Musica, grande
successo per Venditti al Palalottomatica: sul palco anche Verdone e
Baglioni
Sold out ieri sera, con grande successo,
al Palalottomatica per il concerto di Antonello Venditti. Al concerto,
che ci sarà anche stasera, erano presenti nella tribuna Vip Piero
Marrazzo, Antonio Di Pietro e Fausto Bertinotti, che per tutta la
serata hanno seguito le note dei vecchi e nuovi brani di successo
facendosi scappare anche dei momenti di canto. Il concerto si è aperto
con "Dalla pelle al cuore ", per poi passare ai suoi primi successi:
"Ci vorrebbe un amico", "Giulio Cesare", "Notte prima degli esami",
"Roma capoccia", fino ad arrivare ad "Amici mai" e "Sara". Ed è
proprio su quest'ultima che si è soffermato per affermare: "Non voglio
entrare nel particolare della legge 194, ma ritengo che la vita sia
vita". Nella seconda parte del concerto ha poi regalato due sorprese
ai suoi fan. La prima è arrivata quando ha cantato "Comunisti al
sole", in cui sul palco ad accompagnarlo alla batteria è salito il suo
amico Carlo Verdone. La seconda invece, a conclusione della serata, in
cui il pubblico ha potuto sentire "Roma capoccia", duettato da
Venditti e Claudio Baglioni. C'è stato poi un momento in cui tutti si
sono alzati in piedi ad applaudire: Venditti ha infatti mandato un
saluto a Giorgio Sandri, il padre di Gabriele.
di Fabrizio Zampa
ROMA (5 aprile) - Un concerto pieno d’energia, trascinante, con due
dozzine di brani vecchi e nuovi e su tutto la sua voce, più fresca e
più convincente che mai non solo quando fa musica ma anche quando
parla alla sua platea. Era già un bel pezzo che Antonello Venditti non
cantava a Roma, e anche stavolta ha fatto centro. Nel suo nuovo tour,
che sta attraversando l’Italia con un tutto esaurito dietro l’altro e
una caldissima risposta da parte degli spettatori, forse è stata
l’idea di dover fare due concerti ieri e oggi al Palalottomatica, come
dire a casa, la spinta che serviva per fargli cambiare molte cose
rispetto al passato, dalla band di dieci musicisti che adesso è molto
più elettrica e aggressiva (sono il fedele sassofonista Amedeo
Bianchi, i chitarristi Toti Panzanelli, Maurizio Perfetto e Giovanni
Di Caprio, i tastieristi Alessandro Centofanti, partner di Antonello
da sempre, e Danilo Cherni, il bassista Fabio Pignatelli, il
batterista Derek Wilson e le voci di Sandy Chambers e Julia St. Louis)
a un repertorio che comprende parecchi brani del suo ultimo e
vendutissimo album Dalla pelle al cuore (come La mia religione,
Tradimento e perdono, Scatole vuote e via di questo passo) nonché una
rilettura di pezzi d’annata riarrangiati e rivisti nelle sonorità come
Sara, Notte prima degli esami, Roma capoccia (ma nella scaletta c’è
anche il nuovo Pioggia su Roma), Sotto il segno dei pesci, Giulio
Cesare, Ci vorrebbe un amico, Che fantastica storia è la vita, Alta
Marea e così via, per oltre due ore di performance, fino a Ricordati
di me e agli altri bis.
Anche se i tempi cambiano (non dimenticate che meno di un mese fa
Venditti ha festeggiato cantando i cinquantanove anni) nei suoi
concerti, fin dall’epoca in cui ogni sera a un certo punto appariva
sul palco, o magari in mezzo al prato degli stadi, un pianoforte a
coda bianco che gli serviva per regalare al pubblico i suoi successi
in versione acustica, intima, diciamo confidenziale, gli resta sempre
un elemento fondamentale: la voglia di trasformare in realtà insieme a
migliaia e migliaia di spettatori quella magìa tipica dei concerti che
colpiscono in pieno l’obiettivo, quel livello di comunicazione che
scatta solo quando l’artista regala qualcosa in più alla platea,
quando l’emozione rimbalza magicamente avanti e dietro fra palco e
pubblico e prende forma quel contatto difficile ma formidabile la cui
energia sarebbe capace di sopravvivere anche a un bombardamento a
tappeto.
La forza di Antonello (e di pochi altri suoi colleghi, perché non
tutti hanno quel particolare istinto) è proprio il sapersi fondere in
maniera totale con chi lo sta ascoltando, un cocktail che trasforma
una normale esibizione in qualcosa di speciale. Tenete presente, poi,
che l’appuntamento romano di ieri ha visto in palcoscenico un paio di
sorprese, dalla presenza di un vecchio amico, il regista e attore
Carlo Verdone, che ha suonato tre brani alla batteria (Comunisti al
sole, Benvenuto in Paradiso e In questo mondo di ladri), a quella del
collega Claudio Baglioni, al quale vanno tutti i nostri complimenti,
che a fine serata ha fatto insieme a lui un bellissimo duetto su Roma
capoccia. E ad applaudirlo c’erano ammiratori come Fausto Bertinotti,
Antonio Di Pietro, Piero Marrazzo, Giorgio Panariello.
Resistere alla proposta musicale e umana di Venditti è impossibile, e
infatti il pubblico che riempiva l’ex Palasport (in buona parte
formato da giovani e giovanissimi) ha ceduto in pochi istanti a un
protagonista in gran forma: un Antonello che è rimasto un eterno
ragazzo, proprio come ai tempi in cui, moltissimi anni fa, andava a
fare concerti in Sicilia per cantarla chiara anche alla mafia.