il tour QPGA si
è concluso a Napoli il 12 dicembre 2008.
Le date di
questo tour: Milano
Dal 12 al 16 dal 18 al 22 Novembre all'Allianz Teatro,
Roma dal 26
al 30 Novembre e dal 2 al 6 Dicembre al
Gran Teatro e Napoli dall'8 al 12 Dicembre.
Q.P.G.A. : Questo Piccolo Grande Amore “A
prima vista”
Il film, il romanzo, l’album e il concerto CLAUDIO BAGLIONI
A Milano dal 12 novembre
Q.P.G.A. – Questo Piccolo Grande Amore “A prima vista”
è la nuova rappresentazione con la quale Claudio
Baglioni tornerà ad esibirsi, dopo lo straordinario
successo dell’ultimo record-tour “Tutti qui” (500 mila
spettatori in 70 tappe nei palazzi dello sport di
tutta Italia).
Suite musicale entusiasmante, che segue,
nell’avvincente dimensione di un’opera moderna, la
storia d’amore più appassionante della musica popolare
italiana,lo spettacolo “A prima vista” è l’anteprima
delle quattro parti che compongono l’imponente
progetto Q.P.G.A., che comprenderà, un nuovo un film,
un
romanzo, un album e una serie di concerti. [Leggi
tutto]
Con “Q.P.G.A – A prima vista” a Milano, Roma, Napoli,
a cominciare dal 12 novembre, il pubblico potrà
assistere, per la prima volta dal vivo, alla
presentazione live di questo progetto, ad una vera e
propria anteprima di tutte le parti che lo compongono.
Secondo infatti le parole dello stesso autore: “Questo
piccolo grande amore”
è sempre stato molto più di un disco. Mi riferisco
alla struttura particolare del progetto, non al valore
reale o affettivo dell’album. Un “concept album”, una
sorta di “soggetto cinematografico”, nel quale non
solo si narrava la vicenda che avrebbe poi preso corpo
attraverso le 15 canzoni contenute nell’LP, ma si
prevedeva già un’articolazione che andava ben al di là
del disco. Ma il
successo del disco - tanto inatteso, quanto clamoroso
– ha finito con
l’assorbire e, in un certo senso, “azzerare” tutto il
resto. Da allora l’idea di rimettere mano al progetto
“QPGA” per cercare di liberarlo dallo “strapotere”
della canzone e provare a restituirgli il respiro
originario ha continuato a
provocarmi, stuzzicarmi, in qualche caso, anche, a
perseguitarmi con costante regolarità.”
L’esecuzione integrale dell’album capolavoro della
musica italiana nella sua forma più compiuta e
rivisitata, arricchito da svariate parti inedite,
faranno poi parte dell’album QPGA. Non sarà quindi una
“semplice” scaletta di canzoni ma uno spettacolo con
taglio narrativo, produttivo ed esecutivo di una vera
e propria “opera pop”. Laddove con il termine “pop”
non ci si vuole riferire unicamente ad un certo tipo
di ambientazione musicale e sonora, ma alla volontà di
dar vita a un prodotto “popolare”, nell’accezione più
ampia e nobile che la parola può avere. Uno
spettacolo, quindi, nel quale parole, musica e
immagini si
fonderanno per raccontare, in forma inedita e
assolutamente innovativa, la
storia narrata nell’album del ‘72.
Oltre due ore e mezza di grande musica dal vivo, in un
unico grande tempo scenico senza interruzioni, con il
supporto evocativo delle immagini del “pop-movie”
Questo piccolo grande amore (nelle sale dal prossimo
11 febbraio), e arricchito della forza emozionale
delle parole che narrano la storia del romanzo di
prossima pubblicazione.
I “concept-concert”, partiranno il 12 novembre dall’
Allianz Teatro di Milano e
saranno quindi in scena fino alla fine di dicembre,
passando da Roma e Napoli:
Dal 12 al 22 novembre all’Allianz Teatro di Milano
Dal 26 novembre al 6 dicembre al Gran Teatro di Roma
Dall’8 al 12 dicembre al Palapartenope di Napoli
Le prevendite dei biglietti sono in corso presso le
abituali rivendite.
http://www.patapan.it/
mercoledì 26
novembre 2008, 07:00 Gli «amori incompiuti» dei
mitici anni Settanta
di Duccio Pasqua
Dieci spettacoli per un ritorno in grande stile. Claudio
Baglioni celebra la sua canzone più famosa, «Questo
piccolo grande amore», con un concerto davvero
particolare. Da questa sera al Gran Teatro, il pubblico
potrà assistere a «Q.P.G.A. - A prima vista», una vera e
propria suite musicale.
La storia d’amore raccontata nella celeberrima canzone
diventa così un’opera «moderna», anteprima di un
progetto molto più complesso (usciranno, infatti, un
doppio album, un romanzo e un film ispirati al celebre
brano).
«A prima vista - spiega Baglioni - potrebbe sembrare un
normale concerto. Ma non è così. Q.P.G.A. sta per
"Questo piccolo grande amore", ma anche per "quattro
piccoli grandi amori". Tanti, infatti, ne sono sgorgati
da quella prima lontana e fortunata intuizione. Forme
nuove, rimaste confinate nel mondo delle idee fino a
quando - risalendo la corrente dei pensieri, con la
complicità di un vecchio taccuino di appunti spuntato da
chissà dove - ho sentito che era giunto il momento di
accogliere il richiamo di quelle anime troppo a lungo
trascurate».
Claudio Baglioni è un fiume in piena e spiega nei
dettagli il grande progetto: «Questo piccolo grande
amore aveva bisogno di ritrovare il respiro, la
completezza e la profondità di campo dell’intuizione
originale e io dovevo decidermi a dare corpo ai quei
piccoli grandi amori che erano rimasti incompiuti:
musiche, canzoni, parole, immagini».
Lo spettacolo «A prima vista» anticipa, dunque, forme,
linguaggi e contenuti di un nuovo doppio cd, di un
romanzo, di un film e di una serie di concerti. «Quattro
forme espressive, quattro linguaggi, quattro punti di
vista, quattro diversi modi di raccontare - conclude
Baglioni - per una tra le storie più belle e difficili:
quel primo piccolo-grande amore, che non dura tutta la
vita, ma ce la cambia per sempre».
Il pubblico non assisterà, dunque, a una semplice
scaletta di canzoni, ma a uno spettacolo con taglio
narrativo, produttivo ed esecutivo di una vera e propria
opera pop. Oltre due ore e mezza di musica dal vivo, con
il supporto delle immagini tratte dal film che uscirà il
prossimo 11 febbraio.
Baglioni leggerà anche brani tratti dal romanzo di
prossima pubblicazione. Film e libro raccontano i
ragazzi degli anni Settanta, con i loro sogni, il
conflitto con i genitori e il primo grande amore. Il
doppio cd conterrà 36 pezzi: ci saranno i 15 che
facevano parte dell’album originale del 1972, integrati
da una serie di brani che al tempo non trovarono posto
nell’lp, da alcune tracce ritrovate e da idee di canzoni
composte allora ma mai realizzate.
Naturalmente i concerti si chiuderanno con un gran
finale, in cui il cantautore esegue alcuni dei suoi più
grandi successi. Lo spettacolo sarà in scena da oggi6 al
30 novembre e dal 2 al 6 dicembre.
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=309184
Baglioni da questa sera a Roma: un'opera pop per Piccolo
grande amore
di Marco Molendini
ROMA (26 novembre) - Non è un caso che Claudio Baglioni
abbia fatto pace con la sua canzone più famosa e
celebrata proprio ora, mettendo in moto un’operazione
che trasforma Questo piccolo grande amore in un
concerto-spettacolo, in un libro e in un film.
Un prova di maturità che non è cosa da poco, visto che
c’è stata una lunga stagione in cui Claudio l’ha
trascurata, non suonata nei concerti e, quando lo
faceva, praticamente la trasfigurava. «Ho fatto un po’
come De André con La canzone di Marinella o De
Gregori con La donna cannone» confessa adesso che
è venuto il momento del riscatto. Il libro e il film
usciranno con il nuovo anno, il concerto invece ha già
debuttato a Milano, dieci giorni al Teatro Allianz, e da
oggi è in scena a Roma al Gran Teatro e lo sarà fino al
6 dicembre.
Un concerto speciale che ha l’ambizione di un’opera pop
e, insieme, rivendica quantomeno di una sensibilità
verso il ’68 e dintorni. Il tutto suggerito dalla storia
d’amore («un amore che finisce per incapacità di
crescere») della canzone scritta 36 anni fa, riferimento
di un originale concept album «che doveva essere una
suite con orchestra - ha spiegato Baglioni -. Quando i
capi della Rca, in particolare Ennio Melis, lo sentirono
decisero di puntare su Questo piccolo grande amore:
”Abbiamo finalmente uno che scrive belle canzoni d’amore
in un’epoca di pugni chiusi”». E tagliarono di netto
velleità e un paio di brani: In viaggio, dove
c’erano i suoni di una manifestazione studentesca, e
Questa strada da fare.
Quell’identikit di interprete dei sentimenti gli è
rimasto appiccicato addosso. In anni di impegno,
schieramenti, proteste e bandiere, lui era il cantautore
timido e intimista, decisamente diverso dagli altri
colleghi, anche quelli della scuola romana. «Ho sofferto
a lungo - ammette -. Ma oggi la cosa non mi ferisce
più». E così eccolo tuffarsi con entusiasmo e la solita
pignoleria nell’impresa, recuperando anche i due brani
tagliati che, adesso, sono rientrati nel progetto
originario limati, arrangiati e messi in scena come in
un musical senza scene, assieme ai testi tratti dal suo
romanzo ispirato alla canzone (racconta la storia di
Andrea, architetto di successo ma inaridito nei
sentimenti, che riscopre l'amore ritrovando Giulia,
fiamma dell'adolescenza) e alle immagini del film girato
dal regista Riccardo Donna (storia di due innamorati
nella Roma degli anni Settanta che per certi versi ha
accenti di teenstory un po’ alla Moccia).
Uno spettacolo in 42 titoli che per titolo ha l’acronimo
QPGA con l’appendice inevitabile di un viaggio fra i
classici (Mille giorni di te e di me, Avrai,
Strada facendo). Due ore e mezza sode e toste che
avranno un seguito a Napoli e poi saranno riprese in
primavera e estate con una grande orchestra. Nel
frattempo saranno usciti il libro (fine febbraio), il
disco («a marzo e ci sarà il contributo di 40 ospiti» a
cominciare da Fiorello in Porta Portese) e l’edizione
cinematografica. «Finora avevo sempre rifiutato la
proposte di tradurre in film la mia canzone e anche
stavolta ci ho messo un po’ per convincermi» confessa
Claudio. Ma adesso che si è lanciato ed è contento. In
fondo è bello far la pace con la propria canzone più
famosa.
http://www.ilmessaggero.it:80/articolo.php?id=35901&sez=HOME_SPETTACOLO&ssez=MUSICA
Mercoledì
26 Novembre 2008 Chiudi
Baglioni: “Quella sua maglietta fina” diventa film,
libro, dvd. E un tour
Divo Claudio, grande amore di Elisabetta Colangelo
Alzi la mano chi non ha mai intonato (magari anche solo
per riderci su) quella sua maglietta fina, celeberrimo
incipit della canzone simbolo di Claudio Baglioni,
Questo piccolo grande amore, premiata a Sanremo come
Canzone italiana del secolo. Un brano che ha segnato
generazioni di adolescenti, dividendoli tra “impegnati”,
quelli che Baglioni lo contestavano e “romantici”, oggi
diremmo “buonisti”, quelli che Baglioni lo adoravano. E
che oggi si preparano a festeggiare - Qpga, acronimo di
questo piccolo grande amore: un film, un libro, un nuovo
disco e un tour in quattro città.
A Roma, il divo Claudio sbarcherà questa sera, fino a
domenica, al Granteatro, e poi ancora dal 2 al 6
dicembre, dopo una serie di concerti milanesi che hanno
fatto il tutto esaurito. In scaletta - il concerto
durerà circa tre ore - c’è il meglio della sua
produzione, da Piazza del Popolo a Io ti prendo come mia
sposa, Cartolina rosa, Porta Portese, Quante volte,
Strada facendo, e via ricordando. Sul palco a Milano,
semplicemente arredato di luci e video, Baglioni si è
presentato al solito, in camicia e gilet (sfoggiando
anche una giacca redingote) e ha spiegato il progetto.
Il film, diretto da Riccardo Donna e sceneggiato da Ivan
Cotroneo, con gli esordienti Emanuele Bosi e Mary
Petruolo, sarà nelle sale l’11 febbraio. Anche se
durante i concerti mostrerà alcune immagini in
anteprima.
Del libro, ancora da pubblicare, leggerà alcuni stralci,
rivelando che: “nasce dai vecchi appunti della
presentazione del disco e racconterà le storie di quei
giorni”. Le fan potranno consolarsi, nell’attesa, con il
libro che esce oggi, Claudio Baglioni l’incantatore,
edizioni iDols, scritto da un’altra fan, Caterina Tonon.
Intanto i biglietti dei concerti si avvicinano al tutto
esaurito. E Roma, città baglioniana, si sta organizzando
per generazioni amanti del supercantautore: mamme,
figlie, nonne.
«“Questo
piccolo grande amore” è sempre stato molto più di un
disco. Mi riferisco alla struttura particolare del
progetto, non al valore reale o affettivo dell’album. Un
“concept album”, una sorta di soggetto cinematografico
nel quale non solo si narrava la vicenda che avrebbe poi
preso corpo attraverso le 15 canzoni dell’LP, ma si
prevedeva un’autonomia che andava ben al di là del
disco». Queste le parole di Claudio Baglioni per
introdurre “Q.P.G.A.”, suite musicale in scena da
stasera (con repliche fino al 6 dicembre) al Gran Teatro
di Tor di Quinto. Lo spettacolo, che segna il ritorno
sul palco dell’artista romano dopo il fortunato tour
“Tutti qui”, riprende il suo famosissimo album del 1972,
riproponendolo – anche con brani allora scartati – in
una dimensione di opera moderna. Il concerto è
l’anteprima delle quattro parti che compongono “Q.P.G.A.”,
che comprenderà un film, un romanzo e un album. «Il
successo del disco, inatteso e clamoroso – sottolinea
Baglioni – ha finito con l’assorbire tutto il resto.
L’idea è stata quella di rimettere mano al progetto e
liberarlo dallo strapotere della canzone, a provare a
restituirgli il respiro originario, cosa che negli anni
ha continuato a stuzzicarmi e in qualche caso a
perseguitarmi con costante regolarità». (STEFANO
MILIONI)
http://www.metronews.it/index2.php?option=com_content&task=view&id=140589&pop=1&page=0&Itemid=30457
Il piccolo grande amore
è diventato grande
Claudio Baglioni
si fa in quattro per Questo Piccolo Grande Amore e
con l’opera pop “A prima vista” torna ad esibirsi
live nella sua città.
Non è un semplice
concerto, ma l’anteprima attesissima di un progetto
composito (romanzo, film, album e performance) che
sta molto a cuore al cantautore romano, al punto da
indurlo, 36 anni dopo la pubblicazione del suo album
storico “Questo piccolo grande amore”, a recuperare
il ‘non detto’ in vinile degli anni Settanta per
trasformarlo in qualcos’altro. “Forme nuove rimaste
confinate nel mondo delle idee – spiega Baglioni
reduce dalle 10 tappe ‘sold out’ a Milano e pronto
ad espugnare il Gran Teatro da stasera, con una
maratona di esibizioni ricche di sorprese – fino a
quando, risalendo la corrente dei pensieri, con la
complicità di un taccuino, ho sentito che era giunto
il momento di accogliere il richiamo di quelle anime
a lungo trascurate”. “A prima vista”, opera pop
cucita su immagini, parole e note, che replicherà
nella tensostruttura di viale Tor di Quinto fino al
6 dicembre, anticipa l’uscita del nuovo doppio cd,
di un romanzo edito da Mondadori e di un film (11
febbraio nei cinema) ispirati a “Questo piccolo
grande amore”. Lo spettacolo, della durata di due
ore e mezza senza intervallo, si sviluppa su uno
spesso canovaccio di immagini e parole: “molte delle
quali libere dal vincolo delle note – chiosa
Baglioni - per raccontare in una forma mai
sperimentata il primo amore: quello che non dura
tutta la vita, ma la cambia per sempre”. Alessandra
Miccinesi
http://city.corriere.it/2008/11/26/roma/agenda-eventi/il-piccolo-grande-amore-diventato-grande-10266826926.shtml
Claudio
Baglioni al Gran Teatro di Roma Dal 26
novembre in concerto con il nuovo live Questo piccolo
grande amore 2008. A febbraio anche un film
Claudio Baglioni sbarca a Roma con il nuovo live
Q.P.G.A – il concerto. Dal 26 novembre sarà al Gran
Teatro di Roma, in viale Tor di Quinto 69. Il tour ha
avuto inizio il 5 novembre all’Allianz Teatro di
Milano e, dopo la tappa capitolina, l’8 dicembre
arriverà al Palapartenope di Napoli.
Una suite musicale entusiasmante, che segue,
nell’avvincente dimensione di un’opera moderna, la
storia d’amore più appassionante della musica popolare
italiana, quella raccontata nel album cult “Questo
piccolo grande amore”.
Due ore di grande musica, in una versione
completamente rinnovata - nuovi arrangiamenti, nuove
ambientazioni, nuove sonorità – con l’aggiunta di
brani ricomposti e di pezzi inediti, (che non vennero
inseriti nell’album del ’72), per celebrare l’ultimo
incanto di una generazione sospesa tra il grande sogno
degli anni ’60 e il duro risveglio del decennio
successivo.
All'interpretazione integrale di Q.P.G.A. si
affiancheranno inoltre, nuove edizioni live di tanti
altri “piccoli grandi amori”, ovvero tutte le più
belle e storiche canzoni d’amore dello straordinario
repertorio del musicista. Inoltre Q.P.G.A. sarà,
anche, un film in uscita a febbraio 2009.
Claudio
Baglioni: «Solo a Roma potevo scrivere Questo piccolo
grande amore»
di Claudio Baglioni ROMA (23
novembre) - Avevo deciso di mollare. Io e la musica
avremmo preso strade diverse. Avevo vent’anni. Una
febbre di dire e dare che impossibile da controllare e
un pugno di canzoni che raccontavano una piccola storia.
La storia del primo grande amore. Quello che non dura
tutta la vita, ma ce la cambia. Per sempre. Canzoni e
storia sembravano non interessare. «Basta – pensai.
Scendo qui». Fu Toto Torquati, pianista nel mio gruppo
di allora, a convincermi a insistere. «Se molli adesso –
disse – non saprai mai come sarebbe andata a finire».
Aveva ragione. Entrammo in sala. Pochi mesi dopo uscì
Questo piccolo grande amore. Il “big bang” che avrebbe
cambiato per sempre la mia vita e determinato tutto ciò
che successe dopo. Senza quel disco, non sarei così. E
non sarei qui.
Ho ringraziato Toto, ma non ho mai ringraziato la vera
artefice di quel progetto, del suo successo e della
piega fortunata della mia vicenda di uomo e artista:
questa città. Senza Roma, QPGA non sarebbe mai nato.
Quella storia è nata qui. Tra queste strade. Lungo
questo fiume. Nell’aria frizzante delle sue
impareggiabili ottobrate. Nella filigrana misteriosa
della sua luce. Accostando l’orecchio al pulsare
affascinante del suo cuore. E qui sono nati i
protagonisti di quella storia. I loro sogni. I loro
pensieri. Le loro emozioni. La forza e la fragilità
della loro passione.
Questo “QPGA A prima vista”, così come il doppio cd, il
romanzo e il film che lo accompagneranno, sono dedicati
a lei. Un grazie. Il tentativo di intaccare un debito
che non potrò mai estinguere. Come? Restituendo al
progetto originale l’ampiezza, il respiro, la profondità
di campo, la ricchezza e l’intensità che non poté avere.
Il disco del ’72, infatti, avrebbe dovuto essere doppio.
Ma ero semi-sconosciuto. La casa discografica decise di
rischiare, ma con moderazione. Il successo fu tanto
inaspettato, quanto travolgente.
Il brano che dava il titolo all’album, poi, brillò così
tanto da oscurare quasi tutto il resto. Il fatto che il
disco fosse un album-storia e la vicenda narrata,
passarono, così, in secondo piano. Non solo il piccolo
sogno di Giulia e Andrea, ma anche il grande sogno di
un’intera generazione, che si era addormentata
nell’incanto delle abbacinanti promesse degli anni ’60,
per risvegliarsi in un decennio tra i più duri e
difficili della nostra storia.
“QPGA, A prima vista” è il tentativo di rivivere tutto
questo. La storia di un sogno. Quello nel quale, forse
per l’ultima volta, tutto il mondo si ritrovò a sognare
insieme.
Non un concerto, quindi. Non in senso tradizionale. Ma
un’opera-pop. Un atto unico, nel quale alle canzoni del
disco originale – completamente riscritte, riarrangiate
e reinterpretate - si aggiunge la forza evocativa di
immagini rubate al film e la suggestione inedita di
pagine strappate al romanzo.
Una discesa senza fiato lungo le rapide della passione,
dedicata a una città che non ha mai smesso di ispirare,
ospitare e animare i nostri amori. Piccoli o grandi che
siano. Né di farci sognare.
CLAUDIO Baglioni è il protagonista di
uno speciale su “Questo piccolo grande amore” che andrà in onda oggi su Radio19 e sarà
disponibile anche on line su www.ilsecoloxix.it.
Impegnato in questi giorni nello show ispirato non solo alla
calebre canzone, ma al progetto che nel 2009 la vedrà
diventare un film, un romanzo, una nuova versione dell’album
uscito nel 1972 e di una serie di concerti-eventi legati al
disco, Baglioni si racconta ai lettori del Secolo XIX e agli
ascoltatori di Radio19.
Lo speciale verrà infatti trasmesso oggi, 18 novembre, alle
10.20 all’interno del “Condominio” con Lenny e Marina Minetti,
e alle 16.20 durante “Box19” condotto da Giovanni Carrara.
Curato da Renato Tortarolo, lo speciale lega, nelle parole del
cantautore, «il sogno che era alla base del disco, che aveva
una struttura “concept” quindi con una storia-guida» alle
emozioni che lo avevano contagiato alla fine degli anni ’60:
«Come figlio di un carabiniere, mi risultava un po’ difficile
seguire i consigli di chi, nei cortei, incitava a picchiarsi
con la polizia».
Il cantautore parla anche dei quattro progetti, una specie di
discesa nel cuore di un album storico e che gli spettacoli di
Milano, Roma e Napoli sono, in qualche modo, l’anticipazione
L’articolo
Uno show kolossal per la canzone culto
milano. C’è una grande nostalgia, anche nello spettatore più
smaliziato, per l’epoca confusa dell’amore e delle barricate.
Ed è curioso che spetti proprio a Claudio Baglioni, il meno
politico dei cantautori degli anni ’70, illuminare il cono
d’ombra nel quale sono finiti i cortei, le sirene, le
bandiere, i lacrimogeni e gli slogan. Anche se il cinema,
dalle rivisitazioni tedesche sulla Baader Meinhof al progetto
italiano di Michele Placido, promette di fare chiarezza
sull’epoca, è infatti Baglioni a dire la prima parola. E a
farlo con un progetto molto elaborato, per non dire kolossal,
intorno a “Questo piccolo grande amore”. Ma, a parte il
successo dei dieci concerti in corso a Milano, tutti esauriti,
e di quelli previsti a Roma e Napoli, lo show che proprio ieri
ha debuttato all’Allianz Teatro di Assago, è un risarcimento
al cantautore e un buon esempio per quei giovani, in massima
parte studenti, che stanno protestando oggi nelle strade per
difendere il diritto a un’istruzione decente.
Cosa sta facendo Baglioni? In breve, cuce in 100 minuti le
quattro parti del progetto “Q.P.G.A”, acronimo del titolo più
celebre della canzone italiana, che prevede l’uscita di un
film l’11 febbraio 2009, quindi la pubblicazione di un romanzo
che nasce vent’anni dopo la storia d’amore del disco, l’uscita
della versione completa dell’album originale, con 42 brani, e
infine una serie di eventi che lo porteranno in scena nel modo
più sontuoso. Più di quello visto questa notte? Difficile.
Perché la vera dimensione di Baglioni, al di là del sogno
segreto di fare un musical, «che ormai sto provando da sempre
nei miei concerti…», è quella di interpretare tutte le parti
di una storia. Solo davanti a un sipario sfrangiato, altissimo
e dal colore neutro, che in realtà è un immenso video,
Baglioni raccoglie la memoria collettiva, anche di quelli che
a suo tempo lo avrebbero preso a sassate per intolleranza
ideologica, e la traduce in immagini attuali.
Nella prima parte di questo tour, limitato poche decine di
date, suona tutto il disco originale più due escluse
eccellenti dell’epoca, “In viaggio” e “Quanta strada da fare”,
poi si dedica alla parte più pop e conosciuta: “Mille giorni
di te e di me”, “Io sono qui”, “Sono io”, “Quante volte”.
Tutto freme di entusiasmo e luccica di malinconia, anche in
quelle fan che sono molto giovani. Una storia lontana eppure
funziona, perché l’intuizione di Baglioni era giusta. «Tutto
il disco era e rimane una favola d’amore, l’ultima che ci si
concede prima di affrontare la vita, la differenza con oggi è
che alla fine degli anni ’60 il mondo sognava insieme. Poi si
è spezzato qualcosa e ciascuno ha cominciato a sognare per i
fatti suoi. Al punto che oggi sospetto che le favole d’amore
rispondano più all’esigenza di combattere un clima generale
più grigio, più cinico».
Resta il fatto che l’addio finale fra Giulia e Andrea sembra
tragicamente attuale, e che il talento di Baglioni sia
straordinario proprio nel raccontare una verità universale,
oggi molto poco apprezzata: «Non c’è un lieto fine, è vero, ma
si prova quasi serenità. L’amore finisce per l’incapacità di
crescere, se in una storia non fai un salto di qualità non
puoi ripetere la favola per sempre. Oggi, poi, non poter avere
un senso del futuro fa la differenza rispetto all’epoca in cui
ho scritto “Questo piccolo grande amore”». Che ha un altro
primato: è la prima canzone o album italiano ad avere la
stessa sorte di “The Wall” dei Pink Floyd o “Tommy” degli Who,
per non dire di “Evita” scritta da Andrew Lloyd Webber per il
West End londinese e diventato un film con Madonna, e della
trasfigurazione degli svedesi Abba da gruppo cult del pop più
dolciastro ed effimero a musical mondiale, “Mamma mia!”, sino
al film con Pierce Brosnan e Meryl Streep.
Baglioni sorride: «Io ricordo com’è cominciata tutta questa
avventura: prima ho fatto ascoltare le canzoni nei posti più
impensati, si andava nei baraccati o sotto l’acquedotto, e
quelli avrebbero preferito solo delle canzonette. Poi l’ho
inciso quasi come un carbonaro, per sentirmi dire da Ennio
Melis, boss della Rca: per una volta che abbiamo uno che sa
parlare d’amore, con tutti questi pugni chiusi, facciamoglielo
fare. Naturalmente, io non fiatavo, già mi sembrava un
miracolo poter fare il mio primo disco».
Mentre Baglioni fa scivolare le immagini del film e legge
brani del romanzo, in cui Andrea, diventato un architetto di
successo a Parigi, si ritroverà a ripercorrere la storia
d’amore con Giulia, è impercettibile ma decisiva l’impressione
che stia raccontando un’altra storia, specialmente ai più
giovani: «La rivoluzione di chi viveva come me a Centocelle
era solo una: andare dalla periferia al centro. E ci andavamo
con il maglione buono, non con quello bucato dei
rivoluzionari. Provai anche ad andare ai cortei. Dicevano:
“date addosso alla polizia”, ma dietro quei caschi io vedevo
la faccia di mio padre carabiniere. No, la rivoluzione per me
e i miei amici era l’immaginazione, la fantasia al potere. Non
sapevamo cosa volesse dire, ma almeno nella musica suonava
bene».
Qpga: Il volo di Claudio Baglioni e
quei sogni di periferia
Scritto da Francesco Persili
13 November 2008
Non
ha fatto il ‘68, ma di quell’anno ricorda il coraggio di
andare oltre e la gente che sognava «e sognava insieme».
Allora Claudio Baglioni era un ragazzo della
periferia romana. Montesacro, Centocelle, quei quartieri
dove si mette l’orecchio a terra e si ascolta la voce della
realtà. Lui ci metteva le note, e andava a caccia di un suo
posto nel mondo, come chi prendeva un treno per avere una
vita migliore. Come avevano fatto i suoi genitori, come
molte storie che riuscivano a diventare possibili in quell’Italia
operosa e gagliarda.
Rispetto
ad oggi, tutta un’altra musica. A Valle Giulia ci è passato
anche il giovane Claudio, certo, ma perché si era iscritto
alla facoltà di architettura. Era lì che studiava e guardava
il cielo. Cantare era la sua fantasia al potere. Avere tutto
e niente restava la sua forza e il suo limite. Di sicuro, la
sua Libertà. «Una pizza dal Sor Pietro e una corsa a Porta
Pia», altro che terza via. Meglio una canzone, e una
chitarra delle parole vuote dell’ideologia. Niente eskimo,
niente pugni chiusi, piuttosto ci si perdeva «dentro il
rosso di un tramonto» e si inciampava «dentro un bacio
all’improvviso». Lungo er Tevere che andava lento lento si
tirava l’alba. Si aspettava il primo sole, mentre il
movimento arrivava come un suono lontano. La rivoluzione per
Claudio «era anche solo mettersi un vestito color prugna e
andare a una festa ai Parioli, era uscire dal proprio mondo
e volare». Magari andarsene in Polonia, fare concerti,
guadagnare come un ingegnere. E poi tornare in Italia.
Ricominciare da capo, fare un disco, e ritrovarsi primo in
classifica. Anno di grazia, 1972.
È una
storia di ieri ma parla di futuro di speranza. E di un’idea
che resiste al tempo, e nel tempo si allarga fino a
diventare colonna sonora, racconto generazionale, epica di
costume, modo di dire. Questo Piccolo Grande Amore
non è solo la canzone del secolo, è il primo concept
album della musica popolare italiana. È il brano più
amato dopo Volare, una suite che tiene dentro un
romanzo popolare. La maglietta fina, il fuoco, l’estate. Le
adolescenze tenere ed euforiche che finiscono a far l’amore
giù al faro, e gli amori che arrivano come un’onda e dalla
stessa onda vengono spazzati via. Resta il falò delle vanità
ideologiche e l’insostenibile voglia di «cose proibite». Per
questo la canzone del secolo fu censurata e l’essere nudi
divenne essere soli e le cose proibite lasciarono il posto a
un paio di «scarpe bagnate». Il brano portò polemiche e
ironie su Baglioni. Cantautore non impegnato, ragazzo «di
pianura», per nulla allineato, cantore degli amorazzi da
fumetto e di un certo romanticismo languido, per certa
vulgata critica, un filo sfigato. Intorno alla maglietta
fina nacquero mitologie e leggende. Si preferì guardare il
mare, i giochi e le fate, piuttosto che la struttura del
disco. Già dalla copertina di ispirazione beatlesiana,
Questo piccolo grande amore è stato un tentativo di fare di
più.
Per essere
il disco delle origini aveva l’ambizione di essere un’opera
pop. Una ricerca d’avanguardia che inseriva la dimensione
musicale in una narrazione spettacolare, unendo canzone e
teatro, come andava di moda allora. Ne uscì un carrozzone di
sentimenti e buone intenzioni che metteva in musica le
ribellioni giovanili, il mood contestatario (il disco si
apriva con il brano In viaggio, poi tolto dalla Rca)
e tutte le fatiche della costruzione di un amore. L’inizio,
la prima volta, gli amici, l’imprevisto, la cartolina rosa,
il ritorno, il tradimento, e il finalone malinconico. Ma non
solo, c’erano i conflitti padri-figli, le differenze
sociali, le distanze tra i salotti dell’intellighenzia
borghese e i buoni valori della periferia, e poi loro, quei
ragazzi che non si rassegnavano a restare ai margini.
Facevano girare l’immaginazione e bruciavano di rabbia e di
sogni. Sogni collettivi, sogni che misuravano la temperatura
culturale di un’epoca. Sogni grandi e proibiti nell’Italia
che vedeva svanire l’illusoria felicità del miracolo
economico. Hanno sognato «anche per quelli che sono venuti
dopo», ha detto l’artista romano. Curioso come la magia di
questo album non si diperda nel tempo e ritorni con una
nuova stagione di cambiamento.
Trentasei
anni dopo Questo Piccolo Grande Amore è la nuova
rappresentazione con la quale Claudio Baglioni torna ad
esibirsi. Un’anteprima delle quattro parti che compongono il
progetto multimediale Qpga: un nuovo doppio album (42
tracce, 30 ospiti, 4 inediti), un romanzo (in uscita per
Mondadori), un film (diretto da RiccardoDonna con
Mary Petruolo nel ruolo della protagonista), una serie
di concerti (fino al 22 novembre all’Allianz di Assago,
Milano, poi a Roma Gran teatro e a Napoli
PalaPartenope).
Musica,
ricordi, immagini, parole. Quattro piccoli grandi amori.
«Forme nuove, rimaste confinate nel mondo delle idee - ha
spiegato Baglioni - fino a quando con la complicità di un
vecchio taccuino di appunti ho sentito che era giunto il
momento di accogliere il richiamo di quelle anime troppo a
lungo trascurate». Perché per l’artista romano la canzone
del secolo è stata una fortuna e una condanna. Ci h
litigato, ne è rimasto prigioniero. Non l’ha fatta più, l’ha
fatta reggae, l’ha detestata, l’ha resa irriconoscibile fin
quando una signora non gli ha detto a brutto muso di
cantarla così com’è «perché questa canzone non appartiene
più a Claudio Baglioni ma a tutti».
Così
Qpga prende la forma di un iceberg «che nasconde sotto
la superficie la parte più grande, più profonda, quella che
a prima vista non si vede». Un linguaggio condiviso e un
modo diverso di raccontare quel piccolo grande amore «che
non dura tutta la vita ma te la cambia per sempre». Ora come
allora il cambiamento è il suono di una nuova musica che ti
spinge a fare di più, a non rassegnarti a chi ti vuole in
silenzio e ai margini. Oggi la speranza scandisce il nuovo
tempo della Storia, il prugna è tornato di moda, e i ragazzi
scendono in piazza per avere una vita migliore. Mentre
Claudio Baglioni sta sempre lì che canta di piccoli e
grandi amori incerti come il futuro. Ma dietro quella
maglietta fina, resta la potenza di una storia. La storia di
quel ragazzo di periferia che è andato oltre e ha preso il
volo E l’ha fatto insieme ai suoi sogni.
http://www.iniziativa.info/index.php?option=com_content&task=view&id=4465&Itemid=51
Q.P.G.A. Questo Piccolo Grande Amore “A prima
vista” Il film, il romanzo, l’album e il concerto
CLAUDIO BAGLIONI
A Milano dal 12 novembre
Q.P.G.A. – Questo Piccolo Grande Amore “A prima vista” è la
nuova rappresentazione con la quale Claudio Baglioni tornerà
ad esibirsi, dopo lo straordinario successo dell’ultimo
record-tour “Tutti qui” (500 mila spettatori in 70 tappe nei
palazzi dello sport di tutta Italia).
Suite musicale entusiasmante, che segue, nell’avvincente
dimensione di un’opera moderna, la storia d’amore più
appassionante della musica popolare italiana, “A prima vista”
è l’anteprima delle quattro parti che compongono l’imponente
progetto QPGA: un nuovo doppio album, un romanzo, un film e
una serie di concerti.
Con “Q.P.G.A – A prima vista” a Milano, Roma, Napoli, a
cominciare dal 12 novembre, il pubblico potrà assistere, per
la prima volta dal vivo, alla presentazione live di questo
progetto, in un’inedita e spettacolare anteprima.
"A prima vista – ha dichiarato Baglioni - potrebbe sembrare un
normale concerto. Ma non è così. “Q.P.G.A.”, come “Questo
Piccolo Grande Amore”, certo, ma anche nel senso di “quattro
piccoli grandi amori”. Tanti, infatti, ne sono sgorgati da
quella prima lontana e fortunata intuizione. Forme nuove,
rimaste confinate nel mondo delle idee fino a quando -
risalendo la corrente dei pensieri, con la complicità di un
vecchio taccuino di appunti spuntato da chissà dove - ho
sentito che era giunto il momento di accogliere il richiamo di
quelle anime troppo a lungo trascurate.
“Questo Piccolo Grande Amore” aveva bisogno di ritrovare il
respiro, la completezza e la profondità di campo
dell’intuizione originale e io dovevo decidermi a dare,
finalmente, corpo ai quei piccoli grandi amori che erano
rimasti incompiuti: musiche, canzoni, parole, immagini.
“A prima vista – spiega il musicista – anticipa, dunque,
forme, linguaggi e contenuti di un nuovo doppio cd, di un
romanzo, di un film e di una serie di concerti, attraverso una
“prima visione” – insolita e innovativa - che diviene essa
stessa spettacolo. Musica, immagini e parole - molte delle
quali libere, per la prima volta, dal vincolo che di solito le
lega alle note - si fondono, per raccontare, in una forma mai
sperimentata prima, tutto ciò che non era stato raccontato di
una storia che, come un iceberg, nasconde sotto la superficie
la parte più grande, più profonda, più ricca ed emozionante di
sé. Quella che a prima vista non si vede”.
“Quattro forme espressive, quattro linguaggi, quattro punti di
vista, quattro diversi modi di raccontare – conclude Baglioni
– per una tra le storie più belle e difficili: quel primo
piccolo-grande amore, che non dura tutta la vita, ma ce la
cambia per sempre”.
Non una “semplice” scaletta di canzoni, dunque, ma uno
spettacolo con taglio narrativo, produttivo ed esecutivo di
una vera e propria “opera pop”. Laddove con il termine “pop”
non ci si vuole riferire unicamente ad un certo tipo di
ambientazione musicale e sonora, ma alla volontà di dar vita a
un prodotto “popolare”, nell’accezione più ampia e nobile che
la parola può avere.
Oltre due ore e mezza di grande musica dal vivo, in un unico
grande tempo scenico senza interruzioni, con il supporto
evocativo delle immagini del “pop-movie” “Questo piccolo
grande amore” (nelle sale dal prossimo 11 febbraio), e
arricchito della forza emozionale delle parole di alcuni
stralci del romanzo di prossima pubblicazione per Mondadori. I
concerti si chiuderanno con una grande “festa finale”, nella
quale Baglioni e la sua band eseguiranno alcuni tra i più
grandi successi dello straordinario repertorio del musicista
romano.
“A prima vista” partirà il 12 novembre dall’Allianz Teatro di
Milano e sarà in scena fino alla fine di dicembre, passando da
Roma e Napoli:
Dal 12 al 22 novembre all’Allianz Teatro di Milano
Dal 26 novembre al 6 dicembre al Gran Teatro di Roma
Dall’8 al 12 dicembre al Palapartenope di Napoli
Le prevendite dei biglietti sono in corso presso le abituali
rivendite.
http://www.patapan.it/comunicati/comunicato_12_nov_x_partenza_tour_.pdf
Claudio Baglioni torna con un piccolo grande amore che diventa
kolossal
dal nostro inviato Marco Molendini
MILANO (13 novembre) - C’è stata una lunga stagione in cui
Claudio Baglioni sentiva Questo piccolo grande amore
come il segno della sua diversità dagli altri colleghi. In
anni di impegno, schieramenti, proteste e bandiere lui era il
cantautore dei sentimenti, timido e intimista. «E’ vero, è
stato un effetto devastante nella mia carriera. Ho sofferto a
lungo di non essere considerato un cantautore come gli altri -
ammette -. Ma oggi la cosa non mi ferisce più».
La gestazione della sofferenza è stata lunga: «L’ho
trascurata, non suonata nei concerti o trasfigurata. Ho fatto
un po’ come De André con La canzone di Marinella o De
Gregori con La donna cannone».
Oggi, invece, QPGA (per l’occasione viene usato
l’acronimo) si è trasformata in una sorta di monumento alla
sua maturità. Claudio, si sa, ama le cose complicate, ha
un’ansia del fare che lo divora. E, allora, ha fatto un gran
respiro e s’è buttato: libro, film, disco, un concerto che ha
l’ambizione di un’opera pop e, insieme, la rivendicazione
quantomeno di una sensibilità verso il ’68 e dintorni. Il
tutto suggerito dalla storia d’amore della sua canzone più
conosciuta («un amore che finisce per incapacità di
crescere»), scritta 36 anni fa e centro di un concept album
«che doveva essere una suite con orchestra - spiega oggi -.
Quando i capi della Rca, in particolare Ennio Melis, lo
sentirono decisero di puntare su Questo piccolo grande amore:
”Abbiamo finalmente uno che scrive belle canzoni d’amore in
un’epoca di pugni chiusi”». E tagliarono di netto velleità e
un paio di brani: In viaggio, dove c’erano i suoni di
una manifestazione studentesca, e Questa strada da fare.
«Forse hanno fatto bene, per me il '68 politico è stato più
onirico che reale. Manifestazioni ne ho fatte, ma quando si
prospettavano scontri con la polizia vedevo dall’altra parte
immancabilmente l’immagine di mio padre carabiniere»,
racconta. Comunque, Claudio quei due brani li ha recuperati e
assemblati al resto del progetto originario di quel suo
secondo album, li ha limati, arrangiati e li ha messi in scena
come in un musical senza scene assieme ai testi tratti da un
suo romanzo ispirato sempre alla canzone (racconta la storia
di Andrea, architetto di successo ma inaridito nei sentimenti,
che riscopre l'amore ritrovando Giulia, fiamma
dell'adolescenza) e alle immagini del film girato dal regista
Riccardo Donna (storia di due innamorati nella Roma degli anni
Settanta che, anche se Baglioni rifuta l’accostamento, sembra
una teenstory alla Moccia).
Uno spettacolo in 42 titoli con l’appendice inevitabile di un
viaggio fra i classici (Mille giorni di te e di me, Avrai,
Strada facendo). Due ore e mezza sode e toste (anche
prolisse) e trionfali, che ieri hanno debuttato al Teatro
Allianz di Assago, nella prima di dieci serate (esaurite da
una folla di baglioniani sfegatati) con bis a Roma (dal 26 al
6 al Gran Teatro) e Napoli (dall’8 al 12 dicembre al
Palapartenope). Per essere ripreso in primavera e estate con
una grande orchestra.
Nel frattempo saranno usciti il libro (fine febbraio), il
disco («a marzo e ci sarà il contributo di 40 ospiti» a
cominciare da Fiorello in Porta Portese) e l’edizione
cinematografica con quattro inediti (l’11 febbraio).
«Ho sempre rifiutato la proposte di tradurre in film la mia
canzone, come si faceva coi successi musicali e anche stavolta
ci ho messo un po’ per convincermi». Eppure il rapporto di
Claudio col cinema ha un passato: da Fratello sole, sorella
luna di Zeffirelli dove cantava tre canzoni, a una piccola
parte nello sceneggiato Ipotesi sulla scomparsa di un
fisico atomico, al progetto, non realizzato, di un film
con Battisti: «Alla fine degli anni ’80 ci chiesero di
interpretare la parte di due ragazzi violenti di periferia. In
una rissa poi Lucio moriva».
http://www.ilmessaggero.it:80/articolo.php?id=34597&sez=HOME_SPETTACOLO
il debutto a milano, poi a roma Baglioni: "Questo piccolo grande
amore ha cambiato la mia vita"
«A prima vista potrebbe sembrare un normale concerto. Ma non
è così. "Q.P.G.A." come "Questo Piccolo Grande Amore", ma
anche nel senso di "quattro piccoli grandi amori": quattro
differenti linguaggi narrativi per illustrare quel primo
piccolo grande amore che non dura tutta la vita, ma ce la
cambia per sempre».
Claudio Baglioni si è finalmente riappacificato con «Questo
Piccolo Grande Amore», che nell'85 fu eletta canzone
italiana del secolo eppure lui per anni ha proposto dal vivo
con arrangiamenti arditi. «Seguendo l'esempio di Fabrizio De
Andrè con "La canzone di Marinella" e Francesco De Gregori
con "La donna cannone", spesso ho stravolto questo brano, a
volte sfidando l'ira del pubblico, pur di non restare
massacrato dal suo successo repentino e per me
sorprendente».
Il 57enne cantautore romano ha debuttato ieri a Milano con
lo spettacolo "Q.P.G.A. - A Prima Vista", una presentazione
live dell'imponente progetto "Q.P.G.A." con quattro diverse
riletture dell'album "Questo Piccolo Grande Amore" che
prenderanno forma nel 2009: il film diretto da Riccardo
Donna nei cinema a San Valentino; il romanzo a fine
febbraio; il disco a marzo con brani inediti, nuovi
arrangiamenti di pezzi storici come "Porta Portese" e la
partecipazione di quaranta ospiti fra cui Fiorello; infine
il tour live a primavera inoltrata.
«Il cd "Q.P.G.A" conterrà il doppio dei brani rispetto al
disco originale, nato nel '72 come un concept album con
molte più canzoni. Il mio discografico dell'epoca, Ennio
Melis, decise di cancellare alcune canzoni fra cui una
intitolata "In viaggio", perché parlava di cortei politici,
mentre io mi stavo affermando come alfiere dei sentimenti
positivi».
Il nuovo disco e i concerti si aprono proprio sulle note di
"In viaggio", perché Giulia e Andrea, i protagonisti del suo
piccolo grande amore, si conosco durante una manifestazione
politica.
«Negli Anni '70 soffrivo perché non venivo considerato un
cantautore autentico come i miei colleghi impegnati
politicamente. Ho anche partecipato a cortei contro la
polizia, ma sotto il casco di ogni agente io vedevo la
faccia di mio padre, che faceva il carabiniere. Il mio '68 è
stato più onirico: ero affascinato dal concetto
dell'immaginazione al potere».
Lo show "Q.P.G.A. - A Prima Vista" è una sorta di anteprima
dell'intero progetto con letture dal romanzo e immagini del
film a legare le canzoni del disco del '72 più i brani "In
viaggio" e "Quanta strada da fare" esclusi dalla prima
edizione dell'album. Dopo il tutto esaurito già in
prevendita delle dieci repliche milanesi, il concerto
approda al Gran Teatro di Roma dal 26 novembre al 6 dicembre
con pochi biglietti ancora in vendita.
Baglioni propone una versione condensata di un'ora e mezza
della tormentata relazione fra Giulia e Andrea: «Una storia
senza lieto fine: il loro amore finisce per l'incapacità di
crescere». Al termine dell'atto scenico "Q.P.G.A.", Claudio
regala al pubblico una decina di hit, fra cui "Mille giorni
di te e di me", "Strada facendo", "Via" e "La vita è adesso"
che chiude uno spettacolo elegante e suggestivo.
Un
piccolo grande amore infinito
La canzone di Baglioni in un'opera rock
"Questo piccolo grande amore" continua a fare sognare. Anche
nella versione riveduta e modernizzata di "Q.P.G.A.",
l'opera kolossal che Claudio Baglioni ha presentato all'Allianz
Teatro di Assago. Un'opera che presto prenderà le forme di
un romanzo, di un film, di un doppio album e di un tour.
"Alla base di questo progetto - ha spiegato Baglioni - c'è
l'ultima favola che ciascuno di noi si è concesso prima di
affrontare la vita".
E ad Assago Baglioni ha offerto un primo assaggio del nuovo
ambizioso progetto. Brani del nuovo libro "Q.P.G.A." si sono
alternati alle canzoni dell'album originale del 1972, che il
cantautore romano per la prima volta ha riproposto
integralmente in forma live, mentre sul maxischermo,
scanditi dai ritmi di "Porta Portese", "Piazza del Popolo" e
"Pronto ciao" scorrevano frammenti del nuovo film di
Riccardo Donna.
Per un'ora e mezza Baglioni ha rispolverato tutti i pezzi di
"Questo piccolo grande amore", riscoprendone la natura di
opera pop, e poi ha concesso al suo pubblico un'altra ora di
emozioni con altre perle del suo repertorio, da "Io sono
qui" a "La vita è adesso". Lo spettacolo sarà replicato ad
Assago fino al 22 novembre, per poi approdare al Gran Teatro
di Roma dal 26 novembre al 6 dicembre e infine al
PalaPartenope di Napoli dall'8 al 12 dicembre. La vera
protagonista dello spettacolo è stata però la saga della
"'Maglietta fina" che presto diventerà un'opera multimediale
che avrà, come filo rosso a legare insieme i diversi
linguaggi, la celebrazione dei sani e ingenui sentimenti
delle infatuazioni adolescenziali.
Rispetto alla suite narrativa del 1972, nella ''favola'' ora
sono tornati anche quei riferimenti alle contestazioni
politiche e studentesche, tolte allora da Rca, a partire dai
due brani ''censurati'': "In viaggio" e "Quanta strada da
fare". ''Io non mi opposi allora a questo taglio - ha
rievocato Baglioni - e forse avevano ragione loro, perché la
parte più consistente di tutta l'opera era quella legata ai
sentimenti''.
A distanza di quasi quarant'anni, per il cantautore romano
restano ancora quei sentimenti tanto acclamati che ora ha
voluto tradurre anche in un libro e in un film. Il romanzo,
in uscita a febbraio, racconta la storia di Andrea,
architetto di successo ma inaridito nei sentimenti, che
riscopre l'amore ritrovando per caso Giulia, la fiamma
dell'adolescenza. Mentre il film, atteso anch'esso a
febbraio, interpretato da Emanuele Bosi e Mary Petruolo,
riporta la storia dei due innamorati nella Roma degli anni
Settanta. A coronare il titanico progetto di "Q.P.G.A." ci
penseranno un doppio cd, in uscita il prossimo marzo, dove
troveranno spazio quattro canzoni inedite e dodici testi
poetici, con il contributo di 40 ospiti speciali, tra cui
Fiorello, e una grande tournèe estiva che girerà tutta
l'Italia.
La vendetta di Baglioni contro il '68 2 ore e 1/2 di "QPGA a prima vista
E' questa ovviamente una mia teoria, dopo aver visto le
prove, e sentito Baglioni raccontare, ieri pomeriggio - a
noi truppe di disperati cronisti musicali al teatro Allianz
dove ieri sera c'è stato il debutto del tour - la genesi di
"Questo piccolo grande amore", concept album uscito nel
lontano 1972 e diventato la rampa di lancio del musicista
romano grazie all'immane successo di "QPGA".
"QPGA" assolve oggi in qualche modo alla stessa funzione di
allora, di rilancio di un grande della musica popolare
italiana. Il disco fu pubblicato da Ennio Melis, il grande
mago creativo della RCA, tagliando la canzone che era una
specie di prologo, "In viaggio", che faceva da cornice a una
storia nata filmica, con sullo sfondo della musica i rumori
della folla alla manifestazione di Piazza del Popolo. Lei e
lui, che vi partecipavano, riparavano in un bar, si
conoscevano, e tutto aveva inizio.
Era, par di capire, un modo con il quale Baglioni tentava di
esser anche lui nella grande partita sociale che si giocava;
ma quel pezzo fu tagliato perché "troppo impegnato", secondo
Melis. "Disse: proprio ora, che abbiamo una grande storia
d'amore in mezzo a tutta questa canzone d'impegno. Lascia
perdere", ha raccontato ieri Claudio.
Il quale avrà lì cominciato a sentirsi fuori del vento che
spirava, condannato per sempre a rappresentare il cantautore
fuori dalle dinamiche sociali. Gli altri erano culturali,
lui parlava d'amore: "Andavo anche alle manifestazioni, ma
in ogni poliziotto vedevo gli occhi di mio padre", sorrideva
ieri, per raccontarsi; le sue parole han fatto capire che
lui, con quel movimento lì, non c'entrava granché: "Io
cercavo di vestirmi bene, quando andavo all'Università. Non
come i ricchi che si vestivano male"; una volta ad
architettura gli hanno dato un cazzotto: "Quello fu il mio
'68, non ho mai capito perché".
Così adesso, come sappiamo, è tornato sull'epoca. Ha ripreso
in mano Questo Piccolo Grande Amore, e l'ha dilatato in un
progetto kolossal: ieri sera è partito il tour, due ore e
mezza di concerto nel quale ricanta tutto l'album, compreso
"In viaggio", più alcuni suoi grandi successi.
Ci sono pause durante le quali Claudio legge spezzoni
dell'omonimo romanzo QPGA che uscirà a metà febbraio circa,
da lui stesso scritto, con la storia completa di quei due
ragazzi, Giulia e Andrea, e il loro amore in tempi di
contestazione.
L'11 febbraio invece sarà nelle sale il QPGA film, regìa di
Riccardo Donna, del quale già si vedono in concerto alcune
scene. A inizio marzo uscirà poi il disco: "Una quarantina
di titoli, molti pezzi brevi, l'intero QPGA più 4 inediti,
molti duetti , ma non vi so neanche dire con chi", dice lui
facendo il pesce in barile. Uno comunque, sarà con Fiorello
e lo sappiamo già.
E comunque, il concerto è una sintesi di tutti questi
linguaggi messi insieme: "Quattro piccoli grandi amori", si
accanisce Baglioni che adora i giochi di parole.
Le immagini del film, le parole del romanzo, le canzoni del
disco si mescolano a creare uno show che manderà in brodo di
giuggiole i fans. Non a caso, da ieri e per 10 giorni il
teatro Allianz è esaurito; poi, toccherà a Roma e poi a
Napoli. Canzoni eseguite in modo filologico, con
arrangiamenti moderni. Ne viene fuori un'opera multimediale
popolare, un poco debordante, con quell'impronta tipicamente
baglioniana: nessuno potrebbe metterne in dubbio la
paternità.
http://www.lastampa.it
13/11/2008
I
MAGNIFICI ANNI SETTANTA Questo piccolo nuovo amore
Baglioni: "Mi smitizzo così"
Al
via il progetto (kolossal) della reinterpretazione di «Qpga»
2008. Il doppio tour è partito da Milano. Poi un doppio cd, un
libro e un film sceneggiato da Cotroneo
MILANO — «ERANO giovani. Non merito loro, certo. Capita a
tutti prima o poi». Il viaggio di Claudio Baglioni negli anni
Settanta di Andrea e Giulia, protagonisti di Questo piccolo
grande amore che si prepara a fare il salto dal juke-box dei
ricordi al grande schermo di oggi, comincia tra le pagine del
volume che il cantore della maglietta fina ha dedicato al suo
brano più popolare e amato. L’11 febbraio, infatti, uscirà
nelle sale il film sceneggiato da Ivan Cotroneo e diretto da
Riccardo Donna dedicato ai baci a labbra salate della coppia
in cui s’è identificata un’intera generazione; agli inizi di
marzo seguirà il libro firmato dallo stesso Baglioni e per
Pasqua un doppio cd impreziosito dai camei di una quarantina
di amici del mondo dello spettacolo.
PRIMA però c’è lo spettacolo portato al debutto da Baglioni
ieri sera all’Allianz Teatro di Milano, dove si fermerà fino
al 22 novembre per dieci repliche all’insegna del tutto
esaurito, dopodiché il cammino proseguirà alla volta del Gran
Teatro di Roma, dov’è in replica dal 26 novembre al 6
dicembre, e del Palapartenope di Napoli, dall’8 al 12
dicembre. Baglioni si presenta in scena in frac, senza
papillon; i testi fra una canzone e l’altra sono recitati
dalla sua voce fuoricampo. «A fine primavera proseguiremo il
tour nel resto d’Italia per proporre l’opera in versione
integrale con l’ausilio di una vera e propria orchestra»
spiega il cantautore romano che in questo Qpga - A prima vista
è accompagnato da una band di cinque elementi alle dipendenze
del chitarraista Paolo Gianolio.
L’IDEA di declinare Questo piccolo grande amore in quattro
modi differenti utilizzando quattro linguaggi diversi è
costata a Baglioni quasi un anno di lavoro che sul palco dell’Allianz,
dominato da una semplice cascata di frange bianche su cui
prendono vita giochi di luce e spezzoni “trattati” del film,
si riduce a una novantina di minuti, cui segue un’altra ora
abbondante di super classici come Mille giorni di te e di me,
Strada facendo o La vita è adesso. Tutto senza intervallo.
DIETRO all’acronimo “Qpga”, il divo Claudio cela «l’ultima
favola d’amore che ci si concede prima di affrontare la vita».
La storia comincia in Piazza del Popolo, a Roma, tra i cori
dei manifestanti e i lacrimogeni della Celere mentre scorrono
le note di In viaggio, uno dei due brani che nel ’72 vennero
tagliati dal repertorio finale del disco (l’altro è Quanta
strada da fare). «Fu il direttore generale della Rca del
tempo, Ennio Melis, a chiedermi di metterla da parte, per
differenziarmi dagli altri colleghi che puntavano tutte le
loro carte sull’impegno e dare spazio alla mia ispirazione
romantica». E’ la prima volta che Baglioni scrive per il
cinema dai tempi della colonna sonora di Fratello sole sorella
luna di Zeffirelli. Una vita fa.
«Questo piccolo grande amore nasceva già di suo come un
quasi-musical, come un album concept, con una sua idea e una
sua storia sviluppata attraverso le canzoni. Alle quindici
dell’album ho aggiunto le due escluse originariamente, quattro
inediti e alcuni strumentali per un totale di circa due ore di
musica. Dodici i testi che ho rifatto o scritto ex novo. Erano
quattro o cinque anni che pensavo di reincidere Questo piccolo
grande amore, di rifarlo così come mi sarebbe venuto oggi.
Anche a costo di sfidare la versione cristallizzata nella
testa della gente» ammette Baglioni. «D’altronde pure De André
o De Gregori hanno rivisitato La canzone di Marinella e La
donna cannone. Per un musicista brutalizzare la sua canzone
più famosa è un po’ come smitizzarsi, disegnare i baffi sul
manifesto che ha attaccato fuori dal camerino».
MUSICA:
BAGLIONI RIPROPONE Q.P.G.A. COME KOLOSSAL / ANSA ASSAGGIO A MILANO DI LIBRO, FILM E NUOVO CD TRATTO
DA ALBUM 1972
(ANSA) - ASSAGO (MILANO), 12 NOV - 'Quella sua maglietta fina'
che negli anni Settanta fece sognare migliaia di innamorati,
diventa un'opera kolossal e trasforma l'esordiente Claudio
Baglioni di allora in uno scrittore e sceneggiatore di film. A
36 anni dalla sua prima uscita 'Questo piccolo grande amore'
si è fatto in quattro e prenderà presto le forme di un
romanzo, di una pellicola, di un doppio album, proprio come
era stato pensato nel 1972, e di una tournee che girerà
l'Italia dalla prossima primavera.
Questa sera all'Allianz Teatro di Assago il cantante romano ha
dato un primo assaggio del nuovo progetto costruito sul disco
cui deve tanta parte del proprio successo. Brani del nuovo
libro 'Q.P.G.A.' si sono alternati alle canzoni dell'album
originale, che Baglioni per la prima volta ha riproposto
integralmente in forma live, mentre sul maxischermo, scanditi
dai ritmi di 'Porta Portese', 'Piazza del Popolo' e 'Pronto
ciao' scorrevano frammenti del nuovo film di Riccardo Donna.
Per un'ora e mezza il cantante di Centocelle ha rispolverato
tutti i pezzi di 'Questo piccolo grande amore', riscoprendo
così la sua natura di opera pop, e poi ha concesso al suo
pubblico un'altra ora di emozioni con altre perle del suo
repertorio, da 'Io sono qui' a 'La vita e' adessò.
Ma il vero protagonista della serata, che sarà replicata ad
Assago fino al 22 novembre, per poi approdare al Gran Teatro
di Roma dal 26 novembre al 6 dicembre e infine al
PalaPartenope di Napoli dall'8 al 12 dicembre, è stata la saga
della 'Maglietta fina' che presto diventerà un'opera
multimediale che avrà, come filo rosso a legare insieme i
diversi linguaggi, la celebrazione dei sani e ingenui
sentimenti delle infatuazioni adolescenziali. "Alla base di
questo progetto - ha spiegato Baglioni - c'é l'ultima favola
che ciascuno di noi si è concesso prima di affrontare la
vita".
Ma rispetto alla suite narrativa del 1972 nella "favola" ora
sono tornati anche quei riferimenti alle contestazioni
politiche e studentesche, tolte allora da Rca, a partire dai
due brani "censurati": 'In viaggio' e 'Quanta strada da fare'
riproposti già questa sera.
"Io non mi opposi allora a questo taglio - ha rievocato
Baglioni - e forse avevano ragione loro, perché la parte più
consistente di tutta l'opera era quella legata ai sentimenti".
Del resto, ha riconosciuto, "per me il '68 politico e' stato
più onirico e sognante che reale".
A distanza di quasi quarant'anni, per il cantautore romano di
reale restano ancora quei sentimenti tanto acclamati che ora
Baglioni ha voluto tradurre anche in un libro e in un film. Il
romanzo, in uscita a febbraio, racconta la storia di Andrea,
architetto di successo ma inaridito nei sentimenti, che
riscopre l'amore ritrovando per caso Giulia, la fiamma
dell'adolescenza.
Mentre il film, atteso anch'esso a febbraio, interpretato da
Emanuele Bosi e Mary Petruolo, riporta la storia dei due
innamorati nella Roma degli anni Settanta.
A coronare il nuovo epos di Q.P.G.A. ci penseranno un doppio
cd, in uscita il prossimo marzo, dove troveranno spazio
quattro canzoni inedite e dodici testi poetici, con il
contributo di 40 ospiti speciali, tra cui Fiorello, e una
grande tournee estiva che girerà tutta l'Italia. Un lavoro
davvero titanico, con cui Baglioni si riconcilia
definitivamente con quello che per anni ha rappresentato la
croce e la delizia del suo successo.
"Q.P.G.A. ha avuto per anni una dimensione devastante rispetto
a tutto il resto - ha detto il cantante - ora, dopo averla
stracciata e brutalizzata in tutte le maniere, ho capito che
dipende da questa canzone se oggi sono qua". (ANSA).
YN3-TC/FRF
12-NOV-08 20:54 NNNN
Claudio Baglioni al via la tournèe
“Q.P.G.A – A
prima vista” è il titolo del tour che si inaugura stasera all’Allianz
Teatro di Milano dove presenterà in anteprima lo spettacolo
Questo Piccolo Grande Amore “A prima vista”, un progetto ben
più articolato composto da un doppio album, un romanzo, un
film definito pop-movie meta-musicale e una serie di concerti.
Baglioni non perde occasione per sottolineare come il
significato del concerto "A prima vista" è racchiuso in un
discorso più articolato che lo vede partecipe di “quattro
piccoli grandi amori” che si traducono in musiche, canzoni,
parole, immagini. Il concerto si presenta quindi come uno
spettacolo di due ore e mezza di musica dal vivo che racconta
un'epoca, gli anni '70, e la storia d'amore emozionante di due
giovani, mentre nella scenografia ci sono alcune immagini
tratte dal film "Questo piccolo grande amore" (in uscita l'11
febbraio) e brani del libro che uscirà a fine novembre edito
da Mondadori. Dopo Milano Baglioni sarà al Gran Teatro di Roma
dal 26 novembre e dall’8 dicembre al Palapartenope di Napoli.
12/11/2008
http://www.bintmusic.it:80/news/archives/001006.html
Prime Debutta a Milano (per 11 date)
il tour di Claudio Baglioni dedicato alla canzone simbolo Era un «piccolo grande amore», oggi spopola fra i
30enni di Facebook Non solo canzoni Biglietti esauriti per le
prime 5 date. Nella «pop opera» anche le immagini del futuro
film
Michela Proietti
D icono che per loro la maglietta non è mai troppo fina, che
preferiscono la ragazza di campagna a quella di città e che
nel calendario hanno mille giorni (di te e di me). Nell'era «Facebook»
i fan di Claudio Baglioni non suonano più la chitarra in
spiaggia intorno a un falò, ma si radunano nei gruppi nati in
rete.
C'è il tradizionale «Claudio Baglioni Fan Club»,
l'appassionato «I love Claudio Baglioni», il friendly «A Clà»
e anche il cosmopolita «Cuantos Venezolanos quieren un
concierto de Claudio Baglioni en Venezuela», creato dai
venezuelani che aspettano un concerto nei dintorni di Caracas.
Così, per fare contenti tutti i suoi fan, il cantautore romano
ha fatto pace con un brano troppo invadente, quel «Piccolo
Grande Amore» che per un po' non ha voluto neppure più
cantare. Stasera Baglioni torna all'Allianz Teatro di Assago,
con la prima tappa del tour «Q.P.G.A. 2008», acronimo un po'
stile Moccia che riporta alla ribalta il tormentone del 1972.
Non una semplice rispolverata del passato: il brano ha
ispirato un'opera pop multimediale che si trasformerà in un
doppio album di trentasei brani (di cui alcuni inediti che
all'epoca non trovarono posto nell'Lp), un tour in quattro
tappe (Milano, Roma, Napoli e Firenze), un romanzo edito da
Mondadori e un film diretto da Riccardo Donna, sceneggiato
dallo stesso Baglioni insieme a Ivan Cotroneo, nelle sale dal
prossimo febbraio.
Dopo Albakiara, il film con le canzoni anni Ottanta di Vasco
che raccontano i vizi della gioventù contemporanea, ora tocca
a Baglioni cantare i sentimenti targati 2008. Così, questa
sera, alle spalle del cantautore ci sarà uno schermo che
rimanderà immagini del film in lavorazione: protagonisti
Giulia e Andrea (impersonati da Emanuele Bosi e Mary Petruolo).
Qualcosa di simile a «Tre metri sopra il cielo», ma
retrodatato agli anni della contestazione studentesca, con i
personaggi alle prese con il primo amore sullo sfondo del
Sessantotto. Il successo è annunciato: cinque delle dieci date
all'Allianz sono già tutte esaurite, e rimangono pochissimi
biglietti per quelle dal 18 al 22 novembre. «La musica di
Baglioni mi accompagna fin da quando sono bambina - dice Elena
Nesi 30enne «facebookiana» di Como -. Ho due sorelle più
grandi e, quando le altre bambine ascoltavano "Lo Zecchino
D'Oro", io ascoltavo "Questo Piccolo Grande Amore"!».
Con le sue sorelle Elena ha preso i biglietti in prima fila.
Bruna Stella, milanese, 46 anni, s'è accaparrata quelli in
dodicesima. «Sì, sì, sì! Non ci sto più dentro nell'attesa»,
scrive nel suo post su Facebook. Con il fidanzato Stefano,
Bruna gira in cabrio cantando a squarciagola i brani di
Baglioni. «Sembriamo due adolescenti impazziti! Claudio mi
piace perché è un interprete della vita, ognuno di noi può
identificarsi nei suoi brani. C'è amore, dolcezza, rabbia,
insofferenza e tutte le emozioni che colorano le nostre
passioni».
Naturalmente c'è anche chi non lo ama, proprio per quei suoi
ritornelli amore-cuore, che ora Baglioni si prepara a
rieditare in chiave vintage secondo lo slang giovane. «Mai
sopportato», scrive su Facebook Alessia Secchiaroli. «Lo odio,
appena sento la sua voce impazzisco», risponde Veronique
Orlandin. Voci fuori dal coro nel gruppone di 2977 membri che
in rete si dichiarano fan sfegatati del cantautore. «Ogni
canzone è legata a un ricordo, a una passeggiata romantica
sulla spiaggia, o alla prima volta che soffri per amore», dice
Luisa Rossi, 34 anni. Giampy Andreocchi, 44 anni di Brescia,
non si perde un concerto dal 13 dicembre 1978, data del suo
primo live di Baglioni. «Genera un non so che d'emozioni, fa
viaggiare il cuore sulle ali delle note e trasmette una buona
energia per i giorni che verranno». Per Michela Nobile, 26
anni di Milano, la passione è addirittura «viscerale».
«Ascolto la musica di Claudio da quando ero nella pancia della
mamma. Sono stata a più di un concerto e ho letto anche Moccia:
tutti e due sanno arrivare dritti nella mente dei giovani e
usano il loro linguaggio. In fondo è più facile dirsi q.p.g.a.
piuttosto che ti amo. Un po' come il tvb che si usa spesso,
anche quando non si è più adolescenti».
Fino al 22 Lo show
Corriere della sera 12/11/2008
Claudio
Baglioni, da oggi in tour a Milano, poi Roma e Napoli
di Antonio Ranalli
Q.P.G.A. – Questo Piccolo Grande Amore “A prima vista”
è la nuova rappresentazione con la quale Claudio
Baglioni tornerà ad esibirsi, dopo lo straordinario
successo dell’ultimo record-tour “Tutti qui”.
Q.P.G.A. – Questo Piccolo Grande Amore “A prima vista”
è la nuova rappresentazione con la quale Claudio
Baglioni tornerà ad esibirsi, dopo lo straordinario
successo dell’ultimo record-tour “Tutti qui” (500 mila
spettatori in 70 tappe nei palazzi dello sport di
tutta Italia).
Suite musicale entusiasmante, che segue,
nell’avvincente dimensione di un’opera moderna, la
storia d’amore più appassionante della musica popolare
italiana, “A prima vista” è l’anteprima delle quattro
parti che compongono l’imponente progetto QPGA: un
nuovo doppio album, un romanzo, un film e una serie di
concerti.
Con “Q.P.G.A – A prima vista” a Milano, Roma, Napoli,
a cominciare dal 12 novembre, il pubblico potrà
assistere, per la prima volta dal vivo, alla
presentazione live di questo progetto, in un’inedita e
spettacolare anteprima.
"A prima vista – ha dichiarato Baglioni - potrebbe
sembrare un normale concerto. Ma non è così. “Q.P.G.A.”,
come “Questo Piccolo Grande Amore”, certo, ma anche
nel senso di “quattro piccoli grandi amori”. Tanti,
infatti, ne sono sgorgati da quella prima lontana e
fortunata intuizione. Forme nuove, rimaste confinate
nel mondo delle idee fino a quando - risalendo la
corrente dei pensieri, con la complicità di un vecchio
taccuino di appunti spuntato da chissà dove - ho
sentito che era giunto il momento di accogliere il
richiamo di quelle anime troppo a lungo trascurate.
“Questo Piccolo Grande Amore” aveva bisogno di
ritrovare il respiro, la completezza e la profondità
di campo dell’intuizione originale e io dovevo
decidermi a dare, finalmente, corpo ai quei piccoli
grandi amori che erano rimasti incompiuti: musiche,
canzoni, parole, immagini.
“A prima vista – spiega il musicista – anticipa,
dunque, forme, linguaggi e contenuti di un nuovo
doppio cd, di un romanzo, di un film e di una serie di
concerti, attraverso una “prima visione” – insolita e
innovativa - che diviene essa stessa spettacolo.
Musica, immagini e parole - molte delle quali libere,
per la prima volta, dal vincolo che di solito le lega
alle note - si fondono, per raccontare, in una forma
mai sperimentata prima, tutto ciò che non era stato
raccontato di una storia che, come un iceberg,
nasconde sotto la superficie la parte più grande, più
profonda, più ricca ed emozionante di sé. Quella che a
prima vista non si vede”.
“Quattro forme espressive, quattro linguaggi, quattro
punti di vista, quattro diversi modi di raccontare –
conclude Baglioni – per una tra le storie più belle e
difficili: quel primo piccolo-grande amore, che non
dura tutta la vita, ma ce la cambia per sempre”.
Non una “semplice” scaletta di canzoni, dunque, ma uno
spettacolo con taglio narrativo, produttivo ed
esecutivo di una vera e propria “opera pop”. Laddove
con il termine “pop” non ci si vuole riferire
unicamente ad un certo tipo di ambientazione musicale
e sonora, ma alla volontà di dar vita a un prodotto
“popolare”, nell’accezione più ampia e nobile che la
parola può avere.
Oltre due ore e mezza di grande musica dal vivo, in un
unico grande tempo scenico senza interruzioni, con il
supporto evocativo delle immagini del “pop-movie”
“Questo piccolo grande amore” (nelle sale dal prossimo
11 febbraio), e arricchito della forza emozionale
delle parole di alcuni stralci del romanzo di prossima
pubblicazione per Mondadori. I concerti si chiuderanno
con una grande “festa finale”, nella quale Baglioni e
la sua band eseguiranno alcuni tra i più grandi
successi dello straordinario repertorio del musicista
romano.
“A prima vista” partirà il 12 novembre dall’Allianz
Teatro di Milano e sarà in scena fino alla fine di
dicembre, passando da Roma e Napoli:
Dal 12 al 22 novembre all’Allianz Teatro di Milano
Dal 26 novembre al 6 dicembre al Gran Teatro di Roma
Dall’8 al 12 dicembre al Palapartenope di Napoli
11/11/2008 - 10.22
CLAUDIO BAGLIONI TORNA CON I SUOI CONCERTI, UN FILM E
UN ROMANZO
(IRIS) - ROMA, 11 NOV - Claudio Baglioni torna dal suo
pubblico e lo fa con un percorso completamente nuovo.
L'artista si esibirà dal 12 al 22 novembre all'Allianz
Teatro di Milano con "A prima vista", la prima parte
del più ampio progetto "Questo piccolo grande amore",
che comprende un doppio album, un romanzo, un film e
una serie di concerti.
Baglioni si esibirà anche al Palapartenope di Napoli,
dall'8 al 12 dicembre.
Al
via stasera all’Allianz Teatro di Assago il nuovo tour
del cantautore romano
Baglioni, parte "Q.P.G.A - A prima vista", un viaggio
indietro nel tempo
MILANO 12/11/2008 - A volte per andare avanti, meglio
guardarsi indietro. Così ha fatto Claudio Baglioni,
che ha recuperato uno dei suoi dischi più famosi,
“Questo piccolo grande amore”, uscito esattamente 36
anni fa, nell’ottobre del 1972, per ripubblicarlo e
trarne addirittura quattro versioni: una su disco, una
cartacea, una cinematografica e una in versione live,
che da stasera sino al 22 novembre, con biglietti
ancora disponibili, porta in concerto anche a Milano,
all’Allianz Teatro di Assago.
La storia d’amore che legava le canzoni del disco,
l’album più famoso e venduto di Baglioni, non cambia.
Anzi, il plot è lo stesso che ha ispirato anche il
romanzo edito da Mondatori e scritto dallo stesso
cantautore romano. Stessa storia usata per il film,
prodotto da Medusa e nelle sale dal prossimo febbraio.
A cambiare è invece il disco, che contiene le quindici
canzoni della versione originale del 1972 più i brani
che all’epoca vennero scartati dalla casa
discografica, per un totale di trentasei pezzi che
verranno interpretati anche dal vivo, con la
partecipazione di vari ospiti. La sorpresa sarà quindi
proprio quella di un repertorio per la durata di più
di due ore in gran parte inedito, anche se alcuni dei
pezzi nuovi sono più che altro commenti sonori. Con
l’aggiunta di immagini mai viste prese proprio dal
film che uscirà nel 2009, diretto da Riccardo Donna, e
proiettate in fondo al palco.
«Potrebbe sembrare un normale concerto - ha dichiarato
Baglioni -. In realtà, si tratta di un show molto più
complesso, con arrangiamenti nuovi. Tanti, infatti, ne
sono sgorgati da quella prima lontana e fortunata
intuizione. Forme nuove, rimaste confinate nel mondo
delle idee fino a quando ho sentito che era giunto il
momento di riprendere quelle canzoni troppo a lungo
trascurate». «“Questo Piccolo Grande Amore” aveva
bisogno di ritrovare il respiro, la completezza e la
profondità di campo dell’intuizione originale e io
dovevo decidermi a dare, finalmente, corpo ai quei
piccoli grandi amori che erano rimasti incompiuti:
musiche, canzoni, parole, immagini».
Sarà quindi un concerto quasi con un taglio narrativo
e non un semplice show con canzoni slegate una
dall’altra. Ad accompagnare Baglioni sul palco ci sarà
anche una band di tutto rispetto. All’epoca dei suoi
esordi, il cantautore romano non sapeva che stava
scrivendo un album che gli avrebbe aperto le porte del
successo, con un singolo che è stato anche votato nel
1985 “canzone del secolo” al festival di Sanremo.
«Quel disco per certi versi è stato proprio come una
storia che mi ha segnato per tutta la vita», ha
spiegato Baglioni. Da stasera risorgerà fomentando
probabilmente come negli anni Settanta nuovi amori.
Ore 21, da 25 a 70 euro.
MUSICA: PARTE DA MILANO TOUR 'QPGA-A
PRIMA VISTA' DI BAGLIONI
Milano, 10 nov. (Adnkronos) - Questo Piccolo Grande Amore
''A prima vista'' e' la nuova rappresentazione con la quale
Claudio Baglioni tornera' ad esibirsi, dopo il successo
dell'ultimo record-tour ''Tutti qui'' (500 mila spettatori
in 70 tappe nei palazzi dello sport di tutta Italia). 'A
prima vista' e' l'anteprima delle quattro parti che
compongono l'imponente progetto Qpga: un nuovo doppio album,
un romanzo, un film e una serie di concerti. Con ''Q.P.G.A -
A prima vista'' a Milano, Roma, Napoli, a cominciare dal 12
novembre, il pubblico potra' assistere, per la prima volta
dal vivo, alla presentazione live di questo progetto, in
un'inedita anteprima.
"'A prima vista' - ha dichiarato Baglioni - potrebbe
sembrare un normale concerto. Ma non e' cosi'. 'Q.P.G.A.',
come 'Questo Piccolo Grande Amore', certo, ma anche nel
senso di 'quattro piccoli grandi amori'. Tanti, infatti, ne
sono sgorgati da quella prima lontana e fortunata
intuizione. Forme nuove, rimaste confinate nel mondo delle
idee fino a quando - risalendo la corrente dei pensieri, con
la complicita' di un vecchio taccuino di appunti spuntato da
chissa' dove - ho sentito che era giunto il momento di
accogliere il richiamo di quelle anime troppo a lungo
trascurate".
"'Questo Piccolo Grande Amore' aveva bisogno di ritrovare il
respiro, la completezza e la profondita' di campo
dell'intuizione originale e io dovevo decidermi a dare,
finalmente, corpo ai quei piccoli grandi amori che erano
rimasti incompiuti: musiche, canzoni, parole, immagini. 'A
prima vista' - spiega il musicista - anticipa, dunque,
forme, linguaggi e contenuti di un nuovo doppio cd, di un
romanzo, di un film e di una serie di concerti, attraverso
una 'prima visione', insolita e innovativa, che diviene essa
stessa spettacolo".
Baglioni: «Conquisto i Moccia-boys
con la canzone che ho odiato di più»
di Jacopo Granzotto da Roma
È tornato Claudio Baglioni, quello vero, luccicante antidoto
a Moccia e ai suoi derivati. Il cantautore che osò sfidare
Lucio Battisti, gli anni di piombo e i Cugini di Campagna a
forza di indimenticabili passerotti e lampade a Osram cala
l’invincibile armata: cd, film, tournée e libro sul concept
Q.P.G.A., acronimo di Questo Piccolo Grande Amore,
l’album-icona (c’era persino il fumetto) del 1972.
Impossibile sfuggire. Obiettivo riappropriarsi in tempo
utile del mercato dei giovani. Quelli che adorano lucchetti
e graffiti sui muri. Quelli che muovono il mercato anche se
la musica la scaricano e basta. Un’operazione mirata, come
dimostra il logo del maxiprogetto con quel bell’anello sul
muro che ricorda tanto qualcosa. «Vi presento la mia
personale scritta sul muro - annuncia Baglioni - di queste
cose, lo sapete, io me ne intendo». Poco male per uno degli
antesignani del Federico.
Partiamo dal doppio cd, Q.P.G.A 2008 distribuito dalla Sony
Bmg in uscita a ottobre. Previsto il recupero del master
originale con il materiale non inserito nell’album
dell’epoca (nacque come doppia opera rock ma divenne un lp
di buon pop). La storia d’amore con la futura moglie Paola
passa dunque da 15 canzoni legate tra di loro a suite
riarrangiata da 36 pezzi, anche se molti sono frammenti di
pochi secondi.
Baglioni è a un bivio e festeggia il sogno di una vita
facendo outing: «Ho fatto pace con questa canzone al quale
devo tutta la mia popolarità. Mi scocciava ogni volta
cantarla perché sapevo che la gente se lo aspettava, era
come se il resto non contasse. Ora con orgoglio la dedico ai
giovani di oggi».
E invece il resto è una carriera gloriosa e album anche
migliori nel suo genere come Sabato Pomeriggio e Solo. «La
verità è, come molti, sognavo di fare il cantautore più che
altro per rimorchiare. Prima di diventare famoso mi
spedirono a un festival in Polonia, divenni improvvisamente
una celebrità, così ogni sera ricevevo omaggi floreali e in
natura da parte delle ragazze. Al ritorno cominciai a
scrivere i brani di Questo Piccolo Grande Amore, ma mi
sentivo un carbonaro, la casa discografica non credeva
granché nel progetto e nel singolo (doveva essere solo un
buon lato B). Poi arrivò dritto dritto al secondo posto in
classifica».
Cd e film sono legati intimamente. Questo Piccolo Grande
Amore, in uscita l’11 febbraio, riprende la storia così
com’è senza attualizzarla: colpo di fulmine, storia d’amore
e fine sotto le note della nuova canzone Niente più. Siamo
nel 1968 a piazza del Popolo nel bel mezzo di lacrimogeni e
figli dei fiori che contestano capitalismo e guerra in
Vietnam. La voce narrante e cantante è quella di Baglioni:
«È la storia di gente che vola - racconta -, tra il 1970 e
il 1971 sembrava che tutti avessero vent’anni e si passava
il tempo a sognare. In quell’ambito racconto una storia
d’amore che non dura per tutta la vita ma te la cambia per
sempre». Baglioni e il Sessantotto però non sono mai andati
a braccetto «Non l’ho fatto. Io di quell’epoca ricordo
solamente una manata in fronte all’università...».
E arriviamo al concerto, «un’opera pop multimediale» che
parte con la canzone del secolo (così l’hanno votata i
telespettatori di Raiuno), va avanti con l’album rivisitato
e finisce con la gran festa «Altri Amori» dove troveranno
spazio i lenti del miglior Baglioni. Nell’amarcord trovano
posto gli infallibili Amore Bello , Io me ne andrei e Sabato
Pomeriggio. La mini tournée parte il 12 novembre dall’Allianz
teatro di Milano, arriva a Roma il 26 al Gran Teatro e si
chiude al Palapartenope di Napoli l’8 dicembre. Poi si
prosegue nel 2009.
Infine il romanzo Questo piccolo grande amore, l’esordio
dello stesso Claudio Baglioni, edito da Mondadori e previsto
in libreria per i primi di novembre. La storia romanzata del
primo lp-concept. Tutto, o quasi, sul manifesto delle
intermittenze del cuore di tante generazioni di innamorati
italiani. Diciotto milioni di copie vendute lo stanno a
testimoniare.
MUSICA: BAGLIONI, IL MIO 'PICCOLO
GRANDE AMORE' RIVIVE IN 4 DIMENSIONI
L'ALBUM, IL CONCERTO, IL LIBRO E IL FILM
Roma, 15 set. - (Adnkronos) - "Una storia tra le tante
piccole storie che, insieme, costituiscono la grande storia
del mondo". E' cosi' che Claudio Baglioni ha definito quella
che raccontera' in 'Q.P.G.A.' (Questo piccolo grande amore),
la sua nuova produzione. Questa volta la narrazione non
sara' di sola musica, ma anche di parole scritte nero su
bianco e di immagini prodotte per il grande schermo. 'Q.P.G.A.'
e' un doppio album, un concerto, un film e un romanzo. Una
vicenda raccontata da quattro punti di vista, attraverso
linguaggi, tecniche, strumenti scenici e rappresentativi di
quattro diverse forme d'arte. "Quattro motori per uno stesso
aereo - ha detto Baglioni - cosi' che possa volare piu' in
alto".
Q.P.G.A. 2008 Opera Pop': grandi
progetti per Claudio Baglioni
Dopo alcune anticipazioni è stato svelato il nuovo grande
progetto di Claudio Baglioni intitolato "Q.P.G.A. 2008 Opera
Pop" dedicato al suo celebre album "Questo piccolo grande
amore" del 1972.
Dal prossimo novembre il cantautore sarà impegnato nella
pubblicazione di un disco doppio, un romanzo (da cui sarà
tratto un film) e nella realizzazione di uno show
itinerante. L'album, intitolato "Q.P.G.A. 2008", arriverà
nei negozi in autunno e conterrà trentasei brani: quindici
contenuti nella versione originale del disco, una serie di
canzoni che non trovarono posto nell'LP (che negli intenti
di Baglioni doveva essere doppio), brani ritrovati e altro
ancora.
Lo stesso disco sarà al centro dei concerti speciali che
Claudio terrà a Milano (dal 12 novembre), Roma (dal 26) e
Napoli (dall'8 dicembre): "Una nuova 'opera pop' nella quale
parole, musica e immagini si fondono per raccontare, in
forma inedita e assolutamente innovativa, la storia narrata
nell'album del '72". Nel suo show di oltre due ore e mezza
di durata Baglioni sarà accompagnato dalle immagini tratte
dal film "Questo piccolo grande amore" trasmesse su un
grande schermo "ciclorama".
Il lungometraggio diretto da Riccardo Donna, nelle sale il
12 febbraio 2009, racconterà le vicende di Andrea (Emanuele
Bosi) e Giulia (Mary Petruolo) tratte dal romanzo "Questo
piccolo grande amore" scritto da Baglioni che sarà
pubblicato in novembre dalla Mondadori.
Qui di seguito le tre tappe del tour di Claudio Baglioni:
Dal 12 novembre all'Allianz Teatro di Milano
Dal 26 novembre al Gran Teatro di Roma
Dall'8 dicembre al Palapartenope di Napoli
Il cantautore
romano ha presentato l'ambizioso progetto Q.P.G.A. che
comprende la riedizione dell'album che diventa doppio, un tour
teatrale, un film e un romanzo
Baglioni racconta 40 anni dopo quel
suo piccolo grande amore
di RITA CELI
Claudio Baglioni
ROMA -
Un doppio album, un concerto, un film e un romanzo. Quattro
progetti distinti sotto lo stesso titolo, Q.P.G.A.:
quattro lettere scritte su un muro lungo il Tevere che faranno
sognare gli adolescenti dei giorni nostri. Quattro lettere che
apriranno una voragine di ricordi a chi conosce per intero,
parola per parola, l'album che è all'origine di questa nuova e
imponente proposta artistica firmata Claudio Baglioni. Il
cantautore romano ha infatti ripreso e ampliato il cuore di
quello che è stato il suo primo album di successo e lo ha
declinato in quattro opere distinte. Ecco allora Questo
piccolo grande amore scritto, suonato, cantato e recitato
per vecchi e nuovi spettatori.
"E' stato il disco che mi ha dato l'avvio" racconta Baglioni
che ha voluto presentare l'intero progetto dalla terrazza
dell'Hotel Hilton di Roma, un punto di vista panoramico sulla
capitale che, ha sottolineato, è all'origine di tutto. "Sono
passati quasi quarant'anni da quando ho cominciato a lavorare
a quello che è stato il primo concept album italiano. Un disco
che, canzone dopo canzone, racconta una storia, la prima
storia d'amore che non dura tutta la vita ma che te la segna
per sempre".
All'epoca l'autore non sapeva che stava scrivendo la "sua"
canzone, quella che gli avrebbe aperto le porte di una
carriera da protagonista nel mondo della musica italiana. Un
brano votato come "canzone del secolo" a Sanremo nel 1985,
citato da
hitparadeitalia.it come l'album più venduto di tutti i
tempi in Italia, ma anche un "peso" da portarsi dietro in ogni
concerto e in ogni esibizione live. "Ero arrivato a odiare
Questo piccolo grande amore, una canzone che si è mangiata
l'album e molto di più, ma ormai ho fatto pace e da tempo
lavoro su questo nuovo progetto scegliendo di usare immagini,
scrittura e musica perché ogni mezzo racconta qualcosa che
l'altro non riesce a raccontare".
Baglioni si affida ai suoi ricordi, visti con il filtro
dell'esperienza, per spiegare i motivi di un progetto tanto
esagerato quanto necessario, almeno per lui. "Dopo 40 anni di
carriera non ti puoi misurare ancora con la capacità di
vendere dischi o riempire gli stadi, ma devi avere il coraggio
di fare qualcosa di più, di volare, di guardare oltre" spiega,
citando un illuminante confronto avuto con il coetaneo Peter
Gabriel di qualche tempo fa. "La mia ambizione è raccontare
un'epoca che credo non si sia più ripetuta: nel '68 abbiamo
avuto 20 anni tutti insieme e abbiamo vissuto l'ultimo sogno
collettivo" racconta con nostalgia. "Era un'epoca in cui la
gente ha avuto sogni anche per quelli che sono venuti dopo. A
me piace raccontare questa storia antica perché è esattamente
lì che si infrange quel sogno, e non parlo della politica
perché su quel versante ho subito un linciaggio per anni non
essendo partecipe o allineato".
Nessuna concessione ai giovani del nuovo millennio se si
esclude l'acronimo del titolo. La storia rimane quella
originale ambientata nei primi anni Settanta: l'incontro in un
bar mentre a piazza del Popolo la polizia si scontra con i
manifestanti, l'inizio di un amore, la prima volta, gli amici
e le piccole liti, la cartolina e il servizio militare, la
licenza, la scoperta del tradimento e la triste fine.
Entrando nei dettagli del progetto si comincia con Q.P.G.A.
2008 Opera Pop una serie di concept-concert a Milano (dal
12 novembre), Roma (dal 26) e Napoli (dall'8 dicembre) con
oltre due ore e mezza di musica da vivo che riproporranno
ovviamente i brani dell'album in forma di concerto (non sarà
un musical) mentre alcune sequenze tratte dal film saranno
rielaborate e proiettate su un gigantesco schermo. Il concerto
sarà seguito da una grande festa finale in cui Baglioni
eseguirà gli "altri amori" che hanno segnato la sua carriera.
La tournée riprenderà quindi da Firenze il 2 febbraio e
toccherà poi altre 4-5 città. Info e aggiornamenti sul sito
ufficiale Patapan.it
In contemporanea con il tour teatrale sarà nei negozi il
doppio album Q.P.G.A. (Sony-Bmg) e conterrà 36 pezzi:
la riedizione dei 15 che facevano parte del concept album
originale, uscito nel '72 per la Rca, alcune tracce ritrovate
nei cassetti e mai inserite in quello che poteva essere un
doppio 33 giri, oltre a canzoni nuove. Con la partecipazione
di 40 ospiti, i cui nomi non sono stati rivelati, che hanno
contribuito a vario titolo al cd: non duetti ma "graffiti" di
pochi secondi.
Sarà invece nei cinema dall'11 febbraio (farlo uscire il 14
avrebbe provocato una colata di melassa nelle sale)
il film
Q.P.G.A., prodotto da 11 Marzo Film, Aurora Film e
Medusa, un pop-movie che racconta il primo grande amore di
Giulia e Andrea, interpretati dagli esordienti Emanuele Bosi e
Mary Petruolo e un cast senza guest star per mantenere le
distanze dai teen-movie oggi tanto di moda. Baglioni è
co-sceneggiatore insieme a Ivan Cotroneo, la regia è di
Riccardo Donna (tra i suoi ultimi lavori ha diretto le serie
tv Raccontami, Nebbie e delitti). Non è un film
canterino o un musical, i brani del disco si limitano a fare
da colonna sonora alla vicenda: "Qui nessuno canta" assicura
Baglioni, "tranne il sottoscritto che, però, non si vede ma fa
da io narrante, anzi cantante".
Q.P.G.A. sarà anche il titolo del
primo romanzo di Claudio Baglioni, pubblicato da Mondadori, in
cui la fine di un amore diventa metafora di un'Italia che vede
svanire l'illusoria felicità del miracolo economico e
avvicinarsi uno dei decenni più difficili della sua storia.
"Per questo progetto grandioso ci vuole un 'senso di
dismisura', che nel mio caso ha bisogno di quattro motori per
farlo volare il più lontano possibile: uno di questi è il
romanzo, un'occasione unica" conclude l'autore. "Altre volte
ero stato tentato a scrivere un libro ma non ero mai riuscito
a portarlo fino in fondo perché conosco la difficoltà di usare
la scienza esatta delle parole e so quanto a volte possono
essere usate male".
Claudio Baglioni presenta a Roma Q.P.G.A. : un album doppio, un
romanzo, un film e un concerto per l'ultimo grande sogno d'amore
tra incanto e risveglio
Pubblicato da
Alessandra Carnevali alle 12:22
Roma ore 12 Hotel
Hilton la terrazza degli Aranci è piena di fotografi e
giornalisti per uno degli eventi cinematografico
-musical-letterari più importanti di questo autunno. La
presentazione alla stampa del progetto
Q.P.G.A. - Questo piccolo grande
amore di Claudio Baglioni, che prevede l'uscita di un
doppio album intitolato appunto QPGA
2008 che conterrà 36 brani
(oltre i 15 gia contenuti nell'omonimo concept album
del 1972 più altri brani che non trovarono posto nell'edizione
originale), una serie di concerti, o meglio
tre rappresentazioni straordinarie a Milano, Roma e Napoli,
in veste di oratorio, della nuova
veste dell’opera pop di Baglioni che vuol raccontare con
linguaggio e forma innovativi la storia narrata già con
imperituro successo negli anni 70.
Se Questo piccolo grande amore
è stato il primo concept album
italiano in assoluto e quello che ha raggiunto la più
grande popolarità e se la canzone omonima si è già aggiudicata
il titolo di canzone del secolo, la nuova faraonica uscita
multimediale di questo lavoro si propone l’intento di trasferire
ad un pubblico se possibile ancora più vasto i sentimenti,
la musica e le parole di questa storia d’amore tra Giulia e
Andrea, che sono poi i nomi dei protagonisti del film.
Il lavoro cinematografico intitolato con l'acronimo
QPGA, viene definito pop
movie e uscirà a metà febbraio 2009, prodotto
da 11 marzo film, Aurora Film e Medusa. I fatti narrati
ripercorrono il periodo storico della fine degli anni 60 che
fanno da sfondo alla storia appassionata e senza tempo dei
due ragazzi.
Una
vicenda di grandi sentimenti in cui tutti si possono riconoscere
perchè come ci spiega Claudio Baglioni: "QPGA
è la storia di un amore che non dura per sempre, ma ti cambia
per sempre la vita."
La sceneggiatura è
stata scritta dallo stesso Baglioni in coppia con Ivan Cotroneo,
la regia è affidata al giovane Riccardo Di Donna, esordiente al
suo primo ciack per il grande schermo, ma firma nota delle
fiction di casa nostra. Giulia e Andrea hanno i volti di
Emanuele Bosy e Mary Petruolo.
La colonna sonora è ovviamente
Questo piccolo grande amore, con l’unica aggiunta di un
inedito “Niente di più”.
Claudio Baglioni non ha però ceduto alla tentazione di apparire
nel film e si concede soltanto il ruolo di io narrante o per
dirla meglio, cantante.
Infine c'è il
romanzo, ancora in fase di stesura, che uscirà
presumibilimente a fine novenbre per i tipi di
Mondadori: porta anch’esso la firma di Claudio Baglioni
ed è un viaggio intenso e appassionante nei territori emozionali
della memoria, un percorso senza musiche e suoni affidato
soltanto alle parole nude.
"Se
non avessi fatto questo disco io non avrei fatto probabilmente
questo mestiere e oggi non saremmo qui: nel 69 e sono quindi 40
anni , io scrissi questa canzone . Io andai in Polonia perchè
qui in Italia non avevo successo e la mia casa discografica mi
spedì all'estero. In Polonia vinsi un premio della critica e
divenni in quel paese molto famoso e guadagnavo pure parecchi
soldi che erano molti per la Polonia , ma forse non così tanti
per l'Italia. Quando tornai in Italia con
Antonio Coggio finii di lavorare ad un concept album che
avevamo iniziato a creare quasi di nascosto dalla casa
discografica e che non convinceva nessuno, forse nemmeno me, ma
poi ci fu qualcuno che mi convinse a tentare perchè un lavoro in
forma di storia come quello era una novità assoluta. Quando poi
Questo piccolo grande amore uscì andò subito secondo in
classifica ed è per questo che io oggi faccio questo mestiere".
Così
Claudio Baglioni accoglie e
saluta la stampa intervenuta sulla splendida terrazza romana, da
cui si gode un panorama mozzafiato. Lo accompagnano Ferdinando
Salzano della Friends and Partners che cura il management dei
tre concerti, Rudy Zerbi Presidente della Sony Bmg, Gabriella
Ungarelli , Direttore Editoriale della Mondadori e Giampaolo
Letta della Medusa Film.
Baglioni che con l'uscita
del romanzo esordirà anche come scrittore confessa: "Più
volte ho pensato di scrivere un libro ma non sono mai arrivato a
compimento perchè sono assolutamente consapevole della
difficoltà che questo tipo di lavoro creativo comporta e quindi
ora mi accosto a questa nuova esperienza con il massimo
rispetto per la parola scritta e per chi, come ad esempio i
giornalisti, nel proprio lavoro quotidianamente ne fa
uso."
Giampaolo Letta della
Medusa sottolinea la scelta di un cast di esordienti per la
regia e per gli attori per dare un'impronta di grande
freschezza al progetto cinematografico.
Il film uscirà mercoledì 11
febbraio 2009.
A chi gli chiede il
motivo di una tale pletora di uscite,
Claudio Baglioni racconta che per un artista con alle
spalle una carriera lunga e piena di grandi obiettivi raggiunti,
è doverosa la "dismisura" per
continuare a crescere, ad emozionarsi e ad emozionare e quindi
il progetto QPGA che forse potrebbe sembrare una ambiziosa e
preziosa "parure" e magari un progetto egocentrico non è
altro che un momento di ulteriore evoluzione artistica.
Sul finire
dell'incontro gli chiedono che rapporto abbia oggi con la
canzone "Questo piccolo grande
amore", dalla quale aveva ammesso qualche tempo
fa di essersi distaccato e di non sopportarla più molto. Claudio
dice di averci ormai fatto pace anche perchè quella ormai
è una canzone che appartiene alla gente, tanto che anni fa
gli capitò, durante un concerto in cui aveva cantato in modo
"stravolto" il pezzo,di venir apostrofato da una fan che gli
fece osservare che non aveva alcun diritto di rovinarla così.
"Il bello del nostro mestiere -
conclude Baglioni, non senza un tono di simpatica ironia che lo
rende ai nostri occhi personaggio affabile e disinvolto -
è che ci pagano per raccontarci ed è un volo d'emozione come
quello che ho fatto in tutti questi anni.
Non sono nato col sacro fuoco dell'arte.
In famiglia non c'erano artisti. Ho cominciato a cantare e
a suonare per rimorchiare e prima ancora perchè quando con mio
padre portavamo gli animali vivi in treno in Umbria cantavo per
non far sentire al controllore che c'erano gli animali per i
quali avremmo dovuto pagare una multa."
Blogsfere.it
Ecco
l'opera pop di Baglioni
Illustrato il progetto
"QPGA 2008"
Un
vulcano di idee. Claudio Baglioni presenta il progetto "QPGA
2008 Opera Pop" (Questo Piccolo Grande Amore): doppio
album in uscita in autunno (36 pezzi: tra cui i 15 del concept
album originale e una serie di brani che, a suo tempo, non
trovarono posto nell'LP), una serie di concerti con tanti effetti
speciali (Milano, Roma, Napoli), un film (nelle sale il 12
febbraio) e il romanzo, in libreria da novembre.
Quattro punti di vista narrativi e attraverso linguaggi, tecniche,
strumenti scenici e rappresentativi di quattro diverse forme
d’arte - l’incanto di una piccola grande storia d’amore, sospesa
tra il sogno degli anni ’60 e il risveglio, difficile e a tratti
doloroso, degli anni ’70. La vicenda narrata sia nel romanzo che
nel libro è ispirata alla storia raccontata da uno degli
albumsimbolo del pop italiano: “Questo Piccolo Grande Amore”. Un
album,concepito da Claudio Baglioni tra il ’70 e il ’71 e uscito
nel ’72 per la RCA, la cui title track è uno dei più grandi
successi italiani di sempre, votato “canzone del secolo” a Sanremo
nel 1985 e citato da www.hitparadeitalia.it come il più venduto di
tutti i tempi in Italia.
IL DOPPIO ALBUM Q.P.G.A. 2008 Si chiamerà “Q.P.G.A. 2008”, uscirà in autunno, sarà un
doppio album e conterrà 36 pezzi: i 15 che facevano parte del
concept album originale, una serie di brani che, a suo tempo, non
trovarono posto nell’LP (inizialmente “Questo piccolo grande
amore” avrebbe dovuto essere un album doppio, ma – dato che
Baglioni era praticamente un esordiente – il progetto venne
condensato in un unico disco), alcune tracce ritrovate, idee di
brani composti allora ma mai realizzati prima, e temi di canzoni
nuove. Tutto il materiale è stato riscritto, riarmonizzato,
riarrangiato, risuonato e reinterpretato da Baglioni, con la
sensibilità, la profondità, la maturità di un grande artista e la
forza di tutta la musica respirata, prodotta e realizzata dal
musicista romano in questi quaranta anni di attività. Non una
semplice rilettura, ma una vera e propria “scrittura”, per
l’esigenza
artistica di restituire ad un progetto sino ad oggi “incompiuto”
il senso e il respiro originale, allargandone gli orizzonti
interpretativi ed espressivi,
attraverso l’inserimento di nuovo materiale, nuovi testi, nuove
sonorità, nuove ambientazioni musicali, nuove interpretazioni
vocali.
I CONCERTI A MILANO, ROMA E NAPOLI Un giro di rappresentazioni straordinarie in tre grandi
città italiane (Milano, Roma, Napoli) per presentare, in anteprima
assoluta e in veste di “oratorio” (nel senso di esecuzione
musicale presentata in forma narrativa, ma senza rappresentazione
scenica teatrale), questa nuova “opera pop” nella quale parole,
musica e immagini si fondono per raccontare, in forma inedita e
assolutamente innovativa, la storia narrata nell’album del ‘72.
Oltre due ore e mezza di grande musica dal vivo, in un unico
grande tempo scenico senza interruzioni, con il supporto evocativo
delle immagini di un “music-movie” - una sorta di grandioso
“videoclip” – nel quale alcune sequenze tratte dal film QPGA,
montate con taglio creativo e a tempo di musica, vengono
proiettate su un gigantesco schermo “ciclorama”. Un vero e proprio
“concept-concert”, impreziosito da una grande festa finale nella
quale Baglioni e la sua band eseguiranno gli “Altri amori”: alcuni
tra i più grandi successi dello straordinario repertorio del
musicista romano.Dal 12 novembre all’Allianz Teatro di Milano, dal
26 novembre al Gran Teatro di Roma e dall’8 dicembre al
Palapartenope di Napoli
IL FILM Il nostro Paese - colto nella confusa stagione di mezzo
tra la coda del sogno rivoluzionario del ’68 e i primi segnali del
disincanto degli anni ’70 - e due ragazzi - Giulia (all’ultimo
anno di liceo classico) e Andrea (al primo di architettura) - che
vivono il violento turbinare delle emozioni del primo grande
amore, nel difficile momento di passaggio tra adolescenza e
maturità. Sono questi, in estrema sintesi, temi e protagonisti del
film QPGA che sarà nelle sale il 12 febbraio 2009. Due storie
parallele - che in qualche modo si intrecciano e si riflettono,
finendo col diventare l’una metafora dell’altra - che
costituiscono “tessuto armonico” e “linea melodica” di un progetto
che vede Baglioni, in coppia con Ivan Cotroneo, firmare per la
prima volta un soggetto (anche questo ispirato alla vicenda
narrata dal disco del ’72) e una sceneggiatura cinematografica e
che segna anche l’esordio del regista Riccardo Donna (al suo primo
ciak cinematografico, ma con alle spalle un prestigioso cursus
honorum in materia
di fiction televisiva) e dei due protagonisti Emanuele Bosi e Mary
Petruolo, alla loro prima grande produzione.
Un
“pop movie” – nel senso di un film ispirato ad una storia
raccontata da un album di musica pop – fresco ed emozionante,
girato nello straordinario teatro della “città eterna”, che si
avvale di una colonna sonora indimenticabile, firmata Claudio
Baglioni, nella quale si fondono atmosfere senza tempo e musiche
originali e che si chiude con il nuovo brano: “Niente più”.
IL ROMANZO Un viaggio intenso e appassionante nei territori, gravidi
di emozione ma talvolta accidentati e impervi, della memoria, alla
ricerca di identità personali, collettive e universali, tra
interrogativi che ancora non hanno trovato risposta e sentimenti
creduti dimenticati che tornano a bussare con prepotenza alla
porta della coscienza. E’ questo il senso ultimo della prima prova
da narratore di Claudio Baglioni – “QPGA” il romanzo uscirà a fine
novembre per Mondadori – che abbandona note e suoni, per affidarsi
alla sola forza delle parole nude. E’ il racconto di uno dei
momenti-simbolo di ogni esistenza, quello nel quale l’incanto si
spezza, il sogno svanisce e l’uomo resta solo con se stesso ad
affrontare l’impatto con la nuda realtà della vita. In questo
caso, in particolare, l’infrangersi del grande sogno d’amore
adolescenziale di Giulia e Andrea diviene metafora di un’Italia
che vede svanire l’illusoria felicità del miracolo economico e
avvicinarsi uno dei decenni più difficili della sua storia. Un
passaggio di stato che, a sua volta, si colloca nel momento del
risveglio di un pianeta che ha creduto nelle positive istanze del
cambiamento, ma che si trova a fare i conti con un presente duro,
cinico, eticamente instabile e profondamente diverso da quello
che, forse con un eccesso di ingenuità, aveva immaginato.
Questo
Piccolo Grande Amore, il concerto
Claudio Baglioni suona dal vivo a Milano, Roma e
Napoli l'album che lo ha reso popolare
Alzi la mano chi non ha mai ascoltato almeno una
volta Questo Piccolo Grande Amore. Sarà stato un
lento, una soffice dichiarazione d’amore o una
mielosa serata passata in compagnia della nostra
dolce metà, ma il brano scritto da Claudio
Baglioni più di venticinque anni fa unisce ancora
più generazioni. In attesa del film ispirato
all’omonima canzone, nelle sale da febbraio 2009,
il cantautore romano annuncia un altro grande
progetto musicale: Questo Piccolo Grande Amore –
il concerto, il nuovo live in cui saranno eseguiti
dal vivo tutti i pezzi dell’album. E’ già iniziata
la corsa ai biglietti per la tappa milanese del 5
novembre all’Allianz, a cui seguiranno quelle del
26 novembre al Gran Teatro di Roma e dell’8
dicembre al Palapartenope di Napoli.
AMORE IN CONTROTENDENZA - Pur contenendo “la
canzone del secolo”, Questo Piccolo Grande amore è
tra i primi concept album realizzati nel nostro
Paese. Mentre l’Italia degli anni di piombo
spalanca le porte alla canzone impegnata di
riflesso politico-sociale, Claudio Baglioni va in
controtendenza e tira fuori una storia cantata in
14 passaggi musicali per fotografare il percorso
di una storia d’amore post-adolescenziale:
dall’innamoramento alla separazione.
PICCOLI O GRANDI AMORI? - Questo piccolo gioiello
da "opera popolare" si evolve tra Piazza del
Popolo e Porta Portese, luoghi iconografici della
Roma di Baglioni, per raccontare l'evoluzione di
un amore dall'inizio alla fine attraverso
l'incontro (Una faccia pulita), il litigio
(Battibecco), l'innamoramento (Con tutto l'amore
che posso...), il matrimonio (Io ti prendo come
mia sposa), l'amore del passato (Questo piccolo
grande amore), la nostalgia (Sembra il primo
giorno). Tocco di classe la copertina, con un
disegno che proietta le emozioni in una visione
fumettistica di Pompeo De Angelis.
LO SHOW - Mentre sono in corso le riprese del
film, Baglioni già si è messo a lavoro per questo
show, da cui trapelano poche notizie. Tutti i fan
saranno appagati perché saranno eseguiti inediti
lasciati fuori dalla session di registrazione, e
altre canzoni d’amore riarrangiate per l’evento.
Di Rosario Pipolo
Pubblicato giovedì 17 luglio 2008
http://www.milanodabere.it
CLAUDIO BAGLIONI
-
Q.P.G.A. -
QUESTO PICCOLO GRANDE AMORE 2008 -
IL CONCERTO
PREVENDITA BIGLIETTI DA LUNEDÌ 14 LUGLIO
Una suite musicale entusiasmante, che segue,
nell’avvincente dimensione di un’opera
moderna, la storia d’amore più appassionante della
musica popolare italiana, quella
raccontata nel album cult “Questo piccolo grande
amore”. E’ “Q.P.G.A. – Questo Piccolo grande Amore 2008 – il concerto” il nuovo live con il
quale Claudio Baglioni tornerà ad
esibirsi, dopo lo straordinario successo dell’ultimo
record-tour “Tutti qui” (500 mila spettatori in
70 tappe nei palazzi dello sport di tutta Italia).
Due ore di grande musica, in una versione
completamente rinnovata - nuovi arrangiamenti,
nuove ambientazioni, nuove sonorità – con l’aggiunta
di brani ricomposti e di pezzi inediti,
(che non vennero inseriti nell’album del ’72), per
celebrare l’ultimo incanto di una generazione
sospesa tra il grande sogno degli anni ’60 e il duro
risveglio del decennio successivo.
E’ questo, in estrema sintesi il senso del progetto
che porterà Baglioni nei grandi teatri di
Milano, Roma e Napoli, con uno spettacolo musicalmente
straordinario, sia nello spirito che
nella progettazione e nella realizzazione.
All'interpretazione integrale di Q.P.G.A. si
affiancheranno inoltre, nuove edizioni live di tanti
altri “piccoli grandi amori”, ovvero tutte le
più belle e storiche canzoni d’amore dello
straordinario repertorio del musicista.
Q.P.G.A 2008, che consentirà di assistere, per la
prima volta dal vivo, all’esecuzione
integrale dell’album capolavoro della musica italiana,
partirà il 5 novembre dall’Allianz
Teatro di Milano e sarà quindi in scena fino alla fine
di dicembre, passando da Roma e
Napoli:
• Dal 5 novembre all’Allianz Teatro di Milano
• Dal 26 novembre al Gran Teatro di Roma
• Dall’8 dicembre al Palapartenope di Napoli
I
biglietti - da 25 a 70 euro oltre prevendita - saranno
in vendita da lunedì 14 luglio.
Informazioni sul sito :
www.friendsandpartners.it
Ufficio Stampa
GOIGEST S.r.l.
Tel. 02 202334
Claudio Baglioni -
Q.P.G.A. - A breve in vendita
Alle ore 9 di lunedì
14 luglio sarà avviata on line sul sito
TicketOne.it e tramite call center la prevendita
dei biglietti per Questo Piccolo Grande Amore 2008
– il concerto in tour dal 5 novembre. Di seguito
tutte le tappe già confermate:
Dal 5 novembre all’Allianz Teatro
di Milano
Dal 26 novembre al Gran Teatro di Roma
Dall’8 dicembre al Palapartenope di Napoli
Alle ore 15 la prevendita sarà avviata anche
presso i Punti Vendita TicketOne.
Baglioni torna con “q.p.g.a.”
ROMA - Una suite musicale che segue, nella dimensione
di un’opera moderna, la storia d’amore più
appassionante della musica popolare italiana, quella
raccontata nell’album cult “Questo piccolo grande
amore”. E’ “Q.P.G.A. - Questo Piccolo Grande Amore
2008 - il concerto”, il nuovo live con il quale
Claudio Baglioni tornerà ad esibirsi dopo il successo
dell’ultimo record-tour. All’interpretazione integrale
di Q.P.G.A. si affiancheranno nuove edizioni live di
tanti altri “piccoli grandi amori”, ovvero tutte le
più belle e storiche canzoni d’amore del repertorio
del musicista.
http://www.corriereadriatico.it/articolo.aspx?varget=46A05FA55691AD296541E6FC296173D4
Claudio Baglioni rivisita in
concerto il Piccolo Grande Amore
Torna "Questo Piccolo Grande Amore" l'album da cui fu
tratto il più famoso e amato brano di Claudio Baglioni.
Torna in forma di film, con le musiche curate
dall'autore, ma anche in forma di concerto, a Milano
dal 5 novembre al teatro Allianz, a Roma dal 26
novembre al Gran Teatro, a Napoli al Palapartenope dal
9 dicembre. Saranno due ore di grande musica, in una
versione completamente rinnovata - nuovi
arrangiamenti, nuove ambientazioni, nuove sonorità con
l'aggiunta di brani ricomposti e di pezzi inediti, che
non vennero inseriti nell'album del '72. Prevendite da
lunedì.
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Main&Codice=3847720&Pagina=21
Per Baglioni un piccolo
grande tour
Diventa una suite la love story di «Questo piccolo
grande amore», album e canzone pronti ad essere
rilanciati dal film omonimo. È «Questo piccolo grande
amore 2008 - il concerto», nuovo tour di Claudio
Baglioni che eseguirà interamente l’lp, con pezzi
rimasti fuori dal disco del ’72, oltre ai soliti
successi. Si comincia il 5 novembre a Milano per
arrivare l’8 dicembre al Palapartenope di Napoli.
http://www.ilmattino.it/mattino/view.php?data=20080711&ediz=NAZIONALE&npag=23&file=VEVE.xml
Claudio Baglioni -
Q.P.G.A. Questo Piccolo Grande Amore
2008
il concerto
Una suite musicale entusiasmante, che segue,
nell’avvincente dimensione di un’opera moderna, la
storia d’amore più appassionante della musica popolare
italiana, quella raccontata nel album cult Questo
piccolo grande amore. E’ Q.P.G.A. – Questo Piccolo
Grande Amore 2008 – il concerto il nuovo live con il
quale Claudio Baglioni torna ad esibirsi, dopo lo
straordinario successo dell’ultimo record-tour Tutti
qui (500 mila spettatori in 70 tappe nei palazzi dello
sport di tutta Italia).
Due ore di grande musica, in una versione
completamente rinnovata - nuovi arrangiamenti, nuove
ambientazioni, nuove sonorità – con l’aggiunta di
brani ricomposti e di pezzi inediti, (che non vennero
inseriti nell’album del ’72), per celebrare l’ultimo
incanto di una generazione sospesa tra il grande sogno
degli anni ’60 e il duro risveglio del decennio
successivo.
E’ questo, in estrema sintesi il senso del progetto
che porterà Baglioni nei grandi teatri di Milano, Roma
e Napoli, con uno spettacolo musicalmente
straordinario, sia nello spirito che nella
progettazione e nella realizzazione.
All'interpretazione integrale di Q.P.G.A. si
affiancheranno inoltre, nuove edizioni live di tanti
altri piccoli grandi amori, ovvero tutte le più belle
e storiche canzoni d’amore dello straordinario
repertorio del musicista.
Q.P.G.A 2008, che consentirà di assistere, per la
prima volta dal vivo, all’esecuzione integrale
dell’album capolavoro della musica italiana, partirà
il 5 novembre dall’Allianz Teatro di Milano e sarà
quindi in scena fino alla fine di dicembre, passando
da Roma e Napoli:
Dal 5 novembre all’Allianz Teatro di Milano
Data. 05.11.08
Città.Milano (MI)
Luogo. Allianz Teatro
Indirizzo. c/o Datch Forum - Via G. di Vittorio, 6 -
Assago (MI)
Web. www.allianzteatro.it
Dal 26 novembre al Gran
Teatro di Roma
Data. 26.11.08
Città.Roma (RM)
Luogo. Gran Teatro
Indirizzo. Viale di Tor Quinto - Roma
Web.
www.ilgranteatro.it
Concerto QPGA
(ANSA) - ROMA, 10 LUG - Una suite musicale che segue,
nella dimensione di un’opera moderna, la storia
d’amore più appassionante della musica popolare
italiana, quella raccontata nell’album cult ‘Questo
piccolo grande amorè. È ‘Q.P.G.A. - Questo Piccolo
Grande Amore 2008 - il concertò, il nuovo live con il
quale Claudio Baglioni tornerà ad esibirsi dopo il
successo dell’ultimo record-tour ‘Tutti quì (500 mila
spettatori in 70 tappe nei palazzi dello sport di
tutta Italia).
Due ore di musica in una versione completamente
rinnovata con l’aggiunta di brani ricomposti e di
pezzi inediti (che non vennero inseriti nell’album del
‘72), per celebrare l’ultimo incanto di una
generazione sospesa tra il grande sogno degli anni ‘60
e il duro risveglio del decennio successivo.
È questo, in estrema sintesi il senso del progetto che
porterà Baglioni nei grandi teatri di Milano, Roma e
Napoli.
All’interpretazione integrale di Q.P.G.A. si
affiancherannonuove edizioni live di tanti altri
“piccoli grandi amori”,ovvero tutte le più belle e
storiche canzoni d’amore delrepertorio del musicista.
Q.P.G.A 2008, che consentirà di assistere per la prima
voltadal vivo all’esecuzione integrale dell’album,
partirà il 5novembre dall’Allianz Teatro di Milano e
sarà quindi in scenafino alla fine di dicembre,
passando da Roma e Napoli.Ecco le date: dal 5 novembre
all’Allianz Teatro di Milano,dal 26 novembre al Gran
Teatro di Roma, dall’8 dicembre al Palapartenope di
Napoli. I biglietti - da 25 a 70 euro oltre prevendita
- saranno in vendita da lunedì 14 luglio.
Claudio Baglioni, concerto speciale per 'Questo
piccolo grande amore'
E' “Q.P.G.A. – Questo Piccolo Grande Amore 2008 – il
concerto” il nome del live che segna il ritorno sui
palchi di Claudio Baglioni: lo spettacolo, della
durata di oltre due ore con - in scaletta - i maggiori
successi dell'artista romano in versioni completamente
riarrangiate, sarà messo in scena a partire dal 5
novembre all’Allianz Teatro di Milano, dal 26 al Gran
Teatro di Roma e dall’8 dicembre al Palapartenope di
Napoli. I biglietti - il cui prezzo oscillerà tra i 25
e i 70 euro più diritti di prevendita ed eventuali
commissioni addizionali - saranno disponibili a
partire dal prossimo lunedì 14 luglio.
Rockol.it
Da lunedi in vendita
biglietti per il nuovo live di Baglioni
Roma, 10 lug. (Apcom) - Da lunedì saranno in vendita i
biglietti per ‘Q.P.G.A. - Questo Piccolo Grande Amore
2008 - il concerto’, il nuovo live con il quale
Claudio Baglioni tornerà ad esibirsi dopo il successo
dell’ultimo record-tour ‘Tutti qui’, che ha registrato
500mila spettatori in 70 tappe in tutta Italia.
Un concerto con nuovi arrangiamenti, nuove
ambientazioni, nuove sonorità e l’aggiunta di brani
ricomposti e di pezzi inediti che sarà proposto nei
teatri di Milano, Roma e Napoli. Partirà infatti dal 5
novembre all’Allianz Teatro di Milano, per poi
raggiungere il 26 il Gran Teatro di Roma e l’8
dicembre il Palapartenope di Napoli.
http://notizie.alice.it/
SPE - Musica:
Baglioni in concerto a Roma, Napoli e Milano
Roma, 10 lug (Velino) - Una suite musicale
entusiasmante, che segue, nell’avvincente dimensione
di un’opera moderna, la storia d’amore più
appassionante della musica popolare italiana, quella
raccontata nel album cult “Questo piccolo grande
amore”. E’ “Q.P.G.A. – Questo Piccolo Grande Amore
2008 – il concerto” il nuovo live con il quale Claudio
Baglioni tornerà ad esibirsi, dopo lo straordinario
successo dell’ultimo record-tour “Tutti qui” (500 mila
spettatori in 70 tappe nei palazzi dello sport di
tutta Italia). Due ore di grande musica, in una
versione completamente rinnovata - nuovi
arrangiamenti, nuove ambientazioni, nuove sonorità –
con l’aggiunta di brani ricomposti e di pezzi inediti,
(che non vennero inseriti nell’album del ’72), per
celebrare l’ultimo incanto di una generazione sospesa
tra il grande sogno degli anni ’60 e il duro risveglio
del decennio successivo. E’ questo, in estrema sintesi
il senso del progetto che porterà Baglioni nei grandi
teatri di Milano, Roma e Napoli, con uno spettacolo
musicalmente straordinario, sia nello spirito che
nella progettazione e nella realizzazione.
All'interpretazione integrale di Q.P.G.A. si
affiancheranno inoltre, nuove edizioni live di tanti
altri “piccoli grandi amori”, ovvero tutte le più
belle e storiche canzoni d’amore dello straordinario
repertorio del musicista. Q.P.G.A 2008, che consentirà
di assistere, per la prima volta dal vivo,
all’esecuzione integrale dell’album capolavoro della
musica italiana, partirà il 5 novembre dall’Allianz
Teatro di Milano e sarà quindi in scena fino alla fine
di dicembre, passando da Roma e Napoli: dal 5 novembre
all’Allianz Teatro di Milano; dal 26 novembre al Gran
Teatro di Roma; dall’8 dicembre al Palapartenope di
Napoli I biglietti - da 25 a 70 euro oltre prevendita
- saranno in vendita da lunedì 14 luglio. Lo rende
noto un comunicato stampa.
Preparatevi perché
questa sarà un'estate di grandi, ...
Preparatevi perché questa sarà un'estate di grandi,
grandissimi cambiamenti ma non temete: tutto cambierà
in meglio. Saturno si trova nella vostra Quinta Casa,
quella dell'amore romantico. Non inseguite frivolezze
(avrete parecchie tentazioni, soprattutto a fine
luglio, primi agosto) né avventure pazze ma affrontate
l'amore con maturità e pragmatismo.
Estate tranquilla ma da ottobre attenti…alle rotture.
Delle relazioni naturalmente perchè la vostra salute
sarà sempre ottima.
Attenti al fanatismo estivo, ascoltate i consigli dei
veri amici. Le serate di svago, al piano bar, in
discoteca, durante il bagno di mezzanotte o una
passeggiata in montagna, sotto i castagni saranno
opportunità per mollare gli ormeggi e godere
dell'inaspettato.
Da evitare le piscine.
Compagni di segno Valeria Marini, Claudio Baglioni,
Anna Oxa, Massimo Ranieri, Tony Blair e anche
l'inossidabile Marco Pannella.
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