colori (rosso, giallo e blu), in uscita il prossimo 9 novembre, che raccoglie 4 dvd inediti, con le riprese estratte dalle oltre settanta date del tour "Tutti qui", più di due ore di contenuti speciali inediti e tutti i video-clip registrati dal musicista dal 1985 ad oggi.

I primi due dvd del cofanetto - "Concerto" - con la magistrale regia di Duccio Forzano, sono tratti dalle date di Roma, Milano, Genova e Caserta del tour "Tutti qui": quasi tre ore (2h58´45") di grande musica dal vivo, con 48 tra i più grandi successi del repertorio di Baglioni: 18 brani (tra i quali: "Avrai", "Io sono qui", "La vita è adesso", "Mille giorni di te e di me", "Strada facendo" e "Via") in versione integrale e 30 (con titoli come "Amore bello", "E tu", "E tu come stai", "Questo piccolo grande amore", "Solo" e "Sabato pomeriggio") missati in cinque nuovi e suggestivi medley: "Je-Je", "Atmo", "Folk", "Rock" e "Song".

Inoltre, per la prima volta in Italia, musica e immagini dei due dvd "Concerto" saranno disponibili a fine novembre anche in versione "Blu-ray" (tecnologia basata su laser a luce blu), un nuovo standard di altissima qualità, che rappresenta un´evoluzione in alta definizione del tradizionale dvd, capace di una risoluzione di 1900 X 1080 pixel.

Il terzo dvd - "Speciale" – raccoglie, invece, due ore (2h02´35") di immagini inedite, tra le quali il concerto a sorpresa dalla terrazza della prima casa romana di Baglioni, nel quartiere Centocelle; il gran finale di "Tutti qui"; interviste, realizzate dallo stesso Baglioni, dietro le quinte alle maestranze del tour; canzoni improvvisate insieme ai fan, aneddoti e racconti, i segreti del backstage, prove e brani mai inseriti in scaletta.Nell´ultimo dvd - "Video" - due ore e mezza (2h38´14") con tutte le 27 clip registrate da Baglioni dal 1985 ad oggi: "La vita è adesso", "Dagli il via", "Io sono qui" (in due versioni), "Bolero", "Acqua dalla luna", "Noi no, noi mai più", "Dov´è dov´è", "Titoli di coda", "Anima mia", "Da me a te", "Arrivederci o addio", "Cuore di aliante", "Stai su", "Hangar", "Chi c´è in ascolto", "Si io sarò", "Per incanto e per amore", "Sono io", "Tienimi con te", "Titoli di coda", "Crescendo e cercando", "Tutti qui", "Và", "Il nostro concerto", "Se non avessi più te" e il nuovissimo "Buon viaggio della vita".

(red) Newsic - Italy
http://www.newsic.it:80/php/2body_news.php?num=20102221361
(22/10/07)
 

Da IBS: Tutto il meglio di Claudio Baglioni. Claudio Baglioni concerto (2 DVD): L'artista dal vivo, immagini tratte dal tour "Tutti Qui 2006-2007". Claudio Baglioni video (1 DVD): tutti i 27 videoclip realizzati da "La vita è adesso" del 1985 al nuovo ed inedito "Buon viaggio della vita" del 2007. Claudio Baglioni speciale (1 DVD): Baglioni live a Centocelle, il concerto a sorpresa dal balcone della casa dov'è cresciuto; interviste; backstage; "Tutti qui gran finale", le sorprese delle ultime date del tour e molto altro.

 
Morandi: "E pensare che come cantante non sono niente di speciale"
Milano - Ma no, Gianni Morandi tutto in una volta è una botta troppo forte, è come vedersi passare impietosamente davanti quarantacinque anni di storia e mischiare nostalgie e ricordi dentro le maglie strette di un ritornello. Venerdì esce Grazie a tutti, triplo cd che per la prima volta raccoglie tutte, ma proprio tutte, le sue cinquanta canzoni più famose ed è quasi inutile specificare quali: da Andavo a cento all’ora, C’era un ragazzo, Non son degno di te e Scende la pioggia fino a Bella signora e Banane e lampone, roba che mediamente due terzi degli italiani ormai conosce a memoria. Non ci fossero anche la nuova Stringimi le mani (scritta da Pacifico), il duetto con Baglioni in Un mondo d’amore, la versione di Se non avessi più te arrangiata da Morricone e un medley di Questa vita cambierà, Com’è grande l’universo e Principessa, questi tre cd (molto sciccosa l’edizione a tiratura limitata a forma di valigetta) sembrerebbero l’apologia, bella ma malinconica, del bel tempo che fu. E invece basta parlargli, a Gianni Morandi, per capire che va ancora a cento all’ora e che si è accorto di averli, i suoi quasi sessantatré anni, solo rivedendo queste canzoni tutte insieme in un cd.

Morandi, un repertorio sterminato: di quale canzone non ne può più?

«Per carità, mi piacciono tutte. Però Fatti mandare dalla mamma è diventata quasi un’ossessione, la sento persino alle feste dei bambini. E io non ho più l’età per cantarla».

Però nei suoi concerti c’è sempre.

«Intanto se non la faccio io, è il pubblico che inizia a cantarla da solo».

Adesso con questo triplo cd ha fatto il riassunto della sua carriera. È una maratona (tanto le piacciono).

«In quei brani ci sono tante storie, spesso emozionanti, talvolta incredibili».

Vale a dire?

«Se solo penso ai miei esordi: sono arrivato a Roma a diciassette anni nel 1962 e mi sono trovato a lavorare in un gruppo con Migliacci, che aveva appena scritto Nel blu dipinto di blu, Bruno Zambrini e addirittura due futuri premi Oscar, cioè Luis Bacalov ed Ennio Morricone».
Per forza poi ha avuto successo.

«Ho iniziato così. E chissà che cosa sarebbe accaduto se, invece di portarmi a Roma, il mio scopritore Paolo Lionetti, che era un arbitro di pugilato, mi avesse accompagnato a Milano...».

Il suo talento sarebbe stato lo stesso.

«Ma io non sono speciale, ce ne sono duecento, trecento o mille che cantano come me».

Che fa, cita Uno su mille ce la fa?

«La vita spesso è fatta di coincidenze e casualità. È una cosa strana, la vita».

La sua si divide in tre fasi.

«Vero. Il primo è quello della tv in bianco e nero, quando tutto era facile e avevo un successo strepitoso. Ho conosciuto tutti, da Sordi a Gassman a Michelangelo Antonioni, con qualcuno ho anche stretto amicizia. Grande periodo».

Poi gli anni ’70.

«Arrivarono i cantautori e gli anni di piombo. La mia carriera andò in crisi e anche la mia vita personale. Poi sono rinato».

Merito anche di Mogol.

«In realtà mi contattò per la Nazionale cantanti: aveva finito il suo rapporto con Battisti dopo Una giornata uggiosa e gli era venuta la fissa del calcio. Ci vedemmo, mi chiese (imita la sua voce nasale - ndr): “Ma tu una volta cantavi, ora cosa fai?”. Gli risposi che cantavo ancora, ma per pochi».

Bella battuta.

«Allora lui scrisse per me Canzoni stonate, che iniziava con il verso “canto solamente insieme a pochi amici”. Da lì sono ripartito».

Adesso ha intitolato il suo album con un definitivo Grazie a tutti. Ha finito di cantare?

«Macché, ho solo voglia di ringraziare chi mi ha accompagnato fin qui, dai 200 autori, ai direttori d’orchestra, ai discografici, soprattutto al pubblico. Il mio viaggio da cantante non è ancora finito».

Però le manca qualcosa.

«Un ruolo drammatico al cinema, un personaggio non da Gianni Morandi. Oppure una pièce teatrale. Chissà che cosa mi riserverà il futuro».

Intanto ha votato per il Pd?

«Certo. Veltroni naturalmente. Ma mia moglie preferisce la Bindi».

Entusiasta di questo nuovo partito?

«Diciamo che mi accontenterei di non sentire più la parola comunista».

http://blog.ilgiornale.it/giordano/
fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=213252&START=0&2col= 16/10/2007


 

14/10/2007
"Grazie a tutti", Gianni Morandi celebra 45 anni di carriera

Gianni Morandi ha 63 anni, ed è in carriera dal 1962. La sua storia è una lunghissima saga del pop italiano, ora radunata in uno dei tanti "sperlari" in arrivo. Esce il 19 ottobre "Grazie a tutti", che sembrerebbe il titolo di un disco con il quale uno saluta e se ne va, ma non è così: "E' solo un modo per ringraziare davvero tutti coloro ai quali debbo riconoscenza, da Migliacci a Bacalov, da Battiato a Ramazzotti. Senza di loro non sarei qui, ma non appenderò le scarpette al chiodo", mi ha precisato ieri durante una simpatica chiacchierata.
Tre dischi, con 50 canzoni. Una vita. Prima parte: gli inizi, da "Andavo a cento all'ora" a "Fatti mandare dalla mamma" che ho visto ieri sera ballare forsennatamente a una festa di laurea, con la musica del premio Oscar Luis Bacalov; ma poi soprattutto quei pezzi strappacuore di un lui che si metteva a pedalino ai piedi della sua bella: "In ginocchio da te", "Non son degno di te", "Se non avessi più te" arrangiata da Morricone, etc etc etc.
Secondo disco: gli Ottanta della rinascita, dopo che il suo personaggio a lungo aveva perso smalto, con l'arrivo del rock e dei cantautori. La sigla autobiografica è "Uno su mille" (ce la fa); "Canzoni stonate", "La mia nemica amatissima", "Bella signora", "Banane e lamponi".
Terzo disco, il più debole: denuncia il tempo che passa e la scarsezza attuale di pezzi efficaci che possano rappresentare Morandi. Io amo molto "Io sono un treno" di Jimmy Villotti (uno troppo bravo e raffinato per aver successo), sulle altre sono freddina: "L'amore ci cambia la vita"? "Solo chi si ama veramente"? Bah. Però c'è un bell'inedito di un altro bravo artista misconosciuto, Pacifico, che ha scritto per Morandi "Stringimi le mani". E un duetto con Claudio Baglioni su "Un mondo d'amore", frutto forse della comune esperienza nel progetto "O' Scià". Morandi dovrebbe andare con Baglioni a cantare in Libia, ma per ora tutto tace.
Mi sembra che questo triplo cofanetto in discesa racconti assai bene la storia della musica popolare italiana degli ultimi 45 anni.
fonte: la stampa


Gianni Morandi presenta 'Grazie a tutti': 'La mia storia bellissima'

Verrà pubblicato il prossimo 19 ottobre "Grazie a tutti", antologia che raccoglierà il meglio di Gianni Morandi: nel triplo Cd saranno inclusi 50 brani, che attingeranno al repertorio del leggendario interprete spaziando dai classici cavalli di battaglia senza dimenticare le rarità e le novità (come il “Medley Morandi”, una versione mai pubblicata di “Se non avessi più te” arrangiata da Morricone nel ’68, un duetto con Claudio Baglioni su "Un mondo d'amore" e l'inedito “Stringimi le mani”, scritto da Pacifico): "Devo un 'grazie' a migliaia di persone: agli autori, agli arrangiatori, ai registi, ai produttori, ai giornalisti ma anche e soprattutto al pubblico", ha ammesso l'artista, "La mia è una storia bellissima, fantastica e di grande fortuna. Una vita intensa di incontri incredibili: e mi sembra incredibile che tutto questo sia capitato a me”. Una scelta difficile, quella di selezionare poche decine di brani in un repertorio che ne include oltre 400: Morandi, tuttavia, aveva le idee chiare su che canzoni inserire: "Ce ne sono almeno una decina imprescindibili come - ad esempio - 'Cosa resterà di me' di Battiato, perché è stata straordinariamente scritta sulla mia pelle, ma anche 'C’era un ragazzo', che, all'epoca, non volevano farmi cantare perché parlava di Vietnam, di guerra e morti, e anche 'Uno su mille', importantissima per me, la canzone con cui sono rinato dopo tanti anni di oblio, di uno che tocca la polvere e poi alla fine ce la fa”. A proposito dell'inedito, Morandi commenta: "E' un'Italia sentimentale e intensa quella di 'Stringimi le mani'. Parlo di due persone in difficoltà, che si fanno forza a vicenda. C’è un po’ d’ansia e di precarietà, che è uno dei temi del nostro tempo. Gli anni del boom, della felicità assoluta e del juke-box sono ormai un ricordo”. Guardandosi indietro, non prova un po' d'amarezza, Morandi, a passare alla storia solo come interprete e non come autore? “Non mi manca essere un grande autore, anche se ho scritto anche io una quarantina di pezzi, e mi fa piacere difendere il mio ruolo di interprete", racconta Gianni: "C’è un lato positivo in questo: ho potuto cantare di tutto, il mio repertorio è ricco. C’è di tutto, ci sono brani che appartengono a mondi musicali tra loro anche molto diversi che convivono attraverso uno stesso artista. E’ un patrimonio meno monocorde, che offre più opportunità, che dà modo di spaziare maggiormente”. Per artisti della sua caratura, un "best of" suona sempre come una celebrazione, un punto d'arrivo che lascia - però - poco spazio al futuro. Ma la storica voce, classe Quarantaquattro, al futuro guarda con l'entusiasmo di un ventenne: "Questo non è un disco 'definitivo'. E’ un 'grazie a tutti' fino a qui. Mi piacerebbe trovare altre canzoni, come quella di Pacifico, fare altre cose, fare un nuovo tour…”.
fotne Rockol 14/10/2007 http://www.rockol.it/news-89896/Gianni-Morandi-presenta-'Grazie-a-tutti'--'La-mia-storia-bellissima'


Baglioni: la magia di rinnovarsi sempre
«Ogni album è diverso, ma contiene l’annuncio di quello che verrà»

MILANO—«Questi 12 album che propone il Corriere io li vedo come un’adunata, una parata, una festa. Non un bilancio o una retrospettiva. Sono stati albumfortunati, quale più e quale meno. Popolari e con tutto il potere evocativo della musica leggera ». Così Claudio Baglioni, in piena tournée americana con concerti da tenere ancora a Montreal, Boston e Atlantic City. «A me queste iniziative danno un senso di fierezza e sono carburante per il lavoro futuro. Fra due mesi comincio a lavorare al prossimo disco e questa parata è come il colpo di cannone che chiude un ciclo e ne apre un altro».
Una volta — era il ’94 — lei dichiarò: «Ogni volta che creo un disco nuovo ho paura che somigli ai precedenti ovvero sia un frullato di tutto quanto ho scritto fino ad ora»... «E’ una delle tante sensazioni che si provano. Insomma la paura di aver gia scritto lo scrivibile. Una scintilla di novità appare come un miracolo. Tanta strada dietro e poca/ corta davanti. In realtà ogni album è propedeutico a quello successivo e contiene l'annuncio di quel che verrà». In vari dischi poche canzoni dominanti e altre sconosciute ai più... «Io ero certo che "Poster" avrebbe superato "Sabato pomeriggio" ma la casa discografica pensava il contrario».Due dischi diametralmente opposti in questa collana? «Direi "Sabato
pomeriggio" e "Strada facendo". Il primo molto ampolloso, il secondo secco, magro». E«Viaggiatore...» dove si colloca? «E’ il disco più ambizioso, meta-musicalemeta-fisico.Musica popolare e leggera, ma nel tentativo di descrivere il concetto di spazio e tempo. Forse velleitario.
Ma l’ho amato parecchio forse perché è il disco più oscuro e meno penetrabile».
Delle canzoni minori, quelle meno popolari, quali sono le sue preferite? «Quelle complesse, ingombranti. Per esempio dall’ultimo
album in studio "Patapam" dove vincono i grandi sentimenti. Oppure amo "Tamburi lontani" e "Fammi andar via" che hanno un impianto da adagio dimusica operistica. Insomma canzoni che pesano. Facendo molti concerti dal vivo ho negli anni utilizzato a rotazione molti brani
poco noti». I rapporti con i media? Tempo fa diceva di provare un senso di ridicolo, come se dovesse «affascinare una donna dicendo
scemate, creando bugie. Anche per questo—aggiungeva—evito nuovi incontri; a meno che sia lei a inchiodarmi contro una parete»... E’ ancora così? «Faccio un mestiere per cui non sono stato costruito. Io,malgrado i miei 56 anni, sono ancora un uomo timido. Qualsiasi tipo di apparizione, almeno una volta, era drammatica, con la sensazione di essere sempre fuori posto. Lo stesso accade con le donne. Oggi ci vorrebbe un contrafforte più che una parete per inchiodarmi ».
E’ vero che le parole spesso hanno un senso,ma non un suono? «Sì, le parole delle canzoni sono sempre state la mia dannazione.Ho sempre vissuto la composizione in maniera un po’ schizofrenica. La parte musicale nasce generalmente rapida e felice. Mi piace. Tiro tardi a creare
per un mese di seguito e butto giù annotazioni di ogni genere, perfino abbozzi di arrangiamento. E poi cambio cappello e faccio il paroliere. Raramente nascono insieme musica e testi. Comincia così una estenuante corsa all’inseguimento della parola. Combatto con la metrica.
La lingua italiana è lunga e spesso la parola finisce per avvilire lineamelodica. Poi finisco per far prevalere il significante al significato, il suono, l’idea che certe parole abbiamo delle rime interne. Mi sono venuti fuori testi che avevano delle geometrie perché la cosa mi divertiva e mi
rassicurava. Perché rievocavo le geometrie musicali dove le note hanno collocazioni e intervalli ben precisi e regole ferree. E poi non c'è sempremerce disponibile nel reale immediato. A un certo punto non ce l’ho fatta più a cantare una strada, ilmare, la luna. E' dura dare un significato alle parole che si scrivono, aumentano le perplessità, diminuisce la fiducia in te stesso e viene fuori la tua incertezza».
Com’è stato l’impatto con l’America dove sta completando un tour? «All’inizio difficile. Sono arrivato molto stanco da Lampedusa dove per mettere in scena "O’Scià" ho dormito, nell’ultima settimana, non più di 23 ore. Poi l’accoglienza è stata ottima. Ho contattato manager
e musicisti americani perché penso e spero di fare un altro tour il prossimo anno anche in città e locali normalmente non frequentati da cantanti italiani».
Mario Luzzatto Fegiz

Il percorso:
Da «Questo piccolo grande amore» alla svolta surreale di «Viaggiatore»
MILANO — Merito dei cantautori se l'Italia riuscì a conservare una sua identità musicale anche negli anni dell'invasione del repertorio anglosassone. Vinse anche Baglioni per aver saputo dare corpo attraverso raffinate mediazioni poetiche ai palpiti della coscienza collettiva.
«Questo piccolo grande amore» conteneva una canzone, quella che da il titolo all’album, di tale impatto da seppellire tutti gli altri brani dell’album come «Piazza del Popolo», «Una faccia pulita», «Battibecco», «Con tutto l'amore che posso». L’unica a entrare fra i sempreverdi l’allegrotta
«Porta Portese». «Gira che ti rigira amore bello» (1973) accentua la figura di Baglioni a cavallo fra canzone leggera e cantautorato. Insomma un cantautore pop con brani sempreverdi quali «W l'Inghilterra », «Io me ne andrei», «Ragazza di campagna» e «Amore bello». «E tu» (1974) accentua la vena romantica di Baglioni, ed esplode nelle classifiche come succederà per il seguente «Sabato pomeriggio » del 1975. Dove probabilmente «Poster» con la sua foto d’una adolescenza inquieta oppressa da un tempo immobile, surclassa la stessa title track. Il successo
porta Baglioni ad affrontare nuove strade prima con «Solo» del ’77 e l’anno dopo con l’introspettivo «E tu come stai». Bisogna aspettare tre anni per il folgorante «Strada facendo», in cui l’equilibrio fra cantatore e pop singer si fa perfetta. Torna ad avvicinarsi ai colleghi cantautori con una grande attenzione al sociale in canzoni come «I vecchi» e la struggente «Ragazze dell’Est». Nell’85 un’onda positiva pervade «La vita è
adesso» in cui i giochi di fonè gli prendono la mano fin dai titoli («Un nuovo giorno o un giorno nuovo»... ) che continueranno in «Io sono
qui», un inno al presente. «Oltre» del ’90 è un fiume in piena di creatività con brani come «Dagli il via» o «Noi no». «Viaggiatore sulla coda del tempo» è una svolta surreale che divide i fan mentre l’artista si lancia nelle avventure televisive con Fazio. «Sono io-L’uomo della storia accanto», è un ritorno epico alle introspezioni delle origini dove brillano «Mai più come te» e «Patapam».
M.L.F

Un uomo timido
Io, malgrado i miei 56 anni, sono ancora un uomo timido. Qualsiasi tipo di apparizione, almeno una volta, per me era drammatica, provavo la sensazione di essere sempre fuori posto

Composizione schizofrenica
Ho sempre vissuto la composizione in maniera un po’ schizofrenica: la parte musicale nasce rapida e felice. Tiro tardi a creare per un mese di seguito. Poi cambio cappello e faccio il paroliere


Linea Blu anteprima trasmissione: Lampedusa

Sabato 13 ottobre  alle 14.30, Lineablu si trova a Lampedusa, splendida Isola dell'Arcipelago delle Pelagie dove, da quattro anni, si svolge “O’scia’”,  la kermesse musicale organizzata da Claudio Baglioni e dall'amministrazione comunale, alla quale partecipano tante stelle del pop italiano e internazionale, per  ricordare il problema della immigrazione clandestina.  Questa importante manifestazione quest’anno ha legato il suo nome anche a Malta dove il celebre cantautore ha tenuto un concerto, sempre nell’ambito della manifestazione  “O’scia’”.
Nelle acque dell’isola maltese, le telecamere di Lineablu hanno ripreso la partenza del piccolo Niki Frascisco, costretto a vivere in barca  a causa di una rara forma di asma. approfittando dell’arrivo del bambino a Lampedusa, Donatella Bianchi lo ha incontrato a bordo assieme a Claudio Baglioni e  ha ripreso il discorso sul progetto della  didattica virtuale per le isole minori.


Marcorè imita Ligabue e canta

«una vita da prodiano»

 

LAMPEDUSA - Ministri ed esponenti politici che dovevano condividere con gli artisti convocati da Baglioni per O'Scià, la sua annuale manifestazione canora per sensibilizzare l'opinione pubblica e i governi sul dramma dell'immigrazione clandestina che vede nell'isola il suo centro nevralgico, sono spariti. Erano attesi Mastella, Rutelli, Ferrero (venuto e ripartito nei giorni scorsi prima che si alzasse il sipario), Frattini, ma sono rimasti bloccati sia dalla nuova austerity sull'uso degli aerei di stato, sia dalla carenza di voli di linea dovuta al maltempo e al forte vento. Che ieri ha fatto saltare la tavola rotonda "Gli uomini della storia accanto – Integrazione, dialogo, solidarietà e diritti", spostata a oggi. Attesi fra gli altri, oltre a Frattini vicepresidente della commissione europea, che ha inviato un messaggio, Peter Schatzer dello Iom e Mansur Tantush, della World Islamic Call Society, che da tempo cerca di esportare in Libia, dove ci sono un milione e mezzo di profughi e potenziali sbarcatori di Lampedusa, la manifestazione di Baglioni.

Niente politici dunque, ma in ogni caso politica è stata, dal palco, attraverso la satira. Neri Marcorè, imitando la timbrica di Ligabue, ha cantato due successi del rocker di Correggio con un testo completamente riscritto. “Una vita da mediano” è diventata “Una vita da prodiano” “sempre a prendere schiaffoni/a tenere tutti buoni/circondato da coglioni".

Fra l'entusiasmo dei ventimila spettatori accalcati sul bagnasciuga della spiaggia della Guitgia, proprio di fronte al porto, Marcorè ha così sintetizzato le difficoltà dell'attuale maggioranza: «Una vita da prodiano/A dar retta anche a Parisi/Tutti vogliono poltrone/O minacciano una crisi».

Impietoso il finale “Una vita da prodiano/di chi sa che dura poco/E l'unione che ormai dorme e non fanno le riforme./Una vita da prodiano/Uno strilla l'altro inciucia/Con i senatori a vita/Dacci dentro di fiducia”.

E nell'ultimo verso una stoccata precisa: “Li li li finché ce n'è sto li/Fra compagni ed ex dc.”

Dallo stesso Palco Marcorè ha anche parafrasato la canzone di Ligabue “Ho messo via” con un attacco dedicato a Prodi: «Hai messo via le mie illusioni pensavo tutto cambierà/E quasi rimpiango Berlusconi e la sua mediocrità». E più avanti «Se non ti dai una bella mossa quando rivoto sai che c'è/Col cazzo che voto per te».

E Baglioni cosa dice? "E' un tempo non favorevole alle apparizioni in pubblico dei politici. Ma per noi e per la nostra causa possono fare molto anche restando nelle loro sedi. Quanto a Marcorè è un ulteriore segno che O'Scià è una manifestazione politica, anche se non ha un ruolo di supplenza della stessa. Cerchiamo di aiutare a fabbricare un sistema migliore di vita, contro le diverse infelicità che toccano paesi poveri e paesi ricchi, attraverso un concerto a più voci, da Pino Daniele a Bennato, da Paolo Bonolis a Laura Pausini, dagli Avion Travel ai Matia Bazar. Gli artisti si prestano volentieri a queste buone cause anche a titolo di espiazione per il successo avuto. Gli artisti non sanno far le guerre, sono degli individualisti e dei solisti. Ma anche negli eserciti servono i trombettieri".

«Si fugge sempre più dalle guerre e meno dalla miseria – commenta Laura Boldrini dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. – Su diecimila profughi sbarcati a Lampedusa, a ben seimila è stata riconosciuta una forma di accoglienza o protezione o perchè perseguitati personalmente o perché vittime di una situazione di guerra».

Si dice che l'idillio fra Lampedusa e O'Scià sia andato calando e che gli abitanti dell'isola e i suoi amministratori abbiano sviluppato una grossa intolleranza verso gli sbarchi vissuti come una iattura più che una risorsa. “Non è così - replica Baglioni -. E' vero che una vicesindaca leghista, Angela Maravetano, vorrebbe portare Lampedusa in provincia di Bergamo. Ma il suo atteggiamento è solo la giusta preoccupazione che l'accoglienza non distragga dai gravi problemi di Lampedusa. Il paese non ha una struttura sanitaria efficiente, mentre in effetti nel nuovo centro di smistamento vi sono eccellenti medici, il che è in effetti un paradosso».

Intanto sono giunti a Baglioni messaggi dei Presidenti di Camera e Senato, di Franco Frattini (che riprende la lettera di Baglioni al Corriere in cui spiegava, di non voler mettere una buona causa al servizio del suo talento, ma la sua notorietà al servizio di una buona causa), mentre per oggi è atteso, come lo scorso anno, quello di Papa Ratzinger che Baglioni ha ammesso di aver invitato, per ora senza esito, a Lampedusa.

 

Mario Luzzatto Fegiz

29 settembre 2007


“Il vento di un respiro ci porterà vicino”: questo lo slogan di O’ Scia’, il festival-laboratorio a favore degli immigrati che ha chiuso i battenti a Lampedusa. Tre giorni di musica, incontri e rassegne cinematografiche ideati dal cantautore Claudio Baglioni. Ma qual è l’obiettivo principale di questa manifestazione giunta ormai alla quinta edizione? Isabella Piro lo ha chiesto allo stesso Claudio Baglioni:ascolta l'intervista
Fonte: http://www.oecumene.radiovaticana.org


U.E. - ITALIA: Frattini ad O'Scia': l'immigrazione e' nostra opportunita'

'Vivere l'immigrazione come opportunita''. L'invito arriva dal vicepresidente della Commissione europea Franco Frattini, in collegamento telefonico con Lampedusa, ieri, per la tavola rotonda che O'Scià, il festival laboratorio ideato da Claudio Baglioni, ha dedicato agli 'Uomini della porta accanto'.
Riuniti intorno a un tavolo a parlare di immigrazione e integrazione, rappresentanti di istituzioni italiane ed europee, associazioni, organismi, nazionali ed internazionali, impegnati nel settore. 'L'immigrazione va vissuta come opportunità e non solo come dolore e tragedia', ha detto Frattini, che si e' complimentato per il successo euro mediterraneo di O'Scià.
Dalla portavoce dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Laura Boldrini, qualche dato: 'L'anno scorso sono sbarcate a Lampedusa 18 mila persone e circa un terzo hanno chiesto asilo.- ha ricordato - Lampedusa e' un simbolo, e' l'isola che libera le persone dalla paura. Se gli sbarchi quest'anno sono diminuiti, non cala invece il numero di migranti che richiedono asilo, spinti dalla disperazione e dall' ingiustizia. Chi ha un atteggiamento intollerante perde una grande sfida'. Zeinah Ahmed Dolal, del Movimento internazionale Genti di Pace promosso dalla Comunità di Sant'Egidio, ha portato la sua testimonianza: Sono musulmana, sono scappata dalla Somalia. In Italia ho trovato la mia strada e una nuova famiglia. Da Mansur Tantush, rappresentante in Italia e Santa Sede della World Islamic Call Society, un appello per scuole più multietniche e la proposta di creare un istituto di storia del Mediterraneo. Mario Morcone, capodipartimento per le Libertà civili e l'immigrazione del Ministero dell'Interno,ha ha ricordato che l'ospitalità ai rifugiati che chiedono asilo e' un dovere per gli italiani, perché corrisponde ad un diritto costituzionalmente garantito. 'Lampedusa rappresenta oggi uno standard di riferimento europeo per la sua accoglienza, ha aggiunto. Baglioni - osannato dai Lampedusani con tanto di striscione 'grazie Claudio, ti vogliamo bene' - ha sottolineato che Lampedusa, grazie a O'Scia' ha finalmente trovato quell'attenzione che cerca da anni. E presto, ha confermato Mansur Tantush, O'Scià attraverserà il mare per sbarcare in Libia, a Tripoli, dove entro fine anno sarà organizzato un convegno, cui seguirà un evento musicale in un sito archeologico.
http://www.aduc.it/ 30 Settembre 2007


O’ Scià, strada facendo sempre più grande

Tutto l’impegno umanitario di SuperBaglioni

 

Di Andrea Spinelli

Lampedusa – «IO SONO nata ieri, sbarcando a Lampedusa» sussurra la donna eritrea agli uomini del centro di accoglienza, masticando sofferenza e speranza in quel nome che da anni per migliaia di disperati rappresenta un futuro. «I lampedusani ormai sanno di abitare una terra che libera i migranti dalla paura» spiega Laura Boldrini dell’Alto Commissariato per i rifugiati dell’Onu, anche se non tutti a queste longitudini sono contenti di tanta attenzione. Ma la coscienza cresce. Cresce per uno Stato più vicino e cresce anche grazie a Claudio Baglioni che da cinque anni fa dello scoglio più meridionale d’Europa il centro della sua opera di sensibilizzazione, della sua offensiva di solidarietà verso i palazzi della politica, nella convinzione, mutuata da Martin Luther King (a qualcuno nella vita bisogna pure ispirarsi), che «non vada temuto tanto il grido dei violenti quanto il silenzio degli onesti».

 

IL SUO DUETTO di «Strada facendo» con Laura Pausini sulla spiaggia della Guitgia è l’ultima istantanea affidata ieri notte da O’ Scià a un’edizione che accanto a Matia Bazar, Simone Cristicchi, Avion Travel, Neri Marcoré, Niki Nicolai e Stefano Di Battista, Franco Califano, Paola Cortellesi, Vibrazioni, e tanti, tanti, altri ancora, ha visto scendere in campo in via epistolare il Capo dello Stato, i Presidenti di Camera e Senato, il Ministro degli Esteri, tutti idealmente a Lampedusa a testimoniare il proprio sostegno all’iniziativa, rinnovando la propria fiducia nell’opera di quella Europa «che non sarà mai una fortezza chiusa e sorda alle invocazioni di chi soffre» come ha tenuto a ricordare al telefono il vice presidente della Commissione europea Franco Frattini intervenendo a «Gli uomini della storia accanto», la tavola rotonda su «integrazione, solidarietà, dialogo e diritti» voluta dal cantautore romano a latere della sua rassegna canora. Quest’anno nell’isola dei famosi si sono materializzati ancora una volta ministri, amministratori pubblici, esponenti di organizzazioni non governative, oltre al solito stuolo di cantanti che nella giornata conclusiva ha visto Baglioni faccia a faccia con Mario Biondi in «E tu come stai», con Eugenio Bennato ne «Le città di mare», con Fabio Concato in «Domenica bestiale», con Don Backy ne «L’immensità», con Alex Britti in «Alzati Giuseppe». Anche se il popolo della Guitgia aspettava soprattutto la Laura nazionale e lei ha ricambiato tanta attesa scivolando con la lievità delle donne forti tra le suggestioni di «Io canto», «Come se non fosse stato mai amore», «Tra te e il mare», «Vivimi» e, appunto, una «Strada facendo» capace di addolcire a Super Claudio il rammarico per i forzati forfait all’ultimo momento di Mannoia, Cammariere e Pino Daniele.

 

 

FRA UN SET e l’altro s’è ricavato un suo spazio pure Paolo Bonolis, interprete a sorpresa di una «Stand by me» a due voci. «Viviamo un momento di passaggio» ha poi spiegato giù dal palco. «In Italia il vuoto istituzionale c’è sempre stato, solo che ora la gente ne ha coscienza e non accetta di essere diventata il mezzo invece che il fine della politica. Veltroni è una persona splendida, che si stupisce ancora di quel che gli accade e guarda alla vita con gli occhi del fanciullino, mentre Grillo è ruvido nei modi e nelle parole, ma quel che propone non è sbagliato. La "casta" con la sua arroganza e i suoi privilegi non esiste solo in politica, ma pure in tv. Oggi, ad esempio, in Italia abbiamo gente che fa televisione e gente che va in televisione. Fra quelli che hanno fatto cose nuove sul piccolo schermo metterei Baudo, Fazio, Carrà, Panariello, Celentano». Anche se su Pippo, parlando di Sanremo, Bonolis ha qualcosa da ridire. «Mi piacerebbe tornarci» ammette l’ideatore de «Il senso della vita» commentando le voci che lo danno conduttore in pectore dell’edizione 2009. «E questo giudizio non