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Seminario di
Architettura a Napoli con Claudio Baglioni
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Idee
di città interetnica, progetti in mostra e seminario con
Baglioni
Un bilancio dell’esame di abilitazione alla professione di
architetto degli ultimi anni come pretesto per discutere del
futuro delle città e di quello di Napoli, in particolare. Con
questo spirito i membri della commissione del 2005-2007, guidati
da Michele Cennamo, ordinario alla Federico II, hanno
organizzato la mostra-convegno “idee di architetture del dialogo
per la città interetnica”. I migliori lavori sono esposti da
ieri e fino al 2 dicembre nel chiostro di Santa Maria La Nova a
Napoli. E proprio per inaugurare la mostra si è tenuto un
convegno, che ha visto coinvolti i più diversi attori
interessati al tema, tra cui Claudio Baglioni, non nelle sue
vesti più note di cantante, quanto in quelle di architetto e
ideatore della Fondazione O’scià, che si occupa da 5 anni dello
scottante tema dell’immigrazione clandestina.
Il presidente dell’Acen, Ambrogio Prezioso ha parlato della
necessità di ragionare per Napoli in termini di “area vasta”,
laddove il prg ha una “vision” troppo ristretta. Prezioso ha
messo poi il dito in una piaga dolente per Napoli: siamo tra i
primi in quanto a proposte, ma ultimi in attuazione. “C’è il
modo di essere ottimisti”, ha proseguito, “ma solo se impareremo
a coinvolgere di più e meglio il capitale privato”.
Il presidente dell’Ordine degli Architetti di Napoli Paolo
Pisciotta ha riproposto un’antica battaglia dell’ordine
partenopeo, quella per la qualità dell’architettura attraverso
l’utilizzo del concorso. L’architettura di qualità, infatti,
come evidenzia il caso Bilbao, può costituire un importante
volano per l’economia.
Per Benedetto Gravagnuolo, preside della Facoltà di Architettura
della Federico II, bisogna trovare un equilibrio tra
integrazione e rispetto delle diverse ‘culture dell’abitare’”.
E, a tal proposito, un bilancio della situazione dei Campi
nomadi dell’area napoletana l’ha tracciato Marco Nieli,
dell’Opera Nomadi, complimentandosi con gli organizzatori del
convegno per la sua attenzione al tema della “progettualità
dell’accoglienza”.
a. n.
Fonte:
http://www.denaro.it:80/go/a/_articolo.qws?recID=292074
27-11-2007
Il Mattino
22/11/2007
Ci sarà anche Claudio Baglioni, da laureato in architettura, al
convegno che si svolgerà lunedì mattina presso la sede dell'associazione
«Oltre il chiostro» nel complesso di Santa Maria la Nova. Sarà un
confronto tra le diverse scuole di architettura italiane e la loro
capacità di formare i giovani alla professione. Intorno a questi temi
si svolgerà infatti la mostra-convegno dal titolo «Idee di
architetture del dialogo per la città interetnica», organizzato dalla
commissione esami di abilitazione all' esercizio professionale di
architetto. E i fan sono già allertati, a cominciare proprio dai
giovani architetti che parteciperanno al convegno con la curiosità di
ascoltare l'intervento del cantante che, per una volta non affronterà
i temi musicali, ma quelli della professione di architetto e delle
difficoltà incontrate dai giovani che si avvicinano a questa
professione.
Il Denaro
Progetti per la città del dialogo: mostra-convegno a S.Maria la
Nova Il mondo dell'architettura per il dialogo tra le culture:
lunedì 26 novembre, presso la sede dell'associazione "Oltre il
chiostro" nel complesso di Santa Maria la Nova a Napoli, di tiene
l'incontro intitolato "Idee di architetture del dialogo per la città
interetnica". Il convegno si associa ad una mostra dei migliori lavori
svolti nelle sedute d'esame di Stato del 2005-2007, dedicati proprio
al tema dell'architettura del dialogo, che sarà inaugurata nella
stessa giornata di lunedì.
di Andrea Nastri
Le città con il loro destino sempre più legato alla capacità di
assorbire e valorizzare la tendenza alla multietnicità. Ma anche i
giovani architetti, con il loro sempre più difficoltoso ingresso nel
mondo del lavoro. Su questi due temi, di stringente attualità, asi
sofferma Michele Cennamo, docente di Tecnologia dell'architettura
presso l'Università Federico II di Napoli ed ex presidente europeo
degli architetti, nella sua doppia veste di studioso della città ed
ex-presidente della Commissione esami di Stato per la professione di
architetto. Cennamo è tra i principali promotori, infatti, del
convegno che si muove a cavallo tra questi due temi che si svolgerà
lunedì 26 Novembre presso la sede dell'associazione "Oltre il
chiostro" nel complesso di Santa Maria la Nova a Napoli, intitolato
"Idee di architetture del dialogo per la città interetnica".
"Storicamente le città 'ricche' - sostiene Cennamo - hanno
sempre saputo assorbire l'urto incessante dei nuovi fenomeni e degli
imprevisti incrementi demografici senza rinnegare la loro storia". In
questi casi si attiva infatti "una sorta di 'cablaggio spontaneo' in
grado si supportare i segni di un nuovo modello di città e di un nuovo
linguaggio architettonico capace di coniugare tradizione ed
innovazione, teoria e prassi, tipologia e morfologia, con una buona
dose di follia e fantasia". E' questa la sfida che abbiamo davanti
ancora una volta oggi, ineludibile, venuta alla ribalta anche a causa
degli ultimi fatti di cronaca. Esiste ormai anche in Italia, infatti,
una quantità enorme e crescente di migranti in cerca di una nuova
vita, che spesso finisce però col vivere ai margini della nostra
società, sia in termini sociali che in termini propriamente fisici,
ammassandosi in quei non-luoghi periferici che generano e moltiplicano
emarginazione ed esclusione.
Le città devono "attrezzarsi per ottimizzare accoglienze e
strutture del vivere insieme", prosegue Cennamo, "e non debbono essere
più vincolate necessariamente ad un territorio fisico e specifico,
quanto piuttosto riferite ad un sistema di relazioni e di strutture".
E' l'identikit della 'multipolis', modello di città immaginate nel
1993 nel progetto per il concorso internazionale di idee per la città
del XXI secolo, che Cennamo vinse insieme al romeno Alexandru Sandu e
all'indiano Vaikund Sadersai. Si trattava di "un modello il cui
concetto chiave era il superamento dei limiti fisici della città e la
definizione di un sistema a-geografico di cooperazione multiurbana",
ci racconta il professore. "Probabilmente oggi", chiosa, "i tempi sono
maturi per riprendere la costruzione di quella 'torre di babele'
interrotta per un peccato di presunzione verso Dio". Ideare
spazi per la multiculturalità, sociale, laica e religiosa, dunque.
Tenere, cioè, sempre più conto, nei propri progetti, degli usi e delle
abitudini di altri popoli, che ormai abitano, come noi e insieme a
noi, le nostre città. Questo è un tema fondamentale per gli
architetti, specialmente per quelli giovani che si affacciano oggi
alla professione attraverso l'esame di abilitazione. Al convegno
parteciperanno i rappresentanti di molti degli enti promotori tra cui
Ambrogio Prezioso, presidente dell'Acen, Raffaele Sirica, presidente
del Consiglio nazionale degli Ordini degli architetti, Paolo Pisciotta,
presidente dell'Ordine degli architetti di Napoli, Benedetto
Gravagnuolo, preside della Facoltà di Architettura della Federico II,
Giuseppe Reale dell'associazione "Oltre il chiostro", padrone di casa
dell'evento. Presente, inoltre, anche Claudio Baglioni, in qualità di
architetto ma soprattutto di leader della Fondazione "'O scià", da
tempo impegnata sul fronte del dialogo interetnico. |