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DOPO CINQUE ANNI
Nuovo album per Elio e le Storie Tese
Ecco l'irriverente 'Studentessi'
Arriva nei negozi di dischi la nuova fatica del gruppo
milanese. Tante le collaborazioni: da Claudio Baglioni a
Paola Cortellesi, da Giorgia a Claudio Bisio, da Antonella
Ruggiero a Irene Grandi. Elio sarà anche al Dopofestival
Roma, 18 febbraio 2008 - Testi irriverenti e guest star di
assoluto valore del panorama italiano. C'è tutto questo nel
nuovo disco del cantautore milanese. ''Il lavoro di Elio e
le storie tese non è facile, ma ci vuole qualcuno che lo
faccia perché‚ in Italia è necessario. Costa fatica perché
bisogna mettere d'accordo tante teste ed è per questo che ci
abbiamo messo cinque anni prima di fare il nuovo cd''. Elio,
insieme alle Storie Tese, è a Sanremo a preparare il
Dopofestival. Nel frattempo c'è da parlare di 'Studentessi',
il nuovo cd che esce mercoledì allegato a La Repubblica.
La band è sempre stata incline a ospitare nei loro dischi 'colleghi',
come tengono a chiamarli, ma in questo caso fanno le cose in
grande chiamando Claudio Baglioni, Giorgia (''sono un suo
fan, sono convinto che se fosse stata americana sarebbe
stata famosa in tutto il mondo''), Antonella Ruggiero, Paola
Cortellesi, Claudio Bisio, Irene Grandi e perfino Carla
Fracci in veste di voce narrante. Parte dei brani è affidata
alle cure musicali di Demo Morselli.
'''Studentessi' continua la nostra tradizione sia di
copertine con immagini forti che di ospiti. Abbiamo
cominciato dalla mucca con I piedi di donna e dalla faccia
di un nero mescolata a una di una bianca bionda e siamo
arrivati a oggi con la lumaca al posto delle labbra - spiega
Elio - Il nostro primo disco è del 1989 e andando avanti nel
tempo sono cresciute qualità e quantità. E anche la
tecnologia, al punto che gli ospiti noi non li abbiamo mai
incontrati, abbiamo fatto tutto attraverso il telefono e il
computer''.
Il principio che ispira la musica di Elio e le storie tese è
spiegato bene nelle esilaranti note su 'Heavy samba', dove
ci sono la Fracci e Irene Grandi e dove si legge che ''la
bossa nova è bellissima ma alla lunga soprattutto quando
diventa lounge rompe le balle''.''Il nostro limite, se è un
limite, è che ci annoiamo presto, da qui la varietà di
generi e situazioni che proponiamo''.
'Parco Sempione', dedicato alla chiusura del parco milanese
da parte del governatore Formigoni, è il singolo già
adottato dalle radio. Con 'Il pippero' la band finì prima in
classifica ma, dice Elio, ''bisogna esserci nati per fare i
singoli''. A proposito di singoli, Faso aggiunge: ''il
downloading e l'Mp3 mi sembra che ci abbiano riportato
all'epoca del 45 giri: I ragazzi ascoltano canzoni, non
succede piu' come accadeva a noi all'epoca del vinile che si
impazziva per una band e ci si comprava tutti i dischi, tipo
Police, Genesis, Gentle Giant. Proprio per questo faremo
uscire 'Studentessi' in vinile a tiratura limitata''.
Quanto al Dopofestival, Elio anticipa che sarà ''una nostra
interpretazione che partirà dall'idea di non puntare sulle
chiacchiere ma sulla musica. Vogliamo approfittare della
presenza contemporanea di tanti cantanti per fare ascoltare
della musica, magari in chiave di parodia: come ha detto Max
Gazzè, di solito ci incontriamo negli autogrill, quando ci
ricapita più di stare tutti qui?''.
Proprio con la parodia delle canzoni del Festival del 1990
suonate live in un club di Sanremo, Elio e le Storie Tese si
sono fatti conoscere dalla stampa italiana. ''E' sotto gli
occhi di tutti che nella musica c'èuna crisi di creatività:
si tende a fare delle fotocopie e a produrre dischi un tanto
al tocco. Vogliamo far vedere che le nostre fotocopie sono
più varie''.
http://qn.quotidiano.net/musica/2008/02/18/65599-nuovo_album_elio_storie_tese.shtml
18/02/2008
ESCE IL NUOVO CD: ascolta due brani in
anteprima
Elio, Storie Tese e ospiti: ecco
Studentessi
Carla Fracci e Baglioni, Bisio e Giorgia, Paola Cortellesi e
Irene Grandi nell'album della band milanese
Il primo assaggio, in radio, è stato con il singolo Parco
Sempione, che s'ispira agli eterni suonatori di bongo del
parco milanese per raccontare la Milano di oggi, che
progetta i grattacieli e cancella il Bosco di Gioia. Ora, da
mercoledì, il ritorno di Elio e Le Storie Tese, diventa
completo, con l'uscita del nuovo album (l'ultimo era del
2003). Il titolo, Studentessi, già fa capire che la carica
ironica e comica del gruppo milanese non si è certo persa,
così come la capacità di giocare con le parole e i loro
significati.
LE CANZONI - L'album (ben 22 tracce, cinque delle quali
fanno però parte di un unico brano) si presenta ricco di
ospiti come mai prima per Elio e Le Storie Tese, cosa che
alimenta la curiosità. Perchè se è facile immaginare che con
Claudio Bisio scatti immediata la sintonia in La Lega
dell'amore, dedicata «un soggetto politico estraneo alle
logiche della partitocrazia», altri nomi portano su strade
diverse della musica e dello spettacolo. Con grande spazio
interpreti femminili. Ci sono infatti la voce di Giorgia in
Ignudi fra i nudisti (mare o montagna? lago o campagna?
quanto è difficile la vacanza di coppia...), quella di
Antonella Roggiero in Plafone (come sono i vostri rapporti
di vicinato condominiale?) e quella di Irene Grandi in Heavy
Samba. Ma c'è anche la presenza di Claudio Baglioni che
interpreta due parti dell' Effetto Memoria, quella di Demo
Morselli, il maestro per l'arrangiamento di Tristezza,
«canzone in do minore che va per la maggiore», che celebra
«le mille attrattive della tristezza, simbolo di mentalità
vincente». Ma ci sono ancora la voce recitante di Carla
Fracci e quella di Paola Cortellesi, che dà voce a un
adolescente inquieto «soggetto all'heavy metal» in Suicidio
a Sorpresa. Ma va anche segnalato il recupero di una sigla
radiofonica ( era del '97) di un programma con la
Littizzetto, Single, in omaggio a «Feiez» Paolo Panigada.
Insomma ce n'è abbastanza per essere incuriositi. D'altra
parte quale altro gruppo potrebbe invogliarvi ad ascoltare
un cd con titoli come Gargaroz (ricordate l'operazione alle
tonsille?), o La risposta dell'architetto Mangoni oppure Il
congresso delle parti molli? In questa pagina Corriere.it vi
offre in anteprima l'ascolto completo di due brani:La Lega
dell'amoree Suicidio a sorpresa.
LA TRACKLIST DI STUDENTESSI - 1. Stdentessi 2 Plafone 3.
Ignudi fra i nudisti 4. Tristezza 5. Effetto Memoria Inverno
6. Heavy Samba 7. Gargaroz 8. Suicidio a sorpresa 9. Allegro
10 Andante con moto 11. Allegro 12. Allegretto 13 Effetto
memoria Primavera 14. La Lega dell'amore 15 Indiani (a caval
donando) 16. Effetto memoria Estate 17. Supermassiccio 18.
La risposta dell'archiitetto Mangoni 19. Parco Sempione 20.
Il congresso delle parti molli. 21. Single 22. Effetto
memoria Autunno.
http://www.corriere.it/spettacoli/08_febbraio_18/elio_storietese_album_ed9e4a02-de51-11dc-ab0c-0003ba99c667_print.html
18/02/2008
Li ha annunciati il
presidente della Fondazione Valente, Pietro Centrone
Al via i "Grandi concerti di primavera"
MOLFETTA - "Nei suoi sette anni di vita mai come in quest'ultimo
anno la Fondazione Vincenzo Maria Valente aveva organizzato
così tanti concerti musicali e tutti di così elevato
spessore". Chi parla è Pietro Centrone, il presidente della
fondazione che fra il 2007 e il 2008, con la collaborazione
dell'amministrazione comunale, ha messo in cantiere e
realizzato spettacoli con i vari Claudio Baglioni, Paolo
Conte per la musica italiana e Stefano Bollani e Giovanni
Allevi per la musica classica. Centrone annuncia la prossima
intitolata "I Grandi Concerti di Primavera": il 31 marzo
Danilo Rea, grande protagonista della musica jazz (nel
cine-teatro Odeon); il 6 aprile il Coro del Teatro alla
Scala (probabilmente presso la chiesa della Madonna dei
Martiri); il 28 aprile Ludovico Einaudi (sempre all'Odeon),
altro gigante del pianoforte che chiuderà il ciclo "Piano
Italiano"; e infine, l'8 maggio, Fabio Concato con i 60
elementi dell'orchestra sinfonica di Bari che canterà presso
l'anfiteatro di Ponente.
Appuntamenti culturali di grande spessore - ha sottolineato
Centrone - "fortemente voluti dal sindaco uscente Antonio
Azzollini, al quale la Fondazione Valente intende esprimere
il giusto riconoscimento per l'apporto fornito
nell'organizzazione di queste straordinarie di valenza
nazionale".
Saranno messi in vendita 400 abbonamenti validi per tutti e
quattro gli spettacoli al costo di 40 euro l'uno. Cento di
questi saranno riservati a giovani, anziani e alle fasce più
deboli al prezzo di 30 euro (la prevendita sarà effettuato
presso il cine-teatro Odeon). "È una rassegna che si
commenta da sola" ha detto Azzollini ringraziando la
preziosa collaborazione della Fondazione Valente "che sta
rendendo possibile il risplendere della cultura di qualità
nella nostra città. Questi quattro concerti si inseriscono
un ventaglio di altre 'perle' culturali come la stagione
teatrale in corso all'Odeon, la giornate dedicate a
Salvemini, le manifestazioni dedicate a Cozzoli".
http://www.barisera.it//cgi-bin/gesarticolo.cgi?codice=43981&azione=RICERCA&date=18-02-2008&bari=ok
18/02/2008
ANNO EUROPEO DEL DIALOGO
INTERCULTURALE" - A ROMA AL VIA IL CONVEGNO D'APERTURA:"L'EUROPA
RADICI COMUNI MA NON ANCORA UNA COMUNITA'"(2008-02-14)
La
giornata di apertura dell’Anno Europeo del Dialogo
Interculturale 2008 (11 febbraio) può essere considerata una
cerimonia ma vuole essere soprattutto una giornata di
confronto, di comprensione, per vedere quello che è stato
fatto e quello che è necessario fare in futuro.
L’Europa, pur avendo radici comuni profonde, non è ancora
una singola comunità. E’ necessario sviluppare maggiormente
un comune sentire per farla diventare un unicum. E l’Anno
Europeo del Dialogo Interculturale, insieme al progetto
Mosaico che il Ministero per i Beni e le Attività Culturali
ha elaborato, è un’occasione per accrescere la conoscenza e
la comprensione reciproca. L'arte e la cultura possono,
infatti, essere momento di insegnamento.
” Con queste parole l’On. Andrea Marcucci, Sottosegretario
di Stato del Ministero per i Beni e le Attività Culturali,
ha ufficialmente aperto a Roma, il 12 febbraio, con un
convegno l’Anno Europeo del Dialogo Interculturale,
iniziativa di grande respiro targata EU per la quale sono
stati stanziati dieci milioni di euro. Un progetto lanciato
dal Commissario Europeo Jan Figel per promuovere una vera
interazione culturale tra tutti i paesi europei.
L’Italia, attraverso il Ministero per i Beni e le Attività
Culturali, partecipa all’Anno con un programma “Mosaico:
Melting colours of Europe”, un progetto multidisciplinare
annuale che prevede otto appuntamenti tra cui dibattiti,
mostre, performance, conferenze. E il primo appuntamento in
agenda è stato proprio il convegno svoltosi all’Auditorium-
Parco della Musica in questi giorni.
Articolato in tre sessioni, l’incontro ha visto la
partecipazione di filosofi, artisti, scrittori,
rappresentanti istituzionali. Ognuno ha cercato,
raccontando il proprio lavoro o le proprie esperienze, di
dare un senso all’interculturalità, di indicare una strada,
di svelare le insidie che si nascondono sulla strada di una
piena integrazione culturale dei 27 paesi che attualmente
costituiscono l’Unione Europea.
Nella prima sessione dedicata a “Dialogo e creatività
artistica”, si segnalano gli interventi di Claudio Baglioni,
Patricia Adkins Chiti e Virgilio Dastoli.
Il primo ha parlato in veste di socio promotore e fondatore
della Fondazione O’Scià, una manifestazione nata sei anni
fa a Lampedusa che fa della musica il suo cavallo di
battaglia per
promuovere il dialogo interculturale quale fondamento di un
nuovo modello di convivenza civile, pacifica e solidale.
“Con il nostro progetto, un grande concerto di tre giorni in
una spiaggia di Lampedusa, vogliamo sconfiggere la
diffidenza verso la differenza, la difficoltà di concepire
il prossimo, l’altro da sé. 160 artisti a titolo gratuito
hanno preso parte, in questi anni, a questa iniziativa che
intendiamo portare anche in Senegal e in Libia,” ha
affermato il famoso cantante che nel 2007 ha realizzato O’Scià
a Malta.
Il Presidente della Fondazione Adkins Chiti - Donne in
Musica, Patricia Adkins Chiti, dopo aver sottolineato il suo
impegno trentennale nel promuovere il contributo di tutte le
donne di ieri e di oggi al mondo della musica, ha presentato
tre nuove pubblicazioni della Fondazione tra cui “Jamila e
le altre”, un testo in tre lingue in cui si racconta della
fertile partecipazione femminile, fin da epoche
lontanissime, alla creazione della musica nel mondo
Mediterraneo. “Il dialogo interculturale per me non è una
frase, fa parte della mia vita di tutti i giorni, è la
nostra missione. Siamo attenti anche alla musica degli
emigrati che arrivano nel nostro paese portando la loro
musica, quasi come una dote.” ha spiegato Patricia Adkins
Chiti.
Nel corso del suo intervento, Virgilio Dastoli, Direttore
della rappresentanza della CE in Italia, ha invece rivelato
gli allarmanti risultati di un recente sondaggio svolto in
Europa. “Negli ultimi tempi, è cresciuta in maniera
considerevole, ed in alcuni paesi ad un livello
impressionante, la paura dell’invasione dell’altro, ovvero
la paura dell’altro quello che in greco si dice la
xenofobia. Questo ci rivela in fondo come noi reagiamo al
fenomeno dell’immigrazione. A questo punto, diventano
preziose iniziative come l’ Anno Europeo del Dialogo
Interculturale che possano favorire la conoscenza dell’altro
e il rispetto della diversità. Anche perché le nostre
istituzioni non hanno spiegato a sufficienza i grandi
vantaggi che noi abbiamo tratto dall’allargamento
dell’Unione Europea. Si sottolineano spesso i problemi ma
non abbastanza i vantaggi non solo economici ma anche
culturali.”
“Intercultura tra Balcani e Mediterraneo” è stato il tema
della seconda sessione dei lavori. Un argomento attuale sul
quale si sono espresse diverse personalità tra cui Predrag
Matvejevic, Younis Tawfik e Sandro Gozi.
Il guru del mondo balcanico, Predrag Matvejevic, Presidente
del Comitato Internazionale della Fondazione Laboratorio
Mediterraneo, ha sottolineato l’importanza di avvicinare il
mondo europeo al mondo dei Balcani. “Si confrontano due
concetti: uno dell’Europa e uno dell’altra Europa. Ma cos’è
l’alterità dell’altra Europa? Mi arrabbio quando sento dire
‘Praga entra in Europa, Pietroburgo non è entrata ancora in
Europa’. Sono concetti assolutamente sbagliati perché
abbiamo radici fortissime in comune. Con i Balcani, culla
della cultura europea e della teologia bizantina, l’Europa
ha tentato quindici anni fa un avvicinamento ma non è
riuscito. E adesso che la situazione potrebbe ridiventare
critica con la prossima proclamazione d’indipendenza del
Kossovo e la reazione della Serbia, i Balcani hanno bisogno
veramente dell’Europa. Certo, una parte dei Balcani non è
molto sviluppata, in alcune aree la Mediterraneità riesce a
penetrare ma in altre zone si impone la ‘continentalità’, un
atteggiamento di chiusura. L’Europa deve però costruire un
approccio comprensivo verso questi paesi tenendo conto che
sono molto esauriti, in preda a tante contraddizioni, con
una guerra da poco alle spalle. E allo stesso tempo,
avvalersi di alcune componenti etniche per lavorare sulla
stabilità. In Bosnia, per esempio, vivono i mussulmani più
laici del mondo che potrebbero essere un trait d’union con
gli altri mussulmani. Un islam europeo che, a dire il vero,
l’Europa ha lasciato calpestare, non ha saputo difendere
durante la guerra.”
Molti sono stati i dubbi sollevati dallo scrittore
iracheno Younis Tawfik. “C’è bisogno di un dialogo
interculturale. Ma siamo veramente pronti?” si chiede Tawfik.
“Noto che emergono aspetti che mi lasciano perplesso per
quanto riguarda il dialogo e la multiculturalità. In Italia,
la multiculturalità è vista con un fatto esotico, romantico.
Finchè questa cultura appartiene all’altro è accettabile, da
scoprire ma quando si intreccia con la nostra diventa un
problema. Purtroppo la cultura dell’altro è ancora racchiusa
in un quadro di ambiguità e c’è ancora molto lavoro da fare
in questo senso”.
Sandro Gozi, Presidente del Comitato Internazionale della
Fondazione Laboratorio Mediterraneo, ha invece posto
l’accento sul concetto di frontiera e sull’importanza di
dare un senso politico al vicinato. “Cos’è un vicino? Non è
una persona che fa parte della nostra famiglia, ma altresì
una persona che occupa uno spazio vicino al nostro. Dobbiamo
abbandonare l’idea, parlando dei Balcani, di un’altra
Europa, diversa dalla nostra. Eliminare il concetto in-out,
noi-voi. E’ necessario avvicinarsi sempre di più per vivere
meglio e adottare il principio delle frontiere semiaperte”.
Argomento dell’ultima sessione è stato “Minoranze e
multilinguismo in Europa”, un tema delicato dibattuto da
diversi relatori tra cui Giacomo Marramao, Clara Albani e
Alexian Santino Spinelli.
Dopo aver annunciato che la lingua che tutti saremo presto
costretti ad usare sarà il “broken English”, il filosofo
Giacomo Marramao ha affermato che in realtà la lingua
culturale dell’Unione Europea è la traduzione. “Il
multiculturalismo implica una società plurale e il confronto
genera non solo armonie ma anche dissonanze. L’ordine
dell’Europa sarà forzatamente cacofonico ma ci deve essere
una comunanza di progetti, di valori, di quadri normativi”.
Clara Albani, Direttrice dell’Ufficio del Parlamento
Europeo per l’Italia, ha fornito alcuni dati che ci danno
ben conto del multilinguismo del Parlamento Europeo. “Nel
Parlamento dell’Unione Europea si parlano 23 lingue. Tutti i
documenti prodotti vengono tradotti in 23 lingue e tutti i
deputati possono esprimersi nella loro lingua. Questa mi
sembra la risposta più bella al problema del multilinguismo.
L’Unione Europea è in fondo una palestra dove si impara a
rispettare la cultura degli altri. Spesso ci vengono
rimproverati i costi che questo comporta ma questo è il
costo della democrazia”. Clara Albani ha anche ricordato
come il Parlamento Europeo abbia fatto molto per introdurre
le lingue minoritarie nei rapporti amministrativi ed in
molte altre situazioni, un’azione protettiva che prima era
lasciata alla buona volontà dei singoli governi.
Alexian Santino Spinelli, artista rom e docente di lingua e
cultura romanì, ha invece parlato della sua cultura
minoritaria e di quanto questa abbia arricchito le varie
culture con cui è venuta in contatto. “La cultura rom viene
dall’India ed è arrivata con i rom in Europa senza portare
nessuna guerra. La nostra musica contaminandosi con altre
ha dato origine a nuovi suoni. In alcuni paesi, come in
Russia e Romania, la musica rom è addirittura diventata la
musica nazionale. In tutti i paesi europei ci sono rom, in
Italia ne vivono oltre 13.000 e molti di loro sono italiani.
Abbiamo però ancora la nostra lingua e vogliamo che continui
a vivere”.
Il convegno è stato chiuso dall’intervento del Ministro
per i Beni e le Attività Culturali, Francesco Rutelli, e da
quello del Commissario Europeo Jan Figel.
Il primo ha ricordato come contro la moltiplicazione delle
criticità e dell'incomprensione tra culture e popolazioni la
cultura sia l'unica strada per l'integrazione e come dalla
pluralità possa scaturire un’unità. ''Penso che il governo
italiano abbia scelto, d'intesa con l'Unione Europea, una
strada intelligente e vedo qui la traccia di quella
tolleranza, di quel dialogo, di quella costruzione che ci fa
smettere di teorizzare astrattamente il multiculturalismo e
concretamente realizzare la conoscenza di valori delle altre
culture attraverso cui è sempre cresciuta l'Italia'', ha
concluso il ministro Rutelli.
Il Commissario Europeo Jan Figel ha infine sottolineato come
la diversità e l’unità siano due facce della stessa
medaglia. “Se la prima cresce ogni giorno, la seconda va
promossa di pari passo, d’altra parte l'Europa non vuole
essere un melting pot ma piuttosto un mosaico”.
(14/02/2008-Letizia Guadagno-ITL/ITNET
Claudio
Baglioni ad Ischia a caccia di location per il suo
concerto “O’ Scià”
Domani mattina a fargli da Cicerone sarà l’assessore
Luciano Bazzoli
Di solito lo spettacolo musicale, con la
partecipazione di decine di grandi nomi della canzone
internazionale, si svolgeva a Lampedusa. Ma lo scorso anno
il cantautore romano aveva preannunciato che l’evento
sarebbe divenuto itinerante: una delle tappe di questo
itinerario potrebbe essere la nostra isola

Ischia - Sarà ad Ischia domani, per una missione top
secret che se andrà a buon fine, potrebbe trasformare
Ischia, nella futura location del suo spettacolo “O’ Scià”
(mega concerto che per cinque edizioni è stato ospitato
dall’isola di Lampedusa (meta prediletta per le vacanza di
molti Vip), richiamando decine e decine di artisti che si
sono esibiti in palcoscenico e centinaia di fans che si
sono scatenati al ritmo della musica). Stiamo parlando del
grandissimo Claudio Baglioni, il cantautore romano, che
con la nostra isola è legato da un triplice filo: qui è
stato concepito (e Claudio non ha mai fatto mistero di
questo particolare), all’isola ha dedicato una canzone
(“Io dal mare”á che più di Ischia, parla proprio del suo
essere stato concepito qui) e infine da Ischia gli è
giunta la “Cittadinanza onoraria”, consegnatagli
dall’allora sindaco avv. Luigi Telese in occasione della
sua esibizione al San Paolo di Napoli (in una cerimonia
molto intima, nei sotterranei della struttura sportiva). A
fare da Cicerone d’eccezione per Baglioni sulla nostra
isola, sarà l’Assessore al turismo del Comune di Ischia,
dott. Luciano Bazzoli, che sta lavorando affinché quello
che è ora ancora solo un progetto, possa divenire realtà.
Lo scorso anno, Baglioni lo avevano preannunciato: O’ Scià
sarebbe diventato itinerante e una delle future tappe di
questo itinerario, potrebbe appunto essere Ischia.
L’avventura di O’ Scià era stata avviata da Claudio
Baglioni, quasi per scherzo nel 2003, una serata di musica
dal vivo sulla spiaggia della Guitgia a Lampedusa per
sensibilizzare Istituzioni, forze politiche, media e
opinione pubblica sul delicato tema dell'emergenza
immigrazione e solidarizzare con gli abitanti delle isole
Pelagie, così interessati dalle drammatiche cronache degli
sbarchi dei clandestini. Ma con il tempo e il crescente
successo riscontrato, è divenuta una vera e propria
iniziativa sociale, culturale, musicale, di portata
internazionale, con riscontri positivi a tutti i livelli,
dai semplici fans fino ai politici del Parlamento Europeo.
O’ Scià si fa promotore di un messaggio di solidarietà, di
tolleranza e di pace, sostenuto dalla musica, che da
sempre lo contraddistingue. O' Scià da Lampedusa riesce a
smuovere le coscienze di tanti italiani, sensibilizzando
tutti verso il fenomeno della immigrazione clandestina.
Grazie al sorprendente successo di pubblico, alla
massiccia attenzione dei media, al riconoscimento delle
più importanti Istituzioni nazionali (Alto Patronato della
Presidenza della Repubblica, Patrocinio di Senato e Camera
dei Deputati, Presidenza del Consiglio dei Ministri,
Ministero Affari Esteri, Ministero per i Beni e le
Attività Culturali, Ministero della Giustizia, Ministero
delle Politiche Giovanili, Ministero Politiche Europee,
Ministero dell'Ambiente, Comune di Lampedusa e Linosa,
Regione Siciliana) ed europee (Patrocinio del
Vicepresidente della Commissione Europea Franco Frattini),
al saluto e alla Benedizione di Sua Santità Papa Benedetto
XVI e al sostegno ideale di prestigiose organizzazioni
internazionali quali l'UNCHR (l'Alto Commissariato delle
Nazioni Unite per i Rifugiati) e Amnesty International, O'Scia'
è diventata la più importante rassegna artistico-musicale
a sfondo sociale del nostro paese e, in prospettiva, in
ambito europeo. In soli 5 anni oltre un centinaio tra i
più importanti nomi della scena musicale e artistica
italiana e internazionale, hanno offerto a "O'Scià" il
contributo delle loro idee e il valore della loro capacità
di regalare emozioni, appassionare, e, soprattutto, far
riflettere. Tra gli altri: Amadeus, Biagio Antonacci,
Francesco Baccini, Claudio Baglioni, Luca Barbarossa,
Baraonna, Beati Paoli, Simona Bencini, Edoardo Bennato,
Loredana Bertè, Enrico Brignano, Massimo Bubola, Luca
Carboni, Orchestra Casadei, Antonio Casanova, Riccardo
Cocciante, Cochi e Renato, Luisa Corna, Gigi D'Alessio,
Ilaria D'Amico, Dennis, Grazia Di Michele, Dolcenera,
Niccolò Fabi, Fichi D'India, Eugenio Finardi, Gigi
Finizio, Riccardo Fogli, Alberto Fortis, Francesco,
Fabrizio Frizzi, Bob Geldof, Claudia Gerini, Irene Grandi,
Gianluca Grignani, Heres, Enzo Iacchetti, Pino Insegno,
Khaled, Roberta Lanfranchi, L'Aura, Luca Madonia, Mango,
Rosa Martirano, Marco Masini, Antoine Michel, Amedeo
Minghi, Andrea Mirò, Gianni Morandi, Morgan, Nair, Nada,
Neffa, Nek, Neri per Caso, Neri Marcorè, Pablo e Pedro,
Pago, Giorgio Panariello, Gatto Panceri, Paola e Chiara,
Max Pezzali, Stefano Picchi, Povia, Raf, Massimo Ranieri,
Marina Rei, Francesco Renga, Ron, Enrico Ruggeri, Aida
Satta Flores, Selim T., Alan Sorrenti, Anna Tatangelo,
Tiromancino, Gianni Togni, Paola Turci, Paolo Vallesi,
Antonello Venditti, Mario Venuti, Michele Zarrillo. Due
gli obiettivi fondamentali: superare paure e diffidenze e
favorire - attraverso il linguaggio universale e
unificante della musica e dell'arte - l'incontro e
l'integrazione tra i popoli e le etnie; concorrere a
costruire - grazie al riconoscimento e alla promozione dei
valori di cui ogni cultura è portatrice - un nuovo modello
di convivenza: civile, pacifica e solidale. Ogni luogo ha
i suoi valori. Lampedusa ha il suo valore intrinseco nella
natura: bella, selvaggia. Ma Lampedusa è anche il luogo
dove giungono in Europa molti immigrati dal sud del mondo.
La fondazione O'Scià è un segno che i valori non sono solo
intrinseci, c'è bisogno di scambio, di energia, di persone
che, per loro "maggior risonanza" nel mondo possono
aiutare a far sentire la voce di chi non può essere udito.
Ecco perché l’organizzazione di un evento musicale
gratuito, che permette a Lampedusa e ai suoi abitanti di
“vivere alla grande” e essere visti, letti, in Italia e
nel mondo non solo per “gli sbarchi”. Chi da Ischia segue
Claudio Baglioni da sempre, ha vissuto questa sua
predilezione per Lampedusa con un pizzico di gelosia e
invidia tanto più alla luce del forte legame che Ischia
sente con il cantautore. Ora Baglioni e gli ischitani
potranno avere la loro occasione per rincontrarsi e dare
vita ad un concerto unico nel suo genere. La speranza è
che le location che l’isola saprà offrire a Claudio
Baglioni e al suo staff, possano fare al loro caso. Noi
siamo certi di sì.
Fonte
Grazie a Gianluca x la segnalazione e doremifasol per la
pubblicazione
'SCUSA, MA TI CHIAMO AMORE'
Raul Bova nel
film di Federico Moccia
"Grande imbarazzo per le scene sexy"
L'attore confessa l'imbarazzo provato nel girare le scene di
sesso con una ragazza molto più piccola di lui. Raul ha
infatti specificato che, avendo una situazione familiare
molto stabile, non si riconosce affatto in quel ruolo
Roma, 21 gennaio 2008 - "Devo confessare che nelle scene
d'amore con la mia giovane partner, Michela Quattrociocche,
ero imbarazzato: avevo tra le braccia una ragazza con la
metà dei miei anni. E lo era anche lei, più di me. Sul set
abbiamo condiviso ansie e paure". Raoul Bova, protagonista
del film 'Scusa, ma ti chiamo amore' di Federico Moccia
(tratto dal suo stesso libro), si confessa a 'Tu'.
Bova nella pellicola è un quarantenne che perde la testa per
una ragazzina di 17 anni. Una storia in cui il sex simbol
del cinema italiano non si riconosce affatto: "No, non mi è
mai capitato, io ho una situazione familiare stabile, molto
diversa. Ma sono tanti gli uomini di mezza età che si
innamorano delle ragazzine. Quello di cui parla il film è un
fenomeno sociale che riguarda tanti uomini che non hanno
certezze emotive, e io non li giudico".
A 'Tu', Raoul parla anche del rapporto con Federico Moccia:
"Lui è un personaggio che mi fa lo stesso effetto di Claudio
Baglioni: può piacere o non piacere, ma ci ha fatto sognare
tutti. E su questo non si discute. Il suo libro è semplice e
parla il linguaggio dei giovani. Come regista poi sa il
fatto suo. Conosceva a memoria le battute di tutti i
personaggi ed è stato molto pignolo".
Un ritorno alla commedia dunque per l'attore, ma si tratta
solo di una parentesi: "Ora torno a essere serio. Girerò un
cortometraggio di denuncia contro la pena di morte, per la
regia di Gianluca Petrazzi. Spero venga usato per la
campagna sulla sospensione universale della pena capitale".
http://qn.quotidiano.net
Povia:
"Difendiamo la musica italiana"
Il
cantautore Povia durante l'incontro alla Fnac di Napoli
«Sono venuto qui per convincervi che non sono solo quello dei
"bambini" e dei "piccioni"». Ha esordito così, con un pizzico
d'ironia, il cantautore Giuseppe Povia nell'incontro con i suoi
fan al multistore Fnac di via Luca Giordano. Un'occasione per
presentare il suo ultimo album "La storia continua... la tavola
rotonda". «Ho scelto questo titolo - ha spiegato - perché mi
piaceva l'idea che intorno a un tavolo possano essere tutti
uguali. Compreso il re, che non sono io». Il disco raccoglie
dieci brani inediti commentati da alcuni personaggi del mondo
della musica e dello spettacolo, da Claudio Baglioni a Paolo
Bonolis, da Mogol a Paola Cortellesi: «Sono tutti amici - ha
proseguito - che in qualche modo hanno segnato la mia crescita
umana e professionale».
Accompagnato alla tastiera da Alessio Buccella, Povia ha
eseguito per il pubblico alcune canzoni tratte dal nuovo album e
i suoi due cavalli di battaglia sanremesi, "I bambini fanno ooh..."
e "Vorrei avere il becco", con cui ha vinto il Festival due anni
fa. È recente, invece, la notizia della sua esclusione da
"Sanremo 2008": «Il brano che ho proposto in coppia con
Francesco Baccini - ha spiegato l'artista - s'intitola "Uniti" e
parla del fenomeno della "tornacontocrazia", ovvero del potere
delle multinazionali della musica, dei giochi di lobby e di
tutti coloro che agiscono per il proprio interesse».
Da questa idea è nata l'Indipendence Music Day, una
manifestazione che si terrà a Sanremo il 27 febbraio: «Non è un
"controfestival" - ha precisato il cantautore - ma un concerto
per sensibilizzare la gente e chi di dovere a sveltire le
pratiche per ufficializzare la legge che tutela la musica
leggera in Italia. Per combattere la crisi del mercato
discografico vogliamo che l'Iva sui cd sia abbassata del 4 per
cento».
CONSULTING-TBWA
CAMPAGNA IMMIGRATI
Per campagna comunicazione 2008 su integrazione stranieri
Roma, 14 gen. (Apcom) - Acciari Consulting e TBWA\Italia, si
sono aggiudicati la realizzazione e la gestione di una
campagna di comunicazione integrata mirata alla promozione
dell'integrazione fra cittadini stranieri e italiani, a
seguito della gara - alla quale hanno partecipato 6 tra le
maggiorni agenzie italiane -lanciata dal Ministero della
Solidarietà Sociale - Direzione Generale per l'immigrazione.
Nei 9 mesi di campagna (dal primo gennaio al 30 settembre
2008), si alterneranno - si legge in una nota - operazioni
di comunicazione istituzionale e promozionale; la prima sarà
dedicata alla divulgazione degli strumenti messi a
disposizione della cittadinanza dal Ministero per promuovere
l'integrazione razziale in Italia; la seconda, invece,
prevede l'organizzazione di eventi e manifestazioni su tutto
il territorio, attraverso tour di "contatto", tornei
sportivi tra squadre miste, e una Festa nazionale
dell'immigrazione, programmata per la prossima estate, alla
quale ha già aderito il cantautore Claudio Baglioni.
"Da parte nostra - ha dichiarato Alberto Acciari, Presidente
dell'Acciari Consulting - come responsabili BTL cercheremo
di creare un contatto diretto tra gli italiani e gli
immigrati, facendo notare, vuoi attraverso lo sport, vuoi
attraverso le altre azioni di integrazione, come insieme si
possano raggiungere traguardi positivi, se non ambiziosi,
per tutto il Paese".
"Per quanto ci riguarda - il commento di Marco Fanfani,
Amministratore Delegato TBWA\Italia - siamo molto
soddisfatti per la vittoria per la particolare rilevanza
sociale del tema e anche per l'ottimo livello di
collaborazione con i professionisti di Acciari Consulting".
http://notizie.alice.it
Questo piccolo grande amore in sala
Successo di Baglioni diventa un film
Nel filone dei film d'amore per adolescenti, sbarca
un'altra chicca che conquisterà anche coloro che
giovanissimi non sono più. Il successo di Claudio Baglioni "Questo
piccolo grande amore" diventerà un film, la cui
sceneggiatura porta la firma del napoletano Ivan Cotroneo.
La colonna sonora sarà di Baglioni stesso
che, per l'occasione, comporrà un album sulla storia d'amore
tra due giovani adolescenti. Aperti i casting.
La canzone, che nel 1985 fu premiata come "canzone italiana
del secolo", risale al 1972 e segna il primo grande successo
di Claudio Baglioni. Dopo alcuni singoli di scarso appeal,
il cantautore pubblicò infatti uno dei primi esempi di
concept album italiani, "Questo piccolo grande amore",
in cui le canzoni erano legate insieme da un filo narrativo
comune.
All'epoca il brano, che parla di una storia d'amore finita e
fitta di malinconia tra due giovani ragazzi, fece scandalo:
le parole "nudi" e "cose proibite" vennero consurate e
sostituite con "soli" e "le scarpe bagnate" nella versione
pubblicata sul 45 giri.
A oltre trent'anni di distanza, "Questo piccolo grande
amore" resta una delle canzoni d'amore più popolari e
conosciute in Italia, tanto che la Medusa (secondo
indiscrezioni fornite dal sito di cinecittà news) ha pensato
di inventarsi una storia che accompagni le note, forse alla
luce del successo che i film del filone giovanilistico
stanno riscuotendo in Italia, da "Tre metri sopra il cielo"
a Come tu mi vuoi" o "Notte prima degli esami" e relativo
sequel.
Non si sa ancora quali saranno gli attori scelti
per interpretarlo perchè i casting sono ancora aperti. Certo
è solo che Baglioni si occuperà della colonna sonora,
e comporrà un album ad hoc, che parli della storia
d'amore tra due giovani adolescenti. Mistero anche sul nome
del regista.
http://www.tgcom.mediaset.it
Claudio Baglioni era
presente all'inaugurazione della mostra dedicata a Giovanni
Agnelli: Il pubblico commosso saluta
l'Avvocato.
Un pubblico affettuoso e a tratti commosso, quello che ha
visitato nel pomeriggio l'inaugurazione della mostra fotografica
«Il secolo dell'Avvocato». Tra i politici il sindaco Walter
Veltroni, il ministro per le Attività e i beni culturali
Francesco Rutelli, il ministro degli Esteri Massimo D'Alema, il
presidente del Senato Franco Marini, il ministro dell'Economia
Tommaso Padoa Schioppa, il ministro per le Politiche giovanili e
le attività sportive Giovanna Melandri e l'onorevole Piero
Fassino.
Molto apprezzati i filmati tratti dalle teche Rai da Tonino
Farina e da Marco Franzelli, che tracciano in sequenza la storia
della Fiat e i momenti significativi delle passioni artistiche,
giornalistiche e sportive dell'avvocato, dai gol del «codino»
Roby Baggio a quelli del «Pinturicchio» Alex Del Piero, alle
vittorie in Formula 1 di Michael Schumacher e le medaglie d'oro
di Gustavo Thoeni e Alberto Tomba. Molte le foto che ritraggono
Gianni Agnelli in momenti intimi di famiglia, da bambino con i
genitori e i fratelli, il giorno del matrimonio con Marella, con
il figlio Edoardo, con il cane husky Died Eyes a cui, secondo i
racconti di Jas Gavronski, dava da mangiare con la forchetta. E
poi con l'amatissimo e prematuramente scomparso nipote
Giovannino, in tenuta da sci a Saint Moritz, e ancora in barca
agli Hamptons con la moglie Marella, John e Jackie Kennedy. E
poi quelle istituzionali con i personaggi chiave del novecento,
da Paolo VI a Giovanni Paolo II, e poi Kofi Annan, Henry
Kissinger, Fidel Castro, Arafat, Michail Gorbaciov, Boris Eltsin,
Bill Clinton, George W. Bush, Al Gore. E ancora con Federico
Fellini, Claudio Villa, Carlo d'Inghilterra e Renzo Piano, Gae
Aulenti, Mario Soldati e Carlo Bo, a testimoniare il costante
interesse dell'avvocato per il mondo della cultura e dello
spettacolo. Presenti molti vip nel parterre dell'inaugurazione,
tra cui Eugenio Scalfari, Vittorio Sgarbi, Lilli Gruber, Roberto
D'Agostino, Giovanni Minoli, Amedeo Goria, Claudio Baglioni con
la moglie, Eleonora Giorgi e un'elegantissima Marisela Federici.
Diversi i componenti della famiglia Agnelli che hanno
presenziato anche il vernissage pomeridiano: il nipote
dell'avvocato Lapo Elkann, Luca Cordero di Montezemolo con la
moglie Ludovica Andreoni e la sorella Maria Sole con il marito
Pio Teodorani Fabbri. All'appuntamento non ha voluto mancare
Cesare Romiti, a lungo presidente del Consiglio di
amministrazione della Fiat e storico braccio destro
dell'avvocato Agnelli. In serata si sono presentati anche gli
imprenditori Marco Tronchetti Provera, Ugo Brachetti Peretti e
l'immobiliarista Stefano Ricucci. La foto più emozionante della
mostra è quella del funerale dell'avvocato, un funerale di
massa, a cui presero parte centinaia di migliaia di operai
emozionati in fila sulla rampa interna del Lingotto per rendere
l'ultimo omaggio al «loro» avvocato, sempre disponibile nei loro
confronti e alla portata di tutti «come una persona normale».
Così lo ricorda un distinto signore torinese, ex dipendente
Fiat, venuto a Roma per rendere omaggio all'avvocato che
conosceva solo di vista, ma che ricorda «come fosse stato uno di
famiglia, che non mancava mai di salutare anche il più giovane
degli operai, una cosa che non si può proprio dimenticare».
Cri.Spi.
11/01/2008
http://www.iltempo.it
Veglione
a Montecarlo
Francesca Villaggio
Feste di fine anno nel
Principato di Monaco. Il porto di Monaco imbiancato da
fiocchi di neve vera, per ricreare un’autentica atmosfera
natalizia in una regione dove il paesaggio fa pensare
piuttosto ad una perenne primavera. Il Principato quest’anno
ha fatto le cose in grande e la zona del porto si è
trasformata in un villaggio nordico con tanto di percorsi
innevati da neve sparata dai cannoni, proprio come sulle
piste di montagna, per il divertimento dei bambini che
possono scegliere se fare un giro con gli sci o con le
motoslitte sotto una leggera nevicata, mentre per i più
piccoli c’è anche un trenino che corre tra abeti
imbiancati.
Per gli sportivi, la piscina
è diventata una pista di pattinaggio sul ghiaccio aperta
tutti i giorni dalle 10 alle 18; qui l’ingresso costa 5,70
euro, compreso l’affitto dei pattini. Come nel cuore di un
vero paesino di montagna, ai lati della strada centrale ci
sono tanti chalet di legno dove acquistare piccoli regali,
ma anche dove degustare cioccolata calda e vin brulè,
mentre per i “gourmet” c’è un banco per la degustazione di
ostriche accompagnate da champagne o vino bianco. Chi
vuole ammirare questo insolito paesaggio dall’alto, può
anche fare un giro sulla grande ruota che si trova in
fondo al villaggio natalizio e che sovrasta il porto e
tutto il Principato.
Altro luogo dal fascino
indiscutibile, soprattutto in questo periodo di festa, è
la piazza del Casinò, dove al centro svetta un abete alto
oltre 18 metri illuminato da una miriade di lucine
bianche. In realtà questo grande albero è composto
dall’insieme di 486 conifere unite come per magia a
formare un’unica pianta. A fare da cornice alla piazza più
chic di Montecarlo ci sono gli sfarzosi hotel, le cui hall
sono decorate con sfavillanti addobbi e cortine di luci
davanti agli ingressi principali. Ogni ristorante propone
in questi giorni cene, pranzi e spettacoli per tutti i
gusti, dai più tradizionali ai più innovativi e
sorprendenti.
http://www.ilsecoloxix.it/ 29/12/2007
MOTORI: La casa transalpina
lega la propria immagine a
tanti eventi musicali che si svolgono in tutta Italia
Peugeot e musica: un legame consolidato
Prosegue il legame tra Peugeot e il mondo della musica. Dopo
aver legato il proprio nome alle tournée di Elisa e Ruggeri,
dopo essere stata presente alla quinta edizione di O'Scià di
Baglioni, la casa francese accompagna oggi anche il tour di
Biagio Antonacci che ha scelto per sé e per il suo staff le
monovolume Peugeot 807 che viaggeranno per tutta Italia con il
logo del tour. Ma la presenza delle vetture non si limita solo a
un ruolo passivo poiché nei piazzali delle location dei concerti
le Peugeot 207, 308 e 407 SW esposte saranno protagoniste di un
concorso i cui vincitori potranno incontrare e conoscere
personalmente l'artista prima del concerto.
Inoltre in questi giorni prende il via la seconda edizione di
"Talenti per natura", l'evento dedicato all'incontro tra musica
e natura, che si svolge a Roma fino al 18 dicembre: la
manifestazione vuole portare musica di alta qualità in luoghi
come le stazioni della metropolitana, molto frequentate, ma
spesso poco vissute e valorizzate.
Ma ancora non basta poiché Peugeot ha scelto di essere presente
con una 308 "Nature Efficace" ad ogni tappa del tour dello
spettacolo musicale "Peter Pan" che attraverserà tutta l'Italia
fino al prossimo 27 aprile. (m.r.)
(4 dicembre 2007)
http://www.repubblica.it
Claudio Baglioni per la seconda
settimana il dvd "Tutto qui" primo in classifica!!!!
Per la seconda settimana consecutiva il quadruplo DVD “Tutto
qui” di Claudio Baglioni domina la vetta della classifica dei
più venduti.
Uscito lo scorso 9 novembre “Tutto qui” raccoglie in un “flight
case” 4 dvd inediti, con le riprese estratte dalle oltre
settanta date del tour "Tutti qui", più di due ore di contenuti
speciali inediti e tutti i video-clip registrati dal musicista
dal 1985 ad oggi.
I primi due dvd del cofanetto - "Concerto" - con la magistrale
regia di Duccio Forzano, sono tratti dalle date di Roma, Milano,
Genova e Caserta del tour "Tutti qui": quasi tre ore di grande
musica dal vivo, con 48 tra i più grandi successi del repertorio
di Baglioni. Inoltre, per la prima volta in Italia, musica e
immagini dei due dvd "Concerto" saranno disponibili a gennaio
2008 anche in versione "Blu-ray" (tecnologia basata su laser a
luce blu), un nuovo standard di altissima qualità, che
rappresenta un'evoluzione in alta definizione del tradizionale
dvd, capace di una risoluzione di 1900 X 1080 pixel.
Il terzo dvd - "Speciale" – raccoglie, invece, due ore di
immagini inedite, tra le quali il concerto a sorpresa dalla
terrazza della prima casa romana di Baglioni, nel quartiere
Centocelle; il gran finale di "Tutti qui"; interviste,
realizzate dallo stesso Baglioni, dietro le quinte alle
maestranze del tour; canzoni improvvisate insieme ai fan,
aneddoti e racconti, i segreti del backstage, prove e brani mai
inseriti in scaletta.
Nell'ultimo dvd - "Video" - due ore e mezza con tutte le 27 clip
a partire dalla prima “La vita è adesso” con la regia di
Gabriele Salvatores.
GOIGEST 29/11/2007
02.202334
MUSICA:
'TUTTO QUI', 4 DVD INEDITI DI BAGLIONI
Roma, 8 nov. (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Tutto Claudio
Baglioni in sette ore e mezzo di musica e immagini contenute in
ben quattro Dvd inediti dal titolo "Tutto qui" che contengono il
film integrale del tour "Tutti qui" (per la prima volta in
Italia anche nell'alta definizione del sistema Blu-ray), due ore
di contenuti speciali e tutti i video-clip dal 1985 a oggi. Nei
negozi da domani.
I primi due dvd del cofanetto, "Concerto", per la regia di
Duccio Forzano, sono tratti dalle date di Roma, Milano, Genova e
Caserta del tour "Tutti qui": quasi tre ore di musica dal vivo,
con 48 tra i piu' grandi successi del repertorio di Baglioni:
diciotto brani in versione integrale e trenta missati in cinque
nuovi medley: "Je-Je", "Atmo", "Folk", "Rock" e "Song". Il terzo
dvd, "Speciale", raccoglie due ore di immagini inedite, tra le
quali il concerto a sorpresa dalla terrazza della prima casa
romana di Baglioni, nel quartiere Centocelle, il gran finale di
"Tutti qui", interviste, dietro le quinte, canzoni improvvisate,
aneddoti e racconti, i segreti del backstage, prove e brani mai
inseriti in scaletta.
Nell'ultimo dvd, "Video", due ore e mezza con tutte le 27 clip
registrate da Baglioni dal 1985 ad oggi.
La
repubblica.it: Roma, 11:31
MUSICA: RAMAZZOTTI E LIGABUE N.1; DVD,
ARRIVANO SIGUR ROS
Eros Ramazzotti e Luciano Ligabue continuano a dominare le
classifiche degli album e dei download. Appena usciti, si
piazzano tra i primi 10 cd piu' venduti Fabri Fibra (al sesto
posto con "Bugiardo") e al settimo Roberto Vecchioni con "Di
Rabbia e di stelle". A dominare la classifica Fimi-Nielsen degli
album piu' venduti e' ancora Eros Ramazzotti con "E2", seguito
da Giorgia ("Stonata"). Per i brani piu' scaricati da Internet,
primo posto per Ligabue ("Niente paura"). Poi, "No One" di
Alicia Key e "Non siamo soli" di Ramazzotti. Al quinto Zucchero
con "Wonderful life" e al decimo Adriano Celentano con la sua
"Hai bucato la mia vita". Singoli. Ancora Ramazzotti al primo
posto con "Non siamo soli". Seguono le Spice Girls ("Headlines")
e il "Living Darfur" dei Mattafix. Compilation. Primo "Hot party
Winter 2008" che scalza "High School Musical 2", questa
settimana secondo. Dvd. Al vertice
Claudio Baglioni "Tutto qui", secondi i Queen "Queen
Rock Montreal", poi "Help dei Beatles. Al quarto arriva "Heima",
il film dei Sigur Ros. Al 19esimo Giorgio Gaber e i suoi "Anni
Settanta".
Tutto il meglio di Claudio Baglioni.
Claudio Baglioni concerto (2 DVD): L'artista dal vivo, immagini
tratte dal tour "Tutti Qui 2006-2007". Claudio Baglioni video (1
DVD): tutti i 27 videoclip realizzati da "La vita è adesso" del
1985 al nuovo ed inedito "Buon viaggio della vita" del 2007.
Claudio Baglioni speciale (1 DVD): Baglioni live a Centocelle,
il concerto a sorpresa dal balcone della casa dov'è cresciuto;
interviste; backstage; "Tutti qui gran finale", le sorprese
delle ultime date del tour e molto altro.
Nel sito del mitico Duccio Forzano l'annuncio:
"E' terminata la lavorazione del nuovo dvd di Claudio Baglioni che
racconta il tour TUTTI QUI concerto memorabile quello di Roma che
ripreso da 14 telecamere in HD sarà il piatto forte del dvd, ma
gli inserti speciali riserveranno una sorpresa per i fan di
Claudio Baglioni. Duccio Forzano"
http://duccioforzano.wordpress.com/
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Morandi: "E pensare che come cantante
non sono niente di speciale"
Milano - Ma no, Gianni Morandi tutto in una volta è una botta
troppo forte, è come vedersi passare impietosamente davanti
quarantacinque anni di storia e mischiare nostalgie e ricordi
dentro le maglie strette di un ritornello. Venerdì esce Grazie a
tutti, triplo cd che per la prima volta raccoglie tutte, ma
proprio tutte, le sue cinquanta canzoni più famose ed è quasi
inutile specificare quali: da Andavo a cento all’ora, C’era un
ragazzo, Non son degno di te e Scende la pioggia fino a Bella
signora e Banane e lampone, roba che mediamente due terzi degli
italiani ormai conosce a memoria. Non ci fossero anche la nuova
Stringimi le mani (scritta da Pacifico), il duetto con Baglioni
in Un mondo d’amore, la versione di Se non avessi più te
arrangiata da Morricone e un medley di Questa vita cambierà,
Com’è grande l’universo e Principessa, questi tre cd (molto
sciccosa l’edizione a tiratura limitata a forma di valigetta)
sembrerebbero l’apologia, bella ma malinconica, del bel tempo
che fu. E invece basta parlargli, a Gianni Morandi, per capire
che va ancora a cento all’ora e che si è accorto di averli, i
suoi quasi sessantatré anni, solo rivedendo queste canzoni tutte
insieme in un cd.
Morandi, un repertorio sterminato: di quale canzone non ne può
più?
«Per carità, mi piacciono tutte. Però Fatti mandare dalla mamma
è diventata quasi un’ossessione, la sento persino alle feste dei
bambini. E io non ho più l’età per cantarla».
Però nei suoi concerti c’è sempre.
«Intanto se non la faccio io, è il pubblico che inizia a
cantarla da solo».
Adesso con questo triplo cd ha fatto il riassunto della sua
carriera. È una maratona (tanto le piacciono).
«In quei brani ci sono tante storie, spesso emozionanti,
talvolta incredibili».
Vale a dire?
«Se solo penso ai miei esordi: sono arrivato a Roma a
diciassette anni nel 1962 e mi sono trovato a lavorare in un
gruppo con Migliacci, che aveva appena scritto Nel blu dipinto
di blu, Bruno Zambrini e addirittura due futuri premi Oscar,
cioè Luis Bacalov ed Ennio Morricone».
Per forza poi ha avuto successo.
«Ho iniziato così. E chissà che cosa sarebbe accaduto se, invece
di portarmi a Roma, il mio scopritore Paolo Lionetti, che era un
arbitro di pugilato, mi avesse accompagnato a Milano...».
Il suo talento sarebbe stato lo stesso.
«Ma io non sono speciale, ce ne sono duecento, trecento o mille
che cantano come me».
Che fa, cita Uno su mille ce la fa?
«La vita spesso è fatta di coincidenze e casualità. È una cosa
strana, la vita».
La sua si divide in tre fasi.
«Vero. Il primo è quello della tv in bianco e nero, quando tutto
era facile e avevo un successo strepitoso. Ho conosciuto tutti,
da Sordi a Gassman a Michelangelo Antonioni, con qualcuno ho
anche stretto amicizia. Grande periodo».
Poi gli anni ’70.
«Arrivarono i cantautori e gli anni di piombo. La mia carriera
andò in crisi e anche la mia vita personale. Poi sono rinato».
Merito anche di Mogol.
«In realtà mi contattò per la Nazionale cantanti: aveva finito
il suo rapporto con Battisti dopo Una giornata uggiosa e gli era
venuta la fissa del calcio. Ci vedemmo, mi chiese (imita la sua
voce nasale - ndr): “Ma tu una volta cantavi, ora cosa fai?”.
Gli risposi che cantavo ancora, ma per pochi».
Bella battuta.
«Allora lui scrisse per me Canzoni stonate, che iniziava con il
verso “canto solamente insieme a pochi amici”. Da lì sono
ripartito».
Adesso ha intitolato il suo album con un definitivo Grazie a
tutti. Ha finito di cantare?
«Macché, ho solo voglia di ringraziare chi mi ha accompagnato
fin qui, dai 200 autori, ai direttori d’orchestra, ai
discografici, soprattutto al pubblico. Il mio viaggio da
cantante non è ancora finito».
Però le manca qualcosa.
«Un ruolo drammatico al cinema, un personaggio non da Gianni
Morandi. Oppure una pièce teatrale. Chissà che cosa mi riserverà
il futuro».
Intanto ha votato per il Pd?
«Certo. Veltroni naturalmente. Ma mia moglie preferisce la Bindi».
Entusiasta di questo nuovo partito?
«Diciamo che mi accontenterei di non sentire più la parola
comunista».
http://blog.ilgiornale.it/giordano/
fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=213252&START=0&2col=
16/10/2007
14/10/2007
"Grazie a tutti", Gianni Morandi
celebra 45 anni di carriera
Gianni Morandi ha 63 anni, ed è in carriera dal 1962. La sua
storia è una lunghissima saga del pop italiano, ora radunata in
uno dei tanti "sperlari" in arrivo. Esce il 19 ottobre "Grazie a
tutti", che sembrerebbe il titolo di un disco con il quale uno
saluta e se ne va, ma non è così: "E' solo un modo per
ringraziare davvero tutti coloro ai quali debbo riconoscenza, da
Migliacci a Bacalov, da Battiato a Ramazzotti. Senza di loro non
sarei qui, ma non appenderò le scarpette al chiodo", mi ha
precisato ieri durante una simpatica chiacchierata.
Tre dischi, con 50 canzoni. Una vita. Prima parte: gli inizi, da
"Andavo a cento all'ora" a "Fatti mandare dalla mamma" che ho
visto ieri sera ballare forsennatamente a una festa di laurea,
con la musica del premio Oscar Luis Bacalov; ma poi soprattutto
quei pezzi strappacuore di un lui che si metteva a pedalino ai
piedi della sua bella: "In ginocchio da te", "Non son degno di
te", "Se non avessi più te" arrangiata da Morricone, etc etc
etc.
Secondo disco: gli Ottanta della rinascita, dopo che il suo
personaggio a lungo aveva perso smalto, con l'arrivo del rock e
dei cantautori. La sigla autobiografica è "Uno su mille" (ce la
fa); "Canzoni stonate", "La mia nemica amatissima", "Bella
signora", "Banane e lamponi".
Terzo disco, il più debole: denuncia il tempo che passa e la
scarsezza attuale di pezzi efficaci che possano rappresentare
Morandi. Io amo molto "Io sono un treno" di Jimmy Villotti (uno
troppo bravo e raffinato per aver successo), sulle altre sono
freddina: "L'amore ci cambia la vita"? "Solo chi si ama
veramente"? Bah. Però c'è un bell'inedito di un altro bravo
artista misconosciuto, Pacifico, che ha scritto per Morandi "Stringimi
le mani". E un duetto con Claudio Baglioni su "Un mondo
d'amore", frutto forse della comune esperienza nel progetto "O'
Scià". Morandi dovrebbe andare con Baglioni a cantare in Libia,
ma per ora tutto tace.
Mi sembra che questo triplo cofanetto in discesa racconti assai
bene la storia della musica popolare italiana degli ultimi 45
anni.
fonte: la stampa
Gianni Morandi
presenta 'Grazie a tutti': 'La mia storia bellissima'
Verrà pubblicato il
prossimo 19 ottobre "Grazie a tutti", antologia che raccoglierà
il meglio di Gianni Morandi: nel triplo Cd saranno inclusi 50
brani, che attingeranno al repertorio del leggendario interprete
spaziando dai classici cavalli di battaglia senza dimenticare le
rarità e le novità (come il “Medley Morandi”, una versione mai
pubblicata di “Se non avessi più te” arrangiata da Morricone nel
’68, un duetto con Claudio Baglioni su "Un mondo d'amore" e
l'inedito “Stringimi le mani”, scritto da Pacifico): "Devo un
'grazie' a migliaia di persone: agli autori, agli arrangiatori,
ai registi, ai produttori, ai giornalisti ma anche e soprattutto
al pubblico", ha ammesso l'artista, "La mia è una storia
bellissima, fantastica e di grande fortuna. Una vita intensa di
incontri incredibili: e mi sembra incredibile che tutto questo
sia capitato a me”. Una scelta difficile, quella di selezionare
poche decine di brani in un repertorio che ne include oltre 400:
Morandi, tuttavia, aveva le idee chiare su che canzoni inserire:
"Ce ne sono almeno una decina imprescindibili come - ad esempio
- 'Cosa resterà di me' di Battiato, perché è stata
straordinariamente scritta sulla mia pelle, ma anche 'C’era un
ragazzo', che, all'epoca, non volevano farmi cantare perché
parlava di Vietnam, di guerra e morti, e anche 'Uno su mille',
importantissima per me, la canzone con cui sono rinato dopo
tanti anni di oblio, di uno che tocca la polvere e poi alla fine
ce la fa”. A proposito dell'inedito, Morandi commenta: "E'
un'Italia sentimentale e intensa quella di 'Stringimi le mani'.
Parlo di due persone in difficoltà, che si fanno forza a
vicenda. C’è un po’ d’ansia e di precarietà, che è uno dei temi
del nostro tempo. Gli anni del boom, della felicità assoluta e
del juke-box sono ormai un ricordo”. Guardandosi indietro, non
prova un po' d'amarezza, Morandi, a passare alla storia solo
come interprete e non come autore? “Non mi manca essere un
grande autore, anche se ho scritto anche io una quarantina di
pezzi, e mi fa piacere difendere il mio ruolo di interprete",
racconta Gianni: "C’è un lato positivo in questo: ho potuto
cantare di tutto, il mio repertorio è ricco. C’è di tutto, ci
sono brani che appartengono a mondi musicali tra loro anche
molto diversi che convivono attraverso uno stesso artista. E’ un
patrimonio meno monocorde, che offre più opportunità, che dà
modo di spaziare maggiormente”. Per artisti della sua caratura,
un "best of" suona sempre come una celebrazione, un punto
d'arrivo che lascia - però - poco spazio al futuro. Ma la
storica voce, classe Quarantaquattro, al futuro guarda con
l'entusiasmo di un ventenne: "Questo non è un disco 'definitivo'.
E’ un 'grazie a tutti' fino a qui. Mi piacerebbe trovare altre
canzoni, come quella di Pacifico, fare altre cose, fare un nuovo
tour…”.
fotne Rockol 14/10/2007
http://www.rockol.it/news-89896/Gianni-Morandi-presenta-'Grazie-a-tutti'--'La-mia-storia-bellissima'
Baglioni: la
magia di rinnovarsi sempre
«Ogni album è diverso, ma contiene l’annuncio di quello che
verrà»
MILANO—«Questi 12 album che propone il Corriere io li vedo come
un’adunata, una parata, una festa. Non un bilancio o una
retrospettiva. Sono stati albumfortunati, quale più e quale
meno. Popolari e con tutto il potere evocativo della musica
leggera ». Così Claudio Baglioni, in piena tournée americana con
concerti da tenere ancora a Montreal, Boston e Atlantic City. «A
me queste iniziative danno un senso di fierezza e sono
carburante per il lavoro futuro. Fra due mesi comincio a
lavorare al prossimo disco e questa parata è come il colpo di
cannone che chiude un ciclo e ne apre un altro».
Una volta — era il ’94 — lei dichiarò: «Ogni volta che creo un
disco nuovo ho paura che somigli ai precedenti ovvero sia un
frullato di tutto quanto ho scritto fino ad ora»... «E’ una
delle tante sensazioni che si provano. Insomma la paura di aver
gia scritto lo scrivibile. Una scintilla di novità appare come
un miracolo. Tanta strada dietro e poca/ corta davanti. In
realtà ogni album è propedeutico a quello successivo e contiene
l'annuncio di quel che verrà». In vari dischi poche canzoni
dominanti e altre sconosciute ai più... «Io ero certo che
"Poster" avrebbe superato "Sabato pomeriggio" ma la casa
discografica pensava il contrario».Due dischi diametralmente
opposti in questa collana? «Direi "Sabato
pomeriggio" e "Strada facendo". Il primo molto ampolloso, il
secondo secco, magro». E«Viaggiatore...» dove si colloca? «E’ il
disco più ambizioso, meta-musicalemeta-fisico.Musica popolare e
leggera, ma nel tentativo di descrivere il concetto di spazio e
tempo. Forse velleitario.
Ma l’ho amato parecchio forse perché è il disco più oscuro e
meno penetrabile».
Delle canzoni minori, quelle meno popolari, quali sono le sue
preferite? «Quelle complesse, ingombranti. Per esempio
dall’ultimo
album in studio "Patapam" dove vincono i grandi sentimenti.
Oppure amo "Tamburi lontani" e "Fammi andar via" che hanno un
impianto da adagio dimusica operistica. Insomma canzoni che
pesano. Facendo molti concerti dal vivo ho negli anni utilizzato
a rotazione molti brani
poco noti». I rapporti con i media? Tempo fa diceva di provare
un senso di ridicolo, come se dovesse «affascinare una donna
dicendo
scemate, creando bugie. Anche per questo—aggiungeva—evito nuovi
incontri; a meno che sia lei a inchiodarmi contro una parete»...
E’ ancora così? «Faccio un mestiere per cui non sono stato
costruito. Io,malgrado i miei 56 anni, sono ancora un uomo
timido. Qualsiasi tipo di apparizione, almeno una volta, era
drammatica, con la sensazione di essere sempre fuori posto. Lo
stesso accade con le donne. Oggi ci vorrebbe un contrafforte più
che una parete per inchiodarmi ».
E’ vero che le parole spesso hanno un senso,ma non un suono?
«Sì, le parole delle canzoni sono sempre state la mia dannazione.Ho
sempre vissuto la composizione in maniera un po’ schizofrenica.
La parte musicale nasce generalmente rapida e felice. Mi piace.
Tiro tardi a creare
per un mese di seguito e butto giù annotazioni di ogni genere,
perfino abbozzi di arrangiamento. E poi cambio cappello e faccio
il paroliere. Raramente nascono insieme musica e testi. Comincia
così una estenuante corsa all’inseguimento della parola.
Combatto con la metrica.
La lingua italiana è lunga e spesso la parola finisce per
avvilire lineamelodica. Poi finisco per far prevalere il
significante al significato, il suono, l’idea che certe parole
abbiamo delle rime interne. Mi sono venuti fuori testi che
avevano delle geometrie perché la cosa mi divertiva e mi
rassicurava. Perché rievocavo le geometrie musicali dove le note
hanno collocazioni e intervalli ben precisi e regole ferree. E
poi non c'è sempremerce disponibile nel reale immediato. A un
certo punto non ce l’ho fatta più a cantare una strada, ilmare,
la luna. E' dura dare un significato alle parole che si
scrivono, aumentano le perplessità, diminuisce la fiducia in te
stesso e viene fuori la tua incertezza».
Com’è stato l’impatto con l’America dove sta completando un
tour? «All’inizio difficile. Sono arrivato molto stanco da
Lampedusa dove per mettere in scena "O’Scià" ho dormito,
nell’ultima settimana, non più di 23 ore. Poi l’accoglienza è
stata ottima. Ho contattato manager
e musicisti americani perché penso e spero di fare un altro tour
il prossimo anno anche in città e locali normalmente non
frequentati da cantanti italiani».
Mario Luzzatto Fegiz
Il percorso:
Da «Questo piccolo grande amore» alla svolta surreale di
«Viaggiatore»
MILANO — Merito dei cantautori se l'Italia riuscì a conservare
una sua identità musicale anche negli anni dell'invasione del
repertorio anglosassone. Vinse anche Baglioni per aver saputo
dare corpo attraverso raffinate mediazioni poetiche ai palpiti
della coscienza collettiva.
«Questo piccolo grande amore» conteneva una canzone, quella che
da il titolo all’album, di tale impatto da seppellire tutti gli
altri brani dell’album come «Piazza del Popolo», «Una faccia
pulita», «Battibecco», «Con tutto l'amore che posso». L’unica a
entrare fra i sempreverdi l’allegrotta
«Porta Portese». «Gira che ti rigira amore bello» (1973)
accentua la figura di Baglioni a cavallo fra canzone leggera e
cantautorato. Insomma un cantautore pop con brani sempreverdi
quali «W l'Inghilterra », «Io me ne andrei», «Ragazza di
campagna» e «Amore bello». «E tu» (1974) accentua la vena
romantica di Baglioni, ed esplode nelle classifiche come
succederà per il seguente «Sabato pomeriggio » del 1975. Dove
probabilmente «Poster» con la sua foto d’una adolescenza
inquieta oppressa da un tempo immobile, surclassa la stessa
title track. Il successo
porta Baglioni ad affrontare nuove strade prima con «Solo» del
’77 e l’anno dopo con l’introspettivo «E tu come stai». Bisogna
aspettare tre anni per il folgorante «Strada facendo», in cui
l’equilibrio fra cantatore e pop singer si fa perfetta. Torna ad
avvicinarsi ai colleghi cantautori con una grande attenzione al
sociale in canzoni come «I vecchi» e la struggente «Ragazze
dell’Est». Nell’85 un’onda positiva pervade «La vita è
adesso» in cui i giochi di fonè gli prendono la mano fin dai
titoli («Un nuovo giorno o un giorno nuovo»... ) che
continueranno in «Io sono
qui», un inno al presente. «Oltre» del ’90 è un fiume in piena
di creatività con brani come «Dagli il via» o «Noi no».
«Viaggiatore sulla coda del tempo» è una svolta surreale che
divide i fan mentre l’artista si lancia nelle avventure
televisive con Fazio. «Sono io-L’uomo della storia accanto», è
un ritorno epico alle introspezioni delle origini dove brillano
«Mai più come te» e «Patapam».
M.L.F
Un uomo timido
Io, malgrado i miei 56 anni, sono ancora un uomo timido.
Qualsiasi tipo di apparizione, almeno una volta, per me era
drammatica, provavo la sensazione di essere sempre fuori posto
Composizione schizofrenica
Ho sempre vissuto la composizione in maniera un po’
schizofrenica: la parte musicale nasce rapida e felice. Tiro
tardi a creare per un mese di seguito. Poi cambio cappello e
faccio il paroliere
Linea
Blu anteprima trasmissione: Lampedusa
Sabato 13 ottobre alle 14.30,
Lineablu si trova a Lampedusa, splendida Isola
dell'Arcipelago delle Pelagie dove, da quattro anni, si svolge “O’scia’”,
la kermesse
musicale organizzata da Claudio Baglioni e
dall'amministrazione comunale, alla quale partecipano
tante stelle del pop italiano e internazionale, per ricordare
il problema della immigrazione clandestina. Questa importante
manifestazione quest’anno ha legato il suo nome anche a Malta
dove il celebre cantautore ha tenuto un concerto, sempre
nell’ambito della manifestazione “O’scia’”.
Nelle acque dell’isola maltese, le telecamere di Lineablu
hanno ripreso la partenza del piccolo Niki Frascisco,
costretto a vivere in barca a causa di una rara forma di asma.
approfittando dell’arrivo del bambino a Lampedusa,
Donatella Bianchi lo ha incontrato a bordo assieme a
Claudio Baglioni e ha ripreso il discorso sul
progetto della didattica virtuale per le isole minori.
Marcorè imita
Ligabue e canta
«una vita da
prodiano»
LAMPEDUSA -
Ministri ed esponenti politici che dovevano condividere con gli
artisti convocati da Baglioni per O'Scià, la sua annuale
manifestazione canora per sensibilizzare l'opinione pubblica e i
governi sul dramma dell'immigrazione clandestina che vede
nell'isola il suo centro nevralgico, sono spariti. Erano attesi
Mastella, Rutelli, Ferrero (venuto e ripartito nei giorni scorsi
prima che si alzasse il sipario), Frattini, ma sono rimasti
bloccati sia dalla nuova austerity sull'uso degli aerei di stato,
sia dalla carenza di voli di linea dovuta al maltempo e al forte
vento. Che ieri ha fatto saltare la tavola rotonda "Gli uomini
della storia accanto – Integrazione, dialogo, solidarietà e
diritti", spostata a oggi. Attesi fra gli altri, oltre a Frattini
vicepresidente della commissione europea, che ha inviato un
messaggio, Peter Schatzer dello Iom e Mansur Tantush, della World
Islamic Call Society, che da tempo cerca di esportare in Libia,
dove ci sono un milione e mezzo di profughi e potenziali
sbarcatori di Lampedusa, la manifestazione di Baglioni.
Niente politici
dunque, ma in ogni caso politica è stata, dal palco, attraverso la
satira. Neri Marcorè, imitando la timbrica di Ligabue, ha cantato
due successi del rocker di Correggio con un testo completamente
riscritto. “Una vita da mediano” è diventata “Una vita da prodiano”
“sempre a prendere schiaffoni/a tenere tutti buoni/circondato da
coglioni".
Fra l'entusiasmo
dei ventimila spettatori accalcati sul bagnasciuga della spiaggia
della Guitgia, proprio di fronte al porto, Marcorè ha così
sintetizzato le difficoltà dell'attuale maggioranza: «Una vita da
prodiano/A dar retta anche a Parisi/Tutti vogliono poltrone/O
minacciano una crisi».
Impietoso il
finale “Una vita da prodiano/di chi sa che dura poco/E l'unione
che ormai dorme e non fanno le riforme./Una vita da prodiano/Uno
strilla l'altro inciucia/Con i senatori a vita/Dacci dentro di
fiducia”.
E nell'ultimo
verso una stoccata precisa: “Li li li finché ce n'è sto li/Fra
compagni ed ex dc.”
Dallo stesso
Palco Marcorè ha anche parafrasato la canzone di Ligabue “Ho messo
via” con un attacco dedicato a Prodi: «Hai messo via le mie
illusioni pensavo tutto cambierà/E quasi rimpiango Berlusconi e la
sua mediocrità». E più avanti «Se non ti dai una bella mossa
quando rivoto sai che c'è/Col cazzo che voto per te».
E Baglioni cosa
dice? "E' un tempo non favorevole alle apparizioni in pubblico dei
politici. Ma per noi e per la nostra causa possono fare molto
anche restando nelle loro sedi. Quanto a Marcorè è un ulteriore
segno che O'Scià è una manifestazione politica, anche se non ha un
ruolo di supplenza della stessa. Cerchiamo di aiutare a fabbricare
un sistema migliore di vita, contro le diverse infelicità che
toccano paesi poveri e
paesi
ricchi, attraverso un concerto a più voci, da Pino Daniele a
Bennato, da Paolo Bonolis a Laura Pausini, dagli Avion Travel ai
Matia Bazar. Gli artisti si prestano volentieri a queste buone
cause anche a titolo di espiazione per il successo avuto. Gli
artisti non sanno far le guerre, sono degli individualisti e dei
solisti. Ma anche negli eserciti servono i trombettieri".
«Si fugge sempre
più dalle guerre e meno dalla miseria – commenta Laura Boldrini
dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. – Su
diecimila profughi sbarcati a Lampedusa, a ben seimila è stata
riconosciuta una forma di accoglienza o protezione o perchè
perseguitati personalmente o perché vittime di una situazione di
guerra».
Si dice che
l'idillio fra Lampedusa e O'Scià sia andato calando e che gli
abitanti dell'isola e i suoi amministratori abbiano sviluppato una
grossa intolleranza verso gli sbarchi vissuti come una iattura più
che una risorsa. “Non è così - replica Baglioni -. E' vero che una
vicesindaca leghista, Angela Maravetano, vorrebbe portare
Lampedusa in provincia di Bergamo. Ma il suo atteggiamento è solo
la giusta preoccupazione che l'accoglienza non distragga dai gravi
problemi di Lampedusa. Il paese non ha una struttura sanitaria
efficiente, mentre in effetti nel nuovo centro di smistamento vi
sono eccellenti medici, il che è in effetti un paradosso».
Intanto sono
giunti a Baglioni messaggi dei Presidenti di Camera e Senato, di
Franco Frattini (che riprende la lettera di Baglioni al Corriere
in cui spiegava, di non voler mettere una buona causa al servizio
del suo talento, ma la sua notorietà al servizio di una buona
causa), mentre per oggi è atteso, come lo scorso anno, quello di
Papa Ratzinger che Baglioni ha ammesso di aver invitato, per ora
senza esito, a Lampedusa.
Mario Luzzatto
Fegiz
29 settembre
2007
“Il
vento di un respiro ci porterà vicino”: questo lo slogan di O’
Scia’, il festival-laboratorio a favore degli immigrati che ha
chiuso i battenti a Lampedusa. Tre giorni di musica, incontri e
rassegne cinematografiche ideati dal cantautore Claudio Baglioni.
Ma qual è l’obiettivo principale di questa manifestazione giunta
ormai alla quinta edizione? Isabella Piro lo ha chiesto allo
stesso Claudio Baglioni:ascolta l'intervista
Fonte: http://www.oecumene.radiovaticana.org
U.E. - ITALIA:
Frattini ad O'Scia': l'immigrazione e' nostra opportunita'
'Vivere l'immigrazione come opportunita''. L'invito arriva dal
vicepresidente della Commissione europea Franco Frattini, in
collegamento telefonico con Lampedusa, ieri, per la tavola rotonda
che O'Scià, il festival laboratorio ideato da Claudio Baglioni, ha
dedicato agli 'Uomini della porta accanto'.
Riuniti intorno a un tavolo a parlare di immigrazione e
integrazione, rappresentanti di istituzioni italiane ed europee,
associazioni, organismi, nazionali ed internazionali, impegnati
nel settore. 'L'immigrazione va vissuta come opportunità e non
solo come dolore e tragedia', ha detto Frattini, che si e'
complimentato per il successo euro mediterraneo di O'Scià.
Dalla portavoce dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i
Rifugiati, Laura Boldrini, qualche dato: 'L'anno scorso sono
sbarcate a Lampedusa 18 mila persone e circa un terzo hanno
chiesto asilo.- ha ricordato - Lampedusa e' un simbolo, e' l'isola
che libera le persone dalla paura. Se gli sbarchi quest'anno sono
diminuiti, non cala invece il numero di migranti che richiedono
asilo, spinti dalla disperazione e dall' ingiustizia. Chi ha un
atteggiamento intollerante perde una grande sfida'. Zeinah Ahmed
Dolal, del Movimento internazionale Genti di Pace promosso dalla
Comunità di Sant'Egidio, ha portato la sua testimonianza: Sono
musulmana, sono scappata dalla Somalia. In Italia ho trovato la
mia strada e una nuova famiglia. Da Mansur Tantush, rappresentante
in Italia e Santa Sede della World Islamic Call Society, un
appello per scuole più multietniche e la proposta di creare un
istituto di storia del Mediterraneo. Mario Morcone,
capodipartimento per le Libertà civili e l'immigrazione del
Ministero dell'Interno,ha ha ricordato che l'ospitalità ai
rifugiati che chiedono asilo e' un dovere per gli italiani, perché
corrisponde ad un diritto costituzionalmente garantito. 'Lampedusa
rappresenta oggi uno standard di riferimento europeo per la sua
accoglienza, ha aggiunto. Baglioni - osannato dai Lampedusani con
tanto di striscione 'grazie Claudio, ti vogliamo bene' - ha
sottolineato che Lampedusa, grazie a O'Scia' ha finalmente trovato
quell'attenzione che cerca da anni. E presto, ha confermato Mansur
Tantush, O'Scià attraverserà il mare per sbarcare in Libia, a
Tripoli, dove entro fine anno sarà organizzato un convegno, cui
seguirà un evento musicale in un sito archeologico.
http://www.aduc.it/ 30
Settembre 2007
O’ Scià, strada facendo sempre più grande
Tutto l’impegno
umanitario di SuperBaglioni
Di Andrea
Spinelli
Lampedusa – «IO
SONO nata ieri, sbarcando a Lampedusa» sussurra la donna eritrea
agli uomini del centro di accoglienza, masticando sofferenza e
speranza in quel nome che da anni per migliaia di disperati
rappresenta un futuro. «I lampedusani ormai sanno di abitare una
terra che libera i migranti dalla paura» spiega Laura Boldrini
dell’Alto Commissariato per i rifugiati dell’Onu, anche se non
tutti a queste longitudini sono contenti di tanta attenzione. Ma
la coscienza cresce. Cresce per uno Stato più vicino e cresce
anche grazie a Claudio Baglioni che da cinque anni fa dello
scoglio più meridionale d’Europa il centro della sua opera di
sensibilizzazione, della sua offensiva di solidarietà verso i
palazzi della politica, nella convinzione, mutuata da Martin
Luther King (a qualcuno nella vita bisogna pure ispirarsi), che
«non vada temuto tanto il grido dei violenti quanto il silenzio
degli onesti».
IL SUO DUETTO
di «Strada
facendo» con Laura Pausini sulla spiaggia della Guitgia è l’ultima
istantanea affidata ieri notte da O’ Scià a un’edizione che
accanto a Matia Bazar, Simone Cristicchi, Avion Travel, Neri
Marcoré, Niki Nicolai e Stefano Di Battista, Franco Califano,
Paola Cortellesi, Vibrazioni, e tanti, tanti, altri ancora, ha
visto scendere in campo in via epistolare il Capo dello Stato, i
Presidenti di Camera e Senato, il Ministro degli Esteri, tutti
idealmente a Lampedusa a testimoniare il proprio sostegno
all’iniziativa, rinnovando la propria fiducia nell’opera di quella
Europa «che non sarà mai una fortezza chiusa e sorda alle
invocazioni di chi soffre» come ha tenuto a ricordare al telefono
il vice presidente della Commissione europea Franco Frattini
intervenendo a «Gli uomini della storia accanto», la tavola
rotonda su «integrazione, solidarietà, dialogo e diritti» voluta
dal cantautore romano a latere della sua rassegna canora. Quest’anno
nell’isola dei famosi si sono materializzati ancora una volta
ministri, amministratori pubblici, esponenti di organizzazioni non
governative, oltre al solito stuolo di cantanti che nella giornata
conclusiva ha visto Baglioni faccia a faccia con Mario Biondi in
«E tu come stai», con Eugenio Bennato ne «Le città di mare», con
Fabio Concato in «Domenica bestiale», con Don Backy ne
«L’immensità», con Alex Britti in «Alzati Giuseppe». Anche se il
popolo della Guitgia aspettava soprattutto la Laura nazionale e
lei ha ricambiato tanta attesa scivolando con la lievità delle
donne forti tra le suggestioni di «Io canto», «Come se non fosse
stato mai amore», «Tra te e il mare», «Vivimi» e, appunto, una
«Strada facendo» capace di addolcire a Super Claudio il rammarico
per i forzati forfait all’ultimo momento di Mannoia, Cammariere e
Pino Daniele.
FRA UN SET
e l’altro s’è
ricavato un suo spazio pure Paolo Bonolis, interprete a sorpresa
di una «Stand by me» a due voci. «Viviamo un momento di passaggio»
ha poi spiegato giù dal palco. «In Italia il vuoto istituzionale
c’è sempre stato, solo che ora la gente ne ha coscienza e non
accetta di essere diventata il mezzo invece che il fine della
politica. Veltroni è una persona splendida, che si stupisce ancora
di quel che gli accade e guarda alla vita con gli occhi del
fanciullino, mentre Grillo è ruvido nei modi e nelle parole, ma
quel che propone non è sbagliato. La "casta" con la sua arroganza
e i suoi privilegi non esiste solo in politica, ma pure in tv.
Oggi, ad esempio, in Italia abbiamo gente che fa televisione e
gente che va in televisione. Fra quelli che hanno fatto cose nuove
sul piccolo schermo metterei Baudo, Fazio, Carrà, Panariello,
Celentano». Anche se su Pippo, parlando di Sanremo, Bonolis ha
qualcosa da ridire. «Mi piacerebbe tornarci» ammette l’ideatore de
«Il senso della vita» commentando le voci che lo danno conduttore
in pectore dell’edizione 2009. «E questo giudizio non |